NECRODEATH

Old Skull

2010 - Scarlet Records

A CURA DI
FABIO MALAVOLTI
03/10/2011
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

Divenuti ormai uno dei caposaldi mondiali del Metal estremo dopo 25 anni di attività, i Necrodeath decisero di tributare con un album quelle band che ancora prima del loro boom avevano dominato la scena e che quindi erano state una delle principali fonti di ispirazione per il quartetto genovese. Nel corso della sua storia la band ha affrontato alcuni mutamenti stilistici (avendo iniziato con un violentissimo thrash / black per poi spostarsi verso lidi ai confini con il death metal) ottenendo sempre ottimi responsi da fans e critica, ed in un certo senso questo album ne è l'ennesima conferma, considerando che con "Old Skull" i Necrodeath non sono andati ad interpretare solamente storiche band thrash metal, ma anche alcuni mostri sacri dell'heavy metal attivi sin dagli anni '70. E lo hanno fatto senza stravolgere il sound originale di tali brani, rendendoli unicamente re-interpretazioni in chiave "necrodeathiana", in modo tale da non far suscitare il fatidico lemma "Eresia!" ai fedelissimi fans delle band appena citate. "Old Skull" è sì un album di cover, ma l'opener è "Mater Tenebrarum", un classico della band ligure che viene praticamente riadattato al nuovo sound intrapreso negli ultimi anni: intro composto da un maligno chorus, riff di chitarra acustica, songwriting leggermente modificato (soprattutto il pattern di batteria) e ritmo leggermente velocizzato. In fin dei conti, però, la versione originale risulta a mio avviso nettamente migliore, quasi come se questo rifacimento l'avesse snaturata un pò. A questo punto ecco la cover di "Black Magic" degli Slayer, senz'altro una delle più famose band estreme della storia che soprattutto negli anni '80 divenne fra i principali esponenti del Thrash Metal californiano. Se in "Draculea" (2007) li avevamo visti calcare le orme dei Venom con la cover di "Countess Bathory", questa volta il classicone Black Metal scelto dalla band è "Raise The Dead" della band di Quorthon, mettendo in evidenza una sezione ritmica, composta da Peso (batteria) e GL (basso), di tutto rispetto. Con "Pleasure To Kill" la band si cimenta nell'impresa non facile di rievocare la violenza e la scarnosità dei Kreator, storica formazione simbolo del Thrash teutonico, secondo al mondo dietro solamente a quello della Bay Area in quanto a produzione. Il primo excursus nell'Heavy Metal britannico lo si incrocia con "Paranoid" dei seminali Black Sabbath, e qui sì che il rischio è davvero grosso, poichè in passato già diverse band storiche hanno fallito tale esperimento (i Megadeth per fare un esempio), ma tutto sommato la cover è invece più che accettabile, anche se la versione originale di Ozzy Osbourne e soci è ovviamente lontana anni luce. Giusto per rimembrare che le radici thrash dei Necrodeath, la band si concede anche una cover dell'altro storico gruppo tedesco estremo, i Sodom, eseguendone "Sodomy And Lust", brano tratto da un ep datato 1987. Anche in questo album la band si cimenta in una cover del trio di Newcastle capitanato da Jeff Dunn, in questo caso il brano in questione è "Bloodlust", nel complesso una delle più riuscite di "Old Skull" grazie anche al personale screaming di Flegias, maligno come pochi. Come era avvenuto per i Black Sabbath, anche la re-interpretazione di "Ace Of Spades", uno dei cavalli di battaglia dei Motorhead, è una delle performance meno riuscite, per il semplice motivo che lo scream di Flegias è diametralmente opposto ai rauchi vocals di Lemmy Kilmister, mentre musicalmente la prova non è niente male. Il penultimo brano è la famosissima "Am I Evil?" dei Diamond Head, già coverizzato da altre band (memorabile quella di Anthrax, Metallica, Megadeth e Slayer avvenuta durante l'esibizione del Big 4), brano che riesce ad esaltare in particolar modo la 6 corde di Pier Gonella. Infine, come se non bastasse aver aperto il disco con la sua "modernizzazione", la band chiude i battenti con "Mater Tenebrarum" nella sua grezzosità del 1985, cioè la versione originale contenuta nella demo "The Shining Pentagram" (ripresa anche nell'artworking "aggiornato" al 2010), la prima release ufficiale della band genovese. Tutto sommato "Old Skull" resta un buon disco che rappresenta il coraggio di questa band nel cercare di riassumere in un solo LP le origini e i primi sviluppi della musica Metal.


01) Mater Tenebrarum (2010) 
02) Black Magic
(Slayer cover) 

03) Raise The Dead
(Bathory cover)

04) Pleasure To Kill
(Kreator cover) 

05) Paranoid
(Black Sabbath cover) 

06) Sodomy And Lust
(Sodom cover) 

07) Bloodlust
(Venom cover) 

08) Ace Of Spades
(Motörhead cover) 

09) Am I Evil?
(Diamond Head cover) 

10) Mater Tenebrarum (1985)