NECRODEATH

Into the Macabre

1987 - Nightmare Records/Scarlet Records (Ristampa)

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
21/12/2012
TEMPO DI LETTURA:
10

Recensione

Milano, 5 Febbraio del 1984, sul palco del Teatro Tenda Lampugnano i giovanissimi Metallica (al tempo freschi di "Ride the Lightning") lasciano spazio ai Britannici Venom e la musica cambia veramente. La cattiveria dei Metallica diventa un'oscura malignità, i testi passano da una rabbiosa denuncia sociale ad un'apologia del Satanismo ed a una battaglia a tutto campo contro il cristianesimo e diventa palese che il mondo del metal si sta ulteriormente evolvendo. Sotto al palco, tra tutte le persone che ascoltano, cantano, pogano e fanno Headbanging troviamo due ragazzi di Genova, Marco e Claudio, che suonano Batteria e chitarra e decidono di fondare un gruppo per continuare su quella strada che stava venendo tracciata non solo su quel palco, ma anche da band come Mercyful Fate ed HellHammer, ai quali fecero seguito Bathory, Possessed e Celtic Frost. Tornati a Genova reclutarono un cantante ed un bassista e fondarono i GhostRider, rilasciando 3 ottime demo molto vicine allo Slayer sound. Nel 1985 i 4 ragazzi decidono di cambiare nome in Necrodeath e di rilasciare la storica demo "The Shining Pentagram" che, miracoli del tape-trading (l'antenato del p2p, ma ancora col fascino del contatto tra persone e non tra "User", "Peer", "Seed" o come si vogliano chiamare), arrivò in mano al giovane Norvegese Øystein Aarseth, che aveva appena aperto il suo negozio di dischi "Helvete" che diventò ben presto uno dei punti fermi della scena musicale norvegese e soprattutto di tutto il Black metal inner Circle. Le 4 tracce di "The Shining Pentagram" ebbero un successo immenso tra questi giovani norvegesi così interessati alla musica estrema ed alle tematiche più oscure e tenebrose che lo videro come uno dei loro punti di riferimento musicale, tanto che il batterista Marco "Peso" Pesenti diventò ben presto amico di Øystein Aarseth. Si può quindi affermare che il Black metal, un genere famoso in tutto il mondo con migliaia di fan, è nato anche grazie a questi 4 genovesi. Un ulteriore conferma ci arriva da "Into The Macabre", il primo full lenght che segue di 2 anni quella storica demo inglobandola parzialmente.Inseriamo il cd nel lettore e veniamo accolti da un suono che deriva direttamente dall'infanzia dei nostri genitori e dei nostri nonni, un carillon. Sorge spontanea la domanda se veramente le dolci note di un innocente giochino per bambini possano introdurci in una nuova dimensione musicale ancora più violenta di quel thrash metal di Slayeriana memoria che già aveva aperto nuovi fronti nel mondo della musica metal?La risposta è "ASSOLUTAMENTE SI", prevedendo però la condizione che il suddetto carillon sia seguito da quel compendio di devastazione sonora rappresentato da "Agony/The Flag of the inverted cross". Il suddetto carillon è infatti seguito da un geniale riff thrash proveniente dalla chitarra di Claudio e sorretto da violente rullate sui tom e brevi tirate di doppio pedale la cui violenza non è niente rispetto a quello che ci aspetta. Con un rapidissimo cambio di velocità i 4 genovesi iniziano una violentissima cavalcata costituita da blast beat e chitarra in tremolo picking, cavalcata guidata dalla voce al vetriolo di Ingo che vomita nelle nostre orecchie un testo di puro anticristianesimo che ci invita ad alzare "La bandiera della croce rovesciata" contro il cattolicesimo. "Agony/The Flag of the inverted cross" prosegue in un ipnotizzante alternarsi di parti velocissime ed altre più sostenute creando fin da subito un'atmosfera maligna ed oscura ben diversa da quella ascoltata finora anche negli stessi dischi degli Slayer, la cui influenza si sente moltissimo in questo pezzo (soprattutto nell'assolo dissonante a 3/4 della durata). Il marziale intro di "Mountains of Madness", dall'incedere lento e mortale come una nebbia venefica, apre la strada ad un pezzo velocissimo sul quale si erge nuovamente Ingo che, mantenendo un incedere marziale come nell'intro, ci racconta una storia dalle tinte horror che richiama alla mente i racconti più folli di H.P. Lovecraft. Ben presto possiamo accorgerci di una cosa, al di la' della distorsione della chitarra ancora incentrata sulle medie come da tradizione Thrash e della voce non propriamente scream, ci troviamo di fronte ad un pezzo che possiamo già definire come "Black Metal", anticipando di 4-5 anni l'ondata black norvegese di Mayhem (che avevano comunque già dato alle stampe la storica demo "Pure Fucking Armageddon") e soci. L'outro di "Mountains of Madness" ci lancia direttamente contro la devastazione di "Sauthenerom" consegnandoci uno dei capolavori dell'album. Il "Sauthenerom", altrimenti detto Libro della Legge dei morti, è uno dei libri mitologici citati da Lovecraft nei suoi racconti legati al Ciclo di Chtulu che sembra sia stata la base sulla quale si è sviluppato il più famoso "Necronomicon". Le origini di questo libro, la sua veridicità e perfino la sua reale esistenza si perdono nei meandri della storia, tra versioni diverse, studi poco scientifici, folli dichiarazioni e testimonianze di lettori e "Conoscitori della materia" che lo descrivono come il libro più pericoloso della terra. Questo alone di misticismo e pericolo si riflette perfettamente nella musica dei Necrodeath, che creano una traccia dove alla pura violenza sonora si unisce un'irrespirabile ed opprimente atmosfera maligna che solo la band genovese riesce a creare. Quest'atmosfera si trova alla base di molti lavori Black metal che seguiranno col tempo, dimostrando ancora una vola l'importanza che la musica dei Necrodeath ha avuto nel fondare il black metal. Musicalmente la traccia inizia con violenza impareggiabile, con la chitarra che sembra volerci trapanare il padiglione auricolare e Peso che "pesta come un dannato" sulla sua batteria con violenti e precise bordate che finiscono col darci l'impressione di trovarci al posto di piatti, cassa, rullante e tom pestati senza ritegno da un mostro tentacolare uscito proprio da uno dei racconti di Lovecraft fino ad arrivare ad un breakdown che ancora una volta riprende con personalità la lezione impartita da Tom Araya e soci, rallentando il pezzo per creare un'atmosfera malsana impareggiabile, aiutati da una produzione all'avanguardia per una band metal italiana della seconda metà degli anni '80. Tutto suona chiaro, pulito e preciso, con basso e batteria che creano una solida base sulla quale Ingo e Claudio si poggiano per intessere una trama di violenza e malignità, come in "Mater Tenebrarum", quarta traccia e grande classico della band. Il violento suono di chitarra trasforma la sei corde in un'accetta che infierisce senza pietà sul povero ascoltatore già massacrato dalla batteria di Peso sempre perfetta nell'accompagnare sia le parti più tirate che quelle più atmosferiche mettendo in mostra un ventiduenne che sa già il fatto suo e ci permette di prevedere una carriera più che rosea mentre Ingo, aiutato da una serie di effetti che aumentano a dismisura la malignità del pezzo, infierisce sulla psiche dell'ascoltatore con parole al veleno che descrivono i riti di questa Mater Tenebrarum che aveva già turbato i sogni di molte persone grazie alla sua apparizione nel film "Inferno" del grande Dario Argento che si ispirò al romanzo "Suspiria de Profundis" dello scrittore inglese Thomas de Quincey per la sua Trilogia delle Tre Madri. "NecroSadist" si lascia alle spalle le chitarre clean e la finezza di "Mater Tenebrarum" a favore di una violenza Tout Court vicina a quel Death metal che stava lanciando i suoi primi vagiti esattamente in quel periodo. Infatti, relegare la musica dei Necrodeath alla semplice etichetta di "Thrash Metal" oppure di "Black Metal" è una leggerezza e una semplificazione eccessiva. "Into the Macabre" contiene elementi di diversi generi, anticipando le caratteristiche peculiari di Black e Death Metal e mantenendo sempre una sorta di estremismo musicale classificabile solo con un generico "Extreme Metal" che sarà la costante della carriera dei Necrodeath. "Internal Decay" abbandona l'influenza thrash per regalarci un black metal d'antologia, violento e feroce, impreziosito da ispirati arpeggi di chitarra clean che aumentano la malignità del pezzo già assicurata dalla voce sgraziata di un Ingo a metà tra l'umano e il demoniaco. Ancora travolti dal violento tsunami di "Internal Decay" possiamo tirare il fiato con "Graveyard of the Innocents" ma se pensiamo di trovarci magicamente in paradiso di punto in bianco ci sbagliamo di grosso. Fin dalle prime battute l'atmosfera si fa ancora più malsana e talmente opprimente da diventare ben presto irrespirabile con un andamento che segue il progressivo aumentare della velocità del pezzo che esplode in tutta la sua violenza verso la metà della traccia consegnando all'ennesimo e meraviglioso massacro sonoro fino allo stop improvviso dato dal finale al fulmicotone che ci consegna direttamente all'ultimo capitolo intitolato "The Undead / Agony (Reprise)", pezzo dall'intro violentissimo che continua a dispensare bordate sonore fino agli ultimi secondi, dove, dopo un intermezzo dal sapore Thrash/Death, torna in auge lo stesso carillon che aprì "The Flag of the inverted cross" creando così un circolo di malignità infinito, un continuum senza uscita e senza scampo dove si cade continuamente nelle stesse paure, nelle stesse sensazioni, nello stesso male.



Spesso il metallaro italiano è colpito da una gravissima forma di esterofilia che lo porta ad osannare come divinità i musicisti che vengono da altri paesi che magari hanno una tradizione metal molto più radicata. Per quanto non metto in dubbio la validità dei gruppi esteri, ricordiamo sempre che in contemporanea con Bathory, Possessed, Celtic Frost e prima di Mayhem, Burzum, Immortal, Emperor e svariati altri gruppi oggi osannati, questi 4 ragazzi genovesi ci proposero questa enciclopedia della brutalità musicale anticipando i tempi per lo sviluppo di due interi generi. Forse, senza questo album dalla copertina e dal contenuto demoniaci, il Black Metal norvegese non sarebbe stato lo stesso. Imprescindibili.


1) Agony / The Flag of the Inverted
Cross
2) At the Mountains of Madness 
3) Sauthenerom
4) Mater Tenebrarum
5) Necrosadist 
6) Internal Decay 
7) Graveyard of the Innocents
8) The Undead / Agony (reprise)