NECRODEATH

Idiosyncrasy

2011 - Scarlet Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
24/02/2012
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Permettetemi di dimenticare per qualche secondo la professionalità che vi aspettate dal nostro sito in modo che possa tranquillamente lasciarmi andare ad una botta di entusiasmo assurda.



"I Necrodeath, uno dei miei gruppi preferiti mi crea un disco di una sola traccia di 40 minuti con una copertina che ricalca "Le Iene" di Quentin Tarantino (Il mio regista preferito in assoluto) e un concept che ne ricalcherà molto lo stile... Ok, Meglio che vincere alla lotteria!"



Ok, torno in me e mi accingo a parlarvi di questa nuova fatica dei Necrodeath. Inseriamo il cd nel lettore e veniamo accolti da un bestiale ruggito di lupo accompagnato da canti religiosi, presto interrotti dalle chitarre di Pier Gonella che, con la sua solita e perfetta ricetta che fonde Melodia e Brutalità, da inizio ad un pezzo dall'atmosfera maligna ed oscura fino a che Flegias non fa la sua apparizione con la sua solita voce maligna e ci mostra il perfetto stato di forma della band. Peso e GL costruiscono una base ritmica che massacra le orecchie dell'ascoltatore, Pier Gonella si mostra perfettamente integrato nelle meccaniche della band (infatti partecipa anche al songwriting) riuscendo ad unire brutalità e melodia in modo perfetto. Flegias è sempre il solito demonio del microfono, screaming acido, tagliente e maligno come pochi, riesce a creare un'atmosfera di irrespirabile malignità con le sue vocals malsane.

Arriviamo alla traccia "Part II" (i Necrodeath hanno comunque separato la traccia in fase di Mastering per una fruibilità più immediata anche se tutte le tracce sono assolutamente legate) ed ecco il combo genovese che spinge ancora di più il piede sull'accelleratore conconsegnandoci un pezzo dalla ritmica massacrante dalla quale il chitarrista si stacca spesso per eseguire assoli devastanti ma sempre intrisi da una melodia che rende tutto il pezzo ancora più oscura. Arriviamo alla "Part III" di "Idiosyncrasy" e veniamo accolti da un bellissimo arpeggio di chitarra acustica e da un bell'assolo melodico che lascia spazio ad un mid-tempo dai riff soffocanti che aumenta gradualmente di intensità e velocità fino ad una vera e propria cavalcata di batteria e chitarra che sfocia nell'oppressivo intro della "Part IV" che si ripresenta di nuovo come un Mid-tempo dall'insostenibile pesantezza ed oscurità che tra accelerazioni improvvise e morbosi rallentamenti si profila come una delle "parti" migliori di questa Lunga Suite che compone "Idiosyncrasy". Nella "Part V" Flegias si erge ancora una volta a perfetta voce del Demonio mentre le chitarre tessono trame di assoluta bellezza tra arpeggi dissonanti e ritmiche tritaossa che mostrano anche la cura riposta nella produzione, come sempre a carico di Giuseppe Orlando e dei suoi ormai storici Outer Sound Studios, che si avvicinano molto ai livelli qualitativi di Jens Bogren e dei suoi Fascination Street Studios. La "Part VI" equivale a 5 minuti e 18 secondi di pura devastazione nei quali il gruppo genovese massacra le orecchie dell'ascoltatore con genialità e classe, mostrando che in fondo niente è cambiato dagli anni '80 dove i Necrodeath furono autori di uscite che segnarono definitivamente il mondo metal e diventarono veri e propri pionieri della musica estrema. Arriviamo dunque alla conclusione di questa storia raccontata meravigliosamente dai Necrodeath con la "Part VII" che dispensa le ultime bordate di violenza e malignità e ci lascia assolutamente distrutti dal grandissimo lavoro dei Necrodeath. Non deludono mai!


1) Part I
2) Part II
3) Part III
4) Part IV
5) Part V
6) Part VI
7) Part VII