NAPALM DEATH

Utilitarian

2012 - Century Media

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
03/03/2012
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

Oggi vi parlo di sonore mazzate sui denti, ovvero quelle tracciate tra i solchi di "Utilitarian", quindicesimo album in studio degli inglesi Napalm Death. Con le radici ben salde nell'attitudine sfrontata e senza fronzoli dell'Hardcore Punk ma con le fronde che via via si sono spostate verso il Death Metal, il quartetto di Meriden può benissimo fregiarsi di essere uno dei padri fondatori del Grindcore e soprattutto di aver avuto tra i suoi membri persone che fonderanno altre band importantissime della scena Grindcore e Death Metal (i nomi Bill Steer e Justin Broadrick vi dicono qualcosa?).



Ad aprire l'album troviamo "Circumspect" che, con chitarre granitiche e intricati pattern di batteria, ricorda molto le ultime sortite death metal della band. La velocissima cavalcata di chitarre e batteria "Errors in the signal" ci fa riassaggiare l'attitudine tritaossa del Grindcore che non ci lascia fiato nemmeno con "Everyday Pox" che, per quanto rallenti leggermente la velocità con un paio di stop and go, dispensa mazzate a valanga condite perfino con un assolo ai limiti del rumorismo. "Protection Racket" torna un pò più vicino ai lidi Death Metal ma lasciando intatta quell'attitudine puramente hardcore che non lascia respiro all'ascoltatore. "The Wolf I Feed" è il perfetto specchio dello stato di forma dei Napalm Death odierni. Dopo 15 album la tecnica si è affinata, li ha portati molto vicino al death metal ma non gli ha fatto perdere quell'attitudine Punk Hardcore degli esordi, come dimostrano le vocals urlate di "Quarantined" che concorrono con una batteria feroce a tartassare le orecchie dell'ascoltatore. Ben poche finezze, qui le mazzate vengono date senza guardare in faccia a nessuno. Il violentissimo basso di "Fall on their Swords" ispira pogo a valanga e sono sicuro che non mancherà di scatenare pit enormi nei prossimi concerti di questi terroristi sonori inglesi così come la successiva "Collision Course", una traccia che mostra perfettamente quanta rabbia abbiano ancora i Napalm Death e come abbiano imparato a riversarla in musica con una classe non comune a molti gruppi Grind. Le vocals di Mark "Barney" Greenway (la cui prestazione lungo tutto l'album è assolutamente superlativa) diventano acidamente Punk in "Orders of Magnitude", un vero e proprio terremoto sonoro per le nostre orecchie. Se queste 9 tracce di pura violenza vi hanno spossato o addirittura steso, abbandonate il cd finchè potete perchè alle porte vi aspettano le violentissime chitarre di "Think Tank Trials" che vi daranno una mazzata che difficilmente dimenticherete tanto presto regalandoci 2 minuti e 25 secondi di pura violenza. "Blank look about Face" è grind di prima qualità con vocals ripetitive e urlate direttamente in faccia all'ascoltatore che giunge così spossato a "Leper Colony" che ci permette di notare una produzione veramente ottima che mette in risalto ogni strumento e lo trasforma in una vera e propria arma di distruzione di massa senza perderne definizione e mordente. 10 secondi di vocals effettate ci danno un pò di respiro prima di venire colpiti da 1 minuto di puro condensato di violenza sonora che rendono "Nom de Guerre" una delle tracce più notevoli del disco. "Analysis Paralysis", già scelta come anteprima del disco, è la perfetta summa della classe del death metal e della sfrontatezza del grind più puro rendendo il pezzo uno dei capolavori di questo compendio di violenza sonora. Compendio che continua perfettamente con "Opposites Repellent", 1 minuto e 22 secondi di blast beat inseguiti da chitarre perfettamente suonate dal bravissimo Mitch Harris, protagonista anche dell'ultima mazzata "A Gag Reflex" che dispensa le ultime dosi di violenza aiutati dalla creatività e dalla velocità di Danny Herrera che con le sue pelli crea i cingoli perfetti per un carrarmato che distrugge tutto al suo passaggio.

"Utilitarian" è un vero e proprio compendio di violenza sonora e di mazzate vecchia maniera, magari non adatto a tutti, ma gli amanti del death metal, del grindcore e dell'Hardcore Punk troveranno pane per i loro denti. Resta da vedere se sarete in grado di mantenere i vostri denti anche dopo averlo ascoltato, perchè i Napalm Death faranno in tutti i modi per staccarveli dalle gengive a suon di mazzate.


1) Circumspect
2) Errors In The Signals
3) Everyday Pox
4) Protection Racket
5) The Wolf I Feed
6) Quarantined
7) Fall On Their Swords
8) Collision Course
9) Orders Of Magnitude
10) Think Tank Trials
11) Blank Look About Face
12) Leper Colony
13) Nom De Guerre
14) Analysis Paralysis
15) Opposite Repellent
16) A Gag Reflex

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