NAPALM DEATH

Scum

1987 - Earache Records

A CURA DI
FABIO MALAVOLTI
12/05/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

A sconvolgere il panorama del metal degli anni ottanta, decennio nel quale il thrash metal aveva avuto il predominio della scena, arrivarono le prime correnti veramente estreme, fra le quali il grindcore. Questo genere tutto nuovo, furioso, devastante, era rappresentato nei primi anni da due band britanniche, che a partire da allora avrebbero spianato la strada a moltissimi gruppi emersi più tardi, tanto da diventarne la fonte di ispirazione. Un gruppo era quello dei Carcass, originari di Liverpool, mentre l'altro era quello dei Napalm Death, provenienti invece da Birmingham. Questi ultimi ebbero un effetto devastante a partire dagli albori, cioè sin dalla pubblicazione di "Scum", primo full lenght, uscito nel 1987. Questo album suscitò grande interesse e stupore, sia per la breve durata dei brani, velocissime scariche elettriche da 220 volt, sia per il totale di ben ventotto brani complessivamente sommando i due lati del disco. Scum, che è tutt'oggi uno degli album grindcore più acclamati della storia, venne prodotto dalla band stessa ed uscì per la label Earache Records, etichetta nota per aver collaborato con band death metal importantissime come gli svedesi At the Gates e gli statunitensi Morbid Angel. La macabra copertina venne realizzata dal bassista dei Carcass, Jeff Walker. I due lati dell'album vennero registrati separatamente, con un anno di differenza, nel quale la band subì alcuni cambiamenti di line up: le dodici canzoni del lato A vennero registrate nel 1986 da Nicholas Bullen, voce e basso, Justin Broadrick, chitarra e Mick Harris, batteria; il lato B venne invece registrato nel 1987 da Lee Dorian, voce, Bill Steer, chitarra, Jim Whitely, basso ed alla batteria sempre Harris. Difficile trovare aggettivi adeguati a Scum. Oltre a definirlo geniale non saprei davvero come definirlo in altri modi. Geniale perchè riuscire a rinchiudere ritmiche feroci e rapidissime in così poco tempo non è affatto semplice, come far entrare una quantità enorme di oggetti in una piccola valigia che, prima o poi, esploderà.



E qui l'esplosione avviene non appena parte il lato A, che comincia con "Multinational Corporations", un minuto di pura follia. Si avanza brano dopo brano, passando tra passaggi fenomenali come "Sacrifice", "Control" o "Human Garbage" (rispettivamente settima, nona ed undicesima traccia); ed è a questo punto che si raggiunge veramente il limite, con il brano "You Suffer", della durata record di quattro secondi della registrazione. Chiuso il primo lato con dodici brani si apre il secondo, composto da sedici tracce, tutte compatte e massiccie fra le quali meritano una citazione la quinta, "Success?", la nona, "Pseudo Youth", e la tredicesima, "Moral Crusade".



Ecco da come si capisce se una band è geniale: dalla sua apparente semplicità dietro la quale si cela una tecnica incredibile.


1) Multinational Corporations
2) Instinct of Survival
3) The Kill
4) Scum
5) Caught... In a Dream
6) Polluted Minds
7) Sacrificed
8) Siege of Power
9) Control
10) Born on Your Knees
11) Human Garbage
12) You Suffer
13) Life?
14) Prison Without Walls
15) Point of No Return
16) Negative Approach
17) Success?
18) Deceiver
19) C.S.
20) Parasites
21) Pseudo Youth
22) Divine Death
23) As the Machine Rolls On
24) Common Enemy
25) Moral Crusade
26) Stigmatized
27) M.A.D.
28) Dragnet

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