MESHUGGAH

I Am Colossus

- Scion Audio Visual

A CURA DI
FABRIZIO IORIO
19/01/2019
TEMPO DI LETTURA:
7

Introduzione recensione

ObZen pubblicato nel 2008, è stato un album per certi versi innovativo per la band di Umea. Non solo; ha segnato anche una sorta di nuovo inizio che prosegue sicuramente quanto fatto fino ad ora ma che cerca di alzare nuovamente l'asticella tramite un lavoro ricercato e sofisticato. Ai Meshuggah piace stupire la gente, piace sperimentare cose nuove da inserire nei nuovi album. E' una band certamente atipica e di non facile assimilazione, ma se si viene risucchiati nel loro folle mondo, allora entreremo in un oscuro labirinto infinito dove la mente umana viene messa a dura prova. A distanza di quattro anni dalla loro ultima fatica discografica dunque, i Nostri si ripresentano al grande pubblico con un singolo dal titolo I Am Colossus che verrà poi incluso nella nuova release di inediti dal titolo Koloss. Innanzitutto è interessante vedere come la cover di questo singolo sia già di per sé allucinante. Il logo Meshuggah posto al centro, circondato da serpenti, con una immagine di sottofondo che si ripete all'infinito. E' questo il loro intento; aprirti le porte delle paure più profonde e fartele vivere continuamente sulla tua pelle. Un loop mentale devastante che viene sempre e costantemente espresso con dei testi al limite della pazzia e soprattutto con una musica, la loro, che si spinge sempre al limite della sopportazione. Un attacco cerebrale che non conosce eguali e che mira dritto alla testa comprimendola album dopo album, fino a farla esplodere in mille pezzi. Questo antipasto viene licenziato dalla Scion Audio Visual, e la cosa curiosa è che questa piccola etichetta discografica non è altro che una divisione marketing del marchio Scion prodotta dalla Toyota e destinata al mercato nordamericano. La divisione Audio/Visual ha cercato di commercializzare il marchio Scion per i clienti più giovani, promuovendo di fatto vari progetti musicali e cinematografici. Praticamente la Toyota pagava gli artisti per far si che questi registrassero qualcosa con loro, pagandone tutte le spese e lasciando alle band stesse le proprietà dei diritti sulle loro composizioni. Molti sono gli artisti che sono stati coinvolti in questo progetto, e citandone alcuni non possiamo non citare band quali: The Melvins,Immolation, Red Fang ed appunto Meshuggah. Vennero coinvolti artisti di molti generi musicali e non solo rock o metal, bensì anche hip hop, dance, punk e via discorrendo. A partire dal 2009 viene organizzato ogni anno il Scion Rock Fest che viene svolto ogni anno in diverse località americane. Insomma, diciamo che i Meshuggah hanno accettato questa operazione di marketing ed hanno così deciso di presentare al grande pubblico un piccolo assaggio di quello che sarà poi il nuovo disco. All'interno di questo singolo troviamo ovviamente il brano I Am Colossus ed una versione dello stesso remixata dal progetto di musica elettronica Engine-EarZ in collaborazione con il gruppo hip hop Foreign Beggars. Se la versione originale suscita sicuramente curiosità sul proseguo del percorso stilistico di Haake e soci, quella diciamo "ritoccata" è più che altro un plus anche coraggioso che andremo a scoprire insieme durante la nostra consueta ed approfondita analisi.

I am Colossus

La creatura che andiamo a scoprire tramite "I am Colossus (Io sono Colosso)", è nientemeno che il Leviatano. Una creatura appunto colossale che viene citata nell'antico testamento, e che viene descritta come un enorme serpente marino. E' il re di tutti gli animali, e con la sua imponenza diviene il terrore di tutti i mari. La figura del Leviatano è molto affascinante e addirittura si ritiene che sia una sorta di mutazione della dea di tutti i mari, ovvero il Tiamat. Questa creatura sembra voler uscire dalle acque salate come se per troppo tempo fosse stata in letargo, in attesa del momento propizio per poter manifestare tutta la propria potenza. Ed è compito dei Meshuggah risvegliarla da questo torpore tramite chitarre monolitiche e urla strazianti. Le ritmiche sono lentissime, proprio come a voler simulare lo strisciare impetuoso ed inarrestabile del possente mostro. La batteria non è altro che uno strumento motorio e devastante che avanza senza sosta e che non conosce ostacoli. Con il suo incedere così pesante ed implacabile accompagna a meraviglia basso e chitarre che sprigionano una tale forza distruttiva da rimanere basiti. Un colosso insaziabile che ha fame del nostro stupore nel vederlo emergere così di prepotenza e manifestarsi in tutta la sua splendida forza. E' il re; non solo del regno marino ma è il sovrano dei nostri sogni che è stato evocato dalle nostre più profonde paure, ed ora è li davanti a noi a reclamare il suo impero. Lo serviremo e lo asseconderemo, e sanguineremo per lui. Il sound diventa più corposo e gli strumenti sembrano fondersi per inspessire la pelle del colosso. Ora è inarrestabile perché lui è sia la vita che la morte. Uccideremo per lui e gli daremo forza, ma ci verrà concesso di decidere il nostro destino. Thordendal e Hagstrom fanno letteralmente lacrimare le loro otto corde, le fanno soffrire e questa sofferenza viene trasmessa all'ascoltatore che non può fare altro che scatenare terrore per poter nutrire ogni singola cellula di questa mastodontica creatura. Le nostre ferite non guariranno mai perché quelli che metteranno in dubbio la sua esistenza saranno puniti con fiumi di sangue ed accresceranno la potenza del suo regno. Le grida di Kidman sono assolutamente devastanti, forse le più pesanti mai concepite dalla propria voce, e soprattutto quando scandisce la frase I am Colossus si ha quella netta sensazione di trovarsi di fronte ad un qualcosa di estremamente forte e gigantesco. La band non spinge mai, ma preme sul fattore emotivo appesantendo un suono già di per sé assurdo, facendolo diventare ancora più profondo e monolitico. Il Leviatano non è altro la manifestazione visiva delle nostre paure, delle nostre menzogne ed una volta immaginato viene automaticamente concepito ed è pronto a dare sfogo a tutte le atrocità accumulate nella nostra mente. Queste sensazioni negative appartengono a noi fino a quando non prendono le mostruose sembianze, ed è in quel preciso momento che siamo noi ad appartenere a lui e non viceversa. Voglio dirvi immediatamente che questo brano non è di facile ascolto. La band di Umea ci ha abituati fin dalla sua nascita a confrontarci con un sound non certo digeribile ad un primo ascolto, ma in questo caso molto probabilmente è necessario assimilare più del dovuto un pezzo di una pesantezza quasi esasperata. Già con l'album Nothing i Nostri si erano spinti verso territori musicali al limite dell'assurdo con un risultato veramente convincente. Qui hanno voluto osare ancora di più e devo dire che se volevano trasmettere una sensazione di "schiacciamento" mentale e fisico sono riusciti pienamente nell'intento.

I am Colossus [Engine- Ear Z & Foreign Beggars]

La versione remix di "I am Colossus [Engine -Ear Z & Foreign Beggars Remix]" ha la stessa durata della sua versione originale ed il testo dunque rimane invariato nonostante non vengano utilizzate tutte le strofe presenti. L'inizio è pesantissimo come da copione ma la componente industrial è ben presente fin dall'inizio ma non è per niente invasiva. Poi le cose cambiano un pochino ed il sound, pur mantenendo quella macchinosità positiva e quella violenza sonora di base, viene per certi versi stravolto con soluzioni campionate che comunque non sfigurano affatto e non rovinano una struttura complessa e devastante che la band è riuscita con estrema facilità a ricreare. I bassi vengono spinti al limite e quella sensazione di spappolamento mentale viene addirittura amplificata con l'ausilio di campionamenti ritmici molto incisivi ed anche piuttosto riusciti. Ovviamente (e purtroppo), lo strumento ad essere sacrificato è la batteria di quel genio extraterrestre di Haake, la quale viene praticamente sostituita da plug in che comunque fanno quello che devono fare in un buon remix. Abbiamo quindi sempre questa figura colossale che è quella del Leviatano, che in questo caso non è altro la manifestazione fisica delle nostre paure e delle nostre menzogne. Una volta presa la propria forma e la propria coscienza è pronta a manifestarsi e a riversare tutta la sua inarrestabile potenza sul mondo, e noi saremo li con lui a patto di servirlo umilmente. Sul finale, rumori digitali cercano di dare un tocco melodico al tutto, ma in realtà a poco serve questo espediente perché non stravolgendo troppo la struttura originale, esso risulta sempre e comunque inarrestabile. Il lavoro svolto da Engine-Ear Z e Foreign Beggars è sicuramente di buona fattura. Sono stati capaci di dare un tocco industrial ad un brano che sicuramente non ha certo bisogno di essere appesantito tramite sotterfugi vari, ma per lo meno sono stati bravi a non snaturarne troppo la natura.

Conclusioni

Che dire di questo primissimo assaggio di quello che sarà da li a breve il nuovo album di inediti dei Meshuggah. Diciamo che dopo Nothing ci si aspettava un qualcosa che potesse essere musicalmente ancora più pesante, ed invece a distanza di due anni i Nostri pubblicano ObZen, un disco si sempre massiccio ed annichilente, ma molto più maturo e sperimentale. Quasi un capolavoro di innovazione tra i più riusciti della loro illustre carriera. Ora, con questa I am Colossus ritroviamo quel muro sonoro cementificato ancora di più e consapevole di essere ancora più destabilizzante di quanto fatto fino a questo momento. Il voler sempre trovare nuove soluzioni o migliorare e perfezionare strade già percorse è una costante per la band di Kidman e soci. Nei loro lavori sono sempre stati capaci di dare vita a qualcosa sempre di diverso, nuovo ed innovativo riuscendo nell'intento di non stancare mai il pubblico. Anzi, i Meshuggah sono sempre stati capaci di creare un alone di mistero ad ogni loro nuova uscita e questo è un fatto certamente da non sottovalutare. E' vero che oramai si sa cosa aspettarsi da un loro disco, ma è anche vero che ogni loro trovata musicale è sempre e comunque qualcosa che riesce a spiazzare. Prendete per esempio l'ep I, oppure l'album Catch Thirtythree. Due lavori disumani che vanno sicuramente controcorrente per il fatto di voler creare un solo brano che duri tutto il disco. Poi abbiamo Nothing, dove per la prima volta i Nostri provano ad appesantire ulteriormente il loro sound, oppure ObZen, in grado di cambiare le carte in tavola quando il loro percorso sembrava già consolidato. Sicuramente un solo pezzo non può farci capire realmente dove i Meshuggah andranno con l'imminente Koloss, ma vi posso assicurare che sono bastati una manciata di secondi per avere la sensazione di essere travolti da una lastra di marmo di svariate tonnellate. Le liriche sono interessanti, il voler usare la figura del colosso, in questo caso il Leviatano, per esprimere il concetto di vulnerabilità umana. Dove le nostre paure, il terrore, l'angoscia e gli stati d'animo più negativi, prendono vita attraverso questo essere che in qualche modo ci si ritorce contro a patto di stare alle sue regole. Il lavoro svolto dai musicisti è come sempre eccezionale. Le due asce sono talmente pesanti da creare delle crepe nella nostra scatola cranica, la sezione ritmica è come al solito disumana ed inumana tanto è profondo il basso di Lovgren e tanto è chirurgico il drumming. Kidman dal canto suo ci propone una prestazione vocale di grande spessore, conferendo voce a questo colosso che riversa tutta la sua furia e si insinua violentemente nel nostro cervello. Come accennato in precedenza, non si tratta di un episodio facile da ascoltare, forse ancora meno di altri. Ma come loro stessi ci hanno abituato bisogna entrare nel loro mondo facendo in modo che la loro musica ci avvolga lentamente e ci trascini in un labirinto infinito che non conosce via di uscita. La versione remixata non aggiunge nulla a quanto fatto dalla band; diciamo che si tratta giusto di un esperimento atto ad arricchire il singolo proponendo una variazione piacevole ma niente di più. Ora non resta che attendere Koloss, il quale si presenta sicuramente molto bene. Se le premesse del titolo stesso verranno mantenute, allora ci troveremo tra le mani un qualcosa di estremamente devastante.

1) I am Colossus
2) I am Colossus [Engine- Ear Z & Foreign Beggars]
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