MEGADETH

Super Collider

2013 - Universal

A CURA DI
DIEGO PIAZZA
28/06/2013
TEMPO DI LETTURA:
6

Recensione

Difficile il compito che spetta in questa sede al vostro amato (???) recensore; si perché il nuovo lavoro di Dave Mustaine e dei suoi Megadeth è stato in gran parte già stroncato quasi da tutti, sia qui in Europa che dall’altra parte dell’Oceano.  Ingrato anche per la stima incondizionata che chi vi scrive nutre per questo personaggio, icona del metal da oramai quasi 30 anni sulle scene , soprattutto dopo aver letto la sua sincera e cruda biografia. Come si può rimanere indifferenti ad un musicista entrato per ben 17 volte in riabilitazione a causa di problemi di droga e alcol  ?  Soprattutto perché dal 2005 Dave Mustaine sembra aver trovato un proprio equilibrio , una nuova spinta religiosa e dal punto di vista salutare ha anche risolto un gravissimo problema ad un braccio che avrebbe potuto interrompere bruscamente e prematuramente la sua carriera artistica. Tornado alle burrascose recensioni negative, a mio avviso sono stati fatti alcuno gravi errori anche in fase di presentazione  e promozione di Super Collider.  In primis, lo stesso master mind della band , sempre prolifico di dichiarazioni avrebbe dovuto evitare pericolosi accostamenti con lavori degli esordi, salvo poi uscire con canzoni più in stile hard rock o comunque metal classico che thrash. In secondo luogo la diffusione via web di un paio di pezzi imbarazzanti ha creato la catastrofe.   Le songs “Super Collider” e “The Blackest Crow” sono tra le canzoni più brutte e squallide mai scritte da Dave Mustaine e i paragoni con il pessimo Risk già si sprecano. Diverso il discorso di “Kingmaker” troppo banalmente, precipitosamente e ingiustamente considerata una scopiazzatura della celeberrima “Children of the Grave” dei Black Sabbath.   Ma procediamo con ordine, analizzando l’album nel consueto track by track.



Kingmaker”, appunto, inizia con suoni di basso prima soffusi poi in crescendo,  dando spazio ad un riff semplice che da comunque sostanza a tutto il brano, per altro incanalato su binari piuttosto veloci. Nelle strofe Dave scimmiotta in parte il modo in cui Ozzy canta “Children of the Grave” e anche la parola “generation” con cui si apre un  verso non ha fatto che creare ancora più l’impressione di un copione già sentito. Brano clonato ? No, assolutamente, il ritornello è completamente diverso dalla canzone dei BS e poi, con lo stesso criterio troveremmo cloni dappertutto fina dai tempi della celeberrimo riff di “2 Minutes to Midnight”, che Ronnie James Dio e Accept consideravano simili a loro canzoni.   Purtroppo, dopo un brano discreto arriva l’abominio della title-track, "Super Collider"  veramente brutta con Mustaine anche in totale difficoltà nell’interpretare con la sua voce strozzata questi mid- tempo.   “Burn !” inizia con un ottimo arpeggio dello stesso Mustaine e pur essendo forse un po’ banale nel ritornello non l’ho trovata così scandalosa, piace ancora di più “Built for war” con un approccio molto aggressivo e direi uno splendido lavoro di Shawn Drover dietro le pelli. Un po’ stucchevole forse la parte centrale con un coro moscio  e ripetitivo della parola “War” ma per il resto il pezzo ha un ottimo groove con un Dave all’altezza di quello che può fare con la sua voce.   “Off the edge” inizia con un armonica di chitarre molto melodica per poi prendere un ritmo interessante, la progressione strofe-chorus è intrigante con un ottimo lavoro sia di Broderick che di Mustaine negli assoli.   In “Dance in the Rain” c’è la pubblicizzata collaborazione con il cantante David Draiman dei Disturbed, band con cui i Megadeth sono stati spesso in tour con i GiganTour USA.   Non sono un grande estimatore dei Disturbed e reputo la collaborazione del vocalist abbastanza ininfluente , per altro la parte finale accelerata sembra quasi incollata senza molto criterio al resto della canzone.   “Beginning of sorrow” inizia subito con il ritornello e, purtroppo devo dire che il brano non decolla assolutamente , pezzo piuttosto spento in cui non brilla nemmeno l’ugola di Mustaine. Ancora ottimo il lavoro ritmico comunque di David Ellefson al basso e Shawn Drover alla batteria. L’inizio blues con tanto di banjo è il preludio ad uno dei pezzi più scialbi di Super Collider e dell’intera carriera dei Megadeth: “The blackest crow”. La voce di Dave non si adatta a questa sorta di blues/hard rock e sinceramente non si vede l’ora di passare al pezzo successivo. “Forget to remember” ha un taglio decisamente da radio air play con quel riff graffiante posto all’inizio: forse per qualcuno è un brano scandalosamente mieloso, per me invece è bellissimo, forse il migliore dell’album, il ritornello è perfetto e anche la claudicante voce del nostro eroe resiste all’usura del tempo. Certo è un pezzo più da Younthasia che da Rust in peace . Da notare nei backing vocals la presenza della bellissima figliola di Dave, Elettra Mustaine.   L’inizio di “Don’t turn your back” fa preludere al peggio assoluto, una sorta di improvvisazione blues lenta fortunatamente ben presto prende i cromosomi di un pezzo metal al 100% con riff di chitarra e doppia cassa.   Un brano piuttosto lineare con un discreto lavoro nel chorus, non certo un capolavoro. La versione strandard di Super Collider  si chiude con grande riff con le chitarre di Broderick e Mustaine che si inseguono in un pezzo dal grande impatto emotivo. Purtroppo non è però un canzone dei Megadeth ma un ottima cover di un classico dei Thin Lizzy , dal titolo “Cold Sweat” . Dave paga nettamente dazio comunque rispetto all’originale cantato del mai troppo compianto Phil Lynott. In ogni caso in chiusura, prima delle due bonus track, uno dei pezzi migliori dell’album e anche questo fa riflettere sul valore complessivo di questo Super Collider. Nell’edizione speciale con la cover 3d infatti vi sono due tracce aggiuntive , tutto sommato non spregevoli. La prima “All I want” inizia con un vorticoso riff di chitarra, attestandosi poi su ritmi interessanti (sebbene dal ritornello banalmente ripetitivo). Nella seconda traccia, “A House Divided” una tromba accompagna la chitarra (si è proprio vero, avete letto bene !) , quasi una sorta di marcia triste tipo film western messicano di serie C, ma la canzone sorprendentemente ha una sua personalità , con finalmente (è il caso di dirlo) un poderosa accelerazione thrash e ottime rifiniture sia di Broderick che di Mustaine.   Troppo poco per accontentare i palati fini, però quella tromba triste che ritorna alla fine non mi dispiace, rende il brano piuttosto originale.



In conclusione, Super Collider non è a mio avviso il peggior album dei Megadeth, che rimane di gran lunga Risk (1999) seguito a ruota da The World Needs a Hero (2001). Anzi al sottoscritto è piaciuto ascoltarlo diverse volte, nei suoi pregi e difetti e forse proprio per la stima incondizionata di cui parlavo all’inizio non riesco ad essere troppo cattivo con Mega- Dave. Obiettivamente il voto superera però di poco la sufficienza perché due, tre brani scialbi ne hanno di fatto rovinato la media, mancando anche in parte di gran lunga le attese dei thrashers incalliti. Le canzoni valide ci sono ma non hanno certo quel piglio heavy che i fan si aspettavano senza contare anche una produzione fiacca dei suoni da cui si salva forse solo la parte ritmica. La coppia Mustaine / Jhonny K. questa volta non ha fatto un gran lavoro da questo punto di vista, peccato che Dave si sia lasciato sfuggire il grande produttore, ex musicista inglese Andy Sneap dopo United Abomination (2007). A tutto questo si somma un cover tridimensionale non certo memorabile, molto meglio rivedere il vecchio cyberobot VIC nella back cover e una assoluta assenza di liriche aggressive contro il “Sistema”.  Credo che dopo essersi totalmente ripreso dalla depressione e dai dolori fisici lancinanti Dave Mustaine abbia commesso l’errore di fare troppi album, a distanza di due anni senza magari concedersi qualche pausa dal ciclo studio/tour . Sarebbe stato sufficiente aspettare magari dopo l’ottimo Endgame  (2009) qualche anno in più e uscire con un masterpiece memorabile, anziché con un paio di album così così (Th1erte3n  non era male con molti brani riciclati ) ma come sempre con il senno di poi tutto risulta più facile, va considerato anche la fretta con cui sicuramente Mustaine voleva liberarsi dagli impegni contrattuali con la Roadrunner Records della quale era rimasto molto deluso.


1) Kingmaker
2) Super Collider
3) Burn!
4) Built For War
5) Off The Edge
6) Dance In The Rain
7) Beginning Of Sorrow
8) The Blackest Crow
9) Forget To Remember
10) Don't Turn Your Back…
11) Cold Sweat 

correlati