MECHINA

Venator

2022 - Indipendente

A CURA DI
LUCA GAZZOLA
24/04/2022
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione album

Ormai regolari come un orologio svizzero, il primo gennaio è stato pubblicato il decimo album full lenght dei Mechina. Si tratta di un gruppo americano originario di Batavia, Illinois, nato nell'ormai lontano 2004 ma da allora hanno avuto svariati cambiamenti di line up, per arrivare a quello attuale nel 2016 (in seguito a Progenitor) con Joe Tiberi alle chitarre e gli altri strumenti, David Holch e Mel Rose al reparto vocale. Si tratta di Symphonic industrial metal, un genere tutto sommato di nicchia a cui appartengono gruppi del calibro dei Fear Factory e Xerath, da cui si sentono le influenze. È molto incentrato sulla melodia, ma senza glissare su riff potenti, condita dagli effetti esterni pervasivi che creano un'atmosfera cibernetica, fredda, futuristica ma tenue. Su una base compatta di chitarre, basso e batteria corposa e potente, svettano le voci, maschile in un growl leggero o pulito e femminile in pulito, messi decisamente in primo piano assieme alle orchestrazioni. Si tratta del continuo della storia portata avanti da praticamente tutti gli album precedenti, narrante di un futuro fantascientifico e distopico tra umani, titani e viaggi spaziali. L'album è composto da otto brani di una durata che va dai 4 ai 9 minuti per una durata complessiva di 51 minuti circa.
L'album esordisce con Suffer (Soffri), con un intro leggero che prelude ad un pre riff decisamente corposo, con la componente ritmica di spessore accompagnata da effetti elettronici e archi. Si arriva al brano vero e proprio, con una base industrial potente accompagnata da una pletora di effetti esterni orchestrali ma dall'aria futuristica, il classico marchio di fabbrica dei Mechina, e non a caso uno dei brani più gettonati su Spotify. Dopo l'attacco vittorioso dei titani di Empyrean alla colonia umana di Acheron, i "due mondi" accennati nella canzone, i vinti vengono spinti ad accettare la resa e l'umiliazione.
Segue Pray Hydrus (loda Hydrus), e si ha un cambio di marcia puntando a qualcosa di decisamente più pesante mantenendo la matrice della canzone precedente. La Hydrus menzionata della canzone è la condottiera dei titani che hanno conquistato Acheron. Nonostante sia un nemico, un titano che aveva combattuto per Acheron, Alithea, sta cercando di portarla dalla propria parte, essendo Hydrus uno dei titani più antichi creati da Enyo, uno scienziato visionario che puntava a raggiungere l'individuo perfetto creando ibridi umani-automi, chiamati titani. Enyo in seguito si era stanziato su Empyrean a continuare la produzione.
Subito dopo arriva Sacrifice Zone (zona sacrificale), tornando a ritmi più contenuti e tristi con più effetti esterni, tra cui tastiere e rumori ambientali di temporali e pioggia. Nel brano Alithea, dopo essere stata ferita era stata ibernata, e dopo il risveglio ritorna sul campo di battaglia pieno di "corpi e acciaio", la zona sacrificale del titolo, osservandone la desolazione e ricordandone la storia. Il tutto contornato da una pioggia incessante che viene rimarcata a più livelli nella canzone.
Subentra Totemic (Totemico), il cui intro è fuso con l'outro del pezzo precedente creando un pezzo doppio da 11 minuti abbondanti che agisce da bridge dell'album. I ritmi sono ancora più abbassati, togliendo un settore ritmico concitato (ma minimale) e andando avanti di voce leggermente modificata e tastiere. La ricerca del brano precedente continua, concentrandosi su tre soggetti: il tiranno, l'eroe e il codardo.
Segue la title track, Venator (cacciatore, in latino), che dopo un intro che riprende l'aria dei pezzi precedenti riparte con il repertorio di parte ritmica industrial a supportare una componente melodica più accesa e decisa, con il testo con Alithea, dopo aver visto i resti del suo vecchio pianeta, ripete come non ci siano santi, demoni o angeli rimasti, solo tiranni da scovare e sconfiggere. Soprattutto Enyo, colui (o colei) che dopo aver creato i titani di Empyrean in seguito aveva mosso guerra agli umani di Acheron che non volevano essere "titanizzati".
Aphelion (Afelio) riprende i ritmi di Venator, e in 4 minuti riesce a riportare i punti di forza dei Mechina: il connubio tra melodia dal symphonic metal e i ritmi concitati dall'industrial concentrato in un formato semplice, mentre il testo parla delle conseguenze dell'Empyrean Extermination Sequence, il meccanismo di distruzione elaborato da Enyo su Empyrean per eliminare la vita da Acheron dopo aver concluso l'attacco, e la commiserazione nella sconfitta, senza onore e con il ricordo, indicato come antiche braci, sempre con loro.
Segue The Embers of Old Earth (Le braci della antica terra), uno dei pezzi decisamente più interessanti, anche grazie alla presenza della voce in growl di David Holch che assieme alla voce femminile principale fa una sorta di botta e risposta, più che un duetto. In questo passo Alithea trova un altro titano ibernato ma ancora vitale, Viltron, e lo lasciano ad un bivio: "Go find your peace, slowly in the soil or butchered by the sword", quindi tra una morte lenta nell'agonia o una rapida e violenta.
Conclude il brano When Virtue meet Steel (Quando la virtù incontra l'acciaio), con la partecipazione più consistente di Anna Hel, una voce decisamente più potente che si affianca al growl di Holch e poggia su una base più consistente e con una combinazione interessante tra effetti esterni primari come gli archi e effetti secondari più elettronici che affiancano gli strumenti classici. L'album si conclude con il risveglio di altri titani con vicino Alithea, che decide di rifarsi su di loro vendicando l'ultimo impero umano, "Shield your eyes as I remind them what is human", copriti gli occhi mentre ricordo loro cosa è umano, è una linea decisamente eloquente. Con ogni probabilità la donna con la tuta da astronauta e la spada è effettivamente Alithea, che in questo album è stata praticamente l'unica protagonista.
Si tratta di un album perfettamente in linea con lo stile che i Mechina si portano dietro da Empyrean, anche se sembra un po' più omogenei e ammorbiditi rispetto agli album precedenti. Riguardo il concept che portano avanti, anche se non sono avanzati in maniera cronologica, hanno dato un punto di vista più approfondito agli eventi a cavallo tra quelli avvenuti in Siege e quelli in Acheron, cioè quelli tra la guerra tra umani potenziati a titani e il ritrovamento del titano Amyntas, che però difendeva Acheron a fianco degli umani, e la sua successiva guarigione e cancellazione della memoria. Sfortunatamente non sono andati in maniera cronologica, e a furia di flashback e flashforward è difficile fare il punto della situazione dell'intera storia, che rimane comunque molto affascinante per chi è appassionato del genere. Per questa recensione, ho avuto un aiuto fondamentale con una pagina fandom che ha raccolto e ordinato tutti gli indizi disseminati tra gli album (https://mechinamusic.fandom.com/wiki/Story_Overview), senza sarebbe stato improponibile. Ci sono ancora molti punti oscuri, per cui non rimane che aspettare il prossimo episodio.

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