MAYHEM

Deathcrush

1987 - Posercorpse Music

A CURA DI
NIMA TAYEBIAN
19/08/2014
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

C'è stato un tempo, ormai lontano, in cui il black metal era solo una creatura embrionale, nera come la pece, brutta, ma tutto sommato inoffensiva. Un tempo in cui questa creatura non era ancora sinonimo di terrorismo sacrilego ( e men che meno di omicidi e suicidi), ma solo legata a tematiche antiteistiche pressochè "figurate" (i membri della nascente prima ondata della "fiamma nera" avevano sicuramente più a cuore la musica, e possibilmente le donne e la birra, piuttosto che l'esternazione della loro essenza malvagia attraverso atti beceri e violenti), le stesse tematiche riprese qualche anno più tardi da alcuni dei grandi capisaldi del genere death metal (Morbid Angel e Deicide in primis). C'è stato un tempo, meno remoto, in cui i padrini della seconda ondata del black metal, i Mayhem, avevano invece maggiormente a cuore tematiche legate più allo splatter che all'anticristianesimo e al satanismo (che seppur di misura, fanno comunque capolino nella loro prima produzione). Un gruppo che, pur avendo tra i propri obiettivi la volontà  di dimostrare la propria intransigenza e malvagità ancora non presenta scorie dell "antiteismo militante" destinato a prendere il sopravvento qualche anno più tardi. Quell'antiteismo e quella attitudine nera caratterizzati, come ben riportano le cronache, da omicidi, suicidi e incendi di chiese. Per la cronaca il più famoso tra questi incendi, ossia quello della Stavkirke di Fantoft (chiesa risalente 1150 circa) venne appiccato il 6 giugno del 1992. Ma tutto questo è ancora pura fantasia nell'anno del primo parto dei Mayhem. Siamo nel 1987. L'anno della realizzazione di "Deathcrush". Dunque. Parlare di questo mini Lp (essenziale nei contenuti - la durata è di appena 18:33 minuti nella versione originale e 17:27 minuti nella versione cd - ma immenso nella sua importanza) significa parlare di un vero pezzo di storia, una pietra miliare destinata a segnare un epoca. Il sentiero per arrivare a questo masterpiece è stato tracciato da una serie di album capaci di definire e perfezionare nel corso degli anni il concetto di estremismo sonoro: nel 1981 viene dato alle stampe "Welcome To Hell", primo celeberrimo disco dei Venom, seguito a ruota un anno più tardi da "Black Metal", album dal cui nome prende il via un intero genere, il black metal per l'appunto. Nel 1983 gli Slayer confezionano il loro primo parto, "Show No Mercy", con il quale gettano una pietra più in la nel campo dell'estremo. Nel 1984 i Celtic Frost contribuiscono con "Morbid Tales", a cui seguono "To Mega Therion" dell'85 e "Into The Pandemonium" dell'87. In assoluta sincronia i Bathory danno alle stampe nell'84 l'album omonimo, l'anno dopo "The Return" (ambedue forti di un thrash aggressivo e oscuro di stampo pre black. Oggi è più lecito chiamarli black-thrash) per arrivare nell'87 a quello che oso definire il primo album black tout court della storia, ossia "Under The Sign Of The Black Mark". Arriviamo dunque ai Mayhem, capaci di spingersi un gradino oltre: nell'87 (che come abbiamo visto è un anno molto fertile per la nascente scena del metallo oscuro) esce il primo ep, "Deathcrush", diretto, aggressivo, in your face...Puntualizzo che questa lunga digressione è servita al sottoscritto per tracciare le coordinate che hanno portato alla nascente scena black, e in particolar modo a questo piccolo gioiellino in cui vediamo i nostri shakerare le influenze soprattutto di mostri sacri come Venom, Slayer, Celtic Frost sino a tirarne fuori una miscela unica, esplosiva come una bomba molotov. Un mix per l'appunto di questi gruppi ma suonati in maniera decisamente grezza, come un branco di cavernicoli che tentano di usare degli strumenti musicali. Ma andiamo per ordine. Il gruppo nasce nel 1984 ad Oslo, ispirandosi nel nome ad un brano dei Venom, ossia "Mayhem With Mercy". Il gruppo originario, composto da Euronymous (inizialmente chitarrista e vocalist), Necrobutcher (basso) e Manheim (batteria) da alle stampe due demo "Voice Of A Tortured Skull" e "Pure Fucking Armageddon" (ambedue dell'86) prima di arrivare al favoloso Ep in questione.In seguito alla pubblicazione della seconda demo i tre iniziano a lavorare su nuovi pezzi. Euronymous, conscio del fatto che il principale handicap della band è la mancanza di un cantante vero e proprio, recluta Erik Nordheim, altrimenti conosciuto con lo pseudonimo di Messiah. Il suo interesse nei confronti della band è quantomeno limitato e i suoi gusti sono abbastanza differenti dal resto del gruppo. Messiah abbandona dopo pochi mesi di comune accordo con gli altri membri, proseguendo la sua carriera musicale in un genere a lui più congeniale, l'hardcore, con una nuova band chiamata Within'Range. Al suo posto subentra Sven Erik Kristiansen, meglio noto come Maniac. Personaggio pallido, emaciato, Kristiansen sembra la persona giusta per ricoprire il ruolo di frontman, e, per quanto successivamente sarà etichettato come turnista da Euronymous, il suo ruolo all'interno della band è fondamentale: oltre ad essere di notevole importanza in fase di songwriting, Maniac è anche l' autore del celeberrimo logo della band. Per sugellare l'oscuro patto con lo spettrale Maniac la band tiene un concerto a Lillehammer (inserito successivamente nel bootleg "Dawn Of The Black Hearts") nel quale trovano spazio solo cover di Venom e Celtic Frost. "Deathcrush" viene registrato ai "Creative Studios" di Kolbotn (incredibile ma vero la città natale dei Darkthrone) a cavallo tra febbraio e marzo del 1987: registrato in 1000 copie sotto l' eticetta "Posercorpse", verrà in seguito ristampato dalla "Deathlike Silence" nel '93 e dalla "Posercorpse Music Inc." nel 1998.



L'ep parte benissimo con "Silvester Anfang" (Un Nuovo Inizio), composta da Conrad Schnitzler, uno dei mastermind dei Tangerine Dream. Il pezzo eseguito con delle percussioni sintetiche si snoda su ritmiche marziali, militaresche. La giusta intro per inaugurare un'autentica parata degli orrori. Bisogna ricordare, per chi non lo sapesse, la passione di Euronymous, ma anche di Manheim per la musica del gruppo tedesco (tant'è che i due mettono insieme anche un side project chiamato L.E.G.O. dedito a musica sperimentale). La storia di questo atipico pezzo è ormai risaputa: Euronymous manda un lotto di song a Schnitzler richiedendogli di scrivere un introduzione, e il musicista tedesco lo accontenta firmando un brano che prende spunto dalle sue impressioni ricavate dall'ascolto di quei pezzi, eseguito in uno stile a lui consono. Logicamente non si tratta di un pezzo in stile Tangerine Dream, ma un pezzo perfettamente in sintonia con la musica della band, capace di creare un'atmosfera perfetta per immergersi nelle tetre atmosfere dei Mayhem. Come avrete notato abbiamo preferito tradurre il titolo di questo primo pezzo strumentale con "un nuovo inizio", interpretazione che risulta un pizzico forzata ma comunque calzante. "Silvester Anfang" è difatti un’espressione tedesca molto simile alla famosa "compare" americana "New Years Resolution", in Italia resa celebre come “Buoni propositi per il nuovo anno”. Sono le promesse che, durante la vigilia di capodanno, facciamo a noi stessi per spingerci a migliorarci e a divenire persone migliori. In questo caso, l’inizio al quale si accenna è lontano anni luce da questo clima di serenità e piacevole volontà di migliorarsi. In questo caso si accenna alla nascita del Black Metal, all’alba della terribile avanguardia che, con la carica distruttiva di questo EP, introdurrà  a tutti un nuovo modo di concepire la musica estrema, gettandoci nel caos più totale.  A seguire iniziano i pezzi veri e propri, ben diversi a livello musicale e testuale da quello che sarà il loro primo full. Siamo ancora in ambito thrash, anche se molto più violento, grezzo, malato, marcio, e le lyrics non trattano di satanismo e occulto, ma sono improntate allo splatter e alla perversione. Ci troviamo così di fronte alla celeberrima title track, "Deathcrush", sguaiata e piena di carica animalesca. Diretta e grezza come una lama sdentata di una sega a disco che vi penetra nella carne. Il pezzo è inaugurato da un riff ormai entrato nella storia, semplice ma micidiale, un riff impressionista tagliente come una baionetta. La voce di Maniac è un autentico inferno, una voce stridula e sgraziata, quasi la rappresentazione dei latrati di uno psicopatico evirato a colpi di mattone. Manheim sembra quasi colpire a caso il suo drum set incrementando il sentore di totale anarchia presente nel brano. Ogni singolo elemento contribuisce a dare l'idea della band come di un gruppo di zombeschi punk. A prima vista il testo sembra essere un "normalissimo" testo cruento ed impressionante circa un brutale omicidio, compiuto da uno psicopatico ai danni di una vittima innocente. Tuttavia, la presenza di una crocifissione, potrebbe spingerci a considerarlo come una sorta di inno contro la figura di Cristo, rappresentante dei valori del Cristianesimo contro i quali i Mayhem da sempre si battevano. Nell’atto di ucciderlo e di crocifiggerlo loro stessi, i Mayhem dichiarano guerra ai valori cattolici proponendosi come degli “anti cristo” loro stessi, pronti a divulgare un nuovo messaggio di violenza ed orrore, lontano anni luce dalla tolleranza e dall’amore, valori tipicamente cristiani ("Una risata demoniaca, la tua cremazione,/ i tuoi polmoni annaspano per un po’ d’aria ma sono pieni di sangue,/ un improvviso “crack” mentre spappolo il tuo cranio!/ I ricordi della tua vita passano come un flash,/ una vita che ora non vuoi vivere,/ sorrido con un’ascia nelle mie mani,/ tutto ciò che vedrai è la mano putrida della morte!/ Ecco che avanzo,/ Morte e Spappolamento!!/ Ti manderò dal tuo Creatore,/ andrai incontro alla morte!!"). "Chainsaw Gutsfuck" prende il via con un riff catacombale che richiama in maniera indubbia i padri Celtic Frost. Una chitarra ribassata e mortuaria cesella fregi da cripta, accompagnata soltanto da rintocchi essenziali di batteria. A quarantadue secondi piccolo cambio di coordinate: la tessitura sonora, pur restando sepolcrale, si incanala in un frangente sorretto da un giro ossessivo, ipnotico di chitarra, un mantra stregonesco gestito su tempi medio/bassi, destinato a logorare i nervi dell'ascoltatore. A un minuto e due appare Maniac che inizia a lordare il tessuto sonoro con i suoi strilli acuti e disturbanti. Il pezzo sembra mantenersi in toto sulle coordinate dettate dal precedente rifferama, quando a due minuti e quarantadue parte una breve ma polverizzante accelerazione. Il brano risulta essere un vero e proprio inno alla follia omicida e alla necrofilia. La vittima in questo caso è una ragazza, caduta nelle mani di un serial killer sadico e necrofilo, che prima gode nel vederla sanguinare fino allo sfinimento e contemporaneamente ad abusare di lei. Non pago, decide di ammazzarla definitivamente tagliandola in due con una motosega, approfittando in seguito dei suoi genitali decomposti. Un testo violento come non mai, che rappresentò una vera e propria tetra novità nel panorama estremo ("Sanguini fino allo sfinimento,/ andrai ancora più in basso di così,/ fottere le tue budella sta cominciando ad annoiarmi!/ Una motosega nelle mie mani insanguinate,/ per cominciare ti taglio in due,/ le tue budella schizzano via,/ quanto amo questo spettacolo!!!!"). Arriviamo dunque alla terza track, "Witching Hour" (L'Ora delle Streghe), omaggio ai grandissimi Venom. Il brano originale è contenuto nella prima release del combo inglese, ossia "Welcome To Hell". Non è la prima cover dei Venom eseguita dai Mayhem, dato che su "Pure Fucking Armageddon" abbiamo una versione "riveduta e corretta" di "Black Metal" e nel famoso "Live a Lillehammer" tra i pezzi eseguiti in scaletta figurano sia "Black Metal" che "Welcome To Hell". Il pezzo ha la peculiarità di essere cantato da Messiah, con Maniac alle backing vocals. Il risultato finale è devastante, lontano anni luce dal brano originale, velocizzato ed estremizzato all'inverosimile, trasformato in un aggressione caotica e selvaggia. In questo brano si descrive un sabba orgiastico e demoniaco nel quale una giovane donna viene immolata a Satana, che in seguito la prenderà come sua sposa. E’ il resoconto di un rapporto che in seguito porterà alla nascita del figlio del Demonio, che accanto a suo padre seminerà in futuro odio e terrore fra i mortali ("Vieni ed ascolta, la luna sta chiamando/ L’ora delle streghe è prossima!/ Vieni ed ascolta, la campana suona,/ gli umani fuggono terrorizzati,/ Adesso prepara l’altare ed ascolta l’urlo della vergine!/ Svolgiamo in fretta il sacrificio, perché adesso è l’ora di morire!/ L’inferno si scatena!"). "Necrolust" (Necrofilia) parte in maniera rallentata, con una introduzione che non si fatica a definire sepolcrale (ancora una volta debitore del mood dei Celtic Frost), per poi accelerare allo spasmo appena oltrepassato il minuto. Gli strumenti non sono suonati, ma martoriati: sembra di assistere letteralmente ad uno scontro tra uomini di Neanderthal. Quello che conta qui non è la precisione, la ricercatezza, ma la capacità di evocare il caos ad ogni costo, la volontà di esprimere quasi un istinto animale, primitivo. La batteria è percossa selvaggiamente e l'assolo di Euronymous è totalmente free form. Il brano risulta a livello testuale un'esaltazione della necrofilia: il testo è esplicito e diretto, assolutamente di cattivo gusto ma forse per questo ancor più fascinoso ("Desidero il tuo corpo puzzolente,/ nulla mi eccita di più,/ fotterti finché le tue ossa non si spezzano,/ deve morire un’altra persona./ Lo sperma gocciola dal mio cazzo,/ ti fotto sino all’anima,/ penso di non riuscire a reggere,/ tutto ciò mi fa impazzire!!/ Necrofilia!!"). Dopo un breve intermezzo dal titolo "(Weird) Manheim" (traducibile come "l'assurdità di Manheim"), eseguito con un pianoforte volutamente scordato, arriviamo a quella che ufficialmente è considerata l' ultima traccia, "Pure Fucking Armageddon". Terribile, nichilista: a regnare, in questi due minuti e dieci è un primordiale istinto animalesco. Il brano parte con un introduzione votata al puro frastuono; dopo poco parte un giro di chitarra tagliente presto raggiunto dalla batteria. Dopo un animalesco "UH!" di rodaggio (anche detto "Death Grunt", usato perlopiù da Tom G.Warrior dei Celtic Frost) subentra verso il sedicesimo secondo  il singer con la sua spettrale voce da cadavere ambulante. Oltrepassato il trentesimo secondo siamo deliziati da una micidiale, caotica accelerazione. Al cinquantaseiesimo secondo una fulminea pausa, e siamo quindi rigettati di forza nell'apocalisse. Il pezzo si conclude tonante con il singer che declama "PURE FUCKING ARMAGEDDON!!" Il brano, composto da Manheim, prima di essere inserito nell'ep ha trovato spazio nelle due demo ("Voice Of The Tortured Skull" e "Pure Fucking Armageddon"), certo abbastanza distante dal risultato animalesco della nuova versione. Stavolta il brano ha come tema "l'armageddon": giunti alla fine dell’EP, i Mayhem si “vestono” da cavalieri dell’apocalisse ed annunciano la fine del mondo. Sulla terra, con il loro avvento, domineranno unicamente morte e pestilenza, la felicità sarà soltanto un ricordo sbiadito e tutti vivranno nel terrore. Il regno del Diavolo sarà l’unico giudice e giuria dell’universo, tutti dovranno inchinarsi al Male e riverirlo senza opporvisi, pena la morte ("Tortura Violenta,/ la Morte è giunta,/ la fine del mondo,/ terrore e spavento,/ cadaveri sanguinanti,/ decadenza e decomposizione./ Anarchia,/ tortura Violenta,/ Anticristo,/ Lucifero,/ figlio di Satana!/ Pura e fottuta fine del mondo!!"). A porre il sigillo sul disco "dovrebbe esserci" un "Outro" in cui si sentono i nostri canticchiare beati una canzoncina infantile. Presente solamente nella versione LP, questa track è una presa in giro goliardica e geniale ai danni dell’ascoltatore. Dopo tanti testi riguardanti la necrofilia, l’omicidio brutale, la pazzia e l’adorazione del Demonio, i Mayhem inscenano questa farsa nella quale declamano una filastrocca per bimbi, in cui per l’appunto sono presenti fiori colorati ed uccellini che cinguettano. Il gruppo dice che tutti sono felici, e sperano che anche noi possiamo esserlo a nostra volta ("Tutti i piccoli fiori cantano,/ tutti gli uccellini cantano,/ sono tutti molto felici,/ e speriamo lo sia anche tu!").Questo gustoso finale è stato poi eliminato con il timore (forse giustificato) che rovinasse l'immagine seria del gruppo. Ciliegina sulla torta una copertina stupenda, e le foto sul retro e nel booklet. La copertina (sulla quale tornerò nella sezione apposita) è virata quasi completamente in un rosso asfissiante, con il logo della band posto in evidenza sopra ad una foto che ritrae due mani mozzate appese con delle corde ad un tronco di legno. L'immagine, come citano determinate informazioni, sembrerebbe essere una foto della Mauritania (anche datata, considerato il bianco e nero in cui è virata) e le mani potrebbero essere state tagliate a dei criminali e appese come monito. Il retro ci mostra le fotografie dei vari componenti presi in diverse pose: Euronymous ad esempio è immortalato nell'atto di suonare un ceppo di legno, Manheim a fumare beato una sigaretta appoggiato ad un lampione, Maniac a cantare con lo sguardo spiritato, e sembra quasi che voglia fagocitare il povero microfono. Aprendo il booklet notiamo, a sinistra nuovamente le foto dei nostri, con sotto una scritta ("This mini album is dedicated to METALION of the mighty Slayer Magazine") un'evidente dedica a Metalion, capo della fanzine "Slayer" e fan dei Mayhem; a sinistra invece abbiamo il leggendario logo anti Scott Burns, con intorno le scritte "No Fun, No Core, No Mosh, No Trends".





A questo punto non mi rimane che consigliarvi assolutamente l'acquisto di questo Ep, il cui merito innegabile è stato quello di modificare per sempre le coordinate del nostro genere preferito. Un autentico gioiello che ha dato un sostanziale contributo alla nascita del black metal, esattamente come lo intendiamo oggi. Sono ancora lontani i tempi di "De Mysteriis Dom Sathanas", dell'Inner Circle (o "Black Mafia", setta interna al black metal di cui ancora qualcuno smentisce l'esistenza) e di tutto quello che caratterizzerà il genere negli anni successivi. Niente (o poco) Lucifero tra questi solchi, solo tanto estremismo musicale. Quello che tutti preferiamo.


1) Silvester Anfang 
2) Deathcrush 
3) Chainsaw Gutsfuck 
4) Witching Hour 
5) Necrolust
6) (Weird) Manheim 
7) Pure Fucking Armageddon
8) Outro 

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