MARILLION

Misplaced Childhood

1985 - EMI

A CURA DI
SANDRO NEMESI
29/12/2014
TEMPO DI LETTURA:
10

Introduzione Recensione

Spesso sui vari social network che ormai caratterizzano la vita del nuovo millennio, troviamo svariate e bizzarre  domande  che tra le righe celano l'obbiettivo di farci stilare la classifica dei CD  ( o film, videogames etc.) che ci piacciono maggiormente, fra le più comuni: "nel caso di epidemia di zombi  o di viaggio su di un' isola deserta,  quali CD  metteresti nello zaino?"  premesso che nel caso di epidemia di zombi nello zaino ci finirebbe il machete, se mai ci dovessi infilare cinque CD, sicuramente Misplaced Childhood ci andrebbe di diritto (assieme a The Real Thing dei Faith No More, per gli altri 3 avrei bisogno di pensare qualche istante ?.). Siamo nel 1985, periodo d'oro del pop, dove i singoli orecchiabili andavano per la maggiore, dopo il successo dei precedenti due album è giunta l'ora della definitiva consacrazione per i Marillion, che per tenere testa a Simon Le Bon e compagnia cantante, sorprendono tutti togliendo dal cilindro Misplaced Childhood  un concept album che annovera due grandi hits da hit parade come Kayleigh e Lavender, singoli che rimarranno a lungo nei quartieri alti delle classifiche  europee, in particolare Kayleigh raggiunse il secondo posto nella classifica inglese, cosa mai successa prima  per una band progressive. In verità, originariamente l'album doveva essere composto di due sole track di circa venti minuti, una per il lato A ed una per il lato B,  ricalcando un famoso lavoro dei Jethro Tull, ma la EMI, visto il periodo che vedeva primeggiare  per la maggiore hit dal grande potenziale commerciale, non avallò la decisione di Fish e compagni. I Marillion decisero allora  di sezionare le due lunghe  suite in dieci tracce di breve durata e a posteriori mai idea fu così geniale. Il prodotto ottenuto si rilevò una miscela esplosiva fra le vecchie atmosfere cupe e la melodia d' immediato ascolto che caratterizza il pop con l'aggiunta di una  giusta dose di romanticismo. Come detto in precedenza Mispalced è un concept album, caratterizzato da un filo conduttore sia musicale che lirico che ci accompagna per tutto l'album, nel corso del quale spesso vengono ripresi alcuni temi musicali portanti , mentre  le liriche sono un meraviglioso e affascinante viaggio introspettivo attraverso il cammino della vita,  vengono affrontate delusioni amorose,  spensierate scorribande con gli amici, attimi di solitudine, non mancano i momenti tristi,ci sono cuori infranti e rimpianti e  tutto gira  intorno a Keyleigh, il grande amore che ha lasciato Fish. Tra le righe leggiamo quello che siamo noi rocker, adulti ma con l'anima del bambino nascosta dentro e che ci fa rimanere eterni fanciulli, basta solo guardarsi dentro e riportarla alla luce. L'idea del concept venne a Fish, in seguito ad un lungo trip acido, viaggio ottenuto grazie ad una pasticca gentilmente donatagli dalla ex di turno. Durante il viaggio allucinogeno, a Fish sembrò di scorgere in cima alle scale di casa sua, un bambino vestito da soldato , da qui il suggerimento  per il concept. Dimenticatevi le gelide atmosfere di Fugazi, stavolta le linee sono assai ben più calde ed avvolgenti, e la linea melodica predomina nei solchi di questo master piece ricco di romanticismo. Anche la struttura dei brani varia rispetto al passato, mantenendosi sovente sui canonici standard strofa-bridge-ritornello. Arrangiato in maniera esemplare, curato nei minimi particolari  e con ogni singola nota che è suonata con il cuore, Mispalced Childood è talmente perfetto che sembra dare ragione a coloro che sostengono che la musica sia già stata tutta scritta e che sta all'abilità del musicista estrapolarla da un immaginario calderone musicale.

Pseudo Silk Kimono

E' un chimono di finta seta quello che avvolge i sogni ed i rimpianti di una infanzia difficile e perduta di un orfano dal cuore infranto di cui parla Fish nell'opening Pseudo Silk Kimono  (Kimono di Finta Seta), aperto da  Mark Kelly con uno struggente introduzione  di tastiera, l'atmosfera è talmente forte che sembra proprio avvolgerci nel kimono menzionato nel titolo, in sottofondo la chitarra di Steve Rothery piange e Trewavas ci colpisce al cuore con passionali fraseggi di basso, riprendendo ora la linea vocale di Fish, ora la melodia della tastiera. Durante questi brevi ma  intensi minuti ricchi di forti emozioni  la tristezza ci attanaglia il cuore, grazie alla magia del frontman scozzese, facendoci immedesimare nel malinconico stato d'animo del povero orfanello che non ha stelle negli occhi e che si sente solo e desolato come un profugo. La seconda traccia è indubbiamente la canzone più bella e di maggior successo che i Marillion abbiano composto nella loro lunghissima e brillante carriera  e secondo una mia sindacabile opinione può essere annoverata fra le canzoni più belle  di sempre.

Kayleigh

Chi non si ricorda il mitico "Do you remember" con cui Fish inizia il primo singolo estratto dall'album, locuzione  che successivamente introduce  tutte le frasi che compongono le strofe di Kayleigh (Kayleigh). Il rammarico di una storia d'amore finita male, la paura di non poter tornare insieme e i cuori infranti sono al centro del brano, che deve il titolo ad un nome di donna, non propriamente inventato da Fish  come molti sostengono, infatti  trova le proprie origine nell'antica Scozia, Kayleigh  in gaelico significa discendente di Caollaidhe, un'antica eroina della tradizione celtica. Una chitarra carica di delay dall'aria enigmatica apre il brano. La ritmica è molto tecnica e ricercata, i controtempi di cassa e basso rimangono impressi quanto il cantato, aiutati da alcuni  mirati tocchi del sapiente Mark Kelly sulla tastiera che riprende le note del basso;  la frase iniziale con cui Fish apre il brano "do you remeber chalk hearts melting on a playground wall" (ti ricordi i cuori di gesso uniti insieme sul muro del cortile) diventerà un icona alla quale assoceremo per sempre i  Marillion Come si evince traducendo la locuzione "Do you Remember", durante questa splendida  canzone Fish ci narra i bellissimi ricordi che hanno caratterizzato l'intensa storia d'amore fra lui e Kayleigh, si parla degli spensierati tempi del collage, del bellissimo spettacolo che ci offrono i ciliegi in fiore, dei giochi sulle neve; la strofa si conclude con il  cuore del pescione spezzato, rammaricato per aver spezzato il cuore alla bella Keyleigh, lasciando il campo al ritornello, dove Fish si rammarica della fine di un amore che lui riteneva eterno, chiedendo a Keyleigh se forse è troppo tardi per ricominciare da capo la relazione. Anche nell'inciso la sezione ritmica primeggia sul tappeto di tastiera e la chitarra di Rothery, che entra in scena subito dopo con un assolo molto melodico che esce dal cuore di Rothery per insinuarsi dolcemente nel nostro, talmente perfetto che sembra essere  nato appositamente ed esclusivamente per questa canzone incastonandosi alla perfezione all'interno del brano come un prezioso diamante si incastona in un anello d'oro. L'enigmatica  chitarra carica di delay  apre anche la seconda strofa,  dove Fish recita la seconda parte della poesia,  carica di ricordi trascorsi insieme alla sua amata, "do you remeber barefoot on the lawn with shooting stars" (Ti ricordi a piedi nudi sull'erba con le stelle cadenti), nel successivo ritornello Fish chiede scusa ed ha paura di telefonare a Kayleigh e scoprire che ora ha un altro compagno. Come potete notare la struttura della canzone è molto semplice rispetto alla maggioranza dei brani presenti sui primi due album, con strofa e ritornello che si ripetono intervallate dall'assolo di chitarra, ma la canzone è talmente perfetta e ben arrangiata che durante l'ascolto ci dimentichiamo della semplicità della struttura, capolavoro. Kayleigh ebbe un successo enorme, scalando la classifica inglese sino alla seconda posizione, non poco se si considera che all'epoca Duran Duran e Spandau Ballet si contendevano il podio. Il successo della canzone  fu talmente forte in patria, che nelle sezioni anagrafiche del Regno Unito ci fu un consistente incremento di registrazioni  con il  nome "Keyleigh".

Lavender

Il secondo singolo estratto dall'album è Lavender (Fiore di Lavanda), le liriche sono una vera e propria poesia che Fish dedica ad un' amore di gioventù dove si sprecano i complimenti e le promesse, si sente debitore dell'amore ricevuto dal bellissimo fiore di lavanda ora blu, ora verde. Fish canta questa canzone passeggiando nel parco, dove il prato è magicamente  illuminato dalla foschia estiva, gli innaffiatori automatici giocando con le prime luci mattutine, formano una serie di piccoli arcobaleni, simbolo della magia e dei desideri che si avverano, lui ci passa attraverso sognando di diventare un re, ogni soldo messo da parte è dedicato ai pensieri dell'aggraziato fiore di lavanda, la vuole accanto a se come regina; cito  le righe  " I was walking in the park dreaming of a spark" (Stavo camminando nel parco sognando una scintilla) per sottolineare come Fish stia attento alla metrica ed alle rime durante la composizione dei testi. Un malinconico pianoforte in pieno stile "Banksiano" apre il brano, in sottofondo la chitarra di Rothery sembra canticchiare la melodia del piano, mentre Trewavas si diverte a riempire con dei caldi fraseggi che danno un senso ritmico all'ottimo lavoro propostoci da Mark Kelly. L'atmosfera creata dalla band di Aylesbury è molto romantica, e sembra di essere magicamente  cullati dalla dolce melodia che esce dagli strumenti. Nell'inciso entra anche in scena Ian Mosley, il basso segue come un'ombra i colpi di cassa, di tanto in tanto veloci rullate composte da terzine impreziosiscono la già per se impegnativa ritmica. Al minuto 01:53 irrompe l'assolo di Rothery di rara semplicità, ma di grande effetto, che chiude questa breve ma intensissima ballata che emana forti emozioni ad ogni nota; questo assolo sarà un tema ricorrente che ritroveremo nel corso dell'album. 

Bitter Suite

La traccia numero quattro, Bitter Suite (Suite amara), come si evince dal titolo, è una mini suite  e come tale è suddivisa in cinque parti ben distinte, sapientemente legate dalla band albionica. Fish, alla sua maniera, sottolinea come le varie storie con altre ragazze avute  in gioventù in giro per il mondo (compresa una squallida avventura con una prostituta in quel di Lione) non possono reggere il confronto con Kayleigh, il più grande amore della sua vita. Nella prima parte della suite,  I.Brief Encounter (Breve incontro) siamo nel Borderline, il nebbioso confine che divide la Scozia dall' Inghilterra. La nebbia avanza lentamente, incontrando la fredda luce dei neon, produce un inquietante effetto ricordando i vecchi fantasmi degli atavici racconti della tradizione scozzese. Mark Kelly sembra lavorare con quattro mani sulle tastiere, creando un' atmosfera carica di mistero che fa da sfondo ad interminabili corse su tom e timpani effettuate con estrema passione ed abilità da Ian Mosley, che successivamente inizia a giocare con i  piatti, nel frattempo Rothery fa parlare la sei corde facendosi largo fra la densa nebbia che avvolge le brughiere di confine.  Cambia l'atmosfera, Mosley inizia a  tenere il tempo lavorando abilmente sul charleston , Fish recita parlando la prima parte della suite. Al minuto 02:24 ha inizio la seconda parte; II. Lost Weekend (Weekend perso), siamo a bordo di un treno che dorme su un binario di raccordo, guidato da un conducente ubriaco, si parla di una ragazza dalla vita squallida e triste, che durante la quale ha svolto sempre la mansione di tappezziera, adorata dalla madre ma allo stesso tempo odiata dal padre "her mother called her beautifull, her daddy said a whore" (sua madre la chiamava bella, suo padre le diceva puttana). La tastiera è lo strumento portante, Mosley continua il lavoro sul charleston iniziato nella prima parte della suite, il basso alterna martellanti orde di sedicesimi a caldi fraseggi. Improvvisamente una ritmica dai sentori jazz accompagna un assolo di Rothery che al minuto 03:42 riprende il tema musicale che abbiamo già ascoltato in Lavender con il quale  introduce la terza parte III.Blue Angel (Angelo Blu), siamo a Lione, oscurata de nere nubi che ricordano il diluvio biblico, dove ci viene narrata la triste avventura con una prostituta dalle braccia piene di lividi che se ne stava a passeggiare sotto la smorta luce dei lampioni. Per duecento franchi accompagna Fish verso il suo squallido e triste rifugio, dove  le fiammelle delle candele producono ombre danzanti e i dispiaceri del cuore si dissolvono momentaneamente, per pochi attimi di finto amore. Viene ripresa la melodia della terza traccia dell'album  ma con strumenti e suoni differenti, Rothery aggiunge una serie di  accordi aperti  distorti  dando brio al brano, ritorna nuovamente l'assolo di Lavender,  Fish si concede alcune frasi in francese sul finire della evocativa terza parte della suite amara, mentre Kelly con il giro di pianoforte che aveva aperto la terza traccia, si avvia dolcemente verso la chiusura.  Due secondi di silenzio ed al minuto 05:55 parte la quarta sezione IV.Misplaced rendezvous (Rendevous mancato), dove una ragazza stavolta lascia Fish in bianco non presentandosi ad un' appuntamento galante. Questa è sicuramente la parte più bella di Bitter Suite che  inizia con un avvolgente arpeggio di chitarra, Mark Kelly imita il flauto con il synth , fraseggi di basso eseguiti con sapiente tecnica e calore  caricano di malinconia l'atmosfera; si respira aria di rammarico nell'interpretazione magistrale di Fish che non si da pace per l'ennesimo appuntamento mancato, non sarebbe dovuto più accadere, è sbagliato, così sbagliato ma sembra essere l'ennesimo appuntamento mancato. Al minuto 07:14, ha inizio la quinta ed ultima  parte intitolata V.Windswept Thump ( Pollice spezzato dal vento), sezione molto ambigua dal punto di vista lirico e dal titolo enigmatico, alla quale come spesso accade possiamo dare varie interpretazioni, la mia è la seguente: il pollice spazzato dal vento potrebbe stare a significare il gesto affermativo  dell'ok, dell'approvazione, non ci si tira mai indietro e siamo pronti sempre ad avallare qualsiasi decisione pur di andare avanti fieri ed imperterriti verso il nostro obbiettivo. Il protagonista è lo struggente pianoforte di Mark Kelly di genesisiane memorie, accompagnato dal solo Trewavas che con delle scale da un senso ritmico al brevissimo e conclusiva atto della suite. 

Heart of Lothian

Inizia a piovere e si  cambia decisamente  atmosfera  nel terzo singolo estratto dall'album,  Heart of Lothian (Cuori di Lothian), divisa in due sezioni, nella prima  I.Wide Boys (Teppisti), dove viene a galla il passato da ultras facinoroso di Fish, tifoso degli Hearts of Midlothian, si parla di spensierate scorribande fra giovani tifosi, di amore per la casacca della squadra del cuore e di festeggiamenti dopo una vittoria all'interno di un pub, cercando di segnare il gol con una delle avvenenti ragazze che di solito popolano i bar nella notte di ogni venerdì . Il pianoforte che ricorda vagamente i vecchi maestri dei nostri Marillion, prende ora una piega molto più aggressiva, la ritmica si fa incalzante ed un allegro riff di tastiera viene imitato dalla chitarra solista, dopo aver ripetuto svariate volte il sottotitolo della prima parte  il ritmo rallenta bruscamente, Rothery continua a tenere una bellissima linea melodica di chitarra, successivamente  Fish (che io immagino con il pugno sollevato verso il cielo) canta fiero I was born with a heart of Lothian (sono nato con il cuore di Lothian). Rimane solo il pad di tastiera nella  breve seconda parte II.Curtain Call (Chiamata alla ribalta), è il momento della gloria, delle interviste e delle fotografie, è il dovere di una star concedersi ai fan dopo lo spettacolo, anche se esausti, è necessaria una replica dello show. Il  cantato di Fish abbandona il tono veemente  e fiero, andando a chiudere dolcemente il brano , incamminandosi verso il bar a festeggiare la vittoria della squadra del cuore.

Waterhole (Expresso Bongo)

 Esaurita la prima parte del CD,  passiamo a quella che doveva essere la seconda lunga suite che i Marillion inizialmente avevano ideato, si inizia con la traccia numero sei, Waterhole (Expresso Bongo) (Pozza d'acqua): alla lettera la traduzione sarebbe "Pozza d'acqua", oppure semplicemente "Pozzo" ma anche "Buco nell'Acqua" e solo la mente contorta di Fish potrebbe chiarire i nostri dubbi, quindi il messaggio che si cela fra le righe potrebbe riferirsi o ad un vero e proprio fallimento (buco nell'acqua) da parte degli eroi di Lothian, che ostentano la loro superbia nascondono i loro  tatuaggi sotto le maniche e si soddisfano di frivoli momenti di gioia, cercando di celare la loro vera identità nascondendosi dietro mura che in realtà si rivelano di cartone, oppure anche ad un emblematico pozzo dei desideri dove sono racchiuse le utopie che  vengono vanamente inseguite dai medesimi. Come si evince dal sottotitolo fra parentesi, il brano è caratterizzato da un aggressivo ritmo tribale dai sentori esotici, ha peculiarità  tribali anche il funambolico lavoro della tastiera, la chitarra emette lancinanti suoni in sottofondo. Il ridondante ritmo tribale è incessante per quasi tutto il brano e viene interrotto solamente durante i due brevi ritornelli resi aggressivi dalla graffiante chitarra di Rothery. Il cantato di Fish è aggressivo come non mai, ora gli eroici teppisti  nati con i cuori di Lothian si perdono nel mercato dei piaceri, cercando di conquistare la bella barista che serve un Martini o consumando vini economici e andando alla ricerca del Paradiso perduto.

Lord of the Backstage

Ancora più breve è l'effimera Lord of the Backstage (Signori del retroscena), dove vengono messe alle spalle tutte le bravate commesse in gioventù,  colpevoli di avere allontanato l'amore della vita. Non si può quantificare l'amore che Fish ha per Kayleigh, ormai le ceneri dell'amore perduto si stanno esaurendo lentamente, e Fish si rammarica di non aver chiarito per tempo i problemi che si contrapponevano al loro amore. E' bellissima l'enigmatica  similitudine fra una lunga  distesa di fanali del traffico, ora con dei  diamanti che si incastonano nel ghiaccio nero, ora con uno specchio incrinato delineato dalle linee bianche della segnaletica stradale, metafora che potrebbe significare l'enorme distanza che intercorre fra i due cuori infranti. Un ritmo sincopato è la colonna portante del brano, mentre tastiera e chitarra ci martellano per 1 minuto e 53 secondi con un ridondante ed ossessivo riff. 

Blind Curve

Blind Curve(Curva Cieca) dall'alto dei suoi  nove minuti e mezzo è senza ombra di dubbio il brano che più ricalca i precedenti lavori dei Marillion, suddivisa in cinque parti, "progressivamente" parlando, è uno dei migliori momenti dell'album. Fish si supera con una struggente interpretazione, fra cari amici persi, problemi sociali e solitudine,  reclama l'infanzia perduta, la rivuole indietro, ma forse l'infanzia non muore mai, rimane nascosta dentro e sta a noi essere bravi a farla riaffiorare. Potenti accordi distorti aprono la prima parte I.Vocal Under A Bloodlight  (Canto sotto una Luce Rosso Sangue), l'atmosfera regna sovrana e si possono percepire reminescenze floydiane, la sezione ritmica tiene un tempo medio lento ma energico, fra le righe Fish brama la solitudine, fugge lontano avvolto nei suoi torbidi pensieri, per lui la solitudine significa libertà e l'unica via di salvezza. Non passa neanche un minuto ed inizia la seconda parte intitolata II Passing Strangers (Estranei di Passaggio), la stanchezza inizia ad affiorare, Fish è uno straniero che cerca di scrivere canzoni d'amore seduto in solitudine di fronte ad un tavolo. Fra le righe della canzone si celano brillanti bugie d'inchiostro scintillante. I potenti accordi  vanno pian piano sfumando e lasciano il campo ad un malinconico arpeggio carico di effetti,  Fish si supera,  il suo cantato ispira compassione; al minuto 01:48 parte uno struggente assolo, le prime note sembrano uscite dalla chitarra di Gilmour, sul finale l'assolo prende la forma di un tema melodico rilassante  che viene  imitato dalla tastiera ed inizia la terza parte della suite, la più bella, III Mylo, dove Fish piange Mylo, un caro amico scomparso prematuramente, ucciso da un folle perché era solamente una star, spesso non ci rendiamo conto di come sia facile per una vita dissolversi nell'oscurità, finché la morte non ci tocca da vicino, si sente solo e triste senza il caro amico portatogli via da un folle gesto e non ha voglia di parlarne agli avvoltoi della stampa. Fish raggiunge l'apice nell'interpretazione  accompagnato da un malinconico arpeggio di chitarra, la parte di basso è di altissimo livello e ci colpisce allo stomaco, sul finire della strofa Kelly con una mano sul pianoforte ed una sul synth, accompagna la chitarra riprendendo le note dell'arpeggio e ruba la scena per qualche istante, facendo da bridge alla strofa successiva che ricalca la precedente. Al minuto 04:20 ha inizio il quarto atto, IV.Perimeter Walk (Passeggiata Lungo il Perimetro) dove per circa un minuto Steve Rothery  rimane solo eseguendo un enigmatico arpeggio carico di delay contraddistinto da pause mese al punto giusto. Un oscuro tappeto di tastiera ci catapulta in una atmosfera inquietante che fa da base alle lacrime della chitarra ed a un bellissimo basso carico di flanger, calde percussioni fanno il resto. Durante una passeggiata si avverte una presenza mistica, ma non è un fantasma, è l'infanzia perduta che inizia a riaffiorare. La strofa viene sussurrata da Fish, che vuole tornare nuovamente bambino. Improvvisamente il cantato di Fish si incattivisce reclamando l'infanzia perduta "My childhood, a misplaced, give it back to me" (La mia infanzia, l'infanzia perduta, ridatemela).Emozioni. Nella conclusiva parte intitolata V:Threshold (Soglia) Fish affronta nuovamente come nei precedenti album il problema della guerra, una vedova dagli occhi da cimitero lava tristemente gli abiti di suo marito  carichi di inutili medaglie al valore. E' forte il disprezzo verso politici e preti e nei confronti di chi abusa di innocenti bambini dagli sguardi assenti. In questa ultima parte della suite cambia nuovamente l'atmosfera che assume un tono evocativo, un pomposo riff di tastiera predomina sul brano, gli accordi distorti sono graffianti mentre i piatti di Ian Mosley non hanno un attimo di tregua. Momento epico. Sul finire viene ripreso il tema di chitarra già ascoltato in Heart of Lothian.

Childhoods End?

Un pungente arpeggio stoppato apre Childhoods End? (Fine dell'Infanzia?), ma nella strofa è Pete Trewavas il protagonista del brano, con una articolata linea di basso composta da veloci scale che si muovono sulle toniche, carica di melodia tanto che ci risulta facile da fischiettare, il giro di basso  riesce a predominare anche sulla linea vocale. Il ritornello è molto aggressivo grazie agli accordi della chitarra e a una ritmica frenetica e sia alterna con la strofa prima di lasciare il campo all'assolo di chitarra, stavolta molto rockeggiante. Ritorna la melodica linea di basso della strofa e nuovamente il ritornello; il rocambolesco finale, con un Mark Kelly in evidenza, ci porta verso il brano conclusivo dell'album. Il cantato di Fish è più rilassato, fra le righe si prospetta un lieto fine, l'agognata infanzia perduta viene finalmente ritrovata; la pioggia è cessata, appare un arcobaleno ed una gazza ladra vi vola dentro  (qui si riprende il tema della copertina ?)  simboleggiando l'infanzia che emerge dalle tenebre e si invola verso la luce riuscendo finalmente ad emergere e questa è una lieta sorpresa,  l'infanzia è sempre stata lì, bastava guardarsi allo specchio per ritrovarla. Se il destino ha voluto far si che le strade dei due innamorati si dividessero molto probabilmente è giusto così, il carattere di Fish è talmente forte che neanche l'amore è riuscito a plasmarlo, ed è un bene se ognuno ha continuato per la propria  strada, nonostante il forte rammarico. Per Fish c'è sempre stata un'unica strada da percorrere, quella che porta verso l'eterna fanciullezza e la deve percorrere per recuperare il tempo perduto.

White Feather

White Feather(Piuma Bianca). La piuma bianca  e'un marchio di disonore e veniva data chi, nell'esercito britannico  si macchiava di un atto di codardia. Fish la indossa con fierezza, preferendo il proprio cuore (che non è in vendita)  alla patria, rimpiange il tempo perso sotto le armi a scapito dell'amore. Questo breve finale dall'aria sbeffeggiante e provocatoria  è  caratterizzato da una ritmica che imita il tempo di marcia militare e da irridenti refrain di tastiera, il tono di Fish è di sfida, Rothery con l'uso del delay alterna arpeggi a  temi distorti per poi terminare con un breve assolo finale; la canzone è un vero e proprio inno alla ribellione dove viene rimarcato il disprezzo verso i conflitti e verso  i politici che si arricchiscono con le guerre  a scapito della vita  dei poveri militari inviati al macello. We don't need no uniforms, we have no disguise. Divided we stand, together we'll rise (Non abbiamo bisogno delle vostre uniformi. Perché divisi sopportiamo, insieme ci ribelleremo),è la frase più significativa del brano, che va a concludere con una vena polemica questo fantastico viaggio alla ricerca dell' infanzia perduta. Nella versione ristampata nel 1998  il bonus disc contiene la versione demo dell'intero Misplaced Childhood, dove le canzoni sono in fase embrionale, suddivise in maniera leggermente diversa  e prive dei fantastici arrangiamenti che rendono l'album un gioiello, degne di un  fugace  ascolto per carpire l'evoluzione dell'album. Troviamo poi  versioni alternative dei singoli: un alternative mix di Keyleigh, che si differisce dall'originale nelle prime strofe, dove  è assente la parte di basso, cosa che serve ad apprezzare ancora di più il grande lavoro effettuato da Pete Trewavas nella versione originale . Lavender Blue è una variazione  di Lavender, nella prima sezione è assente il basso, mentre l'assolo di chitarra è stato prolungato. C'è anche una extended version di Heart of Lothian, dove è stato aggiunto una lunga introduzione che riprende la parte arpeggiata strumentale di Windswept Thump ( Pollice spezzato dal vento). Veniamo alle canzoni inedite, il bonus disc viene aperto da Lady Nina (Donna Nina), ennesimo brano dedicato ad una donna. Lady Nina è una bellissima donna sposata di cui Fish si è invaghito e che non riuscirà mai ad avere a causa del grande  rispetto che ha verso la  moglie e la famiglia. Si sente che il brano è in fase embrionale, non è stato arrangiato approfonditamente, inizia con una scarna batteria, subito dopo un pad di tastiera dona un'atmosfera spensierata al brano, basso e chitarra fanno il minimo indispensabile nella strofa, si respira un'aria  "anni '80". Il ritornello ha molto più brio, il cantato di Fish assume un tono prosperoso. Al minuto 01:38 entra in scena Steve Rothery con un prolungato assolo che non lascia il segno come fa di consuetudine, la ritmica non varia rispetto al ritornello, che torna nuovamente. Nella parte finale Mark Kelly si diverte ad imitare Rick Wakeman con un assolo che va in dissolvenza accompagnandoci verso il finale antemico del brano. 

Freaks

Di ben altra pasta è invece Freaks (Persone Bizzarre), dove Fish condanna la cattiva abitudine di fissare chi purtroppo porta bizzarre malformazioni fisiche. Chi porta tali malformazioni, i cosiddetti "Freaks" spesso si sentono alieni anche nella terra dove sono nati. Ma chi è bizzarro veramente? coloro che portano malformazioni esterne ma hanno un animo d'oro, o coloro che sono belli esteriormente ma marci dentro e che portano inutili pregiudizi? In fondo la vita è un enorme circo,  la bizzarria è variabile a seconda degli occhi di chi la  vede, per un Freak il bizzarro è  chi non apprezzare le fantastiche bellezze della natura e la bontà verso il prossimo, per gli altri il bizzarro si limita solamente all'aspetto fisico, la gioia non è solo fine a se stessa, ma ci si diverte e si prova piacere anche rendendo felici gli altri, specialmente chi è diverso.  Un incessante ed ipnotizzante loop di tastiera è la colonna portante del brano, per gran parte della prima strofa viene lasciato protagonista dagli altri strumenti che si limitano a pochi ma  geniali tocchi di classe, fino a quando graffianti accordi distorti danno potenza al brano, che dopo un minuto e mezzo assume un ritmo evocativo e rockeggiante. Torna nuovamente il magnetico loop di tastiera, dopo la strofa  Rothery inizia uno sparuto assolo che ci trascina verso il finale. Il brano risulta simpatico e sicuramente è molto più curato rispetto al precedente, anche se entrambi si  discostano   molto dalla linea musicale e melodica dell'album, la sensazione è che siano stati composti molto tempo prima rispetto a Misplaced Childhood.

Conclusioni

Che dire, siamo di fronte ad un capolavoro, uno di quei dischi che riescono una sola volta nella carriera a poche band predilette. L'azzeccato connubio fra melodia, atmosfera onirica e romanticismo fa si che Misplaced  Childood  non deluda i vecchi fan nonostante il cambio di rotta e ne attiri a sé molti altri, sia chi abitualmente ascolta il Pop ma anche chi ascolta Metal e Hard Rock. Ogni brano in qualche maniera è un piccolo gioiello, ognuno di voi vi troverà una canzone che rimarrà per sempre nel cuore, a me è successo con Kayleigh. Misplaced va ascoltato tutto d'un fiato per apprezzarne il melodico filo conduttore musicale e lirico, ne è la prova che Fish, quando lo proponeva dal vivo, lo annunciava come una unica canzone intitolata Misplaced  Childood. Nonostante sia in prossimità del trentesimo anniversario, Mispaced Childhood  non ha una data  di scadenza, è un album dalle sonorità ancora attuali, e a mio avviso lo rimarrà ancora a lungo. La copertina, sempre affidata al valente  Mark Wilkinson,  chiude la trilogia del Jester iniziata con Script, infatti ritroviamo il nostro benamato giullare sul retro della copertina, intento a fuggire dalla finestra, da dove fuoriesce misteriosamente un arcobaleno, situazione  che potremmo interpretare come il simbolo dell'infanzia che riesce ad uscire dal buio nascondiglio dove si era persa; ritroviamo anche l'immancabile camaleonte e la gazza ladra, mentre  nel front è raffigurato il bambino vestito da soldato che era apparso a Fish durante il trip seminale dell'album. Ian Mosley, entrato nel gruppo con l'idea di fare il turnista solamente su Fugazi è talmente affascinato dal progetto e dalle idee dei Marillion che  decide di rimanere in pianta stabile all'interno della band e grazie al suo estro  e al bravissimo e tecnico Pete Trewavas che  la sezione ritmica è  di altissimo livello ed è  la colonna portante della band, le ritmiche sono spesso complicate e ricercate, mai danno un senso di monotonia, la chitarra di Rothery ci scalda le vene ad ogni nota emessa,  la tastiera ed il pianoforte di Kelly sono gli strumenti protagonisti, le atmosfere ottenute dall'estroso tastierista ci fanno sognare, il cantato di Fish è camaleontico e svaria   da momenti recitati con una romantica  dolcezza ad altri interpretati con veemente grinta, non disdegnando di tanto in tanto l'uso del falsetto; tutto questo con liriche riflessive ed introspettive  come non mai, ci fanno percorrere un lungo viaggio senza tempo partendo da un'infanzia triste e finita troppo precocemente,  fino arrivare all'età adulta, dove forte è il bisogno di tornare nuovamente bambini. Visto il malcontento riguardo la produzione di Fugazi, i Marillion decidono di cambiare produttore affidandosi a Chris Kimsey  che si occupa anche del mixaggio. Con la volontà di abbandonare le fredde sonorità di Fugazi ed ottenere un prodotto più "caldo", passano coraggiosamente ad una registrazione live in studio suonando tutti insieme ed omettendo le fredde sovra incisioni; il risultato è di notevole spessore. Sempre sotto la EMI Records, Misplaced Childood è stato registrato  fra marzo e maggio del 1985 presso gli Hansa Tonstudios di Berlino, ricavati da un maestoso edificio risalente al 1913 e ristrutturato dopo gli ingenti danni subiti durante la seconda guerra mondiale, suggestivamente collocato  nella ex Berlino Ovest a pochi metri dalla linea divisoria tracciata dall'allora presente Muro. L'album è dedicato alla memoria di John Mylett (il Mylo che troviamo nella terza parte di Blind Curve),  batterista dei Nutz e grande amico di Fish che fu tragicamente ucciso ad Ibiza nel 1984. Misplaced Childhood è senza ombra di dubbio un capolavoro intramontabile, immancabile nella discografia di chiunque ascolti buona musica indipendentemente dal genere che ama; non essendo prevista una lode, il voto si "limita" al massimo.

1) Pseudo Silk Kimono
2) Kayleigh
3) Lavender
4) Bitter Suite
5) Heart of Lothian
6) Waterhole (Expresso Bongo)
7) Lord of the Backstage
8) Blind Curve
9) Childhoods End?
10) White Feather
11) Freaks
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