MANOWAR

Live In France

1999 - Nuclear Blast

A CURA DI
ANDREA CERASI
21/12/2016
TEMPO DI LETTURA:
8

Introduzione Recensione

L'attività propagandistica dei Manowar procede interminabile per tutta la seconda metà degli anni 90, con centinaia di concerti sparsi per il mondo e che vanno a toccare quasi ogni paese. Dal 1996, anno di uscita del fortunato "Louder Than Hell", fino all'alba del nuovo millennio, la band newyorkese prosegue imperterrita la propria marcia trionfale incendiando palchi attraverso performances incredibili che hanno il merito di riavvicinare molti fedeli al culto dell'heavy metal tradizionale e di conquistare un nuovo pubblico, più giovane e agguerrito, affascinato dalla potenza (musicale ma anche simbolica) dei brani firmati Manowar. In attesa di un nuovo studio-album (che non arriverà prima del 2002), Joey DeMaio e company affidano i propri servigi a una nuova etichetta discografia, la numero uno in ambito metal: la Nuclear Blast, che va a sostituire la Metal Blade con la quale la band aveva pubblicato il primo live in carriera, il prezioso "Hell On Wheels", accolto con clamore da tutti i fans. L'etichetta si mette subito a lavoro e si decide di registrare un nuovo live-album (il secondo consecutivo, caso del tutto raro ma fortemente voluto dai Manowar per inaugurare un nuovo percorso e per donare al pubblico pezzi che erano stati esclusi dalla precedente raccolta, in modo tale da coprire quasi interamente il catalogo della band e accontentare anche il fan più esigente). "Hell On Stage" è il titolo della nuova creatura targata Manowar, un prodotto intelligente (come spiegato pocanzi) e che va ad affiancarsi a "Hell On Wheels", tanto da poterlo considerare l'album gemello, nel quale troviamo due dischi contenenti eccellente musical dal vivo, priva di ritocchi in studio per un'esperienza davvero reale e "True" in perfetta tradizione manowariana. La Nuclear Blast, sempre avanti negli affari e col bene placido della band, decide di fare un ulteriore regalo ai fans e ha la brillante idea si anticipare la nuova live-compilation mettendo sul mercato diversi singoli in edizione limitata e differenti per ogni nazione; dunque, ecco che nei negozi fanno la loro comparsa più brani appartenenti al doppio "Hell On Stage" e che vanno a pescare dalle sedici tracce registrate in giro per il globo. Live in France è uno dei quattro singoli "personalizzati" che vanno ad arricchire il catalogo Manowar, per la gioia di tutti i metallari francesi, dotato di quattro pezzi suonati proprio in territorio gallico durante i lunghissimo tour europeo, tra i quali un bel siparietto introduttivo nel quale la band, accompagnata dal pubblico presente in sala, esegue (in versione rigorosamente metal) la celebre "Lady Marmelade", e a chiudere il lavoro, invece, abbiamo la possibilità di ascoltare la versione cantata in lingua francese della ballata "Courage", intensa come l'originale e che mette in luce l'impegno dei quattro musicisti americani nell'accontentare sempre il proprio pubblico (già lo avevano fatto con successo con "Herz Aus Stahl", versione tedesca di "Heart Of Steel", e lo faranno in futuro, esattamente nel 2009 con l'ep "Thunder In The Sky", suddiviso in due cd dove nel secondo troviamo la canzone "Father" (morbida ballad scritta da DeMaio e dedicata al padre scomparso) cantata addirittura in quindici lingue diverse. Dunque, è arrivato il momento di addentrarci nei meandri di questo singolo, dotato ovviamente di una copertina che rende omaggio alla Francia presentando la bandiera azzurra, rossa e bianca e sulla quale svetta il leggendario logo "Manowar", sinonimo di epic metal intransigente, amore per la musica dura e rispetto per i propri adepti. Il singolo è uscito ufficialmente nel 1999 per la CNR Music, una etichetta olandese che, nel corso degli anni, ha prodotto band del calibro di Symphony X, Angra, Delain ed Hammerfall. Per i nostri epic metallers l'etichetta ha prodotto anche altro materiale nel corso degli anni, come il già citato Hell On Wheels, la riproposizione dell'immortale Into Glory Ride ed il singolo Courage in versione live. Come tutti i singoli promozionali usciti in quel periodo e personalizzati a livello "europeo", l'artwork è relativamente semplice. Al centro e sullo sfondo campeggia la bandiera francese, che va a formare, di fatto, il corpus centrale del CD; sopra di esso vi è marchiato il nome della band nei classici caratteri medioevali/cavallereschi, mentre al di sotto del monicker vediamo in bella vista la scritta "Live In France". Come già detto, i singoli che la Nuclear Rilasciò in versione personalizzata per ogni paese, recheranno la bandiera del paese appartenente ogni volta che verranno stampati. Essi potevano essere acquistati come bonus al grande live Hell On Stage mediante catalogo Nuclear, rendendoli, ad oggi, pregiato materiale da collezione per i diggers più incalliti. Tutto parte dell'immensa operazione commerciale che i Manowar, dalla seconda metà degli anni '90, comincerà in maniera sempre più ingente a mettere in piedi, per la gioia dei fan storici che si ritroveranno tantissimo materiale promozionale e non, ma anche per il mercato stesso, inondandolo ogni volta di CD, Bootleg, Live e quant'altro. Bando ad ulteriori indugi però, e tuffiamoci nell'analisi di questo singolo. 

"Lady Marmelade - Voulez-vous coucher avec moi ce soir?

"Lady Marmelade - Voulez-vous coucher avec moi ce soir? (Signora Marmelade - Volete Dormire Con Me Stanotte?)" è un simpatico siparietto, Joey DeMaio, col fare da predicatore, si rivolge al pubblico di Parigi dicendo che la band, negli ultimi tempi, ha preparato con fatica un nuovo brano dedicato a tutti i ragazzi e le ragazze francesi, un pezzo molto sensuale e orecchiabile, ma l'aria comica fa subito capolino perché tutta la band sbotta in una fragorosa risata, specie Eric Adams, qui chiamato dal compagno a declamare l'attacco. Ed allora ecco che, a cappella, Adams intona il ritornello di questa canzone funky-pop del trio femminile Labelle risalente al 1974 e presto diventata una delle canzoni più popolari al mondo. Questa famosissima pop song racconta la storia di una donna conosciuta col nome di Lady Marmalade, la quale seduce un uomo per le strade di New Orleans, nella Louisiana. La frase ripetuta volte (fin quasi alla nausea) nel corso della canzone, ossia "Voulez-vous coucher avec moi (ce soir)?" è ripresa dal dramma di Tennesse Williams "Un tram chiamato Desiderio" (1947). Ovviamente si tratta di uno scherzo e i Manowar attaccano solo col ritornello, chiamando in causa il pubblico che ben presto si sostituisce al vocalist nel canto, Adams batte le mani fomentando la folla, mentre i compagni si lanciano in una cavalcata metal sempre più veloce e spaccacollo, trasformando questa innocua canzone in una micidiale mina vagante dall'animo speed metal, con la doppia cassa di Columbus, il basso sparato a mille di DeMaio e l'assolo epilettico di Logan. Il tutto dura poco, ma la folla sembra contenta; dopotutto i Manowar ci hanno sempre abituati a trovare così esilaranti, nonostante la corazza da machi e il look tutto pelle e borchie, non hanno mai disdegnato una sana risata e il confronto con i fans. Per loro l'heavy metal non è solo una religione ma è soprattutto divertimento, amicizia, risate tra amici e tanto altro ancora. Questa gioiosa parentesi la troveremo anche nel DVD "Fire And Blood - (Hell On Earth, Part II)" del 2002, secondo capitolo della numerosa serie fatta uscire dal 2000 al 2009 e suddivisa in cinque doppi DVD che racchiudono videoclip, filmati, interviste, release party, concerti, incontro con i fans e tanto altro del mondo Manowar.

Metal Warriors

"Metal Warriors (I Guerrieri Del Metallo)" è l'immancabile cavallo di battaglia della band, straordinaria nella sua potenza e nel suo coinvolgimento dal vivo e con un ritornello studiato proprio per essere cantato da tutti nelle arene. I Manowar, d'altronde, sono la band del popolo, una delle poche in grado di radunare intorno a sé folle di metallari incalliti tutti uniti sotto il vessillo dell'acciaio, per urlare al mondo che l'Heavy Metal non è solo musica ma anzi una vera e propria religione, da venerare fino alla morte. Ci troviamo nell'arena Transborder di Lione, Francia, e il pubblico sembra elettrizzato; dal silenzio, Eric Adams emerge con ghigno famelico, e subito scalda i numerosi fans francesi; il timbro è pieno e cattivo, a volte anche più sporco e i suoi acuti si confondo con gli applausi del pubblico in un duello incredibile che coinvolge senza distinzione nuovi e vecchi fans, tanto che l'alchimia creata on stage tra la band e i suoi adepti è palpabile. La batteria di Columbus fa la differenza nonostante la semplicità che appartiene a un pezzo come questo, ma tanto basta che capire che il musicista in questione possiede una potenza devastante, sicuramente statico ma preciso e terremotante. Mentre Adams intona le prime strofe, emerge anche la virtuosa chitarra di Karl Logan, qui alle prese con un semplice ma efficace riffing che riecheggia nella sala-concerto di Lione. Ovviamente si parla di un raduno di metallari, tutti coloro che hanno udito la chiamata sono invitati a partecipare e così, come fratelli uniti nel sacro vincolo del metallo, si divertono creando un'atmosfera magica dove ognuno fa la sua parte, perché c'è magia nella musica ma c'è anche magia in ognuno di noi, per un'energia devastante quanto si è uniti. A questo punto, il pubblico si prepara ad accogliere l'ormai leggendario ritornello e a cantarlo assieme al vocalist. L'orecchiabilità è il punto di forza di un pezzo che si memorizza all'istante, tanto melodico quanto capace di fomentare non poco grazie a un Adams spaventoso che inneggia all'Heavy Metal e caccia via chi non lo apprezza, invitando delicatamente sfigati e fighetti ad togliersi dalle palle lasciando la sacra aula del metallo. Impossibile non ridere di fronte a tanta veemenza ma anche impossibile restare fermi all'ascolto di tanta potenza sonora, irrobustita dall'entrata in scena del basso di Joey DeMaio, sempre molto protagonista dal vivo, anche di più rispetto al disco. Non si prende fiato perché si prosegue subito con la seconda quartina, dove il mondo deve conoscere il decreto finale del popolo metallaro, ossia quello di suonare sempre più potenti, di farlo con piacere, e soprattutto si prendere a calci chi non ascolta rock duro. Tale arroganza raggiunge il culmine nella frase "If you're no tinto metal, you are not my friend" cantata da tutti i presenti, attraverso la quale i Manowar esprimono la loro filosofia e la loro appartenenza a un determinato mondo. Il secondo refrain si infrange sulla folla e allora parte l'assolo per poi lasciare di nuovo spazio alla voce impetuosa di Adams, il quale si lancia negli immancabili acuti che lo hanno reso immortale, spingendo al massimo e alternandosi con un altro brillante assolo di chitarra e con le grida entusiastiche del pubblico. Ma non finisce qui, perché inizia il bridge, dalla velocità media e proprio su questo mid tempo di natura epica la band ha fatto la sua fortuna, intanto il vocalist stempera gli animi, ma qui a premere è Columbus che pesta come un dannato dietro le pelli, e così nell'aria si sente profumo di musica, l'odore del rock che conquista lentamente la notte, e se non si hanno le palle per questo genere è meglio lasciare la sala all'istante. Questo è l'ordine perentorio del singer, il quale si lancia in un finale da brividi, ripetendo il chorus accompagnato, in sottofondo, da urla e acuti dei fans. Un brano "tamarro", sicuramente non eccelso liricamente ed anzi, molto basilare, ma sempre in grado di trasmettere una buona dose di energia, potente e da cantare a squarciagola, specie in sede live.

Kill With Power

"Kill With Power (Uccidi Con Forza)" è una delle trace più acclamate della band americana, potentissima, violentissima, in cui Adams dà il meglio di sé negli acuti. Insomma, è un vero e proprio spasso ascoltarla live. Il pubblico francese la intona con foga, ne scandisce ogni singola parola, per poi giungere al chorus che porta con sé una foga corale senza precedenti. Un pezzo veloce e quasi isterico, potentissimo, dall'attitudine classica, che si incolla sulla pelle per non ti lasciarti più. Columbus si scatena dietro le pelli, è il suo momento e il pubblico sembra apprezzare, un tornado pronto a infrangere ogni cosa al suo passaggio, ma anche la chitarra e il basso sono sparati a una velocità incredibile e a un volume a limite della sopportazione. Non a caso i Manowar sono entrati nei guinness per essere la band più "rumorosa" al mondo, suonando a volumi pazzeschi e bruciando spesso gli amplificatori. In un contesto del genere, ogni musicista si ritaglia uno spazio nel quale può dare sfogo alle proprie capacità, Joey DeMaio e Karl Logan si lanciano su una serie di lisergici fraseggi che sembrano un terremoto, raggiungendo l'acme nel prezioso assolo che evidenzia le loro doti tecniche e la loro velocità di esecuzione. Il ritmo è sinuoso, energico, delirante anche, e Eric Adams è mefistofelico, sia nei versi che nel ritornello, crogiolo di emozioni intense e di istinti barbarici, sparando acuti inverosimili alternati a risate isteriche, soprattutto (come abbiamo accennato prima e come tutti ormai sappiamo) in prossimità del diabolico ritornello che incita ad uccidere e a morire, dove troviamo un importante dialogo tra voce e batteria, che cresce attraverso una serie di intervalli stoppati nei quali Adams canta accompagnato dai cori della platea le ultime parole del refrain. Insomma, questo brano è un vero gioiello di metallo che fa della semplicità e dell'energia il suo punto di forza, riuscendo davvero a scuotere gli animi grazie alle sue turbolenze vocali e strumentali. L'arena si trasforma un campo di battaglia e ci troviamo in mezzo a un esercito assetato di sangue, corpi martoriati, vessilli innalzati, l'eco dell'acciaio che sfrega e un vento di tempesta che sta per abbattersi sulla terra. Il destino di questi soldati è scritto nel vento, le loro frecce oscurano il cielo e cadono sui nemici calpestandoli e mandandoli all'altro mondo. La paura e il dolore si diffondono nell'aria, poiché nessun nemico è in grado di battersi degnamente, nessuna delle loro armi o delle loro tattiche funziona a dovere, perché si scontrano con uomini maledetti, provenienti dagli inferi e protetti da Odino. Quasi un esercito di spettri, immortale e invincibile. E la loro maledizione, passata da generazione in generazione, si abbatterà anche sui loro figli. Nessuno avrà scampo.

Courage

"Courage (Coraggio)", è profonda canzone scritta ben dieci anni prima della sua realizzazione ufficiale, e infatti è datata 1986 e tenuta per tanto tempo nel cassetto in attesa del momento giusto per uscire. Qui si cerca di rievocare la magia della brillante "Heart Of Steel" (capolavoro estratto dal leggendario "Kings Of Metal") attraverso l'utilizzo delle tastiere suonate dallo stesso Joey DeMaio, perciò lo spettro del capolavoro del 1988 è sempre dietro l'angolo. I Manowar si fanno delicati, profondi, emozionali e intimisti, mettendo in luce l'innata classe che li contraddistingue e puntando tutto sulla melodia e sulle doti canore di un vocalist che definire spaziale è poco. Ben poche band sanno essere tanto potenti quanto, all'occorrenza, delicate, ma la band di Auburn riesce sempre a farsi notare e a metterci la zampata vincente e che le permette di elevarsi sempre e comunque sopra la media. La potenza degli strumenti si defila, smorzandosi per fare spazio al lato umano i tonando un inno alla fragilità dell'uomo, alla sensibilità di un animo scoraggiato dalle difficoltà della vita che si trova quotidianamente ad affrontare. Eric Adams entra in scena e sfodera una grande performance nonostante la difficoltà di una lingua diversa dalla sua; la sua pronuncia sembra ottima e di certo non sfigura, la strofa è alquanto breve ma decisamente toccante e poetica, tanto già cominciano a scorrere le lacrime, voce e piano per un connubio che infonde coraggio alla persona smarrita, in difficoltà, depressa e che non vede una via d'uscita dai problemi che la affliggono e le impediscono di vivere in pace e in serenità. Il ritornello giunge quasi subito come un tuono in un cielo limpido e sgombro di nuvole, dotato di una melodia sublime in grado di far scendere qualche lacrima tanto è disperata e sognante la sua dimensione. Adams alza la voce per sovrastare le strumenti ed esprimere così il suo rimorso e il suo dolore e mette in mostra una versatilità unica al mondo, capace di essere demoniaca e angelica allo stesso tempo (in questo caso possiamo definirla angelica tanto è paradisiaca). Quello che il vocalist infonde è il coraggio di continuare, di non abbattersi mai e di tenere duro sempre e comunque nonostante le avversità. Le tastiere crescono di intensità e poi sfociano nell'intrusione di tutti gli strumenti musicali, potenziando così questo etereo brano e irrobustendo tutta la sezione ritmica che comunque non eccede mai in durezza. Intanto Adams prosegue a incitare il disperato, il disilluso, dicendo che c'è sempre una speranza, consigliando di asciugare le lacrime dal viso e di rialzare la testa. La fase strumentale è tocca le corde del cuore, si profila in pieno stile ballata anni 80, ma purtroppo dura poco, poi ecco che arriva il bridge a infondere profondità ed eleganza e a ribadire il concetto di salvezza. Le battaglie sono vinte solo da coloro che hanno il coraggio di combattere e di credere nella propria forza e nella propria purezza di cuore, questa è la filosofia che si cela dietro al monicker Manowar e che rende orgogliosi tutti i fans di appartenere a una cerchia fedele di una delle band più osannate (ma anche odiate) al mondo. Se c'è una lotta allora bisogna armarsi di pazienza, affilare le unghie e gettarsi nella mischia per non soccombere, soltanto così si diventerà dei vincenti. Serve coraggio, da infondere nel cuore e nell'animo. L'ultima strofa è forse quella più evocativa, l'inserimento di cori epici fanno da contorno a questo splendido pezzo donando magia e rinfrescando la mente col ricordo delle composizioni più epiche e toccanti della band, in questo caso ammorbidita dalla lingua francese, già di per sé delicata ed elegante.

Conclusioni

Live In France è un succulento singolo destinato ad accontentare i fans francesi, perché a loro è dedicato e studiato appositamente per deliziarne i palati, non tanto per le due canzoni "classiche", ovvero "Metal Warriors" e "Kill With Power", ascoltate ormai milioni di volte e comunque sempre capaci di sorprendere per intensità e aggressività, specialmente dal vivo, ma per quanto riguarda la parte rigorosamente relegata alla lingua francese, creando con ciò una bella testimonianza del legame indissolubile tra la band e il proprio popolo. I Manowar confermano il loro amore nei confronti non solo della musica, ma anche e soprattutto la loro voglia di sorprendere e omaggiare i discepoli del metallo, che in loro credono e in loro confidano per la diffusione e rinascita del verbo dell'acciaio in un momento critico (musicalmente parlando) come quello degli anni 90, anche se ormai siamo al tramonto della decade e l'oblio dell'heavy metal tradizionale sembra ormai scongiurato grazie alla ripresa di tanti generi appartenenti alla vecchia scuola e grazie alla nascita di numerose band che alla vecchia scuola fanno affidamento e traggono ispirazione. La tedesca Nuclear Blast, attiva dal 1987, è proprio in questo periodo che comincia a imporsi veramente come major in ambito metal, sottoscrivendo una miriade di band importantissime e accaparrandosi tutte le nuove leve, diventando un punto di riferimento per tutti e garanzia di qualità (almeno per quanto riguarda la fase di produzione) sfornando lavori professionali e curati nei minimi particolari, dal lavoro sui suoni all'artwork, dalla diffusione fisica del disco alla cura pubblicitaria di cui un prodotto commerciale si avvale. Il singolo "Live In France", come del resto gli altri singoli live del 1999, va a supporto del doppio live-album "Hell On Stage", pubblicato lo stesso mese e anzi allegato proprio al full-length (solo in Francia, ovviamente) oppure venduto separatamente via CNR Music, etichetta olandese con sedi effettive anche in Belgio (CNR Music Belgium) e, nel caso di questo lavoro, in Francia (CNR Music France). Per quanto riguarda la pubblicizzazione della doppia live-compilation "Hell On Stage", di grandissimo successo commerciale, ancora di più rispetto al precedente "Hell On Wheels", l'effetto della pubblicità prodotta dalla Nuclear Blast è efficace e porta a risultati eccezionali, garantendo diffusione del disco e primi gadget di accompagnamento reperibili grazie a Internet, che comincia a prendere piede entrando nella case di tutti, facilitando la fruibilità del prodotto, in un'epoca che ancora riusciva a garantire fortunate vendite (e non come oggi, dove la tecnologia ha praticamente distrutto il mercato artistico). La compilation, ma anche il singolo appena preso in esame, vendono tanto in Francia ed il pubblico sembra soddisfatto della strategia messa in atto da band e da casa discografica, e non può essere altrimenti, dato che delle sei date tenute dai Manowar in Francia durante il tour del 1998 (praticamente una mini tournée), vengono registrate tutte le parti salienti (come del resto in tutte le nazioni europee e sud americane), alcune della quali finiranno nel singolo, altre nel full-length e tante altre in video, nei vari DVD che seguiranno, testimoniando il grande affetto del popolo europeo nei confronti dell'epic metal band per eccellenza, sempre in marcia per tenere alto il vessillo del metallo più puro e primordiale. Insomma, la band americana ce la mette tutta per accondiscendere il proprio pubblico e per onorarlo nel migliore dei modi, cosa si può pretendere di più? Certo è che oggi, un prodotto del genere è molto raro da trovare, roba da collezionisti incalliti.

1) "Lady Marmelade - Voulez-vous coucher avec moi ce soir?
2) Metal Warriors
3) Kill With Power
4) Courage
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