LULEY

TODAY'S TOMORROW

2012 - AOR Heaven/Frontiers Records

A CURA DI
CESARE VACCARI
01/06/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Da oltre trent'anni la musica è la vita per Klaus Luley e questo musicista/compositore tedesco ha dato tanto a quest'arte. Il music business però non è stato altrettanto generoso nei suoi confronti e condividendo la sorte di tanti altri suoi colleghi, non ha mai raggiunto una grande fama e il tanto agognato successo planetario. Del resto i Triumph di "Just A Game" nel 1979 ci avevano già messo in guardia sulle insidie del mondo della musica e di quanto sia difficile la strada da intraprendere per diventarne una Star. La carriera di Luley inizia nei primi anni '80 con i Tokyo (1981/1995), insieme a Ken Taylor, Robby Musenbichler, Lothar Krell e Fritz Matzka. La band tedesca realizza tre album, ma come è capitato a quasi tutte le band che proponevano in quegli anni un genere di rock vicino a Toto e Foreigner, i dischi venderanno molto di più quando saranno ristampati in CD molti anni dopo che all'epoca della loro uscita, ricercati da collezionisti che se li erano lasciati sfuggire. L'esperienza successiva con i Craaft (1986/1992), insieme a Reinhold Besser e Franz Keil, dà risultati migliori, portando alla band una discreta popolarità in tutta Europa grazie al contratto con la CBS e a concerti con band come Queen, Marillion, Gary Moore, Level 42, Bon Jovi, Rod Stewart e Meat Loaf. Terminata anche questa esperienza, tutto sommato effimera, il nome di Luley scompare dalle scene e si perde tra la moltitudine di co-produzioni, varie collaborazioni, partecipazioni a stesure di brani etc.. Circa due anni fa la decisione di tornare a fare musica in prima persona e di riprendere a comporre canzoni sulla linea di quelle che Luley proponeva con le bands degli anni '80. Con la complicità di Michael Voss, chitarrista/cantante/produttore dei Mad Max (e non solo) dalla grande creatività e carico di una contagiosa energia positiva, oltre che di una notevole dose di simpatia a livello umano, inizia la lavorazione di questo suo nuovo album da protagonista: "Today's Tomorrow". Klaus si occupa delle chitarre, della voce e delle tastiere, alla batteria Chris Elbers (Gary Barden), Matthias Rethmann al basso (LeeZ, Silver, Michael Schenker), il backing vocals e alcune parti di tastiera affidate a Michael Voss, e la ricetta per produrre un buon album di hard rock melodico è pronta. Adesso è il momento di verificare se tutti gli ingredienti sono stati dosati e miscelati in modo giusto.

Già dalla prima traccia, "Can't Live Without You", è chiaro che ci troviamo difronte ad un prodotto dalle sonorità profondamente radicate negli anni '80, dagli arrangiamenti molto curati e studiato nei minimi particolari. Klaus ha ancora una bella voce, dalla buona estensione, calda e molto piacevole e l'esperienza degli anni passati si sente nelle dita che si muovono sulle sei corde della sua chitarra, sia nelle parti ritmiche e ancora di più in quelle soliste. In generale tutto l'album risulta morbido all'ascolto, con le tastiere e le voci in primo piano e la chitarra che svolge un lavoro di raffinata rifinitura, diventando la protagonista e più aggressiva quando deve sorreggere i ritornelli, sempre facilmente memorizzabili e in cui è facilmente indiduabile nei cori la voce di Michael Voss, brillante e sempre molto gradevole. Non pensate però che manchino episodi più aggressivi: "Slippin' Away", "Tokyo", canzone ripresa dal repertorio delle prima band di Luley, "Don't Wanna See Your Face", "Here In My Arms", "Still Got A Long Way To Go" e la conclusiva "When The Night Comes Down" sono piene di carica e di energia, sorrette da una granitica chitarra e dalla sezione ritmica dal notevole groove, costruite appositamente per rendere felice anche chi è più legato al classico hard rock melodico made in Germany stile Bonfire/Scorpions. Non smentendo le proprie origini e i gruppi che maggiormente hanno influenzato la sua musica, "Mountain Of Love" porta alla memoria la musica dei Foreigner dei primi quattro album, mentre "Take Me Today" non sfigurerebbe in uno qualsiasi dei dischi dei Toto degli anni '80. Episodio a parte penso possa considerarsi "Higher", canzone particolare dall'atmosfera molto serena e spensierata che mi ricorda, soprattutto nelle parti vocali, alcuni episodi degli Styx dell'epoca di "Paradise Theatre", dimostrando come la personalità di Luley sia eclettica e versatile, non costretta all'interno di canoni e definizioni precise e limitanti. "Today's Tomorrow" risulta veramente un bell'album, vario e piacevole, melodico e ben costruito, consigliato a tutti gli amanti del genere. Una gradita sorpresa per me, che non sono mai impazzito per i Tokyo che per i Craaft, che a mio parere non hanno mai realizzato niente al livello di questa prova solista di Klaus Luley.


1) Can't Live Without You
2) Mountain Of Love
3) Slippin Away
4) Livin In The Night
5) Tokyo
6) Don't Wanna See Your Face
7) Higher
8) Here In My Arms
9) Still Got A Long Way To Go
10) Take Me Today
11) When The Night Comes Down