LUCIFER'S FRIEND

Lucifer's Friend

1970 - Phillips (vinile)/2002

A CURA DI
CESARE VACCARI
20/02/2012
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Agli inizi degli anni '80 il tornado New Wave of British Heavy Metal coinvolse, loro malgrado, diverse band non inglesi provenienti dagli anni '70.

Il nuovo interesse della stampa e del pubblico verso l'Heavy Metal diede una seconda giovinezza a gruppi con alle spalle o un esordio in sordina o un momento di calo creativo.

Alla prima categoria appartenevano i canadesi Fist e gli americani Axe, che pubblicarono in quel periodo i loro album migliori, "Thunder In Rock" i primi e "Offering" i secondi.

Alla seconda gli americani Mother's Finest, che lasciato momentaneamente da parte il funky rock che li aveva sempre distinti, pubblicarono il durissimo "The Iron Age" di stampo strettamente hard rock. Così anche gli April Wine, anche loro dal Canada, autori dell'ottimo "The Nature Of The Beast".

A questa seconda categoria appartenevano anche gli anglo/tedeschi Lucifer's Friend, che dopo la pubblicazione di alcuni album più vicini al jazz-rock che all'hard alla fine del decennio precedente, spostarono completamente il tiro, inserendo un secondo tastierista nella band e pubblicando "Sneak Me In", probabilmente il disco più atipico della loro carriera.

Allora non conoscevo per niente la band e non sospettavo minimamente che quell'album di hard rock patinato, al confine con l'AOR, piacevole e ben prodotto, fosse così lontano dalla loro musica dell'esordio, avvenuto nel 1970.

E' in quell'anno che i German Bonds, band tedesca formata da Peter Hecht, tastiere, Dieter Horns, basso e voce, Peter Hesslein, chitarra e voce e Joachim Reitenbach, batteria, viene raggiunta dall'inglese John Lawton, cantante degli Stonewall, e cambia nome in Lucifer's Friend, realizzando il primo album per la Phillips tedesca.

Già in precedenza vi era stata una collaborazione tra Lawton e i German Bonds in un progetto chiamato Asterix, che era sfociato nell'uscita di un album pubblicato dalla Decca. Dal canto loro anche i quattro elementi tedeschi dei Lucifer's avevano pubblicato due album con il nome di Pink Mice per la piccola etichetta tedesca Europa, con la collaborazione di Lawton al backing vocal. Sono certo che i più attempati di voi ricorderanno certamente John Lawton anche come cantante degli Uriah Heep in alcuni album, al posto del dimissionario David Byron, a partire da "Firefly".

La musica contenuta in "Lucifer's Friend" è grande hard rock, molto vicino ai Deep Purple pre-Gillan, agli Uriah Heep dei primi due/tre album e agli Atomic Rooster. Come nel caso delle tre band che ho citato, fondamentale è il lavoro svolto dalla tastiera, in particolare l'Hammond, strumento che ha caratterizzato la musica degli anni '70 e per tradizione immancabile in un gruppo hard che si rispetti. Non fatevi trarre in inganno dal nome del combo: le influenze oscure sono ridotte al minimo indispensaile, quindi i punti di contatto con Black Sabbath o Black Widow sono veramente pochi.

L'album d'esordio originale comprende otto canzoni, mentre nella ristampa in CD la Repertoire ha aggiunto cinque bonus tracks. Ma se si escluse "Horla", B side strumentale del singolo "Ride The Sky", che continua il discorso iniziato sul long play, le rimanenti "Rock 'n' Roll Singer", "Satyr's Dance", "Our World Is A Rock 'n' Roll Band" e "Alpenrosen" hanno più punti di contatto con band come Chicago o Blood, Sweat & Tears che con i Lucifer's Friend dell'omonimo disco.

La voce di Lawton introduce l'inizio di "Ride The Sky", prima track. La chitarra attacca subito dopo con una pennata terzinata e nel giro di un paio di battute tutta la band è lanciata. Particolare l'utilizzo nella canzone del corno (lo strumento a fiato... non facciamo battute!!), sicuramente uno strumento fuori dal comune in una hard rock band, ma in questo caso fondamentale nella resa del pezzo grazie al suo caratteristico suono epico ed evocativo. Di certo negli anni '70 si faceva di tutto e di più per sperimentare sonorità alternative, utilizzando strumenti inusitati, abitudine  purtroppo persa ai nostri giorni. La composizione procede spedita mantenendo un notevole tiro per tutti i suoi quasi tre minuti, mostrando a pieno le capacità della band e in particolare le grandi potenzialità di Lawton, del resto in splendida forma in tutte le tracks. Consiglio a tutti di andarsi a guardare il bel documento filmato di questa canzone che trovate in calce a questa recensione.

E' invece compito della batteria e del basso introdurre "Everybody's Clown", dove il lavoro ad incastro tra chitarra e tastiere è costruito in maniera impeccabile. I cambi di tempo e gli interventi solisti si alternano continuamente rendendo la composizione particolarmente varia. In alcuni passaggi la voce, ascoltata oggi, ha qualcosa di Klaus Meine, che però all'epoca non era ancora sotto la luce dei riflettori.

La seguente "Keep Goin'" è probabilmente uno dei pezzi più complessi dell'album: l'inizio tranquillo è molto vicino a certe cose dei Led Zeppelin, ma gli episodi che si susseguono riassumono tutto il panorama dell'hard di quegli anni. Particolarmente evidenti sono le somiglianze con gli Uriah Heep di "Very Heavy..." nell'uso della voce e dell'organo, mentre la chitarra sembra più vicina ai suoni e ai riffs del primo Blackmore.

Il motivo introdotto dall'Hammond all'inizio di "Toxic Shadows" sembra una danza tribale degli indiani d'America; l'intervento della chitarra porta la composizione sui binari del rock, ma l'impronta iniziale rimane per tutta la durata della canzone, in particolare nella sezione centrale, occupata dagli assoli.

Ben riuscite e dall'ottimo tiro anche "Free Baby" e "Baby You're A Liar", perfettamente calate nel contesto dell'album.

Più immediata "In The Time Of Job When Mammon Was A Yippie", secondo singolo estratto da "Lucifer's Friend", che sfoggia uno dei riff più riusciti dell'album. Qualche influenza psichedelica nella parte finale della track, coerente con il titolo, porta alla memoria anche band come Iron Butterfly.

Chiude la side B del vinile la title track. Sia il giro di chitarra, trascinante e ipnotico, che l'uso particolare dell'organo, molto vicino a quello di Vincent Crane degli Atomic Rooster, rendono questa canzone la mia preferita. In particolar modo nella fase conclusiva l'affiatamento dei musicisti raggiunge il massimo livello, liberando l'energia di una esibizione live. L'urlo finale di Lawton, che precede di poco la conclusione, sembra quasi la valvola di sfogo alla tensione accumulata nel corso dell'album.

Dopo un fiacco tentativo da parte della band di promuovere l'LP attraverso un tour, a causa di mancanza di fondi, i Lucifer's Friend decidono di diventare una studio band e di non esibirsi dal vivo. Sempre per motivi economici Hesslein e Hecht collaboreranno per anni con "The James Last Orchestra" e John Lawton con "The Les Humphries Singers", per poi entrare nel 1977 negli Uriah Heep. Complessivamente la band pubblicherà nove album, di cui uno negli anni '80, "Mean Machine", con il ritorno di Lawton alla voce.

Ultima loro testimonianza è "Sumo Grip" del 1994, nel quale la band originale si è riunita esclusivamente per registrare le canzoni che ne fanno parte.

Anche "Lucifer's Friend" è un importante esordio finito prematuramente nel dimenticatoio che vale la pena di riscoprire, non essendo certamente da meno rispetto ad altri, più fortunati e magari appoggiati dalla carta stampata di quegli anni. Pensare che alla sua uscita nei negozi degli States i Lucifer's Friend furono definiti dal "Chicago Express" qualitativamente molto vicini ai Led Zeppelin.

Chissà se "Ciao 2001" parlò mai di loro..


1) Ride in the Sky
2) Everybody's Clown
3) Keep Goin
4) Toxic Shadows
5) Free Baby
6) Baby You're a Liar
7) In the Time of Job When Mammon
Was a Yippie
8) Lucifer's Friend

Bonus Tracks:

9) Rock 'n' Roll Singer
10) Satyr's Dance
11) Horla
12) Our World Is A Rock 'N' Roll
Band
13) Alpenrosen