LUCA TURILLI'S RHAPSODY

Ascending To Infinity

2012 - Nuclear Blast

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
11/09/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

A poco più di un anno di distanza dall'annuncio ufficiale è ancora molto difficile immaginare i Rhapsody Of Fire senza Luca Turilli, dopo quasi tre lustri di un'attività discografica caratterizzata da nove full-length (almeno tre di questi da considerare come dei capolavori assoluti) più alcuni ep, uno straordinario live album registrato in Canada ed un esaustivo dvd, l'aver assistito allo split tra il chitarrista ed il gruppo ha lasciato un profondo senso di malinconia soprattutto se ripensiamo alla grande impresa che hanno compiuto, ovvero quella di portare il metal italiano a dei livelli di popolarità mai raggiunti in precedenza, se anche all'estero hanno cominciato (finalmente) a considerare seriamente la nostra scena gran parte del merito è da attribuire alla forza di volontà ed all'induscutibile talento dei triestini. Luca comunque aveva immediatamente rivelato ai fans la volontà di proseguire il percorso artistico intrapreso con i suoi ex compagni con un nuovo progetto partendo innanzitutto dal recupero del primo monicker della band madre per poi aggiungerci il suo nome, in tempi brevissimi erano nati i Luca Turilli's Rhapsody. Per evitare dubbi e perplessità ogni singolo dettaglio è stato delineato (in via amichevole) fin dal principio; il tastierista Alex Staropoli ed il cantante Fabio Lione continueranno a portare avanti i Rhapsody Of Fire nel frattempo Turilli è già ripartito col nuovo act, occorre sottolineare che ci sono altri punti di contatto tra i due gruppi infatti ad accompagnare l'artista in quest'avventura troviamo anche altri due ex ROF come Dominique Leurquin (ch) e Patrice Guers (bs) senza trascurare il fondamentale apporto del batterista Alex Holzwarth, quest'ultimo però subito dopo le registrazioni del debut album ha abbandonato il combo per dedicarsi esclusivamente agli autori di From Chaos To Eternity, il quadro è stato completato nel migliore dei modi con il reclutamento dai modenesi Trick Or Treat di Alessamdro Conti, uno dei singer più talentuosi e versatili del panorama nostrano. L'attesa è stata breve... a fine giugno per l'onnipresente Nuclear Blast il primo album Ascending To infinity ha invaso le case dei "rhapsodyani" sparsi per il mondo, prima dell'uscita di questo platter per molti la domanda ricorrente era: si può ancora parlare di "gloria eterna"? Luca con i suoi dischi da solista aveva ampiamente dimostrato di poter intraprendere una carriera parallela puntando soltanto sulle sue forze ma la curiosità di scoprire in che modo poteva proseguire il concept lirico/compositivo della sua prima creatura era enorme, nessun timore... basta ascoltare un paio di volte il cd per dare una risposta affermativa!  I maestosi toni epici, sinfonici e folk continuano ad essere l'autentico trademark nel power forgiato dal chitarrista, agli esordi dei Rhapsody veniva chiamato "Hollywood Metal", dopo qualche anno si trasformò in "Film Score Metal" , in occasione di questa release è nata una nuova definizione: Cinematic Metal! Si possono anche cambiare i termini ma la sostanza resta invariata e per noi è sempre quella la cosa più importante. All'evocativa intro "Quantum X" spetta il compito di accompagnarci nell'ennesimo viaggio in un mondo fantastico e battagliero, i primi secondi sono avvolti in una misteriosa atmosfera dai sapori medio orientali, dopo una brevissima parte narrata arriva un'esplosione sonora contraddistinta da arrangiamenti elettronici (un'altra grande passione del guitar player,Dreamquest docet) apocalittici interventi orchestrali ed un imponente coro in latino, un avvio solenne che si rivela perfetto per la successiva "Ascending To Infinity", nella title track è il power di stampo neoclassico a recitare la parte del protagonista, Luca non ha mai dimenticato la lezione del sovrano Malmsteen, le sue corde ribadiscono in maniera decisa la devozione nei confronti del collega svedese, Conti dimostra tutto il suo valore con una performance straordinaria raggiungendo l'apice nell'altissimo refrain, il break strumentale è rappresentato da un vorticoso e coinvolgente intreccio tra piano, chitarra e tastiere (straordinario lavoro da parte dei due axemen) una formula conosciuta da tempo ma che può risultare ancora avvincente se viene eseguita con grande trasporto come in questo episodio. La tensione aumenta con "Dante's Inferno" , brano sempre veloce ma più articolato e caratterizzato da quel senso di oscurità e paura ispirato dalle indimenticabili composizioni dei mitici Goblin, ovviamente qui la componente cinematografica ha un ruolo predominante ed il frontman esegue la sua parte in maniera impeccabile grazie anche al supporto di un rimbombante coro operistico. "Excalibur" è un'altra prova della sterminata versatilità insita nel chitarrista, in oltre otto minuti insieme ai suoi compagni si lancia senza sosta in un meraviglioso esercizio stilistico composto da magistrali inserimenti classici, parti power oriented, intermezzi narrati e marcati accenni folk figli diretti dell'arte del maestro Branduardi, il tutto sorretto da splendide melodie ed un testo perfettamente bilanciato tra inglese, latino ed italiano ed è proprio la nostra lingua ad essere la regina incontrastata in "Tormento E Passione", episodio colmo di echi operistici/teatrali e segnato da un eccellente duetto tra Alessandro e la suadente voce della veterana Bridget Fogle (le sue numerose collaborazioni con Turilli sono cominciate nel 2001 con Rain Of A Thousand Flames dei Rhapsody) nonostante una marcata complessità di soluzioni vocali e ritmiche il pezzo scorre in maniera fluida toccando la vetta nell'immediato ritornello, fin da ora destinato a diventare uno dei più amati dai fans! Tornano le atmosfere arabe nelle battute iniziali del primo singolo "Dark Fate Of Atlantis" ma si tratta soltanto di pochi secondi, lo spazio viene lasciato ad una rapida e dinamica cavalcata neoclassica, non si tira il fiato un solo secondo in questa girandola di virtuosismi incendiari (accompagnati magistralmente dagli interventi sinfonici) oltre alla prestazione spettacolare del singer sugli scudi troviamo anche il guitar work di Turilli e Leurquin (irrefrenabili) se avete adorato alla follia un album come Power Of The Dragonflame non impiegherete molto a venerare questo brano. E' il turno di una cover e stavolta se Luca voleva sorprendere il suo pubblico ci è riuscito in pieno con la ballad "Luna" del tenore senese Alessandro Safina, la struttura e la melodia dell'originale rimangono invariate viene soltanto aggiunta una base più potente raggiungendo così un risultato fenomenale, Conti pur interprentandola su registri canori differenti dimostra di poter reggere il confronto senza remore, il pensiero di aggiungere il suo nome alla triade composta dai colleghi Lione/Luppi/Tiranti è fortissimo! Epicità ed inquietudine dominano la scena in "Clash Of The Titans", track iper articolata in cui i frequenti cambi di tempo contribuiscono ad aumentare un profondo senso di catastrofe imminente, l'unica tregua viene concessa dal melodico refrain, per il resto ci troviamo di fronte ad un'impetuosa tempesta piena di richiami al progressive metal più frenetico ed aggressivo. Rispettando una tradizione consolidata la chiusura del cd è affidata ad una lunga suite divisa in più parti, i sedici minuti di "Of Michael The Archangel And Lucifer's Fall" costituiscono la miglior rappresentazione di tutto l'universo dei LTR; si parte con Chapter I - In Profundis, un angosciante pianoforte, una profonda voce narrante ed un canto lirico riportano alla mente quelle atmosfere claustrofobiche tipiche delle colonne sonore che hanno accompagnato i capolavori di registi come Dario Argento e John Carpenter. Chapter II - Futum Mortalis fin dal roccioso riff iniziale torna sui sentieri del power sinfonico nella sua forma più veloce e dinamica, i monumentali cori in latino (l'italiano viene ripreso soltanto nel bridge) trasformano il pezzo in una delle più grandi forme di metal opera ascoltate negli ultimi anni tanto da immaginarlo in un sontuoso teatro accompagnato da un'enorme orchestra, il gran finale arriva con Chapter III - Ignis Divinus, una perfetta unione di frammenti dei capitoli precendenti che si conclude con un'altra breve parte narrata. Nella limited edition come bonus track è presente una cover e questa volta il chitarrista punta sul sicuro proponendo una stupenda versione del classico degli Helloween "March Of Time", il pezzo viene eseguito senza nessun tipo di stravolgimento, viene soltanto accentuata la componente sinfonica, Conti è semplicemente mostruoso, l'appellativo di "Michael Kiske italiano" è la definizione migliore per descrivere le sue capacità vocali. Ascending To Infinity rappresenta l'ultima conferma in ordine di tempo del grandissimo valore di Luca Turilli, non è da tutti avventurarsi in un nuovo percorso lasciandosi l'illustre passato alle spalle; grazie ad un'inesauribile vena creativa, una determinazione che in oltre quindici anni di carriera non ha mai mostrato il minimo segno di cedimento ed a dei compagni dalle qualità straordinarie ha raggiunto il traguardo con estrema facilità, con questi presupposti si può già prevedere un futuro sempre più radioso per lui e la sua band, ora non ci resta che attendere la risposta da parte di Staropoli e soci.


1) Quantum X 
2) Ascending To Infinity 
3) Dante's Inferno 
4) Excalibur 
5) Tormento E Passione
6) Dark Fate Of Atlantis 
7) Luna 
8) Clash Of The Titans
9) Of Michael The Archangel And
Lucifer's Fall

Bonus Track:
10) March Of Time