LEATHERWOLF

WORLD ASYLUM

2006 - Massacre Records

A CURA DI
CESARE VACCARI
05/10/2012
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Quando ci troviamo tra amici che condividono la stessa passione per la musica metal, capita spesso, tra le varie chiacchere, che ciascuno esponga i propri gusti, sciorinando la lista degli album preferiti e che assolutamente un "true defender" debba avere nella propria collezione.

Per quanto mi riguarda, tralasciando ovviamente i grandi classici del passato che hanno contribuito a fare dell'heavy metal la musica che oggi ascoltiamo, ma pescando tra le uscite di qualche anno fa, penso che "World Asylum" dei redivivi Leatherwolf faccia sicuramente parte della mia lista di candidature.

Questo album segna il ritorno della band di Los Angeles a diciassette anni di distanza da "Street Ready", loro seconda fatica in studio, dopo il quale io avevo perso ogni loro traccia, se si esclude "Wide Open", album live del 1999, comunque interessante visto che presenta la band nella sua formazione originale, ma uscito in un momento in cui effettivamente i Leatherwolf stavano attraversando un periodo travagliato, sconvolti da continui cambi di line-up. Il tanto tempo trascorso ha portato molti cambiamenti all'interno della band, orfana di tre dei cinque elementi che la caratterizzavano negli anni '80. Sono rimasti il poliedrico e fantasioso batterista Dean Roberts, qui anche in veste di produttore, e il chitarrista Geoff Gayer che in coppia con il dimissionario Carey Howe costituivano un vero e proprio marchio di fabbrica per la band. Ma chi ha preso il posto di chi se ne è andato non è certo da meno: Eric Halpern, proveniente, da quello che posso leggere nelle note del booklet, dalla famiglia Helstar/Destiny's End, è il degno sostituto di Howe alla chitarra. Pete Perez, già con i Riot, tanto per citare una delle sue numerose collaborazioni, ha preso il posto di Paul Carman al basso; infine alla voce Michael Olivieri è sostituito da un Wade Black (Crimson Glory, Seven Witches), veramente in stato di grazia.

Ma veniamo a "World Asylum": quante volte avete aspettato con ansia il ritorno di una band che aveva segnato indelebilmente gli anni '80, per poi rimanere delusi dall'incapacità di questa di rinnovarsi e di adattare le proprie caratteristiche peculiari alle nuove esigenze della musica metal del nuovo millennio ed ai nuovi fan che sono all'oscuro del loro glorioso passato? Oppure di non ritrovare nell'album più recente, niente di quello che aveva distinto il loro lavoro degli esordi? A me è capitato puntualmente nell'80 % dei casi. Bene, questo non vi succederà di certo con questo lavoro dei Leatherwolf. Pur mantenendo ben salde tutte le sonorità a cui la band ci aveva abituato nel passato, tutto è stato arrangiato ed adattato perchè il prodotto risulti attuale e fresco e non un ripescaggio di vecchie canzoni non incluse negli album precedenti. Una parte fondamentale di questo lavoro di svecchiamento lo si deve a Wade Black, la cui voce graffiante e aggressiva è certamente più adatta al nuovo corso della band rispetto a quella di Olivieri. Potenti e fulminei i riff delle due chitarre che, come in passato, si intrecciano continuamente in assoli mozzafiato, sorretti da una sezione ritmica dalla potenza devastante, bellissima anche nei suoni curati brillantemente nella produzione.

L'album parte subito con una potente "I Am The Law", veloce e coinvolgente, seguita da "King Of The Ward", mid-tempo che non fa gridare al miracolo, ma il meglio deve ancora venire... Dalla terza track in poi l'album decolla in verticale senza più permettersi cali di tono ed è un susseguirsi di emozioni e scariche di adrenalina da cardiopalma.

Ascoltate con attenzione la veloce "Behind The Gun", tutti i fantastici passaggi di batteria, gli assoli fulminei e dalla pulizia imbarazzante delle chitarre, gli innumerevoli cambi di tempo sempre retti da coinvolgenti riff, il basso deragliante che macina note come un frantoio trita la ghiaia, il cantato potente ed emozionante che spazia su tutto il pentagramma con una disinvoltura impressionante, e poi ditemi se non vi scappa un "merda!!!". Ma se pensate che un episodio del genere non possa ripetersi all'interno di un solo album, allora ricredetevi, perchè la seguente "Live Or Die" è allo stesso livello compositivo ed emozionale! In questo caso le caratteristiche sonore retaggio degli anni '80 sono ancora più evidenti ed è la vera "festa" della chitarra. La tecnica di ogni elemento viene valorizzata al massimo, sprigionando un'ondata emotiva e di coinvolgimento da live-act. Se avete le coronarie deboli, vi avverto che anche "Disconnected" e "Dr. Wicked" non vi permetteranno di far riposare la vostra cervicale per i prossimi dieci minuti, quindi affrontatele un poco per volta. Arriva il momento di "Istitutions", dall'inizio cadenzato e che potreste scambiare, sbagliando, per un episodio più tranquillo. La tensione dell'attesa si protrae per un paio di minuti poi la batteria e il basso cambiano e si capisce che saranno dolori!! Infatti il tempo raddoppia e ha inizio una sezione solistica di raffinata costruzione. Parte invece subito ad alta velocità "Derailed", con la potenza a cui ci hanno ormai abituato le track precedenti, e anche in questo caso tutte le aspettative vengono confermate. "The Grail" inizia in modo più tranquillo, ma i suoi oltre sei minuti di durata fanno intuire che le variazioni saranno parecchie. Parti lente sorrette da chitarre arpeggianti si alternano a momenti saturi di distorsione, poi parte un lungo assolo di chitarra, al termine del quale molte delle vostre certezze su chi sia o meno un guitar hero, cadranno miseramente: da lasciare senza respiro. Chiude l'album "Never Again", mezzo tempo pieno di aspettative, che vengono alla luce nel graduale aumento del tempo e della complessità della composizione con un finale degno di cotanto lavoro. Veramente un grande album di puro power metal americano per questa band che già negli anni '80 mi aveva impressionato positivamente; un album da prendere come esempio per tutti quei gruppi del passato che hanno in programma un ritorno sulle scene, dove il meglio di due decenni di metal si fondono in maniera perfetta. Assolutamente da vedere dal vivo!!

In conclusione vi segnalo che poco dopo l'uscita nei negozi di questo album, Michael Olivieri è rientrato nella formazione e tutto il materiale è stato ripreso e registrato con le sue parti vocali. In questa nuova veste il CD è uscito intitolano "New World Asylum"... che dire, a mio parere un'operazione che non so quanto abbia giovato ai Leatherwolf e che fa nascere molte domande su come siano i reali rapporti personali tra gli elementi della band.

Speriamo che presto esca qualcosa di nuovo ed inedito, magari solo in una versione, che non sarebbe male. Per il momento è prevista solo l'uscita di un DVD live che celebrerà i 25 anni dalla prima release per l'Island Records dell'album "Leatherwolf".

...And the winner is...


1) I Am The Law
2) King Of The Ward
3) Behind The Gun
4) Live Or Die
5) Disconnect
6) Dr. Wicked (Rx O.D.)
7) Institutions
8) Derailed
9) The Grave
10) Never Again