Lacuna Coil

John Dee (Oslo)

- 12 Novembre 2012

A CURA DI
ANNA MARIA GENTILI
09/12/2012
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Recensione

Normalmente, a novembre inoltrato, fa abbastanza freddo a Oslo. Qualche volta nevica, ma non quest'anno. Quest'anno si sta bene con una sciarpa ed un cappello di lana. Inusuale anche che un concerto si tenga di lunedì sera, anche se questo non ferma i fan norvegesi della band milanese, che poco prima delle otto di sera sono già in fila davanti all'ingresso del John Dee.Il John Dee è il fratello piccolo e nero del Rockefeller, locale molto più ampio dove dal 2001 si tiene l'Inferno Festival, a cavallo del weekend di Pasqua. In realtà i due locali sono collegati da una scalinata interna, quindi è come se fossero due parti di uno stesso complesso.I Lacuna Coil si esibiranno al John Dee, appunto. Io arrivo dal retro, passando davanti al grosso tourbus parcheggiato lì davanti, la porta aperta e qualcuno che fa su e giù dalle scalette. Quando entro nel locale sono quasi sorpresa di vedere che c'è un sacco di gente. La band di supporto viene da Los Angeles, si chiamano This is She e non mi dispiacciono. La cantante Grace ha addosso una tutina psichedelica attillatissima, salta e si dimena come un rapper e ogni tanto afferra due grosse bacchette e si getta furiosa su un timpano che lei stessa si porta dietro da una parte all'altra del piccolo palco. Sono abbastanza divertenti, lei canta con una voce pulita e gli altri le stanno dietro con calma, anche se a volte le atmosfere si fanno appena un po' più pesanti.Dopo una breve attesa salgono sul palco i Lacuna Coil. L'ultima volta che li ho visti è stato al Wacken del 2009, dopo l'uscita di Shallow Life, e ricordo che il pubblico tedesco era scatenato, anche perchè era la prima sera di festival, e magari i tedeschi non erano ancora del tutto ubriachi nè sfiniti. La realtà però, secondo me, risiede da un'altra parte. Ora, i norvegesi sono noti a noi del sud Europa per essere freddi e avari di manifestazioni emotive (leggendaria quella volta che ad un concerto dei Darkthrone, all'inizio dei gloriosi anni '90, lo stesso Fenriz si infuriò lasciando la scena, e costringendo la band ad interrompere il concerto, per via del comportamento dei suoi conterranei che se ne stavano a guardare a braccia conserte senza un qualsivoglia accenno di apprezzamento). Devo dire che le manifestazioni di cameratismo metal, comuni in altre parti del mondo, non sono di casa tra gli schivi e riservati norvegesi, anche se le cose sono un po' cambiate, soprattutto dopo che il testimone è passato di mano in mano, fino alla generazione di metallari contemporanei. Come accennavo poco sopra, però, la realtà dei Lacuna Coil è alquanto differente. Fin dalle prime note mi rendo conto che il pubblico accalcatosi nel piccolo e nero John Dee non è qui per curiosità, ma per vedere dal vivo una band a loro cara. Sono in molti a cantare insieme alla Scabbia e ad Andrea Ferro. Le prime songs sono performate in maniera impeccabile, anche se a mio parere il volume delle vocals è un po' basso. La band ha comunque entusiasmo da vendere, per nulla affaticati anche dopo una tourneè di tutto rispetto, che li ha portati in lungo e in largo per l'Europa per quasi due mesi. Ai brani dell'ultimo lavoro Dark Adrenaline, si mescolano anche brani un po' più datati, senza che ci sia soluzione di continuità. Quella arriverà dopo il break. Sì, bhe la direzione presa dai Lacuna Coil è innovativa in questo senso. Fermarsi, fare una pausa di qualche minuto, tornare sul palco con uno sgabello ed eseguire alcune songs in versione acustica non è roba da tutti, ma piuttosto la manifestazione chiara del desiderio della band di esplorare nuovi territori. Come Cristina afferma, i Lacuna Coil vogliono avvicinarsi al pubblico, rendendo questa parte dello show un po' più intimo e tranquillo. Lei canta accompagnata dalla sola chitarra, come se fosse la cosa più naturale del mondo, e mi fa pensare per un attimo alla Alanis Morisette dell'unplugged, solo un po' più rocckettara. E quindi comprendo il segreto dei Lacuna Coil. La fidelizzazione. Cristina è bravissima a twittare ed aggiornare la sua pagina facebook, provando a tracciare un filo rosso tra lei ed il suo pubblico, e questo secondo me è un grosso punto a favore, che ben si rispecchia nella parte acustica dello show. Inoltre le loro canzoni sembrano in qualche maniera tendere una mano, e le giovani, un po' disorientate leve del metal cercano forse ancora qualcuno che indichi loro la via. I Lacuna Coil vogliono diffondere un messaggio di fiducia in se stessi e nel mondo là fuori, vogliono dire a chi li ascolta che in qualche modo la forza è dentro di te (Luke). Però, di nuovo: la ricetta funziona, ed in giro per il mondo ce ne sono un sacco di giovani metallari/rocckettari che si fanno indicare la via dai Lacuna Coil. Altrimenti non si spiegherebbe l'enorme numero di cd venduti in pochi giorni, o il sold out dei tanti concerti. Dopo la parentesi acustica si torna a collegare gli effetti alle chitarre, ed il concerto si conclude con una carrellata di songs care ai fans, come Spellbound, Survive e Trip the Darkness, che anche se tratta da Dark Adrenaline è già una delle favorite dei coilers. Quando lascio il John Dee sono abbastanza soddisfatta della serata. Mi sono lasciata contagiare dalla positività di questa band che a mio parere meriterebbe un posto d'onore nell'olimpo delle migliori band metal di sempre. Tenendo conto che la loro carriera è andata in crescendo, sin dagli inizi, e che sono forse la band italiana più amata all'estero, credo davvero sia un po' sottovalutata nel bel paese metallaro, che almeno a quanto ricordo è solito preferire musica straniera a prescindere, come se il talento non possa nascere se non fuori dai confini italiani.


Electric set 1

1) I Don't Believe in Tomorrow
2) I Won't Tell You
3) Kill the Light
4) Senzafine
5) Heaven's a Lie
6) Self Deception
7) Entwined
8) To the Edge
9) Give Me Something More

Acoustic

10) Falling
11) Closer
12) Within Me
13) End of Time
14) Shallow Life

Electric set 2

15) Our Truth
16) Upsidedown
17) To Live Is to Hide
18) Fragile
19) Swamped
20) No Need to Explain
21) Survive
22) Trip the Darkness
23) Spellbound
24) My Spirit

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