LABYRINTH

Return To Heaven Denied

1998 - Metal Blade Records

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
05/03/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Return To Heaven Denied dei toscani Labyrinth è da considerare come uno dei dischi più importanti della scena power progressive mondiale. Un lavoro che dimostrò anche agli scettici cronici che l'Italia era (ed è) un paese dove si è sempre fatto sul serio! Il gruppo aveva già mostrato il suo enorme talento con il precedente No limits, ma è con questo disco (pubblicato nell'estate del 1998) che ci fu il cosiddetto salto di qualità definitivo e nonostante la defezione del bravissimo cantante Joe Terry (vero nome Fabio Lione, entrato nei triestini Rhapsody, l'altro nome che nello stesso periodo portò il metal italiano a livelli mai raggiunti in precedenza), la band aveva realizzato il capolavoro assoluto, complice l'ingresso del nuovo singer Rob Tyrant (ex New Trolls) che non fece assolutamente rimpiangere il suo illustre predecessore. Quello di Tyrant non fu l'unico nuovo ingresso infatti insieme ai membri storici Olaf Thorsen (ch) Anders Rain (ch) Chris Breeze (bs) e Frank Andiver (bt,quest'ultimo poi sostituito da Mat Stancioiu al momento dell'uscita del cd) in Return... arrivò anche un nuovo tastierista: Andrew McPauls. Fin dall'opener Moonlight (diventata in breve tempo un super classico) si capisce di trovarsi ad ascoltare un disco perfetto in ogni sua sfumatura: le chitarre di Thorsen e Rain con i loro riff e assoli uno più coinvolgente dell'altro, la sezione ritmica potente e precisa come un orologio svizzero, le tastiere di McPauls che si muovono tra atmosfere eleganti, suoni elettronici e fughe degne del miglior repertorio neoclassico e poi la voce di Rob che arriva dritta al cuore, anche nei momenti più tirati. Il cd si divide tra pezzi veloci ed articolati (New Horizons, Lady Lost In Time e Thunder) ed altri più cadenzati (The Night of Dreams, State of Grace) raggiungendo vette di pura bellezza nella sofferta Heaven Denied, e chiudendo nel migliore dei modi con la ballad Falling Rain (perfino un sasso potrebbe commuoversi ascoltandola) e la progressive oriented Die for Freedom. Insomma quasi un'ora di grandissima musica che personalmente non mi stancherò mai di ascoltare, non c'è da stupirsi se un disco del genere sia stato pubblicato da un'etichetta prestigiosa come la Metal Blade. Ancora oggi ricordo con piacere quando all'epoca leggevo le interviste a gruppi internazionali che facevano i loro complimenti ai Labyrinth, in quei momenti ho pensato: finalmente si sono accorti che ci siamo anche noi!



 


1) Moonlight
2) New Horizons
3) The Night Of Dreams
4) Lady Lost In Time
5) State Of Grace
6) Heaven Denied
7) Thunder
8) Feel (Legend B. Remix)
9) Time After Time
10) Falling Rain
11) Die For Freedom