KISS

I Was Made for Lovin' You

1979 - Casablanca Records

A CURA DI
MARTINA VILLA
29/11/2021
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione singolo

È il 20 maggio 1979 e i tanto amati quanto discussi Kiss pubblicano I Was Made For Lovin' You (sono stato fatto per amarti), singolo che farà parte dell'album Dynasty, il quale uscirà solamente tre giorni dopo.
Il pezzo è stato composto da Paul Stanley in collaborazione con Vini Poncia, Desmond Child e Anton Fig alla batteria, sostituto di Peter Criss che, a causa di un incidente e un grave abuso di droghe, non è stato in grado di partecipare alla produzione del brano. La partecipazione di Desmond Child, in particolare - produttore e songwiter professionista, ovvero un individuo esterno alla band - negli anni settanta rappresentava un elemento caratteristico della musica commerciale, più che delle rock band, quasi moralmente obbligate a inventare un loro microcosmo lirico, derivativo o meno che fosse. Ma ai Kiss piacevano l'ambiguità e la sfida, adoravano lasciare interdetti sia il proprio pubblico che i propri detrattori; con questo singolo intendevano dimostrare che chiunque potesse scrivere un buon pezzo di musica disco e portarlo al successo, prendendo in giro un po' tutti e divertendosi un sacco nel farlo. "I Was Made For Lovin' You" è sicuramente una delle canzoni più amate dai fan della band e, al contrario di quanto si pensi, il bassista della band Gene Simmons, dichiara in un'intervista del 2018 di odiarla tantissimo, poiché la sua parte vocale era un semplice e forse un po' banale "do, do, do, do, do...".
Per quanto riguarda l'iconografia della copertina, c'è da dire che la band ha scelto una semplicissima immagine dei quattro componenti su sfondo grigio, nulla di eclatante per una band vistosa come loro. Semmai l'unico elemento d'interesse è la presenza sia sulla copertina, sia nel videoclip, del batterista Peter Criss, benché del tutto assente alla realizzazione del brano.
Tra le curiosità più note legate ad "I Was Made..." ricordiamo la mancata denuncia per plagio dei Kiss nei confronti di Bruce Spreengsteen, accusato dagli ascoltatori più pignoli di aver rubato i movimenti più significativi della hits dei Kiss per la sua "Outlaw Pete". In realtà, le due canzoni e vivono d'un respiro e di atmosfere completamente differenti, e con buona probabilità la somiglianza, comunque innegabile, è del tutto frutto del caso. I Kiss rinunciarono a una causa che avrebbero potuto vincere per il semplice fatto di amare essi stessi la musica del Boss, e poi, dopotutto, loro stessi avevano tratto la melodia del loro brano da un classico dei The Four Tops: "Standing in the Shadows of Love", omaggiata per altro fra le liriche.
"I Was Made for Lovin' You" ha una melodia davvero spettacolare grazie a cori, falsetti e accordi abbastanza facili da suonare che rendono senza troppe difficoltà il brano orecchiabile e ballabile... sì, proprio così, questa è stata una canzone che ha infiammato la fanbase perché riprodotta svariate volte nelle discoteche, scioccando così i rockers duri e puri dell'epoca.
Infatti, ai tempi la Disco music aveva preso il sopravvento come genere musicale, e la Casablanca Records voleva che perfino gli autori di vere  e proprie odi al rock, come "Rock and Roll All Nite" e "Detroit Rock City", fossero un po' più commerciali.
Nonostante quanto detto, questo pezzo è oro, ed è fenomenale sentire Paul Stanley arrivare a falsetti da capogiro che farebbero invidia anche ai Bee Gees. Il tutto arriva al culmine quando Paul raggiunge il suo massimo e viene subito risposto dalla rapida successione della chitarra elettrica, oltre che da un grande riempimento di tom da parte di Peter Criss.
Per quanto riguarda il videoclip, questo non rende giustizia alla canzone; troppa semplicità per un brano "Disco-Rock" dal testo abbastanza spinto che pochi troveranno romantico. In effetti, le liriche perseguono i più classici stereotipi del rock 'n' roll, edulcorati un poco dall'esigenza di arrivare al pubblico più ampio possibile, obiettivo principale di questo singolare sposalizio tra rock e disco. Edulcorato o meno, l'elemento erotico rimane centrale, riuscendo a reggere il confronto con le tradizionali tematiche sessuali del rock 'n' roll e, contemporaneamente, a creare quell'atmosfera sensuale ideale al contesto d'una discoteca, in cui decine e decine di corpi si toccano, si confrontano, si preparano alla notte che verrà dopo. Sembra un obiettivo facile, un testo da due soldi, ma creare a tavolino un prodotto di successo commerciale è l'esatto contrario che "facile", e i Kiss, che scemi non sono, hanno preferito non a caso rivolgersi alla consulenza del buon Desmond (la cui carriera decollerà come non mai, dopo questo successo).
La canzone è stata registrata mezzo tono sotto, come tutte le altre canzoni dell'album e, sin dall'anno di pubblicazione, il brano è stato sempre suonato nelle esibizioni dal vivo, anche se con qualche cambiamento ritmico; per esempio, quando alla batteria c'era Eric Carr, la canzone era più veloce.
Il B-side del singolo è Hard Times (Tempi Duri), canzone che prende il nome da un libro di Charles Dickens (dopo "Great Expectations"). Questa traccia, scritta da Ace Frehley, parla del viaggio che il chitarrista ha dovuto affrontare crescendo a New York e su come la sua vita difficile gli abbia dato una prospettiva unica sul successo. In questo modo l'autore riesce a unire un punto di vista autobiografico ad un cliché archetipico, caratteristico del blues, un background guardato come punto di riferimento dalla scena rock ancora alla fine degli anni '70, per quanto trasfigurato a un differente sentire culturale e generazionale. Meno blues, ma ancora decisamente autobiografico, il finale a lieto fine, aperto ad un presente migliore e ad un futuro se possibile ancora più luminoso.
"Hard Times" è una canzone totalmente diversa rispetto ad "I Was Made For Lovin' You", dove Ace dà una dimostrazione di come sta diventando più sicuro di sé in tutto ciò che fa. The Spaceman segue le linee di basso con la chitarra e mette a dura prova la grinta della sua voce.
Alla fine dei conti si può dire che "Hard Times" non sia una canzone di primo piano, ma un pezzo senza infamia e senza gloria: è la tipica traccia che non rimane impressa a meno che non si debba imparare a scuola di musica. A fianco di "I Was Made..." sembra quasi riuscire solamente a mettere ancora più in evidenza la vera super hit del singolo (e del brano da cui è tratto), nondimeno, basta l'intento autoriale del testo a conferirle una sua dignità, regalando quel minimo di serietà ad un singolo che altrimenti rischierebbe di passare unicamente come un grande, riuscitissimo scherzo.
Il singolo raggiunse il numero 11 nella Billboard Hot 100 statunitense, ma si issò in moltissime nazioni europee ai vertici delle classifiche, facendo conoscere per la prima volta alla band il successo mondiale - quello con la S maiuscola. È stato inoltre premiato come "singolo d'oro", il secondo nella carriera dei Kiss.
Nel dicembre 2013 la band è stata annunciata come una delle ultime ad entrare nella Rock and Roll Hall of Fame, con un ritardo causato delle continue critiche rivolte alla band, smentendo così milioni di persone.
"I Was Made For Lovin' You", a differenza di "Hard Times", è stata e continua ad essere una delle mie canzoni preferite, un brano che difficilmente mi leverò dalla testa. A distanza di decine di anni rimane presente a feste, pubblicità, film e chi più ne ha, più ne metta, resistendo come un vero e proprio caposaldo per più di una generazione d'ascoltatori.

Tracklist: 
Lato A: I Was Made for Lovin' You
Lato B: Hard Times

Lineup
- Paul Stanley: lead & backing vocals, rhythm guitar, bass
- Gene Simmons: backing vocals
- Ace Frehley: lead guitar, backing vocals
- Anton Fig: drums
- Vini Poncia: synthesizer, backing vocals

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