KATATONIA

Dance of December Souls

1993 - No Fashion Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
27/07/2011
TEMPO DI LETTURA:
9.5

Recensione

Nei primi anni 90 la scena Extreme metal era al culmine del massimo splendore. Mentre in Norvegia si stava facendo strada l'oscuro e maligno Black Metal, in Svezia si stava definendo il meraviglioso Swedish Death Metal ripreso dai colleghi inglesi che danno vita al Death/Doom Metal rallentando i ritmi e componendo melodie più consone nel descrivere emozioni come la malinconia e la tristezza.

In mezzo a questo fermento di persone, suoni, idee, colori ed emozioni inizia a muovere i primi passi il duo formato da Jonas "Lord Seth" Renkse e Anders "Blakkheim" Nystrom, che sotto il Monicker "Katatonia" danno alle stampe una demo stupefacente come "Jhva Elohim Meth", piccola pietra miliare del panorama musicale svedese, che ci regala una band che prende il meglio dei generi sopra citati e li fonde in modo molto personale.

Questo sound, soprannominato Black/Doom Metal per via delle affinità dei Katatonia sia al Black Metal (Corpse Painting, Esoterismo nei testi, Foreste, il logo con pentacolo e croci rovesciate, il particolarissimo screaming di Jonas Renkse) sia al Doom Metal (Riff melodici ma sepolcrali, tempi lentissimi, pezzi scarni e diretti, atmosfere eteree e desolanti), viene ulteriormente ampliato e rivisto con il primo album di debutto, "Dance of December Souls", registrato da Dan Swano negli storici Unisound Studios.

L'album inizia con un brevissimo Intro d'atmosfera ("Seven Dreaming Souls") che ci guida direttamente a "Gateways of Bereavement", perfetta opener del disco che mostra subito il sound dei Katatonia. La batteria segue un ritmo lento, marziale che forma una cornice perfetta per rinchiudere le atmosfere create dal Blakkheim con i suoi riff di chitarra plumbei e melodici mostrandoci svariate influenze Darkwave che vanno ad arricchire quella tavolozza di colori dalla quale i Katatonia attingono nel dipingere sulla nostra mente le atmosfere oscure e malinconiche della depressione e del suicidio.

Siamo partiti per un lungo viaggio all'interno dei luoghi più oscuri dell'anima umana, e a confermarcelo troviamo l'oscurità di "In Silence Enshrined", traccia che rende quest'album una delle pietre miliari del Doom Metal. Le vocals sono rappresentate da un disperatissimo screaming che assume la forma della voce di un uomo disperato nei suoi ultimi momenti di vita e vengono incorniciate dall'enorme talento chitarristico di Blakkheim Nystrom, perfetto pittore di atmosfere sepolcrali nella mente degli ascoltatori, aiutato dalle ottime tastiere suonate dallo stesso Dan Swano che intervengono nei momenti opportuni rafforzando le melodie e creando intrecci di particolare bellezza.

"Without God", quarta traccia del disco, segna un ritorno a tematiche più vicine al Black Metal regalandoci una traccia di rara bellezza emotiva, grazie alla perfetta unione di rabbia e disperazione che regalano un pezzo da brividi lungo la schiena.

L'intermezzo strumentale "Elohim Meth" calma le acque e ci introduce la disperata "Velvet Thorns (Of Drynhwyl)", splendida suite di ben 14 minuti che ci mostra un Renkse assolutamente sugli scudi con le sue vocals disperate che entrano direttamente nel cuore degli ascoltatori, aiutate da un meraviglioso lavoro di tastiere e chitarre, mentre il basso segue linee che spesso ci ricorderanno la DarkWave di band storiche come Fields of Nephilim, Cure e Sister of Mercy.

Un Intro smaccatamente Dark Wave ci introduce "Tomb of Insomnia" traccia che sicuramente non mancherà di dipingere l'animo dell'ascoltatore di infinite tonalità di grigio che andranno a sovrapporsi l'una sull'altra regalandogli un'atmosfera plumbea intrisa di un oscuro fascino.

A chiudere questo capolavoro troviamo le influenze dark Wave di "Dancing December", traccia che tra chitarre e tastiere rappresenta un oscuro saluto all'ascoltatore.

Tornati dal lungo viaggio che i Katatonia ci hanno permesso di fare all'interno della sofferenza umana ci accorgiamo di avere appena ascoltato una delle pietre miliari della storia del Metal, un album che ha fatto scuola da parte di una band di grandissima importanza.


1) Seven Dreaming Souls (Intro)
2) Gateways Of Bereavement
3) In Silence Enshrined
4) Without God
5) Elohim Meth
6) Velvet Thorns (Of Drynhwyl)
7) Tomb Of Insomnia
8) Dancing December