JOE SATRIANI

Black Swans And Wormhole Wizards

2010 - Epic Records

A CURA DI
VALENTINA FIETTA
20/03/2012
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Con oltre vent'anni di carriera, tredici full-length all'attivo, innumerevoli collaborazioni, uno dei musicisti più influenti degli ultimi decenni, uno dei più rispettati e unanimemente apprezzati; difficile aggiungere qualcosa di nuovo su questo autentico fuoriclasse delle sei corde e maestro di gente come Steve Vai, Kirk Hammett (Metallica), Alex Skolnick (Testament), Larry LaLonde (Primus) e tanti altri. Sto parlando di Joe Satriani: il vero Master Of Guitar. Il full-lenght che mi appresto a sviscerare è l’ultimo, pubblicato nel 2010, Black Swans and Wormhole Wizards ( BSAWW per abbreviare). Non è un segreto che io sia una grande fan di Joe Satriani, che è stato probabilmente il chitarrista che mi ha influenzato di più nel corso degli anni  per questo vorrei prima di tutto dire che dopo Professor Satchafunkilus and the Musterion of Rock del 2008, mi aspettavo una release diversa, sulla scia della precedente, ma i miei prognostici sono stati smentiti (in positivo) fin dal primo ascolto. Mi spiego meglio. La cosa più eccitante di BSAWW è che arriva in un momento molto interessante nella carriera di Joe: per la prima volta è il chitarrista in una rock band, i Chickenfoot, e questo di fatto ha cambiato l’approccio con cui ha lui ha affrontato questo album. Per Black Swans and Wormhole Wizards infatti Joe ha deciso di utilizzare lo stesso studio di registrazione, Skywalker Sound, che dispone di una sala di dimensioni epiche per provare, scrivere e registrare. Quello che mi preme evidenziare di questa scelta è che Joe è tornato a un live recorded sounding album  che è stato assente precedentemente: in BSAWW le sonorità sono più simili a Flying In A Blue Dream, con una produzione in stile Extremist. Passate le sperimentazioni eccessive, con questo nuovo cd Satriani passa con disinvoltura dal blues al rock più contorto, grazie anche alle ottime ritmiche di Jeff Campitelli. "Black Swans and Wormhole Wizards" ci dona un Satriani davvero in forma, ispirato, che come sempre compone una tracklist variegata, attraversando diversi stili ed influenze, mantenendo comunque una fortissima identità. Che siano cavalcate rock o delicati tocchi jazz, Satriani riesce sempre a dare la sua inconfondibile impronta: si ascoltano virtuosismi di classe, in cui ogni nota assume un preciso significato, ogni stacco è magnificamente congeniato, facendo cantare la chitarra con il suo caratteristico gusto melodico e lanciandosi solo a tratti in assoli funambolici ma mai fini a se stessi, sempre ben inseriti nel contesto dei brani.



In apertura troviamo “Premonition”, un brano che di primo acchito potrebbe far ricordare una traccia in stile  Dave Weiner On revolute, ma ovviamente appena si ascolta quel fraseggio inconfondibile e quelle melodie che sono così facilmente riconoscibili, non si possono avere dubbi: sono le sei corde di Joe. Meritevole di nota il modo con cui il nostro Satch aggredisce la chitarra: incisivo, diretto, energico; gli assoli risultano ben articolati ed espressivi, decisamente in JS style. La seconda track è “Dream Song” e mai titolo fu più azzeccato: fin dalle prime note la nostra mente immaginerà davvero di essere altrove in un posto lontano e misterioso. L’atmosfera è pregna di magia, ma insieme è anche ovattata: complice il grande uso del wah wah e le tastiere affidate all’esperto Mike Keneally (ex-Steve Vai e Frank Zappa)  che creano un ottimo background mentre la chitarra emerge con eleganza con precisi accordi. Brano disinvolto e rilassato. Velocemente si passa a “Pyrrhic Victoria” che può far ricordare il brano “Professor Satchafunkilus”: melodia brillante, ritmo veloce, chitarra che letteralmente cavalca il refrain e lo domina. Quello che si nota è che Joe qui sovrappone due temi: la chitarra ritmica crea la giusta alternanza di “pieni e vuoti” mentre gli assoli risultano graffianti e decisi soprattutto nella parte centrale della canzone, l’apice verso il 2.35 minuto! Brano energetico, eterogeneo, fluido al punto giusto. A seguire troviamo “Light Years Away” e non ditemi che non avete mai ascoltato questa canzone! E’ il tipico rock sfrontato made in Satriani’s head: largo spazio a riff dalla trama intricata ma mai eccessiva, con la differenza che qui il basso di Allen Whitman dona il tocco in più facendo davvero vibrare ogni secondo del pezzo... impossibile che non resti impresso nella vostra testa! Questo pezzo ha l’energia e il carisma che mi ricorda gli anni 70, con la differenza che la struttura è ovviamente più complessa, e precisa. Un bel 8 in pagella senza dubbio lo merita. La quinta track di BSAWW è “Solitude”, che dura solo un minuto! Questa track mi ricorda dei brani solisti dai suoi primi album come Midnight o Day At The Beach. Qui è solo Joe, la sua chitarra e due semplici effetti, delay e riverbero! In origine non era destinata ad essere un pezzo solista, ma tutti si innamorarono cosi tanto del demo che Joe decise che era la canzone perfetta per una pausa nel ritmo l'album, proprio prima di “Littleworth Lane”. WOW! Questo pezzo è incredibile, non sentivo quelle vibrazioni eleganti di Satch da Sittin' Round e Slow Down Blues del suo album “Joe Satriani”. Anche allora il livello era eccellente, ma qui siamo in un altro pianeta! E’ una canzone dedicata alla madre di Joe, scomparsa appunto nel 2010,forse per questo sentiamo davvero il fluire della sua anima nelle note. L’intro ha un po’ il sapore dei Black Crowes, ma poi si ferma in un blues lento con l'organo in background cosi soave, delicato... incredibile melodia, fraseggio, sensazione ed emozione. Un pezzo da ascoltare quando siete a casa, distesi sul divano e volete rilassarvi. Chapeau! Si continua con “The Golden Room” che è pervasa di melodie mediorientali, in cui il grande contributo delle tastiere (caratteristica di tutto l'album) indica la non invasività/protagonismo della chitarra tipica di molti guitar heroes, ma una costante tensione a scrivere unicamente belle canzoni, non necessariamente con diecimila assoli nel mezzo. Si prosegue con “Two Sides To Every Story” in cui  Mike Keneally suona il suo organo Hammond con ascendenze molto funky, mentre Joe suona quasi come Robben Ford! Se cè un album in cui Joe abbia voluto mostrare la sua diversità come un musicista BSAWW è decisamente “l'album”. Il solco del blues e delle sue influenze è estremamente marcato in questa release, si sente un Satriani ai massimi livelli di sempre, da un punto di vista espressivo. A manovella segue la nona traccia “Wormhole Wizards”, un leggero ritorno alla sperimentazione. Mi spiego. Dopo quasi un minuto di di tastiera a un livello etereo, il pezzo viene alla luce grazie a una linea di basso che precede la chitarra di Joe, che subentra subito dopo con il leitmotiv. Questa traccia nel generale ha un bel minimo uso di chitarre considerando che è uno dei brani più rock, le chitarre ritmiche assumono il comando a circa a metà del pezzo e poi di nuovo una chitarra solista unico per l'assolo che si può ascoltare. Di particolare c'è anche un assolo di tastiera di Mike Keneally, credo sia la prima volta che un album di Joe Satriani ospita un assolo così. Sicuramente merita di essere esattamente dove è stato pensato, si inserisce perfettamente. Penultima track dell’album è “ Wind In The Trees”, uno sfoggio di classe non indifferente!  E’ la canzone più lunga e a mio avviso la migliore dell'album, grazie alla sua base pacata, ricca di armonici naturali sovrastata dal suono distorto della sua Ibanez, arricchita da numerosi effetti, come riverbero e soprattutto molto wah wah (anche in questo caso è quindi possibile notare una certa alchimia tra il titolo e la melodia). In chiusura troviamo "God is crying" l’ultimo pezzo, forse il più deludente, dal titolo infatti ci si aspettava una ballad emozionante, mentre invece ci troviamo di fronte a una sorta di melodia rock-funk, che riassume comunque bene le sonorità espresse dall'album con la sua alternanza di colori neutri al colore caldo della chitarra, sempre presente nei giusti frangenti.



Concludendo, resto dell’idea che Satriani sia forse il miglior punto di partenza per poter cominciare ad apprezzare oltre cinquanta minuti di sola musica, senza correre il rischio di perdere il filo e la pazienza... e "Black Swans and Wormhole Wizards" è un album notevolmente ispirato che si differenzia da tutti i precedenti album per la matrice meno sperimentale e più blues, un album che non fa altro che riconfermare il grandissimo talento e versatilità di Satriani, sia nel comporre melodie geniali ed efficaci, sia nell'eseguire assoli decisamente complicati.


1) Premonition
2) Dream Song
3) Phyrric Victoria
4) Light Years Away
5) Solitude
6) Littleworth Lane
7) The Golden Room
8) Two sides To Every Story
9) Wormhole Wizards
10) Wind In The Trees
11) God Is Crying

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