JANE'S ADDICTION

Nothing's Shocking

1988 - Warner Bros. Records

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
30/04/2011
TEMPO DI LETTURA:
10

Recensione

Verso la fine degli anni 80, la scena musicale californiana stava vivendo uno dei momenti più floridi e lucenti di sempre; nello stesso tempo questo movimento cominciava a cambiare la propria pelle visto che nuove realtà underground stavano venendo allo scoperto, rivelandosi ben più di una semplice sensazione del momento.

Tra i protagonisti principali di questa evoluzione stilistica ci fu un gruppo composto da 4 giovani ragazzi creativi e disadattati capaci con la loro verve di scaldare i motori del rock alternativo. Questa band si chiamava JANE'S ADDICTION.

Muniti di una notevole inventiva e di un'urgente vena espressiva i JANE'S ADDICTION furono degli autentici innovatori nel loro campo musicale sperimentando un mix consistente e vigoroso tra l'hard rock, il funk e la psichedelia.

Ma scopriamo da vicino i nostri prediletti. Perry Farrell, poeta e scultore con un look da dandy eccentrico e stravagante e con una passione viscerale per la musica, era il cantante ideale a incarnare questo spirito ribelle dando sfogo nei testi e nella musica di tutta quella rabbia repressa incanalata negli anni dell'adolescenza.

Eric Avery, eccellente musicista (ispirato da Peter Hook dei Joy Division) con un piglio diretto alla sperimentazione, era sicuramente all'avanguardia con le sue linee distintive di basso.

Dave Navarro, chitarrista di scuola hendrixiana con un'attrattiva e un fascino da rockstar maledetta incantava tutti con i suoi riff sensazionali.

Stephen Perkins, batterista dotato di una tecnica ritmica strabiliante spiazzava per i suoi ancestrali richiami tribali.

La loro storia ebbe inizio nel 1985 a Los Angeles, dove i nostri beniamini (ispirati dalle gesta dei Guns N' Roses che in quel tempo imperversavano con prepotenza sulle scene, soprattutto dopo l'uscita del loro Appetite For Destruction) cominciarono a farsi notare nei locali della City Of Angels con diverse esibizioni. Proprio dal vivo al Roxy Teatre registrano nel 1987 il loro primo omonimo lavoro in cui si poteva già intravedere tutta la loro carica d'energia e la loro spiccata personalità.

Il vero punto di svolta nel loro percorso musicale avviene tuttavia l'anno successivo con l'incisione del 2^full lenght che porta un titolo geniale, ironico e sarcastico: NOTHING'S SHOCKING (Niente di scioccante).

Come prova di ciò (giocando proprio sul titolo) a destare da subito scandalo e turbamento ci pensava la copertina del disco che raffigurava 2 gemelle siamesi rigorosamente svestite e con la testa in fiamme sedute su una strana sedia a dondolo. In realtà come rivelerà lo stesso Farrell, l'idea era partita proprio da lui stesso fotografando una scultura che aveva scolpito di sua mano.

Questo non era altro che il loro biglietto da visita con dentro tutta la vena provocatoria per dimostrare che già ci sapevano fare per parlare di sè.

A sgomberare il campo da ulteriori equivoci ci pensa l'elemento portante che fa la differenza e cioè la musica.

L'album, composto prevalentemente da 11 tracce, inizia con la carica travolgente e psichedelica di Up The Beach, dove il basso pulsante di Avery, la chitarra imperiosa di Navarro e la voce tormentata di Farrell fanno da perno indistricabile a questa canzone.

Si passa a Ocean Size, brano che si apre con un intro di arpeggio acustico della chitarra classica ma che presto si trasforma in una cavalcata hard rock intensa e sognante.

Il registro non cambia nemmeno con la movimentata Had a Dad, 3^traccia che si lancia in territori funk rock, con il supporto degli assoli arroventati di Navarro e dei vocalizzi nervosi di Farrell.

Con la successiva Ted, Just Admit It... i  JANE'S ADDICTION si avventano nel campo controverso della cronaca nera, prendendo spunto dalla vicenda del serial killer Ted Bundy. La canzone inizia con una calma apparente per poi trascinarsi verso una ipnotica spirale sonora con un superbo Navarro che dirige sapientemente i lavori con impetuose schitarrate e un allucinato Farrell che ci trasporta nella Los Angeles più languida e torbida ripetendo come un ossesso il grido di "Sex is Violent".

Standing In The Shower e Thinking e Summertime Rolls, rispettivamente 5^ e 6^traccia, vedono spadroneggiare il poliedrico Perkins che va a dettare tutte le ritmiche creando un suggestivo tappeto di percussioni selvagge alle quali è difficile sfuggire.

La 7^traccia, Mountain Song, è con ogni probabilità la canzone più rappresentativa dell'intero disco. L'apertura del brano è affidata al magnetico giro di basso di Avery che fa riportare alla mente Stormbringer dei Deep Purple, chiamando sul "banco degli imputati" proprio Roger Glover. A condensare il resto del brano ci pensa il riff esplosivo della chitarra di Navarro contrapposta ai vocalizzi più acuti di Farrell.

La funkeggiante Idiots Rule, 8^traccia, vede come ospite d'eccezione Flea dei Red Hot Chili Peppers che mette il proprio accento sul brano suonando uno strumento a fiato: la tromba.

La 9^traccia, Jane Says, rappresenta una delle canzoni più celeberrime e conosciute del loro repertorio, in quanto è una struggente ballata folk acustica dedicata proprio ad un'amica di Farrell con problemi di tossicodipendenza.

In Thank You Boys, penultima traccia, il gruppo si diverte a intrattenere un ipotetico pubblico con un interludio tra il jazz e lo swing, dove Farrell sembra ringraziare tutti i fans per il loro appoggio e supporto.

A terminare l'album ci pensa la straripante carica funk metal di Pig's In Zen, dove a fare la differenza sono il debordante virtuosismo chitarristico di Navarro e i magnifici giochetti vocali di Farrell.

In conclusione possiamo affermare con una certa disinvoltura che NOTHING'S SHOCKING rimane a distanza di anni il capolavoro assoluto della band oltre ad essere considerato uno dei migliori esempi di rock duro suonato con agonismo, cuore e grinta come pochi altri presenti in circolazione.

Per i JANE'S ADDICTION si può dire che ha rappresentato il disco giusto al momento giusto scardinando tutte le barriere del rock mainstream. Un album che nella decade successiva riuscirà a influenzare pletore di metallari e di rockers alternativi suggestionati da questo immenso masterpiece.

Questo exploit garantirà al gruppo fama e gloria e porterà Farrell e compagni a godersi lo status di "rockstar di periferia" a livelli mondiali. L'obiettivo tenacemente inseguito è stato raggiunto. Merito e onore ai JANE'S ADDICTION.


1) Up The Beach 
2) Ocean Size
3) Had A Dad
4) Ted, Just Admit It... 
5) Standing In The Shower...Thinking

6) Summertime Rolls
7) Mountain Song
8) Idiots Rule
9) Jane Says
10) Thank You Boys
11) Pig's In Zen