IRON MAIDEN

WASTED YEARS / STRANGER IN A STRANGE LAND

1986 - EMI 1990 FIRST TEN YEARS

A CURA DI
DIEGO PIAZZA
26/06/2012
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

“Wasted years / Stranger in a strange land” è l’ottavo capitolo della raccolta FIRST TEN YEARS, ristampa della EMI del 1990 di tutti gli EP degli Iron Maiden, sia in vinile con copertine originali sia in cd. Originariamente i due singoli in questione sono stati pubblicati nel 1986 e  provengono dal masterpiece della band inglese, “Somewhere in Time”. Come in fan più informati ben sanno, quest’album è passato alla storia non solo per la meravigliosa e dettagliata cover, ad opera del maestro Derek Riggs, ma anche perché è stato il primo ad avere in sottofondo delle chitarre synth. Inoltre, a livello strettamente compositivo , ci sono ben tre canzoni scritte e arrangiate dal solo Adrian Smith, avvenimento che ben difficilmente troveremo in futuro. Ebbene “Wasted Years” e uno dei tre brani che portano appunto la firma di Adrian, si riconosce certamente il taglio melodico del brano, più hard rock che metal, con un formidabile assolo. Per altro il brano dal vivo sarà sempre marchiato dai backing vocals dello stesso Adrian che ha scritto un testo solo apparentemente malinconico. La mancanza dei famigliari e dei propri amici si fa sentire nella vita in tour, così come non è facile passare di città in città senza potersi fermare un attimo ma, nel ritornello, Adrian invita sé stesso o chi si immedesima in queste liriche a rialzarsi dalla depressione e continuare a vivere la propria vita senza rimuginare il passato, gli “anni d’oro” sono quelli che ognuno di noi sta vivendo. Interessantissime le due B-side dell’ep, la prima “Reach Out” è un canzone di Adrian scritta ai tempi degli Urchin e, per la prima e ultima volta assoluta negli Iron Maiden, lo stesso chitarrista canta interamente la canzone, con Dickinson solo come backing vocals. Melodica e con un ritornello molto semplice e romantico, “Reach out” fa subito centro, sebbene non sia assolutamente una tipica canzone dei Maiden. La vignetta della back cover, che vede rappresentato un irsuto e alticcio Rod Smalwood con in mano un boccale di birra fa già capire a chi si riferiscono i Maiden parlando dello “Sheriff of Huddersfiled”. Rod che all’epoca viveva a Los Angeles, viene praticamente sbeffeggiato per tutta la canzone, lui bloccato nel suo Castello sulle colline di Hollywood e nostalgico della piccola Huddersfield e in generale dei suoi due sport preferiti, il rugby e il cricket. Il suo accento tipico e l’aggettivo “bloody” sempre in bocca vengono imitati da Bruce, oltre anche a rutti e pernacchie nel finale !!!! Il fatto stesso che la band, ad insaputa di Rod abbia confezionato questa canzone di scherno è la dimostrazione del rapporto molto schietto e di amicizia che c’era è c’è tutt’ora tra manager e band. Passiamo all’altro singolo, sempre scritto da Adrian Smith: “Stranger in strange land”: il pezzo inizia lento accompagnato da un basso di Steve sempre in evidenza, prima di dare spazio alla melodia delle chitarre.  La canzone contiene un lungo assolo dello stesso Adrian, molto melodico e in grande progressione, uno dei più belli della sua carriera negli Iron Maiden. Proprio per la difficoltà anche nel riproporlo da parte di Janick, questo singolo verrà spesso accantonato nelle scalette. La canzone si è detto ispirata dal romanzo di fantascienza Robert A. Einlein che porta lo stesso titolo e che ben si accosta anche alla copertina dell’album (ma come vedremo non è così). Derek Riggs, veramente in stato di grazia trasforma Eddie in un cyborg/robocop del futuro e, su questo singolo, ha lo smorfia facciale, il cappello e lo spolverino che ricordano di molto il personaggio di Clint Eastwood che entra in un pub futuristico. Passiamo ad altre due canzoni “anomale” dei Maiden come B-sides. Anche in questo caso si tratta di canzoni non scritte dagli Iron Maiden (e si sente) ma da amici di Adrian, quindi si tratta più che di cover , di pezzi che non sarebbero quasi mai venuti alla luce, se non grazie a queste versioni dei Maiden. Piace comunque la cavalcata di basso di “That Girl” dove Bruce però sembra un fuori forma nei cori “oh oh” ed è carino anche il brano quasi glam rock “Juanita”. E’ strano vedere i Maiden così romantici, difficile che nelle loro canzoni si parli di amore, sotto ogni punto di vista "Wasting Love" deve ancora essere scritta !) ma, come ricordavo, infatti non sono pezzi scritti dal loro. A chiudere il doppio Ep, con la consueta simpatia e allegria è Nicko McBrain con il suo “Listen with Nicko ! Part VIII”. Nella lunga chiacchierata Nicko come sempre è pieno di aneddoti anche sulle registrazioni delle b.sides. Steve sembra abbia lasciato in mano completamente a lui e Adrian la registrazione dei pezzi perché già li avevano suonato per divertimento in un band chiamata “The Entire Population of Hackney” in cui militavano due amici ai tempi degli Urchin, Andy Barnett e Dave Colwell. Per altro Nicko ci anticipa in queste registrazione che Adrian sta lavorando proprio con Barnett e Colwell per un album solista di cui non si conosce ancora bene il nome (ma già Nicko parla di As Soon As Possible, che poi diventerà Andrian Smith and Project, da cui l’acronimo A.S.a.P.) e in più ci svela il segreto sul testo di “Stranger in a strange land”. Secondo Nicko, infatti, Adrian fu colpito nel leggere su un giornale di un spedizione rimasta intrappolata nel Polo Nord e sembra che abbia conosciuto un sopravvissuto (diventato poi fan della canzone e della band) che gli parlava di questi corpi conservati nel ghiaccio, come ibernati. Il guascone di Nicko ci parla di una reazione non proprio felice di Rod all’ascolto della canzone dedicata a lui e sembra volesse licenziare tutti quanti e sottolinea come sia felice di essere tornato in Inghilterra dove può seguire i suoi sport preferiti. Pensate che all’epoca Keith Wilfort (allora a capo dell’Iron Maiden Fan Club) inviava le videocassette delle partite dalla Gran Bretagna con la Fed Ex a Los Angeles perché il focoso manager non riusciva a vederle sulla Tv Satellitare americana. Ricordo ai lettori che anche tutt’ora, facilitato dalla tecnologia, Rod Smalwood (che, per altro è un fan anche dei Los Angeles Lakers) ha comprato un Blackberry proprio per seguire sempre, anche in aereo le partite di rugby e cricket della nazionale inglese !!! Ricordiamo agli appassionati, che nel dicembre 1985 sotto il falso nome di “The Entire Population of Hackney” i Maiden salirono sul palco per fare alcune canzoni dei Maiden al Marquee Club di Londra , tra cui “2 Minutes to Midnight” e “Losfer Words’ (Big ‘Orra)” e anche “Reach Out”. Di questo concerto esistono diversi bootleg dai nomi più svariati. Questa è anche una delle poche occasioni per ascoltare Adrian Smith come lead vocals, sebbene come già ricordavo ha cantato sul tutto "Silver and Gold" del 1989 degli A.S.a.P, album che seppur distirbuito dalle EMI ebbe uno scarsissimo successo (molto immeritato, per la verità) e che poi portò alla fuoriuscita definitiva degli Iron Maiden nel 1990, sebbene le cronache ci dicono le decisione per lui fosse stata presa dal sergente di ferro Steve Harris, come sempre severo con chi non è al 100% con la band. Del resto però se gli Iron Maiden esistono ancora e stanno tutt'ora ancora spopolando le arene di tutto il mondo lo dobbiamo anche a sua santità Steve Harris, oltre ovviamente alla solita "squadra" vincente di management che sta alle spalle della corazza denominata Vergine di Ferro ( e di un certo folletto di Worksop, vicino a Sheffield, il più grande frontman metal di tutti i tempi).



 


1) Wasted Years
2) Reach Out
3) Sheriff of Huddersfield 
4) Stranger in a Strange Land 
5) That Girl 
6) Juanita 
7) Listen with Nicko! Part VIII 

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