IRON MAIDEN

Virtual XI

1998 - EMI Records

A CURA DI
LUIGI TIZZANI
11/11/2011
TEMPO DI LETTURA:
5,5

Recensione

Poco piu' di 53 minuti per 8 song... Sembra abbastanza insolito iniziare in questo modo una recensione, ma qui cari ragazzi, stiamo per accostarci ad una vera è propria "mina vagante"...

Credetemi, pur considerando gli Iron Maiden uno dei gruppi fondamentali per la mia modesta formazione musicale in ambito Metal, mi riesce davvero difficile trovare aggettivi positivi per "Virtual XI", album numero 11(!!!)della celeberrima Vergine di ferro, nonchè seconda prova dell'ex Wolfsbane Blaze Bayley dietro al microfono.

Questo disco, di cui potete ancora trovare qualche copia nelle desolate ceste delle offerte speciali dei mega-store musicali della vostra città, può fregiarsi a pieno titolo del poco prestigioso appellativo di album peggiore di tutta la nobile produzione Maideniana(!!!), vede la luce il 23 Marzo del 1998, dopo circa 3 anni da "The X Factor", altro lavoro non certo memorabile nella carriera della band.

Ma cerchiamo di analizzare le cause di questo flop da parte di Harris & soci... La timbrica di Blaze (a cui sarebbe estremamente ingiusto imputare tutte le colpe), pur non essendo malvagia, non era minimamente paragonabile a Bruce, che circa 6 mesi prima gettava nella mischia quella perla che risponde al nome di "Accident of Birth", forse il suo apice solista, supportato da una produzione ottima, a cura del guitarist Roy-Z.

Ecco, secondo me, una buona fetta di responsabilità sulla qualità di questo disco, va imputata al produttore di "Virtual XI", tale Nigel Green, nonchè all'eccessivo (per gli standard del gruppo) uso di tastiere, ad opera dello stesso Harris, che nelle sue intenzioni, avrebbe voluto ricreare le atmosfere di "Somewhere in Time", ma con una qualità a livello di songwriting assolutamente non paragonabile, perchè fondamentalmente è questo il vero difetto del disco... Semplicemente delle canzoni non all'altezza dell'elevato standard della band, infatti se escludiamo "The Clansman", traccia numero 4, dalla durata di 9 minuti circa(!!!), in cui si celebrano le gesta dell'eroe scozzese William Wallace (quello di Braveheart, per intenderci) dove le tonalità piu' basse di Blaze fanno supporto al buon lavoro della sezione ritmica, con una piccola menzione per il riff iniziale, di sapore vagamente Scottish Style, il tutto per un brano non eccessivamente veloce, ma carico di pathos, scritto dal solo Harris.

La prima traccia,"Futureal", è invece un classico brano Maiden condito da tutto ciò che ti aspetti da loro, riff di immediato impatto, ma purtoppo la voce di Blaze, non adatta queste tonalità penalizza eccessivamente il brano che tratta degli eccessi tecnologici, ed è anche l'unico, assieme alla già sopracitata "Clansman", ad essere ogni tanto riproposta dal vivo, fù anche il secondo singolo estratto dal disco; personalmente, pur non reputandolo un capolavoro, credo che anche "The Angel and the Gambler" possa avere la chance di essere salvata, grazie al buon refrain (forse ripetuto in maniera eccessiva), ma mortificata oltremodo dalle tastiere.

Fù anche il primo singolo estratto dall'album che nella sua variante vinilica può vantare una cover disegnata dal mitico Derek Riggs; riguardo il resto dei brani, non vi è, secondo il mio parere altro da salvare... "The Educated Fool" toppa clamorosamente nella fase centrale, denunciando una laconica mancanza di idee, "Don't Look to the Eyes of a Stranger" sugli 8 e passa minuti, merita appena la risicata sufficienza solo per la parte finale (strumentale!), mentre la finale "Como Estais Amigos" in cui si tratta della guerra lampo tra Inghilterra ed Argentina per la sovranità sulle isole Falkland, va salvata solo perchè affronta un tema assai delicato...

Concludo la mia analisi del disco, dicendovi che il titolo è un omaggio dei nostri alla loro passione calcistica, mentre la orribile copertina tridimensionale, credo non sia piaciuta neanche ai fans piu' incalliti.

Pochi mesi dopo, il povero Blaze fù giubilato dalla band, a favore del ritorno di sua maestà Bruce... Certo che, alla luce degli ultimi 2 lavori dei Maiden, qualcuno potrà leggermente rivalutare questo lavoro, ma qui si entra nella sfera delle preferenze personali, quindi non aggiungo altro.


1) Futureal
2) The Angel and the Gambler
3) Lightning Strikes Twice
4) The Clansman
5) When Two Worlds Collide
6) The Educated Fool
7) Don't Look to the Eyes of a Stranger
8) Como Estais Amigos

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