IRON MAIDEN

Stranger In A Strange Land

1986 - EMI Records

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
21/07/2011
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Somewhere In Time: croce e delizia per milioni di fans degli Iron Maiden! Il sesto album in studio della vergine di ferro, rilasciato nel settembre del 1986, divise nettamente critica e pubblico; alcuni lo considerarono la naturale evoluzione del loro sound, altri un ingiustificato tradimento nei confronti del sacro fuoco dell'Heavy Metal. Il massiccio utilizzo delle famigerate guitars synth segnò una svolta storica non solo nella carriera della band, ma anche nel percorso che stava intraprendendo buona parte del genere. Come spesso accade il disco (così come il successivo Seventh Son Of A Seventh Son) negli anni è stato rivalutato da moltissimi, a cominciare da chi all'epoca lo stroncò immediatamente, d'altronde la qualità dei brani presenti era sempre a livelli straordinari; ancora una volta i Maiden dimostrarono di essere avanti rispetto a tanti altri. Il lavoro fu anticipato da Wasted Years (corredato da un videoclip che riassumeva la storia del gruppo fino a quel momento) un pezzo che entrò velocemente nel cuore dei Maiden-maniacs, a fine novembre arrivò il momento del secondo singolo e la scelta ancora una volta ricadde su una canzone composta interamente da Adrian Smith: Stranger In A Strange Land. La copertina raffigura il mitico Eddie come un fuorilegge del futuro; l'omaggio al cinema western (in particolar modo a quello del grandissimo Sergio Leone) è più che evidente. La track pur essendo contornata da suoni moderni e particolari è Iron Maiden al 100%, un mid tempo che ci accompagna in questa nuova dimensione del metal; il basso di Steve e la batteria di Nicko danno il via ad una cavalcata dal feeling oscuro ma sempre potente, Bruce diventa il dominatore assoluto appena entra con la sua stupenda voce; incantevole il refrain dove strappa applausi a scena aperta (non è una novità, lo sappiamo) bellissimo anche l'assolo di chitarra,eseguito da Adrian; ad una prima parte lenta e malinconica segue una seconda più veloce ed energica, una meraviglia! Il video immortala i nostri on stage (l'audio però è quello della versione in studio), il frontman è il solito animale da palcoscenico, le sue espressioni e le sue pose sono uno spettacolo dentro lo spettacolo! Le b-sides contenute in questo singolo sono due cover, la prima è That Girl incisa originariamente dagli FM, gruppo londinese che tra le sue fila annoverava il chitarrista Andy Barnett (grande amico di Smith). Una scelta a dir poco singolare quella di Steve e soci, in quanto il pezzo è l'opener di Indiscreet, album di debutto di questa band pubblicato circa due mesi prima rispetto a Somewhere In Time;se non è un record poco ci manca! Il restyling effettuato dai Maiden ha dell'incredibile, l'originale è una classica traccia AOR gradevole ed easy listening, di contro la versione dei Maiden è una sorprendente bordata metallica dalle atmosfere notturne, il refrain viene completamente trasformato, gli assoli sono più corposi ed heavy e Dickinson assume la figura di primattore sfoderando la sua classica grinta che colpisce ad ogni nota! Ecco uno di quei casi in cui un remake supera l'originale, personalmente ritengo che se l'avessero inserita nella tracklist del full length non avrebbe affatto sfigurarato, anzi... La seconda è Juanita degli sconosciuti (almeno per me) Marshall Fury, non avendo mai avuto la possibilità di ascoltare la prima versione, posso esprimere un giudizio esclusivamente su quella incisa dalla vergine di ferro; si tratta di un pezzo spedito, guidato da un riff accattivante e caratterizzato da un fortissimo appeal di classica scuola rock n'roll, per accentuare questo feeling la produzione rispetto alla track precedente risulta molto più scarna e diretta, un vero gioiellino! Dall'ascolto di queste due canzoni viene ribadita per l'ennesima volta la convinzione che in qualsiasi cosa fanno (compresa naturalmente quella di reinterpretare pezzi altrui) gli Iron Maiden danno sempre il meglio, un altro dei motivi per cui dopo più di trent'anni continuano a troneggiare sul tetto del mondo metallico, un posto che terranno occupato in eterno! UP THE IRONS!!!


1) Stranger In A Strange Land
2) That Girl
(FM cover)
3) Juanita
(Marshall Fury cover)

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