IRON MAIDEN

2 Minutes To Midnight/Aces High

1990 - EMI

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
05/07/2012
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Torniamo a parlare di un altro episodio della serie The First Ten Years dei leggendari Iron Maiden, questa collana ricordiamolo fu caratterizzata dalle ristampe di tutti i singoli pubblicati (ogni confezione ne conteneva due contemporaneamente) fino al 1989, un'ottima idea per festeggiare il decennale dal debutto ufficiale del gruppo e per l'ennesima volta ci troviamo di fronte all'unione di un paio di brani che hanno contribuito in modo memorabile all'irrefrenabile ascesa dei pionieri della NWOBHM, due pezzi estratti da uno degli album più venerati dai fans nella carriera ultratrentennale della band: il monumentale Powerslave! Il quinto full-length degli inglesi per vari motivi può essere considerato come il lavoro della ''definitiva consacrazione'', il precedente ed altrettanto indimenticabile Piece Of Mind aveva ampiamente dimostrato che Steve Harris e soci erano una delle più grandi realtà della scena mondiale, il suo successore oltre a confermare riuscì anche ad amplificare questa convinzione, l'intesa all'interno della band era sempre più forte e magica, gli inglesi erano riusciti ad incidere due album con la stessa line-up (non era mai accaduto in precedenza) e furono scelti perfino gli stessi luoghi per le registrazioni (i Compass Point Studios di Nassau) ulteriori testimonianze di un'avventura destinata a lasciare il segno in eterno. Nell'agosto del 1984 ad un mese dall'uscita ufficiale dell'album, nelle case di milioni di maiden maniacs irruppe il primo tuono di quello che a breve si rivelò come un autentico ciclone metallico, un tuono chiamato "2 Minutes To Midnight" , un masterpiece epocale come Powerslave non poteva essere anticipato in maniera migliore grazie a questa traccia diventata in tempi brevissimi un classico da tramandare ai posteri per ogni adoratore degli Irons, l'alchimia a livello compositivo tra Bruce Dickinson e Adrian Smith aveva già raggiunto livelli di eccellenza assoluta quindi non c'era da stupirsi se per la seconda volta (dopo la mitica Flight Of Icarus) fu scelta una loro composizione come singolo apripista. Un impetuoso ed indimenticabile riff seguito a ruota dai colpi della batteria di Nicko McBrain e dalle incisive corde del basso di Steve danno il via ad un'esplosione nucleare capace di travolgere in maniera incontrollabile chiunque, il muro sonoro è roccioso e travolgente, la produzione di Martin Birch (alla quarta collaborazione consecutiva con la band) è sinonimo di perfezione ed appena entra in campo Bruce con la sua potentissima voce si percepisce immediatamente di essere al cospetto di un inno immortale per numerose generazioni di metallari, la tensione è sempre altissima anche nel bridge rallentato (Harris spettacolare) un rallentamento creato ad hoc per preparare al meglio il terreno ad un refrain che definire meraviglioso sembrerebbe perfino riduttivo, basti pensare che ancora oggi rappresenta uno dei momenti di maggiore coinvolgimento nelle esibizioni live, la storia dell'heavy metal passa anche da queste quattro parole! L'opera viene completata da due colossali guitar solos; il primo affidato a Dave Murray è veloce e vorticoso, il secondo ad opera di Smith è più cadenzato e letale, è impossibile non lanciarsi in un frenetico headbanging, come colpo finale gli inglesi attaccano con l'ultima strofa e l'ultimo ritornello chiudendo così un brano mastodontico degno di essere perennemente citato tra le pagine più importanti della storia del rock. La prima b-side contenuta in questo singolo è "Rainbow's Gold" cover dei Beckett semisconosciuta band progressive inglese autrice di un unico album omonimo pubblicato nel 1974, fin dagli esordi gli Iron Maiden ed in particolar modo Steve non hanno mai nascosto la loro adorazione nei confronti della grande scuola del prog rock dei seventies, con questo remake riaffermano il fortissimo legame con tutto il movimento, come da copione la vergine di ferro offre una rilettura ipervitaminazzata, il brano è contraddistinto da un ritmo sostenuto e da un'atmosfera allegra ed accattivante (riscontrabile nelle linee vocali) le efficaci armonizzazioni chitarristiche sembrano create appositamente per essere eseguite dai due axemen, da segnalare verso la metà della track un considerevole aumento di velocità con tanto di assoli rapidi e taglienti, un'interessantissima chicca tutta da (ri)scoprire. La seconda b-side intitolata "Mission From 'Arry" non è un altro che un dialogo di quasi sette minuti tra Steve, Nicko e Bruce registrato durante una pausa del tour di supporto a Piece Of Mind, i veri protagonisti sono i primi due, impegnati in un acceso scambio di battute (corredato da una raffica di ''fuck'' nelle sue varie forme) per via di un malinteso creatosi durante uno show, molti potrebbero trovarlo divertente, chi invece ha poca familiarità con la lingua inglese può tranquillamente premere il tasto skip. Si passa così al secondo appuntamento con un altro singolo firmato dalla vergine di ferro ed il tripudio prosegue con un pezzo che fin dalla sua comparsa sulla scena ha animato il sacro fuoco dell'heavy metal! Il suo nome è "Aces High" oltre quattro minuti di una tempesta  avvincente e battagliera, già dai primi secondi chitarre,  basso e batteria ricreano un'atmosfera fiera e combattiva, la devastazione totale arriva al ventiquattresimo secondo con tutti gli strumenti impegnati in una corsa veloce ed iper-melodica, Bruce si prodiga in una performance rabbiosa e potente senza trascurare mai l'armonia, quest'ultima viene messa in evidenza soprattutto nel refrain con delle tonalità sempre più alte e tirate, i due guitar players sono incontenibili nell'esecuzione dei solos e la coppia Harris/McBrain continua a dettare legge con un wall of sound incessante e ad altissimo tasso tecnico, il frontman torna a dominare la scena negli ultimi minuti, basta ascoltarlo in questo frangente per capire perchè è sempre stato considerato la ''sirena del metal'' ancora una volta ci troviamo di fronte ad un trionfo assoluto firmato dagli Irons, unici ed inimitabili! Si passa così ad altre due gustose b-sides, seguendo la scia della release precedente troviamo un'altra cover proveniente dal progressive rock settantiano, stavolta il tributo viene offerto ai Nektar (britannici di nascita ma tedeschi d'adozione) con un medley di due tracce: "Crying In The Dark" e "King Of Twilight" (i Maiden però scelsero soltanto quest'ultimo come titolo) entrambi presenti nella tracklist del secondo album ''A Tab In The Ocean'' del 1972, l'unione è semplicemente perfetta, la parte iniziale è caratterizzata da una struttura immediata e divertente guidata con impareggiabile maestria dalle corde di Steve, quando poi lo spazio viene lasciato a King... il mood diventa più heavy grazie ad una marcia cadenzata e rocciosa resa ancora più irresistibile da un coro tanto semplice quanto accattivante, ennesimo gioiellino da rivalutare. L'ultima b-side è una versione dal vivo dell'immortale "The Number Of The Beast" registrata durante il World Piece Tour, ovviamente con un anthem metallico per antonomasia come la title track del terzo album l'energia ed il trasporto raggiungono vette elevatissime, la registrazione è buona ma non potrà mai essere paragonata a quella sfolgorante di Live After Death ma tutto questo non impedisce di accorgersi di un pubblico scatenato sempre pronto a farsi trascinare dai propri idoli con un indomito Dickinson in testa. La chiusura come al solito è affidata alla bonus track "Listen With Nicko! Part VI" con il drummer sempre eccezionale e spassoso nel raccontare aneddoti e curiosità varie su tutto quello che abbiamo ascoltato in questo ep. La grande tradizione maideniana continua ad essere rispettata, le tre tracce/simbolo per moltissimi di noi hanno sempre rappresentato alla perfezione il concetto di heavy metal, da tempo sono scolpite nelle nostre menti e nei nostri cuori, le straordinarie sensazioni che proviamo nell'ascoltarle anche a distanza di anni restano immutate, quindi per la millesima volta (o forse anche di più) dobbiamo ringraziare gli Iron Maiden per tutto quello che ci hanno regalato e non è tutto... dobbiamo anche aggiungere il fatto di averci fatto scoprire numerosi pezzi destinati a finire nel dimenticatoio se non ci fossero stati loro a riproporli. Mi sono sempre domandato: ma quanti pregi hanno gli inglesi? Impossibile quantificarli... UP THE IRONS!



 



 



 



 



 



 



 


1) 2 Minutes To Midnight
2) Rainbow's Gold
3) Mission From 'Arry
4) Aces High
5) King Of Twilight
6) The Number Of The Beast
7) Listen With Nicko! Part VI

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