GURU OF DARKNESS

Mater Meretrix

2009 - Haures Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
23/01/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Eccomi di nuovo a giocare in casa con un gruppo della mia terra, la bella e controversa Sicilia, patria di molte band di rilievo nel panorama Metal italiano. Ma oggi lasciamo da parte il sole e il mare tipico della mia regione e ci caliamo nel freddo e nell'oscurità della musica dei Guru of Darkness e del loro "Mater Meretrix", ottima sorpresa del 2009 che è valsa al nostro gruppo un bel tour europeo come spalla degli storici Mayhem. "Incoming Darkness" è un intro che rende fede al suo nome con un andamento che ci ricorderà il progressivo avvicinarsi delle tenebre nel tramonto. Calate le tenebre si sfoga la malignità con "Journey to destiny", traccia che fra accelerazioni e ripartenze mette subito in tavola le carte della band, che si rivelano essere subito una vera e propria scala reale. Blast beat incessanti, chitarre minimaliste che vanno dritte al cuore come una spada e vocals acide e maligne. "Call of Nenia" prosegue sulla stessa lunghezza d'onda di "Journey to Destiny", impreziosita dalla malatissima voce di Culto Priesto e da riff che non ne rendono mai monotono l'ascolto. L'ottima "Back from Suicide" conferma la meravigliosa atmosfera malsana e maligna dell'album, facendoci compiere un balzo indietro nel tempo ai primi anni '90 dove dei "ragazzini norvegesi" presero le idee dei Venom e dei Bathory e le estremizzarono ancora di più creando la prima ondata di Black Metal. I Bpm rallentano in "The Everwalker", morboso pezzo dove le vocals di Tsade risultano più acide ed insane che mai. Ed è proprio sul singer che mi voglio soffermare visto che lo considero un enorme valore aggiunto per questa band già ottima. Tsade riesce a dare ad ogni singola nota uno screaming personalissimo e perfetto, dimostrandosi un grande cantante. ne abbiamo la riprova con "Mater Meretrix", titletrack dove la voce di Tsade si fa letteramente insana e le chitarre di Enlil e Baron Cimitiere si lanciano in una furiosa cavalcata dal sapore "Darkthroniano" che ci porta direttamente all'oscuro intro di "Ancient Sounds of a Lost Valley", che rende l'atmosfera irrespirabilmente malsana e ci permette di notare la cura riposta nel produrre questo album, lasciando da parte il tipico sound LO-FI delle produzioni black metal per creare un sound granitico che non toglie comunque niente allo stile diretto e quasi minimalista che permea l'album, aggiungendo anzi qualità e brutalità al sound dei G.O.D.. Se "Ancient Sounds of a Lost Valley" ha reso l'atmosfera irrespirabile e maligna, a darvi il colpo di grazia ci penserà la bella "Endless Winter", nel quale figura Giuseppe Orlando (Novembre) come guest star e dove si aggiunge un nuovo componente al sound dei G.O.D., ovvero tastiere e clean vocals che contribuiscono a rendere l'atmosfera ancora più morbosa e violenta. La violenza è il filo conduttore anche di "In the hands of Evil", furiosa cavalcata black metal che si sviluppa poi in un meraviglioso intermezzo acustico dal sapore molto prog. Questo pezzo non faticherà a ricordarci la classe del mai troppo compianto Quorthon dei Bathory, ma tutto confezionato con un sound costante e senza fronzoli che mostra in pieno l'attitudine musicale dei G.O.D. che non avrebbero certo sfigurato nella Norvegia dei primi anni '90. Synth e orchestra sono alla base di "Path To Moloch", traccia che si collega direttamente al capolavoro "Moloch Eyes" con un andamento che ricorderà la genialità delle sinfonie imbastite dagli Emperor. Un Urlo lacerante spacca le nostre orecchie ed eccoci di fronte al capolavoro dell'album, la violentissima "Moloch Eyes", traccia che sembra la somma più pura del sound di questi black metaller siciliani, con riff di chitarra e basso furiosi, velocissimi blast beat di batteria e uno Tsade da oscar per la sua prova dietro al microfono (e se vi sorge il dubbio che ci sia un "aiutino elettronico" in fase di post produzione vi rispondo subito di no, Tsade è mostruoso anche dal vivo). La chiusura è affidata a "An Eternal Envy" che, dopo il teatrale intro recitato dallo storico Steve Sylvester e da una voce femminile abbastanza bambinesca, lascia spazio all'ultima grande prova vocale di Tsade lasciandoci con una sensazione di pura malignità dentro il corpo. Sebbene non apporti chissà quali novità nel genere Black Metal e ogni tanto gli echi delle grandi band Svedesi e Norvegesi della prima ondata del Black diventino troppo forti, "Mater Meretrix" merita sicuramente tantissimi applausi per la sua qualità e la sua attitudine diretta e senza fronzoli che sicuramente lascerà soddisfatti tutti i fan del Black metal.


1) Incoming Darkness
2) Journey To Destiny
3) Call Of Nenia
4) Back From Suicide
5) The Everwalker
6) Mater Meretrix
7) Ancient Sounds of a Lost Valley
8) Endless Winter
9) In The Hands Of Evil
10) Path To Moloch
11) Moloch Eyes
12) An Eternal Envy