GUNS N' ROSES

Use Your Illusion II

1991 - Geffen Records

A CURA DI
ANDREA CERASI
19/05/2021
TEMPO DI LETTURA:
9

Introduzione Recensione

Il rilascio di Use Your Illusion II avviene lo stesso giorno della prima parte, ma nel primo weekend le copie vendute dalla seconda parte sono di poco superiori, complice una lieve maggiore qualità generale e un contesto tematico più maturo. I riferimenti politici e le critiche sociali trattati nei testi di alcuni brani si discostano da quelli presi in esame nella prima parte di questa opera gemella, maggiormente legata agli inizi di carriera dei Guns N' Roses, che per l'occasione rispolverano e modernizzano brani risalenti alle sessioni di Appetite For Destruction, come nel caso di November Rain, Don't Cry, Back Off Bitch, Bad Obsession o The Garden. Use Your Illusion II invece contiene quasi tutti pezzi nuovi di zecca, tranne alcuni ripescaggi e la trasposizione alternativa della stessa Don't Cry, qui inserita con un testo diverso. Non solo questa leggendaria ballata fa da ponte tra i due Illusion, ma a proseguire la continuità stilistica è anche la cover presente in scaletta. Se in Use Your Illusion I i Guns N' Roses coverizzano Live And Let Die dei Wings, nel secondo capitolo ecco che figura la cover di Knockin' On Heaven's Door di Bob Dylan, inserita nella colonna sonora del film di Tony Scott Giorni di Tuono, con Tom Cruise e Nicole Kidman, e che diventa presto più famosa dell'originale, entrando nell'immaginario collettivo. Una prerogativa, quella di trasformare brani di altri artisti in pezzi propri, che i Guns N' Roses avevano già sperimentato sin dal primo EP in carriera, e che sfoggeranno brillantemente nell'ultimo lavoro, The Spaghetti Incident?, spettacolare cover-album nel quale la band dimostra di saper plagiare con maestria pezzi storici, spesso migliorandoli. Una magia che non a tutti riesce ma che a Duff e soci sembra riuscire con semplicità.

Use Your Illusion esce il 17 settembre 1991 e i Guns N' Roses sono già in tour da qualche mese, dopo un lungo riposo. Due anni e mezzo di concerti per circa duecento date ne fanno uno dei tour più lunghi di sempre, un'avventura massacrante durante la quale succede di tutto, come cancellazioni, risse, denunce e abbandoni. Durante una tappa nel Missouri, Axl Rose sorprende un fan che sta riprendendo con la telecamera l'intero show, invoca la sicurezza di buttarlo fuori, ma poi decide lui stesso di gettarsi tra la folla e di aggredirlo. Una volta tornato sul palco, Rose getta il microfono e va via, incazzato. Ciò provoca una rivolta nello stadio, con centinaia di feriti e una denuncia per incitamento alla violenza ai danni del cantante. Tra risse, violenze varie e ritardi clamorosi, come nella data insieme ai Metallica, provocati più che altro dall'abuso di droghe, Izzy Stradlin abbandona la squadra, stufo soprattutto dal comportamento delirante di Rose. Izzy è il membro più equilibrato, l'anima portante della band, e così, proprio quando sta cercando di ripulirsi dai veleni che il suo corpo assorbe, si guarda attorno. Quello che vede è una band poco lucida, che a malapena si regge in piedi, stremata dalla fatica e dalla tossicodipendenza, e in un'intervista sbotta, riferendo "di essere stufo di suonare con gli zombie". La fuga di Izzy è un colpo al nucleo dei Guns N' Roses, ma il tour non può essere fermato, mancano ancora tantissime tappe e in gioco ci sono milioni e milioni di dollari. Il sostituto si chiama Gilby Clarke, talentuoso musicista che si ritaglierà immediatamente un proprio spazio all'interno del combo californiano. C'è anche spazio per la partecipazione al Freddie Mercury Tribute, non senza polemiche, visti i toni omofobi di Axl Rose, specie dopo un brano polemico come One In A Million, poco consoni a un tributo a un artista come Mercury. Polemiche quietate dallo stesso vocalist, ammiratore dei Queen e che si esibisce in duetto con Elton John sul brano Bohemian Rhapsody. Al di là delle esagerazioni, tipiche di una band nell'Olimpo della musica, lo Use Your Illusion Tour è un successo clamoroso che raduna più di sette milioni di spettatori e che viene accompagnato da uno staff di centotrenta elementi e da centinaia di strumenti, per un'operazione esorbitante che poche volte si era vista nella storia del rock e che comprende persino una troupe cinematografica che riprende ogni istante dei musicisti, sia sul palco che fuori, per farne un film, purtroppo mai uscito.

Se l'attitudine live, salvo serate storte, è un punto di forza dei Guns N' Roses, vere macchine da guerra, che non si risparmiano nonostante le tre ore di prestazione in ogni data, è nelle classifiche che la band diventa immortale, entrando nelle case di ogni ascoltatore del mondo grazie a una scaletta piena zeppa di singoli, testimonianza di un disco incredibile tanto quanto la sua controparte.

Civil War

Use Your Illusion II si apre con un brano di protesta, la fenomenale Civil War (Guerra Civile), e se il primo volume viene introdotto da un pezzo veloce e prepotente, con liriche abbastanza leggere, qui siamo su territori completamente differenti. Il fischio di Axl Rose e la brezza che spira nel microfono rendono i toni solenni e austeri. "Guardate i vostri ragazzi in guerra, le vostre donne piangere, i vostri ragazzi morire, come hanno sempre fatto. Guardate l'odio che portiamo con noi, il terrore che nutriamo, le vite che facciamo". Il brano non si riferisce a una guerra in particolare, ma a tutte quelle della storia, che nutrono solo i ricchi e seppelliscono i poveri. La prima strofa è melodica e malinconica, trasmette la frustrazione dei musicisti, ma poi la sezione ritmica si gonfa fino ad esplodere in tutta la sua foga. "Le mani legate, miliardi che si spostano da una parte all'altra e le guerre continuano con orgoglio da lobotomia per l'amore di Dio e per i diritti umani. Tutte cose cancellate da mani insanguinate che il tempo non rinnega". Il riff principale viene creato da Slash nel 1986, ma solo nel 1990 si concretizzerà, quando Duff e Axl ci poggeranno sopra un testo di pace e rifiniranno il tutto. "Hai messo una fascia nera al braccio quando hanno sparato a colui che disse: la pace potrebbe durare in eterno. Nei miei ricordi più lontani li vedo che sparano a Kennedy, ma poi sono diventato insensibile. Così il Vietnam non mi ha sorpreso, non puoi credere alla libertà se non la possiedi, se tutto si combatte per la terra promessa". Duff ricorda di aver partecipato a una marcia di pace quando era bambino, accompagnato da sua mamma, e ricorda di aver ascoltato le parole di Martin Luther King nella piazza della città, pochi giorni prima che fosse ucciso da un colpo di pistola. "Non mi serve la vostra guerra civile che ingrassa il ricco e sotterra il povero, il vostro potere affamato che vende soldati in drogheria come carne umana. Guardate il sangue che versate, il mondo che uccidiamo e le menzogne che abbiamo ingoiato". Ovviamente sono citati gli eventi più eclatanti della società americana moderna, come l'uccisione del presidente Kennedy e la guerra in Vietnam. I Guns trattano il tema con grande sensibilità, si sente che sono davvero convolti, e così le riflessioni declamate nelle strofe, con le chitarre acustiche e il pianoforte, esplodono di rabbia solo nel ritornello, nel quale si invoca la pace, dato che gli uomini non hanno bisogno di guerre civili, di religioni e di sangue sparso per le strade. "Sono stanco, le guerre proseguono negli anni, senza amore per Dio e per i diritti umani, perché tutti questi sogni vengono cancellati dalle mani insanguinate degli ipnotizzati che portano la croce dell'omicidio, mentre la storia porta le cicatrici delle nostre guerre civili". Questo è l'ultimo pezzo registrato dal batterista Steven Adler, prima di essere licenziato.

14 Years

Intonato da Izzy e Rose insieme, 14 Years (14 Anni) sembra apparentemente mettere in scena i quattordici anni di amicizia tra i due musicisti. Forse si tratta davvero del brano di addio di Stradlin, rancoroso nei confronti del vocalist, ma ciò non è mai stato appurato. Il fatto è che prima della registrazione finale, 14 Years si avvaleva di un testo differente, poi modificato dal chitarrista dopo l'ennesima lite con l'amico. "Provo a sentire i raggi di sole, ma tu porti la pioggia, provi a buttarmi giù con i tuoi complessi, piangi e ti lamenti. Per quattordici anni hai provato ad entrare, ma ora è difficile tenerti a mente, lo so, sono stato un mendicante, ho giocato da ladro, sono stato il cane che tutti hanno cercato di battere". Il brano racconta questo rapporto conflittuale tra due amici di vecchia data, mentre l'andamento è sensuale e uggioso. Un bellissimo rock n' roll che la band plasma con grande maestria. "Sono stati quattordici anni di silenzio, di dolore. Quattordici anni andati per sempre e che non torneranno mai più. Le tue stupide amicizie che ti dicono di incolparmi, ma i giochi sono finiti, questa volta ho detto l'ultima parola". Axl Rose interviene per intonare con rabbia il ritornello, rafforzando il concetto espresso dalle liriche. Molto retrò sono le tastiere suonate da Dizzy Reed, che ricordano un'atmosfera blues anni 60. Izzy ci dà dentro con la sua chitarra, trovando poi il supporto di Slash.

Yesterdays

Un inno alla libertà, una parte melodica di grande effetto e un ritornello da cantare a squarciagola sono gli ingredienti che rendono straordinaria la hit Yesterdays (Giorni Passati), traccia radiofonica di successo, che si avvale di un videoclip girato in bianco e nero dal regista Andy Morahan. "Ieri, così tante cose che non ho mai saputo. Ora che inizio a imparare sento che sto invecchiando. Ieri non ha nulla per me, vecchie foto che sempre vedrò, il tempo sbiadisce le pagine nel mio libro dei ricordi". Impossibile resistere a un anthem del genere, costruito su un testo tanto semplice quanto efficace che riflette sul trascorrere del tempo e sulla fine della giovinezza, e di conseguenza dell'innocenza. Persino il videoclip mostra le immagini dei musicisti, tra le quali compaiono anche quelle di Steven Adler e di Izzy Stradlin, che già avevano abbandonato il gruppo. "Preghiere in tasca, nessuna mano sul destino, continuerò a camminare senza il tempo di fermarmi. Adesso scopro all'improvviso di essere da solo sulla strada. Non ho tempo per ricordare vecchie storie". Alla fine, ci si ritrova sempre da soli ad affrontare la vita, soprattutto quando si inizia a invecchiare, e tanti amici e amori vengono lasciati per strada. Ma il passato torna sempre a bussare, portando con sé i suoi fantasmi, sottoforma di ricordi nostalgici. Se da una parte la canzone fomenta, dall'altra la chitarra di Slash è una lancinante ferita, talmente è malinconica nei suoi riff glaciali.

Knockin' On Heaven's Door

La cover Knockin' On Heaven's Door (Bussando alla Porta del Paradiso) diventa ben presto leggenda, tanto da essere più famosa addirittura dell'originale di Bob Dylan. Dylan la scrisse nel 1973 come colonna sonora del film Pat Garret e Billy the Kid, e il successo fu talmente enorme che divenne uno dei brani più amati della sua era e una delle hit più celebrate del cantautore americano. La cover dei Guns non la stravolge, la potenzia soltanto, indurendone i riff, ma lasciandola nella sua meravigliosa semplicità. "Prendi questo distintivo, non penso di farne più utilizzo, è troppo buio per vedere, mi sento come se bussassi alle porte del paradiso". Due sole strofe concise, che si riferiscono a una scena in particolare del film, quando un uomo viene colpito a morte e lancia l'ultimo saluto alla moglie, prima di chiudere gli occhi per sempre. L'atmosfera che si respira è pacifica, serena, e la versione dei Guns N' Roses mantiene lo stesso stile paradisiaco del brano del 73. "Getta la mia pistola a terra, non posso più sparare a nessuno. Quella gelida nuvola nera sta scendendo, facendomi sentire come se fossi alle porte del paradiso". Il ritornello è uno dei più famosi della storia della musica, da cantare con tutta la voce in corpo. La band prende la versione originale e la modernizza, rilasciando una delle cover più riuscite di sempre. Dal vivo sarà una vera goduria, con le coriste a dare man forte al vocalist, e il pubblico in delirio quando si tratta di intonare il memorabile refrain.

Get In The Ring

L'intro già fa intuire il clima rovente che una canzone come Get In The Ring (Salite sul Ring) solleverà. Registrati durante un live in Spagna, i cori del pubblico introducono la canzone più volgare scritta dalla formazione, un testo pieno zeppo di parolacce e di minacce ai danni della carta stampata che un giorno sì e l'altro pure fa incazzare i singoli musicisti con una serie di articoli sulle loro vite private. "Se mi odiate, perché allora vi interesso? Perché dovrei preoccuparmi di voi che vi fate odiare? Non capisco cosa vi importi, non ho bisogno della vostra gelosia, perché mi trascinate nelle vostre meschinità?". La prima frase pronunciata dal vocalist era il primo titolo scelto per il brano, scritto dal bassista Duff dopo aver letto un articolo sulla rivista Kerrang! proprio su di lui. Duff poi iniziò a fare coppia con Rose per la stesura delle liriche, facendo nascere questo godereccio brano hard rock, tipicamente 80s. "Mi fissate e pensate che non me ne accorga. Avete le vostre puttane siliconate, bionde ossigenate, labbrone al collagene, chi siete per criticare? Avete i vostri subdoli trucchi per manipolare, proprio come io ho i miei vizi". I Guns sono senza freni e se la prendono con tutti, citando numerose riviste di musica e di gossip, mandando a quel paese numerosi critici e giornalisti, sollevando un sacco di polemiche. "Questo vale per tutti i coglioni della stampa, perché scrivete cagate su di me, prendendo in giro ragazzini che vi pagano gli stipendi per leggere cose inventate e casini. Vi mettete contro di me, bastardi". È divertente come la canzone sia paragonabile a un incontro di boxe, con i giornalisti a un angolo del ring e la band a un altro angolo del tappeto. "Non mi piacete, vi odio, vi prenderò a calci in culo, salite sul ring, forza. Questa canzone è dedicata a tutti gli appassionati di Guns N' Roses che sono al nostro fianco contro gli oppositori". I fischi del pubblico, la campanella del ring e i riff di chitarra si confondono con le mille parolacce pronunciate da Rose. Goliardica, solare, spericolata, Get In The Ring è una figata.

Shotgun Blues

Shotgun Blues (Blues Sparato) parte a mille, snodandosi come una serpe velenosa. Tirata, diretta, si tratta di una traccia rock n' roll di impatto che prosegue il discorso già ascoltato in Get In The Ring, mantenendone la stessa discreta qualità. "Ho questo blues sparato e non so cosa ho combinato, ma so che devo muovermi, non posso più aspettare. Adesso soffi fumo, mi fai ridere, io ho ancora molto da imparare, cammino su un filo, ma cazzo, è difficile". Come nel primo volume, anche nel secondo la fase centrale è dominata da brani sparati, forse i minori in scaletta, ma davvero godibili, che evidenziano la natura selvaggia e priva di freni inibitori del combo californiano, quella legata all'hard rock degli anni 70, influenzata dal rock n' roll e dal blues. "Prova a metterti nei miei panni, poi vieni a dirmi di cantare blues, hai quello per cui paghi, e la libertà è cara. Mi preparo a colpire, sono frustrato, vivo nella menzogna, sono indignato. Qualcuno deve morire". Anche in questo caso, Axl Rose mette se stesso tra le righe del testo, analizzando le sue ossessioni, le sue incazzature, le sue fobie. Nel caso specifico, il cantante sta litigando con qualcuno, esponendo la sua irascibile filosofia di vita.

Breakdown

Se la rabbia è salita a dismisura, l'animo irascibile di Axl Rose deve fare i conti con lo stress, cantando in Breakdown (Nervi a Pezzi) di quanto sia stanco di combattere col mondo intero. Un altro lungo canto di più di sette minuti, dall'umore solare, con le tastiere che rintoccano leggiadre e la voce di Axl che intona strofe apparentemente gioiose. "Tutti fuggiamo dal freddo, tutti scendiamo dal filo, ognuno si scalda con un fuoco diverso. A volte ci bruciamo, le persone che ami dovrebbero starti dietro, ma tu non hai nessuno". Ancora un uomo solo, allontanato dai proprio cari, costretto a combattere con la quotidianità e con i problemi della sua vita. "Siamo bimbi nascosti in un ripostiglio, ignoriamo cosa accade fuori, spesso siamo fuori strada a farci prendere in giro, feriti dalle persone che amiamo". Sarebbe meglio ignorare gli accadimenti esterni, ma non si può essere bambini innocenti, nascosti in un armadio, per tutta la vita, e allora il consiglio della band è quello di rimboccarsi le maniche e di uscire allo scoperto, lottando contro i propri demoni. "Se mi guardo attorno mi deprimo, non vedo pace. È un gioco chiamato vita che fa disperare ed è scorretto. Ho i nervi a pezzi, sento freddo, sono senza amore e lo vorrei tanto". Breakdown non possiede un vero ritornello, ed è costituito da questo sali e scendi che alterna passaggi nevrotici ad altri più solari, che trasmettono sensazioni positive, nonostante un testo che parla di solitudine e di sopravvivenza. Un brano magnetico, entusiasmante per tutta la sua durata, nel quale Rose si prende tutta la coda finale per recitare il lunghissimo testo.

Pretty Tied Up

Sottotitolata The Perils of Rock n' Roll Decadenze, Pretty Tied Up (Impegnata) attacca con un riff di sitar velenosissimo e arabeggiante. Dai primi secondi si ha la sensazione di avere a che fare con un pezzo pericoloso. Basso possente e batteria pressante, le strofe in realtà appaiono più morbide di quanto si possa pensare, mentre il ritornello è decisamente punk nella sua essenzialità. "So che questa fighetta vive a Melrose, e non è soddisfatta se non provoca dolore. Venerdì sera è salita e ha tirato fuori la frusta perché quella stronza è pazza. Lei è una che si appende capovolta, è una tipa che cerchi di domare senza riuscirci". Interamente scritta da Stradlin, la canzone parla di un uomo innamorato perso di una donna fatale, ridotto quasi in schiavitù da questa dominatrice. Secondo Slash, il brano è nato in una sola notte, nel mezzo dei deliri da eroina di Izzy, che aveva ricordato un curioso episodio accaduto a casa di un suo amico, dove una mistress stava sodomizzando uno slave, tenendolo legato a terra e con una cipolla in bocca. "Una volta c'era una rock band che girava per strada, il tempo ora è passato ed è tutto diventato uno scherzo, avremmo tutti bisogno di qualcosa di appagante, ma ora tutto è andato in fumo". Nella seconda parte, il testo diventa più serio, sembra evocare la delusione dello stesso Izzy, poco prima di abbandonare la band.

Locomotive (Complicity)

Rose e Slash si uniscono per scandire uno dei migliori brani in scaletta, ma anche uno dei meno conosciuti. Con un'introduzione di batteria e basso che duellano per tutti i primi secondi, e i suoi sette minuti totali, Locomotive - Complicity (Locomotiva - Complicità) resta un brano dal fascino incredibile, lanciato a mille proprio come una locomotiva. "Devo trovare una cura alla solitudine, e anche una per il dolore. Ti avevo detto che siamo amici e che il nostro amore non avrà mai fine. Ho sempre avuto fiducia in te. Ho aperto le porte quando fuori c'era il gelo, sperando che tu prima o poi avresti trovato la tua strada". Il riffing portante è una bomba, la voce leggermente modificata di Rose sembra provenire da una fabbrica di acciaio dove vengono prodotte le locomotive. La locomotiva, almeno in tempi lontani, era simbolo di addio, di partenza, di nuovo inizio, e forse per questo motivo il pezzo tratta della nuova vita di un uomo, che ha abbandonato tutto per stare da solo, per ricominciare a vivere. "Ora come posso proteggerti, ma come potrei trascurarti, se non vuoi ricevere il mio amore. Mi sono illuso, ho sbattuto contro il muro, ho riempito la testa di sogni, ma il retrogusto è così amaro, e ciò in cui tu hai creduto è stato solo un'illusione". Un amore stroncato, forse nei confronti di una donna, o forse di un amico, che costringe il protagonista delle liriche a rivedere tutti i suoi piani. Intanto il pezzo scorre via che è un piacere, con gli assoli alternati di Izzy e di Slash che irrompono tra una strofa e l'altra, facendo quasi deragliare questa locomotiva immaginaria. "Non ho mai pensato che sarebbe durata a lungo, ma neanche che mi avresti violentato, che avresti scalato il mio mondo interiore e che avresti fatto parte delle mie canzoni. Adesso ho chiuso la porta per tenerti al freddo, è l'unico modo che ho per vivere, anche se non posso dimenticarti. A tutti e due ci serve tempo per perdonare". La frequentazione era diventata tossica, perciò meglio lasciare indietro i problemi e allontanarsi. La locomotiva porta con sé nuovi sogni e desideri. "La dolcezza è una virtù, ma tu hai perso la tua virtù già da molto, lo sai che non voglio ferirti, ma la mia coscienza mi dice che devo allontanarti. Potresti vedere il corpo in strada, trovare qualcosa che possa tenerti in casa, farti perdere l'innocenza". A un certo punto il brano cambia ritmo all'improvviso, portando delicatezza in mezzo al frastuono, e così inizia una coda raffinatissima, dalla stupenda melodia sussurrata. "La mia bambina è una locomotiva che deraglia, una locomotiva che ti si appiccica alla schiena e ti fa diventare pazzo". Le tastiere e la chitarra si prendono tutta la fase finale, chiudendo in bellezza.

So Fine

La raffinatezza prosegue in So Fine (Così Delicato), pezzo scritto e cantato da Duff in memoria del mitico Johnny Thunders, membro di New York Dolls e Heartbreakers, due delle influenze glam e punk dei Guns N' Roses, morto in Luisiana il 21 aprile 1991, durante le sessioni di Use Your Illusion. "Come può essere così bella, come può essere solo mia, come può essere così fresca. Mi sono sentito sciocco così tante volte. È la storia di un uomo che fa quel che può, un uomo che sopravvive, ma il libro brucia sempre e la storia si capovolge, lasciandolo a pezzi". Il testo non fa riferimenti al musicista scomparso, si tratta piuttosto di una storia d'amore nei confronti di una ragazza, con una musicalità interamente poggiata sulle note di pianoforte e su un bellissimo giro di chitarra. "Se solo vivessi la mia vita, potresti vedere la differenza tra me e te. Ti sveglieresti di notte e osserveresti le tenebre. Ora ci sono solo stelle, ne ruberei una e te la donerei, quando le luci della casa si spengono mi sento bene". Un uomo ancora incredulo di avere accanto a sé una donna stupenda, che vede come metafora di luce. Il bridge è da brividi, quando il ritmo aumenta trasformando il brano in un bel rock n' roll vecchio stile, per poi tornare su binari ballabili. Una canzone emozionante e delicata, capace di mettere in evidenza il lato più romantico della band.

Estranged

Estranged (Alienato) è uno dei brani più complessi della band, e anche uno dei più belli, con arrangiamenti progressivi ed elaborati. Una ballata introspettiva che solo una formazione incredibile riesce a comporre. Il piano di Axl Rose accompagna la sua voce per tutto il tempo, così la chitarra di Slash. La canzone è lunga, ma non presenta alcun ritornello, snodandosi di continuo, cambiando costantemente tempo. "Parli da sola, nessuno in casa. Nessuno ti hai mai detto come sarebbe andata. Ho ventotto anni e un cuore vecchio, ma sono troppo giovane per lasciare che l'amore mi spezzi il cuore. Si sta facendo tardi e siamo ancora lontani". Il clima malinconico e depressivo è scaturito dal periodo buio attraversato da Rose, appena divorziato dalla moglie Erin Everly, che lo ha buttato giù. La botta è stata talmente forte che il vocalist si è sentito alienato. Tra un cambio di tempo e l'altro emergono le note del piano e le pulsazioni del basso, che ne complicano la trama, dando anche una sensazione più nevrotica e cupa. "Ho un cuore giovane ma è dura aspettare, quelli che conosco non sembrano volermi aiutare. Devo trovare una via d'uscita. Nessuno in casa. Le stagioni cambiano, forse alla prossima mi andrà bene". Se nel primo Illusion è presente November Rain, nel secondo troviamo Estranged, che ne è la traccia gemella, per un'opera rock da brividi che riprende il discorso concluso appunto in November Rain, partendo da dove questa aveva lasciato: il funerale dell'amore. "Troppe volte sono saltato nel fiume, volevo una casa, ma sono fuori e alla deriva. La tempesta si sta avvicinando, le onde sono sempre più alte. Perché ogni cosa che pensavamo di conoscere sta morendo lentamente?". Estranged è l'ultimo singolo estratto da Use Your Illusion II, e data la malinconia di fondo sembra chiudere definitivamente un capitolo.

You Could Be Mine

Arnold è il cyborg T-800 venuto dal futuro nel film Terminator di James Cameron, ed è proprio lui a insistere per volere inserire il brano You Could Be Mine (Potresti Essere Mia) nella colonna sonora, invitando sia il regista che i Guns N' Roses a cena a casa sua per favorire le trattative. Il gigante muscoloso si era proprio invaghito del pezzo, scritto originariamente durante le sessioni del primo album e poi riveduto e corretto nel corso del tempo. In apertura abbiamo un minuto intero di batteria, di chitarra e di basso che fanno intuire la potenza incendiaria che troveremo nel prosieguo. "Sono un cinico rubacuori, ti brucio e ti spezzo il cuore in due, andando via mentre sei ancora a letto. Sparisco prima che tu possa svegliarti, anche se non è una novità per te, un film già visto. Potresti essere mia, ma non fai per me, dici cazzate con quella lingua impastata". L'autore di queste ciniche parole è il chitarrista Izzy Stradlin, che ricorda la sua storia d'amore finita male. Il ritmo è coinvolgente e rabbioso, e trasmette una foga pazzesca. Non a caso Cameron inserisce il brano quando John Connor, nel film, sta correndo in moto, portandosi dietro lo stereo. "Le vacanze vanno e vengono, metti da parte un altro ricordo, quando arrivo a notte fonda non chiedermi dove sono stato. Ringrazia solo che ci sono". Stradlin è talmente stranito che si comporta da stronzo con la propria ragazza, fino a farla esasperare. Si atteggia a un duro, ma l'amore fa male, anche se lui tende a nasconderlo. "Tu mi spezzi la schiena e io mi spremo il cervello, è sempre così, puoi insistere e tirarla per le lunghe, ma le tue ali sono sempre più sottili. Un incubo che non ha mai fine. Rivolgiti ai miei avvocati per ogni richiesta, sei brava a farti compatire. Sono trascorsi cinque anni ma tu non sei affatto cresciuta". Nel videoclip troviamo immagini della band e spezzoni del film Terminator 2, fino a un epilogo sconvolgente, dove Arnold si incontra con i musicisti.

Don't Cry

In dirittura di arrivo troviamo il doppione di Don't Cry (Non Piangere), qui inserita nella seconda versione con testo alternativo. Non aggiunge nulla alla prima versione, ma è sempre una goduria ascoltarla. "Se potessimo guardare al futuro, quali sarebbero i tuoi piani? Nessuno può vivere nel dolore, chiedi ai tuoi amici, i tempi scorrono avanti, basta solo rievocarli. Ero l'unico che stava togliendo il sangue dalle tue mani". Esiste anche una terza versione, quella primaria, con un altro testo, risalente al 1986. "Conosco le cose che volevi, e non sono ciò che possiedi, con tutta la gente che parla e ti fa diventare matta, se fossi dalla tua parte come ti sentiresti nel sapere che il tuo amore è già deciso. Tutto l'amore è reale". Nel videoclip compare ancora la compagna del cantante Stephanie Seymour, che in teoria incarna l'ex moglie Erin Everly, riproducendo la drammatica storia d'amore tra i due. "Pensavo che avrei potuto vivere nel tuo mondo per tutti gli anni a venire, con tutte le voci che ho sentito. Qualcosa è morto". Alcuni preferisco il testo alternativo.

My World

Per non farsi mancare nulla, Axl Rose, strafatto di funghi allucinogeni, architetta uno scherzo ai danni della band, registrando al volo la surreale My World (Il Mio Mondo), stramba cantilena industriale contornata da mille effetti sonori. La fa inserire a sorpresa all'interno dell'album nell'ultimo giorno di registrazioni, senza interpellare i propri compagni di squadra, i quali, una volta venuti a conoscenza dello scherzo, ci ridono su. "Hai voluto entrare nel mio mondo, una beatitudine sociopatica. Nel mondo reale ti hanno ostacolato, quante volte ci hai provato? La tua lente d'ingrandimento evidenzia uno sfregio. Mi fai ridere, ho una visione distorta". Rose canta di un incubo, il delirio caotico che domina la sua mente allucinata e sotto l'effetto delle droghe. "Tiro la corda mentre tu non riesci più a respirare. Parlami, dai. Non ci riesci?". Poco più di un minuto che chiude un lavoro imponente in maniera bizzarra.

Conclusioni

Così come era stato per Appetite For Destruction, il cui successo era arrivato proprio mentre la band era in giro per il mondo, anche in questo caso i Guns N' Roses si ritrovano a gestire una quantità enorme di denaro mentre sono in tour. E quando si è in tour per due anni e mezzo i soldi vengono spesi per alimentare eccessi di ogni sorta, fino a portare all'autodistruzione, cosa che accadrà da qui a breve. Ma a differenza del disco di esordio, il cui successo era cresciuto lentamente per poi esplodere soltanto a distanza di un anno dalla sua pubblicazione, i due Use Your Illusion fanno il botto sin dai primi giorni, vendendo più di un milione di copie nel primo weekend, e poi salire fino a sfiorare le quaranta milioni di unità spacciate nel mondo. Incredibile, un vero miracolo rock, soprattutto alla luce del periodo, quando la scena grunge e la sindrome del Black Album focalizzano l'attenzione di tutto il mercato, fagocitando l'intero movimento hard&heavy classico, di cui i Guns fanno parte. Eppure, i Guns N' Roses riescono, così come gli ispiratori Aerosmith, a non soccombere agli anni 90, mantenendo clamore e gloria, continuando a illuminare le classifiche musicali e a incendiare milioni di cuori, forgiando una generazione intera di ascoltatori.

Un'opera lunga e dispersiva, contenente trenta pezzi in totale, che dimostra la grandezza della band californiana, la sua enorme ispirazione e lo status iconico raggiunto per la massa. Non tutti saprebbero gestire così tanto materiale, ma anche in questo caso Axl e soci riescono a maneggiarlo grazie a un talento sbalorditivo e a una maestria che appartiene solo ai migliori. Non ce n'è per nessuno, e anche in Use Your Illusion II la scaletta è gremita da pezzi da novanta che hanno scritto la storia, dal brano di apertura Civil War, che resta l'ultimo contributo del batterista Steven Adler, alla tiratissima Pretty Tied Up, dalla progressiva Estranged alla straniante e schizofrenica My World, passando per le stupende Locomotive, Yesterdays e So Fine, quest'ultima cantata da Duff e dedicata al musicista punk rock Johnny Thunders, deceduto nell'aprile del 1991. E poi c'è spazio per il rock n' roll sanguigno di Shotgun Blues e Breakdown, la bella 14 Years, la minacciosa Get In The Ring, rivolta ai giornalisti, fino a giungere alla popolare You Could Be Mine, inserita nella colonna sonora del film Terminator 2 di James Cameron, corredata da un videoclip dove compare lo stesso Arnold Schwarzenegger nei panni del Robot futuristico T-800.

Quando lo Use Your Illusion Tour termina, agli inizi del 1993, si risolvono anche le beghe legali con Steven Adler, il quale viene risarcito con 2 milioni e mezzo di dollari e una percentuale sui diritti di autore dei brani su cui ha partecipato. La band torna in pausa e si gode il meritato successo. Izzy viene richiamato a corte diverse volte, ma questi rifiuta, ormai uscito dal tunnel delle droghe e deciso a intraprendere una carriera solista molto più discreta, lontano dalle luci dei riflettori. Ma il periodo di pausa non è dei più sereni, e così, mentre la formazione è alle prese col nuovo materiale, composto più che altro da cover, già in parte registrato durante le sessioni di Use Your Illusion, i musicisti iniziano a sentire una certa tensione. La dipartita di Izzy non aveva fatto che accrescere le manie di protagonismo di Rose e ad alimentare il clima incendiario all'interno dei Guns N' Roses, in procinto di esplodere, e così, una volta rientrati a casa, i problemi tornano a galla, tutti insieme. I due Use Your Illusion restano l'ultima vera testimonianza della formazione classica, dato che il quinto e ultimo lavoro in studio, ovvero The Spaghetti Incident?, pubblicato nel 1993, sarà un disco di cover, e per questo motivo sono di grande valore simbolico. Lo stesso simbolismo rintracciabile nella doppia copertina che mostra il particolare tratto dallo splendido dipinto di Raffello. Use Your Illusion non è solo un disco, è un'esperienza, è un concetto, un tipo di filosofia che rimane immortale nella storia del rock. Una magistrale opera rock, imperfetta forse, a tratti dispersiva, tanto sofisticata da sembrare pretenziosa, ma semplicemente magica.

1) Civil War
2) 14 Years
3) Yesterdays
4) Knockin' On Heaven's Door
5) Get In The Ring
6) Shotgun Blues
7) Breakdown
8) Pretty Tied Up
9) Locomotive (Complicity)
10) So Fine
11) Estranged
12) You Could Be Mine
13) Don't Cry
14) My World
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