GUNS N' ROSES

Use Your Illusion I

1991 - Geffen Records

A CURA DI
ANDREA CERASI
20/05/2021
TEMPO DI LETTURA:
9

Introduzione Recensione

"Questo sarà certamente il nostro ultimo concerto se qualcuno non smetterà di danzare con Mr. Brownstone" annuncia Axl Rose durante il concerto tenutosi nell'arena Coliseum di Los Angeles, nell'ottobre del 1989, in apertura per i Rolling Stones. Lo stadio è gremito, l'atmosfera incandescente, ma tra la folla c'è una strana sensazione. I musicisti sul palco sono nervosi, Rose è incazzato nero con i compagni e teme per il futuro della band, proprio ora che ha sfondato nel music-business. Scandali, deliri di onnipotenza, risse, arresti, tossicodipendenza. Nel 1989 i Guns N' Roses sono star planetarie schiacciate dal successo e dagli eccessi di ogni sorta. Etichettati dalla stampa come "la band più pericolosa del mondo", sono schiavi delle droghe, in particolare dell'eroina, Mr. Brownstone, appunto, citata nell'omonima canzone di Appetite For Destruction, che causa non pochi problemi. In più tappe del tour i musicisti non si reggono in piedi, troppo fatti per salire sul palco, ma ce n'è uno in particolare, che perde il controllo, il batterista Steven Adler, che a un certo punto non è più in grado di essere lucido anche solo per qualche ora, tanto da essere sostituito da turnisti in più occasioni. Tornati in studio, dopo un breve periodo di pausa, i Guns N' Roses si rimettono a lavoro, iniziando a registrare nuovo materiale. Adler però salta spesso le prove, oppure esegue male i brani, solo per registrare la ritmica del primo pezzo, Civil War, che andrà a comporre il nuovo album, impiega decine di sessioni. Una sera, ospite a casa del cantante degli Skid Row Sebastian Bach, Adler viene ritrovato svenuto nel bagno, con la siringa ancora conficcata nel braccio. Gli schizzi di sangue sono ovunque. È la goccia che fa traboccare il vaso, Izzy Stradlin, anima della band, lo convoca insieme allo staff della Geffen per fargli firmare una pila di documenti. Si tratta di una lettera di licenziamento comprendente mille clausole e un compenso milionario per farsi da parte. Il batterista protesta e porta in tribunale i suoi compagni di squadra, ma dentro di sé è consapevole dei danni che il suo comportamento arreca alla carriera dei Guns N' Roses, ed è costretto a lasciare. Slash convoca l'amico Matt Sorum dei Cult per la sostituzione. Sorum è un professionista, un musicista con la testa sulle spalle, e rimette in riga tutti quanti. Iniziano così le sessioni per un nuovo imponente album.

Le band superiori sanno rischiare, consapevoli del proprio talento, e per questo cercano di elevarsi rispetto alla concorrenza. È ciò che succede ai Guns N' Roses, consci del loro status, i quali cercano di fare ciò che tutte le altre sleaze metal band non riescono, e così decidono di abbandonare l'urgenza del mitico debut album, selvaggio e possente, che nel 1990 ancora vende vagonate di copie, per creare un sound più dispersivo e ambizioso, in grado di unire le attitudini dei singoli membri, in un mix di blues, di punk, di hard rock e di opera che nessuna band del genere aveva osato comporre. La superiorità manifesta della formazione hollywoodiana si concentra in un lavoro in studio lungo, faticoso e miracoloso. Per dare maggiore enfasi sinfonica, una volta ritrovata coesione e visione d'insieme, Axl Rose invita il tastierista Dizzy Reed, già compagno di Matt Sorum nei Johnny Crash, a unirsi alla squadra, tanto per dare maggior senso operistico ai nuovi pezzi incisi. Use Your Illusion nasce dalla visione e dall'ambizione di ogni musicista, e se Appetite For Destruction traeva origine dalla fama di gloria ed era ispirato dalla vita di strada e dalla miseria collettiva, il nuovo capitolo firmato Guns N' Roses è uno studio musicale approfondito composto da una band all'apice del successo, miliardaria e venerata, che può permettersi di tutto. A questo punto i brani si fanno articolati, ambiziosi, prodotti alla perfezione utilizzando le migliori tecnologie a disposizione, anche se questo fa discutere i membri in più occasioni, che sperperano migliaia di dollari in missaggi e contro-missaggi, sovraincisioni e centinaia di takes. Ma questo è il prezzo da pagare per fare il definitivo salto di maturità, a lungo ricercato, e che viene richiesto a un gruppo del genere, che non è soltanto istinto e talento naturale, ma anche ingegno, studio meticoloso del particolare e visione futura.

Alla fine, il materiale accumulato è talmente tanto che si decide di farlo uscire tutto insieme in un doppio album che vede però la prima parte slegata dalla seconda, per un totale di trenta pezzi, alcuni risalenti alle prime demo della band e mai terminati prima, come nel caso delle celeberrime Don't Cry, November Rain, The Garden o Bad Obsession. Le copertine scelte per le due opere gemelle sono opera dell'artista Mark Kostabi, che ridisegna un particolare del dipinto La Scuola di Atene di Raffaello e lo intitola appunto Use Your Illusion. Il particolare scelto dall'illustratore è significativo, perché al filosofo dipinto da Raffaello non è stata attribuita ancora oggi alcuna identità, restando nel mistero. Misterioso, certamente intellettuale, la cover ha l'intento di esporre il contenuto filosofico dei due Use Your Illusion, la prima in giallo e in rosso, la seconda in blu e in viola, simboleggiando non solo la doppia identità della formazione californiana, quella grezza, viscerale, puramente hard rock, e quella raffinata, intellettuale, legata alla poesia e alla sinfonia, ma anche il bisogno di comunicare contenuti ambiziosi, capaci di cogliere le sfumature di tutta la musica contemporanea.

Right Next Door To Hell

Il rapporto con i vicini di casa è sempre abbastanza complicato, soprattutto se uno dei tuoi vicini si chiama Axl Rose, non proprio una personcina a modo. Il tema raccontato in Right Next Door To Hell (Accanto alla Porta dell'Inferno), apripista dell'album, è infatti il rovente clima in un bel palazzo di West Hollywood dove Rose ha preso dimora. Tra festini, musica a cannone, andirivieni e volgarità di ogni sorta, Rose canta del rapporto con la vicina di casa Gabriella Kantor, con la quale si è scontrata numerose volte fino a beccarsi una denuncia per molestie. Tra le accuse c'è anche quella di violenza, che procura non pochi problemi al cantante. "Prenderò una dose di nicotina, caffeina e zuccheri. Tu non smetti mai con questi giochetti, perdi l'innocenza e ti deprimi. Tutti i nostri eroi sono nati perdenti e per viaggiare nel tempo. Un'altra casa vuota alla fine della via, aspetterò un incantesimo, accanto al paradiso, vicino all'inferno". Il proiettile che apre Use Your Illusion I è una scarica di adrenalina introdotta dall'acido basso di Duff e che poi si porta appresso le chitarre incandescenti di Slash e Izzy e il drumming preciso e possente di Matt Sorum. "A un passo dall'inferno, perché non mi scrivi una lettera? Sento gli occhi puntati addosso, non ho altro posto dove stare, se non all'inferno. Sembra che le pareti si stringano". Rose mette in lirica tutta la sua frustrazione, costretto ad abbandonare la casa dopo l'ennesima denuncia da parte della donna, che sembra piuttosto un demone dell'inferno. L'atmosfera non è serena affatto, e così la base ritmica dei Guns ci spedisce dritti negli inferi con un pezzone street metal che non si discosta da quanto fatto nel debut album. Compatta e delirante, Right Next Door To Hell è una cannonata. "Mia madre non mi ha insegnato molto, troppo giovane e timorosa, Freud direbbe che è ciò che mi servirebbe, ma quello che ottengo è solo avidità. Non devo sentirmi in colpa, sono tempi duri e poche emozioni". Tra i crediti, oltre a Rose e Izzy, figura l'apporto del chitarrista finlandese Timo Kaltio, già collaboratore di Hanoi Rocks e di altre band, che aveva dato una mano nell'invenzione del riff portante, proprio durante un festino nella casa del vocalist. "Noi ragazzi siamo stupidi, pensavamo di possedere il mondo, era divertente, ma siamo stati incoscienti. C'è così tanto da vedere lì fuori, è un casino controllare il tempo. Il caos mi butta giù, mi stritola il cervello". Pur trattando un tema come questo Axl ne approfitta per mettere su carta i suoi deliri.

Dust N' Bones

Se il primo brano è una bomba sleaze metal, con Dust N' Bones (Polvere e Ossa) si torna al vecchio e polveroso rock n' roll di altri tempi. Stradlin si appropria del microfono, visto che la stesura delle liriche è completamente opera sua, con l'apporto negli arrangiamenti di Slash e Duff, e inizia a declamare le sue emozioni, specie dopo una cocente delusione amorosa, presa però con filosofia. Axl si fa da parte, almeno per quanto riguarda le strofe, e si piazza ai cori, emergendo durante il refrain. "Oggi ha perso la testa, l'ha lasciata in autostrada, sulla 65. Ieri lei lo amava, poi ha smesso, le ho detto va bene, è la cosa giusta, il tempo cambia e va così. A volte queste cose sono semplici, altre difficili, a volte queste cose ti fanno a pezzi, ma non lasciare che ti travolgano". La voce di Izzy è calda, non potente come quella di Rose, ovviamente, ma è perfetta per imbastire questo velenoso canto rock n' roll, con tanto di tastiera di Dizzy Reed che ci culla in un'atmosfera da saloon. "Scappa per i fatti tuoi, prendi la tua roba, dimenticati di casa e poi va a quel paese. Oggi non c'è nessuna logica, fa ciò che ti senti di fare, la vita è breve e la vita è tua. Alla fine siamo solo polvere e ossa". Un litigio in autostrada, quello tra Izzy e la sua donna, e un addio così repentino. Sono cose che capitano, fa parte del gioco della vita, gli amori vanno e vengono, il rapporto è concluso. Niente di epocale, giusto un po' di delusione, ma la vita è troppo breve per rattristarsi e fossilizzarsi, siamo solo polvere e ossa e dobbiamo godercela. Il solo di Slash è sinuoso, il riff di Izzy disperato, l'andamento sornione e trasmette una calda sensazione. È puro rock n' roll, e i Guns sono dei maestri anche in questo campo.

Live And Let Die

È tempo di cover con la popolare Live And Let Die (Vivi e lascia Morire) dei Wings di Paul McCartney. Il ritmo e la linea melodia rispondono fedelmente al pezzo originale, salvo ovviamente trasportare la sezione ritmica verso lidi hard rock. Tratto dalla colonna sonora del film James Bond del 1973, il brano venne scritto da Paul e dalla moglie Linda. I Guns N' Roses lo estraggono come secondo singolo del primo volume, con lo stesso Stradlin che apparirà per l'ultima volta in un videoclip ufficiale della band, poco prima di abbandonare la nave e mettersi in proprio. "Quando eri più giovane e il tuo cuore era un libro aperto, tu eri solito dire vivi e lascia vivere, ma poi il mondo è cambiato, ti ha fatto tanto soffrire, e allora hai cominciato a dire vivi e lascia morire". Il testo è una specie di insegnamento di vita, composto proprio per adattarsi a un personaggio televisivo come quello di James Bond, uomo intransigente, autorevole e impavido, modello di vita per molti spettatori. Se le strofe sono morbide e raffinate, il ritornello esplode in potenza e in velocità, travolgendo i timpani con il suo leggendario riff. I Guns sono bravi nel creare questo "effetto onda". Tra i cori figura anche il vocalist Shannon Hoon dei Blind Melon, grande amico della band. "Ciò che era importante per te, quando hai avuto un lavoro e lo hai fatto bene, ma poi ti sei ritrovato in un inferno, e hai iniziato a dire vivi e lascia morire". Il riffone portante è quello iconico dei Wings, che ha davvero fatto la storia, qui però rafforzato, e nel videoclip si nota la potenza di fuoco della formazione californiana, attraverso immagini di repertorio che fomentano il pubblico presente nelle arene. Un'ottima cover.

Don't Cry

Don't Cry (Non Piangere) arriva a quietare gli animi, e lo fa attraverso un canto nostalgico che tutti conoscono, in ogni parte del mondo. Una delle ballate più famose di tutti i tempi, una vera meraviglia melodica che solo i grandi sanno concepire. "Parlami dolcemente, c'è qualcosa nei tuoi occhi, non affliggerti, non deprimerti. Ti prego, non piangere, so quel che provi, anche io l'ho provato. Qualcosa è cambiato dentro di te e ancora non lo sai". Axl canta mentre le chitarre acustiche di Izzy e Slash ci cullano in questa dimensione onirica. La melodia trascina, prende al cuore, e ci fa disperare proprio come il protagonista del testo, in litigio con la sua compagna. L'uomo capisce che lei non lo ama più, il suo sguardo è emblematico. Il solo di Slash è diventato leggendario, evidenzia la sua classe e il suo personalissimo tocco. "Sussurrami parole, concedimi un respiro, dammi un bacio prima di andare via. Non prendertela, penserò anche a te e al tempo trascorso insieme. Non piangere, ti amo ancora". Risalente al 1985 per le sessioni di Appetite For Destruction, Don't Cry, intitolata inizialmente Don't You Cry Tonight, era dedicata alla presunta ragazza dell'epoca del vocalist, una certa Monique Lewis, la stessa che Axl ha tatuata sul braccio, e che per un breve periodo aveva precedentemente frequentato Izzy. Il rapporto conflittuale, pieno di dolore, si riflette nelle liriche del brano, in parte modificate nel corso del tempo, buttate giù da Rose e da Stradlin, entrambi innamorati, subito dopo l'addio alla donna. La voce di Axl viene accompagnata da quella dell'amico Shannon Hoon, che rende ancora più spirituale la melodia, mentre il relativo videoclip, costato uno sproposito, non vede la partecipazione di Izzy, già allontanatosi dalla band, e infatti, a un certo punto, in un fotogramma compare un fan con un cartello che recita "Where is Izzy?".

Perfect Crime

L'energia hard rock torna prepotente con la funambolica Perfect Crime (Crimine Perfetto), che riprende le caratteristiche del pezzo di apertura, ovvero furia street metal che non lascia respiro, così come lo stesso vocalist non ci concede pause, vomitando parole a profusione. "Scalciando nell'ombra, non hai alcun desiderio di luce, chi è che si dispiace, vecchio? Guarda come hai passato la vita, vivendo sulle spalle degli altri per mettere qualche soldo in tasca". I demoni della mente di Rose tornano a galleggiare nell'aria in questa canzone che frena in un paio di passaggi, quando il basso di Duff si ritaglia il suo spazio, rendendo il tutto ancora più inquietante. "Ma io ho il tempo e i muscoli, devo rimettere tutto a posto, non ho paura di una truffa nascosta, è un crimine perfetto. Tieni a bada i demoni, fa uscire allo scoperto i tuoi scheletri, un uomo cieco mi segue in catene, dice che gli piace osservare". Il testo è un poco confuso, sembrano i deliri di un uomo instabile mentalmente, che delira, in preda alla pazzia e allo stress. Scritta agli inizi dei Guns N' Roses e suonata per la prima volta già nel 1986, Perfect Crime appartiene a una di quella manciata di brani esclusa dal primo disco. In effetti, le coordinate stilistiche sono quelle del biennio 1986-1987, ossia foga e incazzatura. "Il mondo si è fermato, adesso vuoi fottermi? Non prendermi in giro, io sono quello che tu sarai, perciò non prendermi per il culo e sta dalla mia parte, allontanati dal mio lato oscuro". Meglio allontanarsi dal lato oscuro di Rose. Slash indica qui uno dei suoi migliori assoli, mentre dal punto di vista melodico c'è poco da dire, è una cannonata sparata a mille, con un ritornello che arriva a fine strofa e che si confonde con questa, incendiando i cuori degli ascoltatori.

You Ain't The First

You Ain't The First (Non sei la Prima) cambia il volto dell'intero disco, e lo fa con una linea folk interamente concepita da Izzy Stradlin. Si tratta di una nenia acustica di grande fascino che parla di un amore stroncato, o più che altro di un uomo che usa una donna, la frequenta per un po' e poi la abbandona, peiché lei è soltanto una delle tante. "Ho cercato a lungo di capirti, ma la tua mente è così lontana dalla realtà, siamo andati avanti a tastoni nel buio, ma ora basta, addio, tesoro. Ti vedrò solo quando canterò questa canzone". Le parole dell'uomo sono spietate, ciniche, stonano rispetto alla pacatezza di base, sia per quanto riguarda l'utilizzo degli strumenti, così raffinati, che delle vocals, dove Rose viene accompagnato dai cori dei compagni di squadra, trasmettendo una certa quiete. "Il tempo può trascorrere lento ma le cose cambiano di continuo, i tuoi giorni sono stati scanditi, siamo arrivati all'ultima pagina. Sei stata un amante temporaneo, non sei mai stata la prima, ci sono state tante altre donne prima di te, ma tu sei stata la peggiore". Un piccolo divertimento che i Guns aggiungono alla folta scaletta, forse il pezzo che stona di più, maggiormente legato alla parte acustica di un album come Lies, ma che risulta comunque gradevole. "Addio, ragazza mia, non voglio più sentirti piangere, il tuo divertimento è stato infernale, non cercarmi mai più, tanto starò già con un'altra. Addio". Conciso, poco più di due minuti, questo folk ci culla verso la seconda parte di Use Your Illusion, e appare totalmente in antitesi sia con la traccia precedente che con quella successiva. Una specie di break che serve per ricaricare le batterie.

Bad Obsession

Il vocalist degli Hanori Rocks, Michael Monroe, viene invitato a unirsi alla band per suonare l'armonica e il sassofono. Dalla collaborazione nasce Bad Obsession (Cattiva Ossessione), canzone contro l'utilizzo di droghe, che hanno rischiato più volte di stroncare carriera e vita dei componenti, scritta non a caso da Izzy Stradlin, stufo della precaria condizione dei propri compagni. "Non riesco a non pensare che sto sprofondando nel letto, chiamo mia madre, la stronza, dice che sono folle, che sono una nullità. Ma ora me ne vado, ti lascio, è una brutta ossessione che mi sconvolge la testa". Il tossico viene ripudiato da tutti, persino dai suoi stessi parenti, considerato un buono a nulla. La tossicodipendenza schiavizza, impedisce di pensare lucidamente, divora anima e corpo e conduce alla follia, se non alla morte. Il ritmo del brano è però solare, al di là del tema trattato, e vira su un rock n' roll molto classico e divertente, tutto da ballare, con una band affiatata che si diletta agli strumenti. "Ero rovinato, cercavo sempre di farmi, chiamo il dottore. Anche lui dice che sono pazzo e che sono una nullità, mi prende in giro, ma ho una brutta ossessione che mi sconvolge la vita". La droga è una vera ossessione, lo sanno bene i membri dei Guns N' Roses, e lo sapeva più di tutti lo stesso Stradlin, che era quello con più testa, che compone la traccia proprio come monito verso gli altri.

Back Off Bitch

Composta agli inizi di carriera, nei primi anni 80, Back Off Bitch (Vattene via Stronza) fu dedicata da Rose alla sua compagna dell'epoca, Gina Siler, che lo mollò a causa dei suoi comportamenti violenti e ribelli. Rose non deve averla presa bene, dato gli insulti che le riserva nel testo, ma nonostante l'asprezza delle liriche, il ritmo mantiene una certa melodia davvero gustosa. "Dolcezza, mi deludi, non starò mai al tuo gioco da bambina, è giunto il momento per me di chiudere il conto, rivendico io miei diritti, intanto tu trovatene un altro. Vattene via, stronza, va per strada, nelle fogne, faccia d'angelo con l'amore di una strega". Il cuore di Rose è a pezzi dopo che la compagna ha deciso di lasciarlo, e va ricordato che si tratta di un giovanissimo Rose, appena ventenne, quindi piuttosto sensibile, anche ingenuo, che vive nella miseria e con tanti sogni in testa. Il riffing è spietato, proprio come le parole del vocalist rivolte alla donna, dalla faccia delicata come un angelo ma dall'animo demoniaco. "Porti l'amore, economica bastarda, squallida rompipalle, sta lontana dalla mia testa, fuori dal mio letto, piuttosto che amarti preferisco crepare. Emozioni strappate, vita in bilico, sei fuori dal mondo, speravi nella fama e nel successo". La ragazza viene accusata di avidità, di stare con il cantante solo per soldi e successo, anche se all'epoca Rose era solo uno sbandato squattrinato che viveva giorno per giorno facendo piccoli lavoretti. Il ritornello è da capogiro, così come lo stupendo assolo di Slash. Una delle tracce più selvagge dell'album.

Double Talkin' Jive

Si prosegue senza cambiare contesto, dato che anche Double Talkin' Jive (Balle a Doppio Senso) trae spunto da un fatto accaduto realmente, e più che altro mette la realtà in musica, partendo da un particolare. Il particolare, in questo caso, è il ritrovamento di una testa e di un braccio all'interno di un cassonetto della spazzatura, accanto agli studi dove la band incide il disco. Qualcuno pensa che si tratti del corpo smembrato di un produttore hard, ma la vicenda non è mai stata del tutto chiarita. Il brano è molto particolare, la voce di Axl è registrata in lontananza, tanto da trovarsi allo stesso livello della strumentazione, dando una sensazione di soffocamento. "Ho trovato una testa e un braccio nella spazzatura, non so perché sono qui, sempre in giro da tanto tempo. Giro per raccogliere balle a doppio senso. Prendi i soldi, bastardo, ho perso la pazienza ormai". A quanto pare, il testo tratta di un balordo che esce fuori di testa e che si ritrova a vagare per la città, senza meta. L'andamento è sensuale, con le asce di Izzy e di Slash che duellano tra loro, fino a giungere al grande assolo, caldo e passionale. "Torno in città e trovo nuovi amici, mi chiedono come va, sono incasinato e fuori di testa, ecco come mi sento. Non ho più pazienza di sentire balle a doppio senso". Una delle canzoni meno considerate della scaletta, eppure resta una di quelle dotate di più fascino, con quel basso pulsante e quella coda finale da brividi, dove Slash esegue una specie di solo in stile flamenco che va a sfumare nel silenzio.

November Rain

Il pianoforte rintocca, i cori angelici aleggiano nell'aria, e così ci si prepara per il matrimonio, che ben presto si trasformerà in funerale. November Rain (La Pioggia di Novembre) non è una semplice canzone, è un'esperienza audiovisiva, una rock opera che resta uno dei grandi capolavori della musica, quasi dieci minuti di poesia, di immagini e di musica che sono la massima espressione artistica dell'epoca. Axl si siede al piano e inizia a intonare il suo canto d'amore per la bellissima modella Stephanie Seymour, sua compagna, anche se l'origine del pezzo risale al 1986, quindi diversi anni prima, e aveva una durata addirittura maggiore. "Se guardo nei tuoi occhi vedo un amore represso. Quando ti stringo non capisci che è così anche per me? Niente dura per sempre, tutti e due sappiamo che i sentimenti cambiano. È difficile far durare una candela nella fredda pioggia di novembre". Slash e Duff chiesero ad Axl di tenere nel cassetto questa ballata perché non convinti della deriva sinfonica che il cantante voleva far prendere alla band, ma una volta incisa si accorsero del grande potenziale. "È trascorso tanto tempo e siamo ancora qua, solo per evitare il dolore. Gli amori vanno e vengono, nessuno sa cosa accadrà. Se avessimo tempo per chiarire le cose potrei riposarmi. Se mi ami non trattenermi sotto la fredda pioggia di novembre". Se Izzy è l'animo blues, Slash quello rock e Duff quello punk, Rose è l'animo melodico del combo californiano, e la sua attitudine alla melodia eseguita al piano raggiunge il suo apice proprio in questo stupendo canto. Pianoforte, orchestrazioni curate dallo stesso vocalist, archi, chitarre elettriche, qui dentro c'è tutto, e va di pari passo con l'andamento e l'evoluzione del pezzo. Tra una strofa geniale e un solo di chitarra, la storia d'amore tra Axl e Stephanie prosegue, così come mostrano le immagini del videoclip, uno dei più elaborati e costosi, ma anche uno dei più belli al mondo. "Se che è complicato aprire il cuore, quando gli amici sembrano ferirti, ma se riuscissi a guarire un cuore infranto non avresti bisogno delle magie del tempo. A volte si ha solo bisogno di tempo". A un certo punto l'idillio si spezza, il cambio di tempo è improvviso, e dopo il leggendario assolo di Slash fuori dalla chiesta, in mezzo al deserto, il matrimonio si trasforma in un funerale, scandito ancora dalla chitarra di Slash e dalla batteria di Sorum. "Quando le tue paure si placano, restano le ombre. So che puoi amarmi, non aver paura del buio, possiamo ancora trovare un modo, niente dura in eterno, neanche la fredda pioggia di novembre". Un capolavoro eterno, ancora oggi famosissimo, come testimoniano le visualizzazioni su YouTube, che ne fanno uno dei brani più popolari e ascoltati della storia.

The Garden

Anche l'undicesima traccia viene scritta prima della pubblicazione di Appetite For Destruction, addirittura quando la band si chiamava Hollywood Rose. The Garden (Il Giardino) segna la collaborazione tra i Guns N' Roses e un altro mito della musica, il re dello shock rock Alice Cooper, in quel periodo di passaggio a Los Angeles. Cooper venne invitato in sala di registrazione e in pochi minuti incise la sua parte per il ritornello di questa traccia fortemente psichedelica e straniante, a cominciare dall'intonazione di Rose e dallo stesso Cooper. "Sai di essere solo, i tuoi amici sono usciti, sono andati al giardino. Guarda tra gli alberi, anche se non li vedi. Nel giardino i fiori sono dispettosi, sono tutti lì ma a te non importa. Che succede nel giardino?". Testo metaforico che prende vita grazie al sapiente utilizzo degli strumenti. Il ritmo è teso ma controllato, pronto ad esplode in una sorta di estasi delirante nel bellissimo refrain cantato da Alice Cooper. "Prigioniero della peggior paura, l'utopia di un pazzo, se ti perdi nessuno potrà indicarti la strada, ma per lui di certo sarà un piacere incontrarti. Solo i poveri scommettono sulla danza e sul canto del giardino, senti i fiori che ti avvolgono". Rilasciata come singolo due anni dopo la realizzazione dei due Illusion per promuovere il tour, The Garden si avvale di un videoclip girato per le strade di New York. "Lì dentro trovi tutto, ho perso anche la mia verginità con una zingara bionda, ma ora non mi importa di nessuno, sono un topo in un labirinto, giro intorno confuso e sorrido, e non me ne andrò mai". Alienante e allucinogena, questa perla hard rock risulta decisamente psichedelica, il basso di Duff e le chitarre di Izzy e di Slash sembrano sgocciolare, diventando pura astrazione, confondendosi come le immagini allucinate del videoclip. Alice Cooper fa la sua parte, amalgamandosi alla perfezione con la voce di Axl.

Garden Of Eden

Garden Of Eden (Il Giardino dell'Eden) è una scheggia impazzita dotata di un videoclip tanto semplice quanto divertente: una telecamera statica inquadra il faccione di Axl messo in primo piano e la band alle sue spalle, scatenata nell'eseguire questa bomba hard rock, mentre il tastierista Dizzy Reed e il polistrumentista Teddy Andreadis, compagno di tour, ballano sullo sfondo come due pazzi. "La soluzione è pericolosa, la costa orientale ha il blues addosso, solo confusione come le bugie che ti vendono. Ha la mandibola fragile e il mal di denti, da malato mentale, e loro ti correranno dietro, come viscidi leccaculo". La voce di Axl è acidissima e graffiante, non prende mai fiato, elencando tutto ciò che non gli sta bene di questo pazzo mondo. "I leccaculo si inginocchiano in fila, sono pentiti e non sanno dove andare, vanno e vengono per strada, fuori sono euforici ma dentro portano rancore. Datemi in pasto ai leoni, forza, gettatemi in mezzo a questo mucchio urlante di sanguisughe incazzate". Axl se la prende con tutti, accusando la stampa, la religione, il governo, di diffondere cazzate per controllare la popolazione, per influenzarla. "L'ho letto su un muro e mi si è memorizzato subito, diceva: Balla sul ritmo teso di un mondo in tensione. Abbiamo violenza razziale e sesso usato in ogni modo. Siamo persi nel giardino dell'eden, un fuoco che brucia senza controllo come il rock n roll". Viviamo in un mondo in tensione, dominato dalla violenza e dalla finta fede, ma il fuoco brucia in petto proprio come il rock n roll, scintilla di vita, l'unica cosa per cui vale la pena vivere. "Le religioni organizzate si fanno beffe dell'umanità, i governi sono pericolosi e senza controllo, il giardino dell'eden è un'altra tomba che vende anime". Due minuti e mezzo per un brano incandescente, potentissimo, velocissimo, scritto da Rose e da Slash.

Don't Damn Me

Uno dei migliori riff partoriti da Slash arriva con Don't Damn Me (Non Scocciarmi), che si divincola insieme allo schiacciante drumming di Matt Sorum, qui in una delle sue migliori prestazioni. Il brano attacca e Axl dopo pochi secondi inizia a intonare la sua frustrazione: "Non scocciarmi quando parlo di ciò che ho in mente, perché il silenzio non è d'oro, mi tengo tutto dentro. Sono stato dove sono stato, ho visto quel che ho visto, ho preso appunti e tutto fa parte di me". Il brano parla di un uomo stufo di tutto, rancoroso per il suo misero destino che lo ha costretto a isolarsi da tutto e tutti, che lo ha messo a dura prova per tutta la sua vita. "A volte vorrei uccidere, a volte vorrei morire, a volte distruggere o piangere, a volte posso cedere oppure dare, altre volte non mi importa nulla. Spero che tu capisca che è solo un momento, non avrei voluto che accadesse". Il personaggio ha solo bisogno di starsene per conto proprio per un po' di tempo, senza rotture di palle, per poter riflettere sul futuro. Una pausa essenziale per rilassarsi, prima di cadere di nuovo nella follia. Il brano è sparato, una vera delizia, mentre il ritornello è fantastico, dotato di una bella melodia che spezza il ritmo generale, data la sua pacatezza di fondo. "Oggi mi sento un uomo, nascosto nel mio mondo, ho pianto quando ero solo, sono caduto quando ero spaesato. Come posso soddisfarti, spero che tu possa comprendermi, solo io conosco la mia mente".

Bad Apples

Bad Apples (Mele Marce) è rock n' roll, una gran figata tutta da ballare. Forse il brano meno d'impatto del disco, ma sicuramente vincente, che si snoda tra riff e parti di tastiere. La band si diverte a suonarla e si vede. "Diamanti e auto veloci, soldi buttati via, ho la testa tra le nuvole, i piedi nella sabbia e i pensieri confusi, ho mal di testa. È una giornata fredda, una deriva dei continenti, il traffico un inferno. Cercherò di dipingere una storia, con immagini da raccontare, ma devi guadagnarti da vivere con quello che hai da vendere". Sembra un canto da saloon, il cui testo è la solita esternazione da parte di un uomo stanco della sua quotidianità, in lotta con la gente e con il traffico che affligge la città, e che maledice la sua condizione e tutte le mele marce che gli ruotano attorno, a cominciare dagli amici. Per sopravvivere bisogna essere scaltri, saper vendere anche il marcio, e l'uomo è consapevole della propria condizione di nullità. "Ho delle imitazioni di mele marce, campione omaggio per la tua serenità. Ho aggiornato la fedina penale, alla dogana mi hanno fermato, sono un viaggiatore assiduo ma mi hanno beccato". In una delle ultime frasi Rose sembra riflettere sui suoi deliri di onnipotenza, potenziali pericoli per tutta la band, e infatti ammette: "Sono solo un povero ragazzo, ma sono anche una mela marcia che sta danneggiando il gruppo. Voglio solo stare in pace".

Dead Horse

La cosa bella della conturbante Dead Horse (Cavallo Morto) è l'attacco illusorio. La delicata voce di Rose pronuncia la prima strofa su un delizioso giro di chitarra acustica, dando l'illusione di trovarsi davanti a una ballata, e invece ecco che gli strumenti esplodono all'unisono dopo pochi istanti, travolgendo i timpani degli ascoltatori. "Nauseato della vita, a te non importa ma io sono l'unico a condividere questa sensazione. Nessuno sa perché siamo qui, in cerca di risposte che non arrivano mai. Dovresti provare a capire la vita che attraversiamo". Nonostante la potenza, il brano è godereccio, fortemente melodico, a tratti persino divertente, nonostante un testo cinico prodotto da un uomo frustrato e stanco della sua situazione quotidiana. "A volte mi sembra di frustare un cavallo morto, vorrei pensare che il nostro amore valga qualcosa, anche se certe cose non cambiano mai. Ho incontrato un vecchio cowboy dallo sguardo saggio ed esperto". Anche questa canzone si avvale di un videoclip registrato per pubblicizzare lo Use Your Illusion Tour, inserito poi nel DVD dei videoclip della formazione. "Ero bambino quando ho pensato di avere il diavolo in corpo, ma ora non è che sia vecchio, sono ancora un poppante che fa avanti e dietro. La polvere inizia a dileguarsi". Un ottimo brano.

Coma

Originariamente concepita da Slash in una villa affittata insieme a Izzy sulle colline di Hollywood, subito dopo il tour di Appetite For Destruction, Coma (Coma) resta il brano più lungo e anche più cupo dell'intera produzione dei Guns N' Roses. La musica è profonda e inquietante, e riflette sui deliri da eroina. Axl Rose aveva già scritto una parte di testo, poi applicata alle note prodotte dai due chitarristi, ma per avere la versione definitiva bisogna attendere mesi. Lo stesso vocalist aveva ammesso le difficoltà nell'applicare un testo a una musica del genere. "Mi hai trovato in coma e sai che non mi va di tornare nel mondo. In coma un po' mi piace perché nessuno mi farà tornare nel mondo. Mi sento galleggiare senza pressione, mi piace, ma il mio corpo mi chiama". Rose butta giù il testo definito dopo essersi chiuso in studio, strafatto, ma alla fine riesce a trovare le parole giuste prendendo spunto dalla brutta esperienza di overdose. L'intuizione è quella giusta: decide di non inventare alcun ritornello, ma di seguire il flusso di coscienza dettato dalle droghe e dal coma. "Sospeso nel profondo mare nero ho trovato la luce alla fine, le ossa sull'albero maestro, navigo, voglio sparire ma gli amici mi chiamano. Cercavo solo chiarezza, qualcuno che mi dicesse cosa cazzo succede". Qui dentro c'è tutta la filosofia della band, la filosofia del rock, nato come ribellione dalla società. A un certo punto emergono diversi effetti sonori, non sono campionamenti ma veri macchinari ospedalieri. "Scivolo lontano in un mondo creato dalla mente, un mondo pieno di niente. Aiutami, mi arrampico tra i relitti dei miei sogni contorti. Nessuno di darà più fastidio, non c'è confusione nella mia testa, non capisco perché si debba lottare. È così bello qui accanto alla riva, non c'è nulla da vedere". In coma tutto è bello e sereno, lontano dall'ipocrisia della società moderna, e c'è una frase emblematica che Rose sottolinea proprio quando si sta risvegliando, contornato da cori degli ospiti in studio, che recita: "Non è come il mondo in cui vivevo prima, nel quale non ho mai voluto vivere". Un capolavoro, una delle canzoni più belle dalla band, sicuramente la più morbosa e claustrofobica.

Conclusioni

Pubblicato alla mezzanotte del 17 settembre 1991, in un evento speciale degno della più popolare hard rock band dell'epoca, con i negozi di dischi aperti in orario notturno in tutti gli Stati Uniti, Use Your Illusion ha l'ambizione non solo di segnare indelebilmente la carriera dei Guns N' Roses, allontanandola dal puro street metal, o dal semplice hard rock degli anni 80, ma di segnare un'epoca. Le aspettative della Geffen sono talmente alte che molti personaggi dello staff pensano che il disco raggiungerà le vendite epocali di Thriller, di Michael Jackson, piazzando diversi singoli ai primi posti in classifica e per almeno due anni. Use Your Illusion I&II esce quando i Guns N' Roses sono di nuovo in tour, il tour più lungo della storia del rock, con duecento date consecutive, una cosa massacrante, durante le quali succede di tutto, ma alla fine i pronostici di vendita, nonostante una incessante pubblicità mediatica, non sono azzeccati. Il successo di un album come Thriller resta ancora un miraggio, ma i due Use Your Illusion si piazzano sin dal primo giorno al secondo posto nella classifica Billboard e raggiungono il primo posto in ogni paese del mondo, vendendo, in coppia, quasi quaranta milioni di unità. Mica bruscolini. Un lavoro corale davvero imponente, con tanti ospiti in studio, come i cantanti Shannon Hoon dei Blind Melon e Michael Monroe degli Hanoi Rocks, decine di fonici e di coristi e l'utilizzo di numerosi studi di registrazione per le sessioni.

Use Your Illusion non è un semplice album hard rock, è la testimonianza di una delle più popolari rock band dell'epoca, un'opera rock che solo i grandi osano sfidare e dare in pasto al pubblico, prendendosi sulle spalle tantissimi rischi, ma che alla fine scolpisce indelebilmente un'era. Un doppio disco che è esternazione di un modo di essere, un modo di ambire ad essere, una filosofia che allontana i Guns N' Roses dalla sfera prettamente hard&heavy per entrare nelle case di tutti, amanti del rock o meno, sconvolgendo la vita di milioni di ragazzi, così come il Black Album dei Metallica, Nevermind dei Nirvana o Ten dei Pearl Jam, tutti usciti nello stesso momento, a sfidarsi a colpi di singoli e a milioni di copie vendute in ogni parte del pianeta. Un lavoro del genere non è frutto di una semplice rock band, ma è un qualcosa che va oltre, e se lo sconvolgente esordio, Appetite For Destruction, ma anche il bellissimo, secondo sigillo, Lies, suonavano più coesi, urgenti e compatti, costituiti da brani diretti come pugni allo stomaco, il nuovo materiale prodotto dalla band americana è volutamente dispersivo, con tante idee messe insieme a dare colore e sfumature, poggiato su arrangiamenti più progressivi e articolati, con alcuni brani dal minutaggio consistente, come nel caso di November Rain o Coma, tratte dal primo capitolo, o Locomotive, Civil War, Estranged, tratte dal secondo capitolo, che sono delle vere opere rock, e altri più semplici ma che abbracciano mondi sonori diversi, come nel caso della jam Double Talkin' Jive, la psichedelica The Garden, con Alice Cooper a fare da corista, la fokloristica You Ain't The First, le graffianti Right Next Door To Hell, Perfect Crime, Bad Obsession, Back Off Bitch, Dead Horse, Garden Of Eden, che ricalcano i deliri ossessivi dei musicisti e che spesso si abbandonano a sfuriate punk, fino a giungere alle riflessive e incantate Don't Cry, gioiellino melodico diventato leggenda, Live And Let Die, cover dei Wings di Paul McCartney, e Dust N' Bones, cantata da Izzy e che vede il primo intervento in assoluto nel gruppo del tastierista Dizzy Reed. Data la sua dispersività e tendenza alle lungaggini, un'opera del genere cerca di bilanciare il lavoro di sei musicisti affiatati, dai caratteri particolari e con umori differenti, e prevedibilmente presenta un equilibrio precario e con una qualità alternata. Dall'eccelso si passa al buono, dal buono si ritorna all'eccelso, ma senza mai scadere nella mediocrità. Il materiale è talmente vasto che è impossibile mantenere una qualità altissima stabile, e di questo i Guns N' Roses ne sono consapevoli, ma qui ciò che colpisce è la miracolosa assenza di tonfi, laddove ogni brano possiede proprie caratteristiche e sa farsi valere, anche nel caso dei pezzi minori. Elaborato, studiato nei minimi particolari, suonato divinamente, per sua stessa natura Use Your Illusion non sarà perfetto come Appetite For Destruction, ma dimostra la superiorità compositiva dei Guns N' Roses rispetto alla concorrenza, poiché resta il frutto di una formazione costituita musicisti intelligenti, tutti eccellenti songwriter e tutti leader, ognuno al servizio del gruppo, cosa che ben poche band possono vantare. I due Use Your Illusion sono opere gemelle capaci di mantenere la stessa identità, nonostante il mastodontico lavoro di fondo e l'incredibile materiale accumulato. Qualcuno, e parlo degli ascoltatori, ne avrebbe voluto fare un disco unico, prendendo i brani migliori, ma fortunatamente esiste questa suddivisione, e il risultato è uno spettacolo. Due opere, funzionano entrambe, e alla grande, per un'unica opera hard rock che scivola via maestosamente, arrivando dove pochi altri sono giunti.

1) Right Next Door To Hell
2) Dust N' Bones
3) Live And Let Die
4) Don't Cry
5) Perfect Crime
6) You Ain't The First
7) Bad Obsession
8) Back Off Bitch
9) Double Talkin' Jive
10) November Rain
11) The Garden
12) Garden Of Eden
13) Don't Damn Me
14) Bad Apples
15) Dead Horse
16) Coma
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