GUNS N' ROSES

Use Your Illusion I

1991 - Geffen Records

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
11/05/2011
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

C'era una volta tanti anni fa, una ragazzina che, come la maggior parte delle sue coetanee, cominciava a sognare il principe azzurro col quale poter coronare il sogno d'amore nel giorno più emozionante per la vita di una donna. Dopo qualche tempo poco più che tredicenne questa ragazzina, cresciuta dai suoi due angeli custodi (i fratelli più grandi) a pane e metallo, seguiva video musicali in TV e fu folgorata dalla visione di immagini che ancora oggi, accompagnate da una splendida melodia, le fanno vibrare il cuore. Questo videoclip, come in un cortometraggio, descrive un rapporto d'amore molto intenso che sfocia purtroppo in un epilogo drammatico; alcune delle scene che colpirono l'attenzione della ragazzina, furono quelle relative alla celebrazione del matrimonio, lo sposo protagonista del video, in un'interpretazione palesemente autobiografica, si fa notare con il suo look, così come quello di tutti i suoi ospiti presenti e cioè tipicamente rockeggiante, camicie bianche con svolazzanti rouches barocche, pantaloni di pelle neri attillati, spolverini e cinte borchiate ed ancora folte e lunghe capigliature maschili, destano l'attenzione anche del prete che nel video ne celebra la funzione. Per cui vi lascio immaginare per una ragazzina cresciuta ascoltando rock e metal che quello era il prototipo di matrimonio perfetto nonché di marito ideale... hihihi!!!

Sebbene la piccola amante del metallo conoscesse ed apprezzasse i Guns N' Roses, quel video e quella canzone furono il marchio a fuoco che ne impresse nell'anima la più totale stima. Del resto Axl Rose e soci, sono sempre stati dei personaggi caratterizzati da una forte componente carismatica; non soltanto per una questione estetica, di look e di musicalità... ma per una sorta di empatia ed alchimia che sono sempre riusciti ad emanare a distanza, semplicemente attraverso le casse di uno stereo o di uno schermo televisivo.

La carriera dei Guns è stata come una corsa automobilistica nella quale i membri, paragonati ad autovetture in gara che corrono per una stessa scuderia, dopo aver raggiunto il trionfale traguardo, hanno poi intrapreso direzioni parallele partecipando a diverse competizioni ma per scuderie diverse. In un periodo nel quale il grunge nasceva (metà degli anni '80) e nel quale prendeva sempre più piede arrivando ad eclissare l'heavy metal, la band dei Guns N' Roses vedeva la luce e quella luce di lì a breve si sarebbe scontrata a sua volta con l'ascesa della corrente proveniente dalla zona intorno a Seattle.

Il gruppo viene fondato a Los Angeles nel 1985 da Axl, al secolo William Bruce Rose; nato a Lafayette nel 1962, ragazzo dall'animo irrequieto e ribelle acuito anche a causa di un'infanzia segnata da abusi e soprusi ricevuti dal patrigno. Il padre naturale di Axl abbandonò la famiglia quando lui aveva solo 2 anni, sua madre poi sposò Stephen Bailey il quale impartì al giovane futuro rocker, un'educazione molto rigida fatta però di altre e tante rigide cinghiate; si aggiunsero anche abusi sessuali ed è per questo che l'anima già inquieta di Rose si ribella ancor di più, portandolo nell'adolescenza a varie traversie con la legge. Il trasporto per la musica si manifestò in lui portandolo a formare già in tenera età un gruppo denominato Axl, il cui nome decise di mantenere per se stesso dopo la fine di quell'avventura, in seguito Axl scelse di cambiare il suo cognome da Bailey in Rose ed abbandonò la sua città natale, cioè Lafayette per trasferirsi a Los Angeles, dove conobbe l'allora Jeff Isbel, diventato poi Izzy Stradlin, col quale dette vita alla sua futura carriera musicale.

Nel 1983 Rose e Tracii Guns mettono in piedi il gruppo degli L.A. Guns, dopo poco Axl lascia la band per unirsi agli Hollywood Rose e di li a breve i 2 gruppi si fondono in uno per creare i Guns N' Roses. Da una formazione di partenza che vede provenire dagli Hollywood Rose, Axl alla voce ed Izzy Stradlin alla chitarra solista e dagli L.A. Guns,Tracii Guns sempre alla chitarra solista, Ole Beich al basso e Rob Gardner alla batteria, i novelli Guns N' Roses sono pronti ad andare in contro al proprio destino musicale. Nello stesso anno in cui si formano però, Tracii Guns, Rob Gardner e Ole Beich abbandonano il gruppo, i primi 2 per riunificare gli L.A. Guns. I musicisti vengono subito sostituiti da Saul Hudson, in arte Slash alla chitarra, Duff McKagan al basso e Steven Adler alla batteria; con questa line up i Guns N' Roses sono davvero pronti! Un contratto con la casa discografica Geffen Records nel 1986, li porta ad incidere "Appetite for Destruction" nell'anno successivo... il resto lo conosciamo un pò tutti anche chi non è un grande amante dei Guns. Pionieri dello sleaze metal, sottogenere del glam rock, caratterizzato da suoni e look più grezzi e "sporchi", Axl e compagni abbandonano in effetti quelle caratteristiche iniziali più glam, discostandosi e differenziandosi in un personale stile estetico e musicale.

Le vicende che hanno visto i nostri protagonisti, sono state molteplici e ricche di eventi che ne hanno segnato carriera e cammino personale; dagli abusi di alcol e droghe, ai conseguenziali episodi più violenti, come Axl che durante un tour si scaglia sulla folla per strappare di mano la telecamera ad un fan che voleva registrare il concerto illegalmente; il risultato è quello di Rose che torna sul palco scaraventando a terra il microfono abbandonando il palco, interruzione dell'esibizione con tanto di proteste e lanci di bottiglie da parte dei fans ai restanti Gunners. Gli animi si incendiano anche tra Axl e Slash i quali contrasti musicali, sono l'origine che li vedrà in seguito intraprendere strade diverse; il chitarrista vuole continuare sulla scia aggressiva del rock appartenente ai loro primi lavori, mentre Rose vuole sperimentare sonorità più melodiche e se vogliamo, più commerciali... (mi ricorda molto quello che un po di anni fa è successo ad una nostrana band, i Litfiba...).

Nel settembre del 1991 Use Your Illusion viene pubblicato in un doppio album suddiviso nei capitoli 1 e 2, prodotto dalla Geffen Records e distribuito dalla BMG, questo nuovo lavoro dei Gunners presenta un comparto musicale diversificato rispetto ai precedenti lavori, lo sleaze metal stradaiolo sostenuto da Slash si fonde con la visione più eterogenea di Axl ed è questo l'album più controverso nella loro discografia, quello che è stato più soggetto a critiche ma quello che li ha resi più famosi, ancora oggi il disco di maggior successo della band.

L'album apre con la prima traccia "Right Next Door to Hell" speed ed urbana, nella quale partecipa il chitarrista Timo Caltia che collaborò anche con gli Hanoi Rocks, si procede con le venature blues del pianoforte di "Dust N' Bones", la terza traccia "Live and Let Die" è una cover di Paul McCartney che fu usata per la colonna sonora del film "007: Vivi e lascia morire", la cover dei Gunners apre col pianoforte e la voce di Axl, ma dopo circa 30 secondi un'orchestra entra in scena in puro stile cinematografico.

La quarta traccia è la prima melodic ballad di questo album "Don't Cry", la voce di Rose acquista inizialmente intimità perdendo la sua tipica componente stridula e graffiata, la toccante melodia che si respira durante tutta la canzone viene enfatizzata dagli assoli di Slash. Uscita come singolo di  "Don't Cry", viene girato un video nelle quali immagini c'è la ricorrente contrapposizione di amore e morte, ripresa poi in November Rain... ed in effetti i due video sono un pò l'uno il proseguimento dell'altro.

"Perfect Crime" è aggressiva e ritmata, lo speed che la caratterizza viene smorzato dalla successiva traccia "You Ain't the First" canzone dalle linee country totalmente suonata con chitarra acustica e l'ausilio di un tamburello, personalmente una delle tracce che preferisco in quest'album. Nella settima track "Bad Obsession" dove altri echi blues affiorano troviamo un'altra collaborazione importante, Michael Monroe suona l'armonica ed il sax tenore. Proseguiamo con "Back off Bitch" hard rock tipicamente Gunners in cui troviamo l'assolo di chitarra suonato interamente da Stradlin, il testo è molto crudo farcito da epiteti non molto lusinghieri nei confronti di una donna allontanata poiché ritenuta "una faccia d'angelo e amore di strega" ovvero attratta da fama e successo, che "ama" per convenienza. I testi dei Guns sono sempre molto espliciti, crudi, grezzi, non conoscono mezzi termini, spesso risultano superbi ma sicuramente il linguaggio adottato è il migliore per esprimere la rabbia e la disillusione verso una società corrotta e verso un destino colmo di insidie; la nona traccia "Double Talkin'Jive" è una delle meno esaltanti del disco, ma l'assolo finale acustico ne impreziosisce la trama creando una piacevolissima sorpresa. Arriviamo a poco più della metà del disco... qua la mia attenzione si sofferma... ecco per me l'apice dell'album... decima traccia "November Rain" la canzone che ha fatto definitivamente innamorare la ragazzina tredicenne di Axl e compagni, quella ragazzina che ora ascolta rapita le melodiose note e descrivendole bagna le sue guance da malinconiche lacrime. Pianoforte, orchestra, chitarra e batteria che si fondono in un crescendo di emozioni, il coro armonioso crea un forte appeal con la voce di Axl, la soavità mescolata alla graffiante timbrica di Rose sono un mix particolare, gli assoli di Slash donano la giusta carica empatica. La canzone presenta un comparto musicale fortemente emotivo, così come il testo nel quale si parla di amore, di un rapporto di coppia minacciato dal logorio del tempo, dalle incomprensioni, dai cambi di necessità, di pause cercate, volute, concesse ma non richieste di un amore che se forte però può sopravvivere anche sotto la fredda "pioggia di novembre". So benissimo di essere di parte ma concedetemi di definire "November Rain" il capolavoro dei Guns N' Roses.

Cerco di riprendermi continuando a parlare della traccia successiva, l'undicesima "The Garden", una chitarra dal sapore country ci proietta all'interno di questa canzone melodica nella quale una seconda voce affianca Axl... il grande Alice Cooper, che ci delizia in un duetto a suon di timbriche taglienti; questa non è una chicca, ma un vero e proprio gioiellino rock. La seguente "Garden of Eden" è una traccia speed che dura poco più di 2 minuti e 40 della quale è stato fatto un video spassosissimo, i Gunners suonano all'interno di un magazzino dimenandosi convulsamente con la telecamera fissa sul primo piano di Axl e la sua faccia di schiaffi, come rimanere indifferenti davanti a tale giubilo?!... eh no non si può... l'unica cosa che viene naturale fare e di correre e dimenarsi insieme a loro.

Tredicesima traccia "Don't Damn Me" hard rock pulito con tutti gli strumenti protagonisti, precede "Bad Apples" dove ritroviamo il pianoforte in sottofondo. La penultima track "Dead Horse" scritta interamente da Rose, lo vede protagonista anche alla chitarra acustica con la quale introduce il pezzo dal ritmo incalzante. Siamo giunti alla fine di questi 76 minuti, ascoltando in chiusura "Coma" la traccia più lunga del disco e di tutta la discografia dei Gunners, poco più di 10 minuti in cui la sezione ritmica è stratificata in vari cambi di sonorità che la rende una delle tracce più complesse ed apprezzabile, ma a mio avviso sottovalutata ingiustamente. Da ricordare inoltre la collaborazione del leader dei Blind Melon Shannon Hoon, che presta la sua voce nei cori di Live and Let Die, November Rain e The Garden, mentre affianca Axl in Don't Cry e You Ain't the First; il ricordo di Shannon è divenuto più intenso non solo per la sua partecipazione in Use Your Illusion I, ma per la tragica morte avvenuta nel 1995 per overdose di cocaina.

Use Your Illusion I è un album simbolo nella storia dei Guns N' Roses insieme al secondo volume devono essere presenti nella collezione di chiunque ami l'hard rock e soprattutto di chi ama i Gunners, seppur trovando alcune tracce un pò ripetitive in oltre un'ora di ascolto, ci si trova davanti ad un sentiero colmo di diramazioni melodiche, country, blues, rock, sinfoniche ed acustiche alle quali non si può rimanere indifferenti, anzi per quanto mi riguarda questo disco è stata la svolta matura e di classe dal punto di vista musicale, il mio plauso va a questa band della quale non ricordo i trascorsi biografici, le disavventure con la giustizia e gli abusi con alcool e droghe, piuttosto tesso le mie lodi ai carismatici, selvaggi ed unici rockers che del loro stile ne hanno fatto un'icona generazionale, in particolare per una ragazzina che ancora oggi si esalta e si emoziona ascoltando "...And it's hard to hold a candle in the cold November Rain...".


1) Right Next Door to Hell
2) Dust N' Bones
3) Live and Let Die
4) Don't Cry
5) Perfect Crime
6) You Ain't the First
7) Bad Obsession
8) Back Off Bitch
9) Double Talkin' Jive
10) November Rain
11) The Garden
12) Garden of Eden
13) Don't Damn Me
14) Bad Apples
15) Dead Horse
16) Coma

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