GUNS N' ROSES

"The Spaghetti Incident?"

1993 - Geffen Records

A CURA DI
ANDREA CERASI
27/05/2021
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Introduzione Recensione

In un'epoca in cui imperversa il rock alternativo, guidato dal movimento grunge, o il fenomeno del crossover metal, che dagli Stati Uniti dilagano nel mondo, l'hard rock classico sembra sconfitto definitivamente. La quasi totalità delle hard&heavy band degli anni 80 è agonizzante, e i miti della decade precedente sono stati spazzati via. Negli anni 90 le strade di Los Angeles non brillano più di lustrini, e in giro non si vedono quasi più capelli cotonati e pantaloni colorati. Dal nord e dall'est, come grigie nubi tossiche, arrivano sottogeneri ancora più incazzati, fatti di riff rabbiosi, quasi sputati, e melodie ipnotiche messe al servizio di testi amari e disillusi. In breve, una nuova rivoluzione culturale si abbatte prepotente sul mondo intero, non è colpa delle etichette, né dei mass-media, tantomeno del pubblico, è che ogni sottogenere ha un ciclo vitale che dura, di norma, una generazione. Il cambiamento è nella natura delle cose. Il glam metal, così come il thrash o l'heavy, a un certo punto si esauriscono, perdendo la loro spinta propulsiva, e le nuove generazioni di ascoltatori chiedono altro, qualcosa che vada maggiormente in profondità, che sia più sporco. I colori sfavillanti e le melodie cromate degli anni 80 lasciano spazio alla controparte, e negli anni 90 tutto si ribalta, anche se la miseria umana del musicista resta la stessa. Cambiano gli stili e il look, ma le droghe restano, così le depressioni, i litigi e le incomprensioni. Arriva una nuova generazione di eroi disillusi, artisti massacrati da veleni, depressi, arrabbiati col mondo, incapaci di sopravvivere all'interno della società contemporanea, funestati da lutti. A pensarci bene, non è una novità, i miti del grunge, del Seattle Sound, fanno le stesse cose dei miti dell'heavy metal e del punk. Il mondo cambia ma certe situazioni restano. I Guns N' Roses non fanno eccezione e, una volta concluso il massacrante Use Your Illusion tour, dopo duecento date consecutive sparse in più di due anni e mezzo, tornano a casa a pezzi. Nel 1993 il gruppo è allo sbando, Izzy Stradlin ha già abbandonato i compagni, "stufo di suonare con gli zombie", Steven Adler riesce a ottenere circa due milioni e mezzo di dollari e una percentuale sui suoi crediti a seguito della causa intentata per licenziamento, e non corre buon sangue tra Axl Rose e i restanti membri. Nonostante tutto, i sopravvissuti riprendono proprio da dove avevano interrotto.

I Guns N' Roses avevano saputo codificare i suoni degli anni 70 e mescolarli con l'hard rock degli anni 80, tanto da definire un micro-genere, lo street metal, sporco e viscerale, per un mix di rock n' roll, di punk e di blues, costituito da testi maturi e reali, che raccontano storie di vita e di sopravvivenza. Col punk e col glam rock i Guns N' Roses ci sono cresciuti, lo si intuisce sin dalle prime registrazioni, e per questo motivo, tra il 1989 e il 1993, gli stessi si dilettano a plasmare i pezzi dei propri beniamini. Non è una novità, lo si era già visto con le cover di Live And Let Die, di Knockin' On Heaven's Door o di Nice Boys, ma Axl e soci hanno un'attitudine particolare: sono delle belve in grado di assorbire il brano originale per poi rigettarlo trasformato, spesso migliorato. Una rara dote che non tutti possiedono, e ciò deriva dalla bravura di un gruppo affiatato, all'interno del quale ognuno presenta caratteristiche proprie. La forza dei Guns N' Roses è questa qui, ossia il saper mischiare l'animo punk di Duff con quello blues di Izzy, le intuizioni rock di Slash con la raffinatezza di Rose. Insieme sono invincibili, e ciò è innegabile.

Con l'esplosione dell'alternative metal ritornano le influenze punk e hardcore che per un decennio erano state sepolte. È il momento giusto per i Guns N' Roses di sfoderare l'animo più selvaggio e tributare i loro miti in un disco intitolato "The Spaghetti Incident?", chiamato ironicamente in questo modo perché il batterista Steven Adler era solito definire Spaghetti le sue scorte di droghe tenute all'interno del frigorifero. Nel 1993 Duff, parlando con l'avvocato di Adler, trova buffa l'affermazione "L'incidente degli spaghetti", pronunciata dall'uomo, e così la propone come titolo del nuovo album della band, che ben presto prende forma, avvalendosi di una copertina proprio con l'immagine degli spaghetti al sugo e un codice, posto in calce alla stessa, che decifrato significa "Che si fottessero tutti!". Già concepite durante le registrazioni dei due Use Your Illusion, con l'idea di piazzarle nei dischi futuri, le cover che la formazione californiana prende in esame derivano da band prettamente punk e glam, tutti brani appartenuti a gruppi che hanno profondamente influenzato i singoli musicisti, ma anche un intero settore dello sleaze metal, quello che viene comunemente definito street rock, e così trovano posto canzoni storiche come Hair of the Dog dei Nazareth, Raw Power degli Stooges, Attitude dei Misfits, New Rose dei Damned, Buick Makane dei T. Rex o Human Being dei New York Dolls.

Since I Don't Have You

La chitarra di Slash apre il disco, trasmettendo passione e sensualità. Torniamo indietro negli anni 50 con i delicati suoni della ballata degli Skyliners. Il canto corale, tanto in voga nel dopoguerra, viene trasformato dai Guns N' Roses in una cantilena inquietante. Since I Don't Have You (Da quando non ti ho più) appare come una traccia demoniaca, pur mantenendo quell'aura angelica e raffinata, comandata dalle tastiere di Reed e dalle chitarre di Slash e Clarke. La parte demoniaca, come evidente nel videoclip dove compare l'attore Gary Oldman nei panni di un diavolo che molesta i sogni di Axl Rose, è tutta nella voce spiritica e posseduta del cantante, e anche nelle immagini astratte del video. "Non ho piani o programmi, non ho speranze e sogni. Io non ho niente da quando non ti ho più. Non ho desideri amorosi, non ho ore felici. Da quando non ti ho più non ho niente". Il testo è la classica canzone d'amore, ma i Guns lo rendono ancora più erotico, non a caso nel video ogni musicista è accompagnato da una modella con la quale flirta durante una serata in spiaggia, giocando con la sabbia, accendendo un falò, riposando su teli da mare. "La felicità la rifiuterò, da quando sei andata via da me, in una camminata di sofferenza. Non ho più amore da condividere, non ho nessuno di cui prendermi cura. Non ho più niente". Il protagonista delle liriche è un uomo distrutto, tormentato dai fantasmi del passato, dopo l'abbandono della sua amata. Nelle immagini, Rose viene molestato dagli incubi, e alla fine si ritrova inghiottito dal mare e non riesce a respirare, metafora di un amore soffocante, la cui rottura in qualche modo lo ha condannato alla morte. Il ritmo leggiadro trasmette passione e clima sereno, Slash fa sesso con la sua Gibson, la melodia cattura il cuore, il ritornello è pura poesia. Una traccia splendida, però fuori contesto all'interno dell'album, sia perché rispetto alle altre canzoni è più datata, appartenendo a un'altra epoca, sia perché è l'unica ballata soul, che poco c'entra con il glam rock e il punk. E la cosa più sorprendente è la sua posizione in apertura.

New Rose

Il primo singolo in assoluto nella carriera dei mitici The Damned è pura foga punk. Rilasciata nel 1976, New Rose (Nuova Rosa) è considerata una delle canzoni punk più importanti della storia, tra le prime a far nascere il movimento. Duff si posiziona al microfono e intona il suo canto. "Ho una strana sensazione dentro di me, strana come un mare in tempesta. Non so perché o per quale motivo, queste cose succedono. Ho una nuova rosa, è bella, l'ho sempre desiderata. Non riesco a smettere di fare casino. Ho una nuova rosa in città". Batteria e chitarre sparate sono gli ingredienti di questa scheggia, dove la rosa è metafora di amore selvaggio, di flirt con una nuova compagna. Il testo infatti parla di un ragazzo geloso dei suoi amici, tutti fidanzati, che riesce a trovare una donna tutta sua, con la quale fare baldoria in città. Ora il ragazzo è contento e non invidia più nessuno. "Vedi il sole e i cieli assolati, non avvicinarti oppure ti brucerai gli occhi. Non andartene in quel modo, torna un'altra volta. Non ho mai pensato che sarebbe potuto accadere a me, ma non ho mai fatto cose sensate". L'amore è un sentimento insensato, folle, e il ragazzo ne è rimasto folgorato, non è riuscito a evitarlo, ubbidendo ai suoi vizi carnali. Ma è felice, così si pavoneggia davanti ai suoi amici. Il bridge a metà pezzo è incantevole, Duff se la cava benissimo al microfono, è un ottimo cantante, perfetto per intonare il punk, le chitarre sono sporche e il drumming roccioso. Un brano di cui i Damned vanno orgogliosi, con cui hanno scritto la storia di questo genere. In un'intervista degli anni 90, i membri della band ammettono di non conoscere la cover dei Guns N' Roses, sottolineando di non volerla ascoltare perché per loro la musica è solo quella degli anni 70. Ovviamente si tratta di una provocazione bella e buona, ma è un peccato perché questa cover è una vera bomba.

Down On The Farm

Duff è di nuovo protagonista, il suo basso rimbomba prepotente nell'aggressiva Down On The Farm (Giù alla Fattoria), oscura traccia punk originariamente appartenuta agli U.K. Subs, storico gruppo punk fondato nel 1976 ma che aveva esordito suonando una specie di folk rock casareccio per i pub inglesi, trasformandosi in seguito, col primo disco del 1979, in una punk band. "Mi serve solo un po' di ispirazione prima di far male a qualcuno, mi sento come un vegetale quaggiù nella fattoria. Nessuno viene a trovarmi, nessuno qui per eccitarmi, non ho nemmeno un amante qui alla fattoria". Il sound cupo degli arrangiamenti illustra perfettamente il clima respirato dal protagonista del testo, un uomo intrappolato in campagna, lontano dalla città. L'aria aperta, il sole, la natura, la calma non fanno per lui, anzi, la campagna è vissuta proprio come una prigionia. "Mi hanno detto che fa stare in buona salute, mi hanno detto di prendere il sole, ma la noia mi divora come cancro, qui alla fattoria. Bevendo limonata, non c'è nessuno a farmi del male, ma mi sento come un pesce fuor d'acqua". Le chitarre scalciano feroci, la voce di Rose si mantiene su toni bassi, quasi parlati, mentre Matt Sorum si scatena trasformando il brano in una meraviglia street metal che sembra uscita da Appetite For Destruction. "Ho scritto mille lettere, finché le mie dita sono diventate insensibili, ma non ho mai visto nessun postino qui alla fattoria. Io chiamo il mio tesoro al telefono, le ho detto di venire qui per divertirsi un po', ma lei conosce la situazione". Slash si diletta in un sofisticato assolo, piuttosto controllato, mentre il ragazzo delle liriche scrive alla sua ragazza, lasciata in città. "Non posso innamorarmi di un campo di grano, non posso innamorarmi di un fienile. Quando tutto puzza di sterco di cavallo. Cielo azzurro e piscine hanno fascino, ma io preferisco tornare a Soho al posto di stare in questa cazzo di fattoria". L'odio per la campagna cresce secondo dopo secondo, vivere in una fattoria è un vero incubo, la città un miraggio.

Human Being

Si cambia registro con Human Being (Esseri Umani), brano rock and roll composto nel 1974 dai New York Dolls, inserito come di chiusura del disco Too Much Too Soon, non un successo commerciale, ma importante per la nascita del punk. "Bene, se non gradite questo andate avanti a cercarvi un santo, andate avanti a provare a cercare un ragazzo che potrebbe essere quello che io non sono. Quello che vi serve è una bambola di plastica, con una mano di vernice fresca, che siede tra la folla". Il pezzo parla di umanità, è più profondo di quel che potrebbe sembrare a prima vista, poiché scende negli abissi della psiche, dove un giovane riflette sulla vita, sui suoi vizi, sui suoi desideri. "Il vostro nuovo amico, l'ho visto insieme a voi che gironzolava in auto. Gli amici non sono mai realmente ciò che sembrano. Io mi comporto da re, ma sono solo un essere umano che desiderata troppe cose". Lo stile è puro rock n roll, con le tastiere di Dizzy Reed in bella vista e la voce concitata di un Axl Rose che sembra divertirsi molto. "Mi piace sognare, ma sono un uomo che ingoia bocconi amari, anche se non voglio girare a testa bassa. Voglio tenere la testa alta, voglio essere un essere umano fiero". È la storia di un poveretto, allontanato da tutti, che si sente solo, che ha soltanto voglia di vivere la sua vita, e che sogna un futuro migliore, tranquillo. Il brano procede dritto senza mai cambiare tempo, forse un po' troppo uguale, vista la durata, anche se si avvale di uno dei testi più lunghi dell'album, perciò è molto discorsivo. "Non volete darmi da bere e non mi offrite una sigaretta, perché lo fate? Scommettete su di me, sono il migliore, appartengo alla razza umana. Voglio essere ciò che sono". Finalmente la presa di coscienza da parte dell'uomo, abituato a vivere la strada e a ingoiare bocconi amari.

Raw Power

Gli Stooges del leggendario Iggy Pop non potevano che influenzare la musica dei Guns N' Roses, che in questo caso ripropongono l'iconica Raw Power (Ruvido Potere), title-track del terzo disco della band inglese, pubblicato nel 1973, quindi venti anni prima di "The Spaghetti Incident?". Una canzone basata su sentimenti primitivi, una canzone che ha inciso profondamente nella storia della musica, facendo da esempio non solo per il punk che verrà, ma anche per il garage rock e per l'hard rock dell'epoca. "Balla al ritmo dei morti viventi, vedrai baby, sta lontana da qui, pura potenza per stravolgerti. Sei sola e hai strane sensazioni, allora fuggiamo via da qui. Pura potenza con tocco magico, la felicità è garantita, è stata creata per me e per te". Ovviamente il testo è pura foga carnale, sesso primitivo, sfoggio di testosterone. Per intonarla Axl e Duff si mettono insieme, potenziando le linee vocali, mentre alle loro spalle la band si scatena. "La ruvida potenza che non vuole lasciarti, una potenza che non può essere diminuita. Non provare nemmeno a dirmi cosa devo fare, non provarci". La potenza evidenziata è quella del maschio dominate che si pavoneggia davanti alla sua donna, intanto le tastiere e la batteria costruiscono un suono danzereccio, da night club dove scatenarsi ballando tutta la notte. La chitarra di Slash a un certo punto fa una specie di incursione, accennando un assolo che viene ricoperto dal ritornello intonato dai due vocalisti e che ci accompagna verso al coda finale. "Guardo negli occhi la ragazza, lei è innamorata degli inferi, la ruvida potenza le sta arrivando addosso. Eccomi qui, ci sono io, per servirti, una potenza che guarisce, che distrugge, potenza dell'anima, figlio del rock n roll". Sesso e potenza, dove la ragazza è un demonio innamorato dell'inferno, e l'inferno ovviamente è rappresentato dal suo uomo. Pura goduria.

Ain't It Fun

La chitarra ruvida di Slash svetta, producendo un suono misterioso, dando all'album toni più gravi, e così attacca la splendida Ain't It Fun (Non è Divertente), che si avvale della presenza dell'ospite Michael Monroe, vocalist degli Hanoi Rocks, tra gli idoli dei Guns N' Roses, anticipatori dello street metal. Ain't It Fun è il primo singolo dell'album, cover dei Dead Boys, risalente al 1978. "Non è divertente quando sei sempre in fuga? Non è divertente quando i tuoi amici disprezzano quello che sei diventato? Non è divertente quando arrivi così in alto ma che morirai giovane?". Le parole sono affilate come lame di rasoio, il contesto espresso dalle liriche è cinico e ricalca il mood serioso del pezzo, tutto poggiato sui riff di chitarra e sui cupi giri di basso. "Non è divertente quando ti prendi cura di un numero uno? Non è divertente quando senti come se dovessi avere una pistola? Non è divertente quando non riesci a trovare la lingua perché è paralizzata dopo una puntura?". Le parole pronunciate sono dirette al nemico, non specificato, che potrebbe essere un amico che ha deluso le aspettative, un rivale o una donna da cacciare dalla propria vita. "Così è bello per me, mi sputano in faccia e nemmeno lo sento, sono sempre stato una disgrazia. Ho tirato il mio primo pugno al vetro, non ho sentito niente, è stato tutto così veloce". L'uomo è talmente seccato della sua misera vita che ormai non prova più niente, neanche dolore fisico, come anestetizzato. Il bridge è uno spettacolo, con Monroe e Rose che si scatenano al microfono, accompagnati dai colpi repentini di Sorum alla batteria. Il brano si gonfia, esplode per poi quietarsi ancora, un breve assolo di Slash e tutto ricomincia. "Non è divertente quando le dici che è solo una fica? Non è divertente quando lei ti fa a pezzi e ti lascia vivere come un barbone? Non è divertente quando sciogli ogni gruppo che hai messo in piedi?". Forse il brano più costruito dell'interno album, meno diretto degli altri e che presenta strofe, ritornelli, bridge e assoli. Più hard rock e meno punk. Il clima è incandescente e apocalittico, una vera meraviglia. L'ultima frase appare come un presagio funesto, nel quale Rose sembra parlare proprio della sua band, in procinto di sciogliersi.

Buick Makane - Big Bumb Sex

È il momento di tributare i giganti del glam rock degli anni 70, i mitici T. Rex, capitanati dal guru Marc Bolan, tra le figure più importanti e influenti di tutto il rock, uno che ha ispirato davvero centinaia di artisti. Buick Makane - Big Bumb Sex (Grosso Stupido Sesso) viene estratta dal disco The Slider del 1972 e si tratta di una cantilena sensuale dedicata alle automobili, almeno così sembrerebbe. Una specie di feticismo nel quale si accostano le auto alle donne. Il testo è piuttosto conciso e ripetitivo, da cantare in preda all'ebrezza in una notte di follia. "Buick Makane sarai, sarai la mia donna. Signora della pioggia, regina del rock. Aiutami a muovermi, scruta la mia anima. Sei davvero la dea del sesso". Il ritmo è ipnotico, il basso rimbomba nei timpani, le chitarre di Clarke e di Slash si dimenano in erotici riff che trasmettono afa, poi a un certo punto il brano si scatena, il ritmo accelera travolgendo l'ascoltatore, e allora Rose inizia a intonare il ritornello quasi gemendo. Si sta accoppiando con la lamiera mentre pronuncia "So cosa fare, sto per fotterti". Ripete queste parole fino alla fine. Il brano si esaurisce in fretta, due minuti e mezzo di eccitazione.

Hair Of The Dog

Hair Of The Dog (Il Pelo del Cane) è l'unico pezzo davvero hard rock, e infatti è una cover della band Nazareth, incisa originariamente nel 1975 per l'omonimo album, forse il capolavoro dei Nazareth, conosciuta anche col soprannome di Son of a Bitch per via del popolare ritornello nel quale band manda a quel paese tutti quanti. "Sei una che spacca anima e cuore, così ti avevano descritta. Ti ho vista danzare negli spettacoli notturni e quello che dicono deve essere vero. Una mammina a luci rosse, piena di problemi, ma è tempo di pagare i debiti". La canzone parla di una donna provocante e fatale che ha il potere di sottomettere ogni uomo, fino a convincerlo a esaudire i propri desideri. "Adesso ti stai incasinando con un figlio di puttana, ti avvinghi a me, sei corrotta e falsa, non sono tanto cieco da non vedere come sei fatta". Il titolo è un gioco di parole, perché indica sia i peli del pube della donna fatale e contemporaneamente evidenzia l'atteggiamento da cagnolino di tutti gli uomini sedotti. Nonostante la consapevolezza del pericolo e della falsità della donna, l'uomo non riesce a non essere coinvolto emotivamente dal rapporto, tanto da fare da schiavo. Come nella versione originale, anche i Guns N' Roses utilizzano il Talk Box, ovvero la scatola che modifica i suoni, dando loro un diverso vibrato e frequenza, e questo effetto si può ascoltare soprattutto nel bridge, che dona al passaggio una certa aria danzereccia. Un grande pezzo, che va dritto al cuore.

Attitude

Attitude (Attitudine) è la scheggia punk dell'intero album, un brano di appena un minuto, cover dei Misfits dell'era Danzig. Scritta nel 1978 e inserita come B side del singolo Bullet, avrebbe dovuto anticipare l'uscita del primo album della band, Static Age, pubblicato soltanto nel 1996 per una serie di problemi. Duff torna dietro al microfono e inizia a intonare il testo: "È questione di attitudine, cazzo, non posso credere a ciò che dici, perché hai assunto un certo atteggiamento. Dentro quel cervello duro deve esserci una prostituta, se non chiudi la bocca sentirai il frastuono". Le liriche consistono in una strofa soltanto, e trattano di un litigio tra due persone. Un riffone graffiante e poi attacca tutta la band, che continua sparata per tutto il minuto. Strofa-ritornello-assolo, un mini brano semplicemente perfetto concentrato in pochi secondi. Dinamite.

Black Leather

I Professionists sono una punk band che ha lasciato in eredità soltanto un album agli inizi degli anni 80. Partiti troppo tardi per afferrare il successo, quello vero, travolti dall'esplosione di tanti altri generi, nel 1981 debuttano col disco I Did Not See It Coming, ma tra i tesori lasciati come demo o singoli figura l'arrogante Black Leather (Pelle Nera), che i Guns N' Roses potenziano all'inverosimile, trasformandola in una fucilata senza compromessi.  "Eccola, tutta tirata che cammina in strada. Ho già la bava alla bocca che sgocciola sulla manica. Non posso tirarmi indietro, è la mia scelta". Anche questa canzone tratta di istinti carnali, di voglia di sesso, e il tasso erotico è davvero alto. "Ora è notte fonda e sono tutto solo, posso sentire il passo degli stivali, vicino a casa sua. Graffi, sta azzannando la porta, non posso tirarmi indietro. Sono un violento, la percuoto, non avrei dovuto chiedere la pelle nera". Le strofe sono controllate, nonostante le chitarre graffianti e una sezione ritmica possente e oscura. Ci addentriamo tra i vicoli della città, seguendo il cammino di questo uomo attratto da una prostituta vestita di pelle nera. Vuole aggredirla, sedurla, scoparla. "Puoi provare a nasconderlo, ma non andrai lontano, puoi anche ricominciare da capo, ma ora non puoi rifiutare quel cuoio nero così affascinante". L'uomo sta impazzendo, in mente gli balenano mille pensieri, ma deve agire prima che sia troppo tardi. Si prepara alla caccia, si avvicina alla donna, sta per essere divorato dal desiderio. Il refrain è bello sporco e magnetico, ci culla in questa cantilena notturna e fumosa, una delle migliori tracce dell'album.

You Can't Put Your Arms Around A Memory

Ancora una volta troviamo Duff alla voce, il quale dedica la dolce You Can't Put Your Arms Around A Memory (Non puoi abbracciare un Ricordo) al suo mito, citandolo proprio in apertura, Johnny Thunders dei New York Dolls, anche se la traccia proviene dal suo disco solista del 1978. "Questa è per te, Johnny! Non si paga per provare, tutti i ragazzi furbi sanno il perché, non importa ma io ci provo, anche se non so il perché. Questo non perché sono solo in tutto". Questa raffinata ballata, oltre a mettere in evidenza la classe di un musicista come Thunders, sottolinea il problema dell'eroina, trasformandola in una allegoria di amore e morte. La similitudine tra la dipendenza da eroina e il rapporto di Thunders con la compagna Sable Starr, una groupie dell'epoca che era stata insieme a decine di artisti, tra cui David Bowie, Marc Bolan, Iggy Pop e Alice Cooper, viene a galla attraverso le liriche. "È così inquietante, picchio la testa contro un palo, provo ad urtare qualche sentimento, giù nelle mie ossa. Quei ragazzi sono così vecchi, non puoi abbracciare un ricordo, non provarci". Duff ribalta la situazione e immagina che il brano parli di se stesso e del rapporto di amicizia con Johnny Thunders, deceduto per overdose nella primavera del 1991, proprio quando la band sta registrando i pezzi dell'album. "Sei come una valigia e non hai nome, potresti vivere con me? Andiamo, è la mia parola. Anche se non lo dimostrano, quei ragazzi son così vecchi. Johnny, tu sei me, tu sei un ricordo". Una ballata meravigliosa, delicatissima, con un ritornello che strappa l'anima e con un Duff che interpreta alla perfezione, con grande tatto.

I Don't Care About You

I Don't Care About You (Non Mi Importa di Voi) è l'ultima cannonata del disco, cover del gruppo punk hardcore Fear, registrata nel 1982 per il debutto intitolato The Record, che coinvolge l'intera formazione dei Guns, soprattutto nel minaccioso ritornello, dove la band manda tutti a quel paese. "Io vengo da South Philadelphia sulla Avenue C, ho visto mani nude aspettare di gelare, oltre la forza interiore. Non mi importa di voi, fottetevi. Ho visto Hollywood Boulevard, il Welfare Hotel, e io passo la notte in prigione, al Wilcox Hotel". Il tema è quello classico del punk, l'isolamento e l'alienazione di un uomo che si trova fuori contesto all'interno della sua società. Qui, nello specifico, si parla di un ragazzo americano che rifiuta e che odia il finto benessere, cresciuto nella miseria, per strada, a freddo e al gelo, e finito in prigione diverse volte. "Ho visto un anziano avere un infarto a Manhattan, è morto mentre noi stavamo a guardarlo. Non è stato bello. Ho visto qualche pazzo ubriacone, corpi nelle vie, un uomo che stava dormendo in cortile e un uomo senza gambe che strisciava a terra". Ma il protagonista del testo non parla solo di sé, invece è portavoce di tutti i miserabili che sopravvivono ai margini della società, tra cui ubriaconi, barboni, infermi, reietti. "A Fifth Street si cerca solo qualcosa da mangiare. Non mi importa di voi, fottetevi tutti, uomini penosi". La vita è una lotta quotidiana, una battaglia per la sopravvivenza dove ognuno pensa a sé. Il brano è potentissimo e incazzatissimo, Rose fa il vocione nelle strofe e poi, con l'aiuto dei compagni, si lancia in sguaiate grida durante il ritornello. Una cannonata che anticipa la ghost track, Look At Your Game, Girl, ballata acustica scritta dal folle Charles Manson, che emerge dopo parecchi secondi di silenzio, sorprendendo il pubblico, chiudendo definitivamente "The Spaghetti Incident?" nel modo più raffinato possibile, ma anche polemico, dato le accuse ricevute.

Conclusioni

Registrate per poi essere inserite in due futuri dischi, che si sarebbero dovuti intitolare Use Your Illusion III e IV, le canzoni contenute in "The Spaghetti Incident?" vengono inizialmente suddivise in due EP da pubblicare durante i buchi lavorativi. L'idea, dato che la band è in continua collera e afflitta da mille problemi, arriva dall'etichetta, che non prospetta nulla di buono per il prosieguo di carriera dei Guns N' Roses, intuendone già lo split, e invece, alla fine, si opta per il rilascio di un disco completo. Per evitare beghe legali, gli arrangiamenti di chitarra registrati da Izzy, ormai fuori dal gruppo, vengono interamente risuonati dal sostituto Gilby Clarke, che aveva già rimpiazzato Stradlin durante il precedente tour, mentre Rose concede molto più spazio al microfono al compagno Duff, l'animo punk della formazione, e perciò quello a più agio nel contesto. Dopo un'apertura inaspettata, la ballata del 1958 Since I Don't Have You, originariamente cantata dagli Skyliners, decisamente affascinante ma spiazzante, il disco decolla con una serie di pezzi punk e glam degli anni 70 che i Guns N' Roses trasformano in bombe hard rock come solo loro sanno fare. Potente come un pugno allo stomaco, diretto, selvaggio, "The Spaghetti Incident?" resta uno dei pochissimi album di cover che vale la pena possedere, uno dei migliori in assoluto, che dimostra ancora una volta, e soprattutto nella loro fase autodistruttiva, il grande talento dei Guns N' Roses, capaci di fare propri questi leggendari brani, trasformandoli in bombe hard&roll. Quasi duecento mila copie vendute nel primo weekend solo negli Stati Uniti testimoniano ancora il forte interesse del pubblico nei confronti della band, anche se si tratta di un sesto rispetto a quanto ottenuto nella prima settimana con i due Use Your Illusion. Alla fine le unità smerciate nel mondo saranno circa due milioni, decisamente non poco, anche se bruscolini rispetto agli standard dei Guns N' Roses, ma i musicisti sono già allo sbando e non programmano nessun tour di supporto. Mentre i singoli Ain't It Fun, cover dei Dead Boys, cantata insieme al vocalist degli Hanoi Rocks Michael Monroe, e la già citata Since I Don't Have You, scalano le classifiche e passano in radio, scoppia lo scandalo legato alla hidden track dell'album, la cover Look At Your Game, Girl del folle omicida Charles Manson, che procura numerose polemiche e diverse accuse di istigazione alla violenza. Axl si scusa con tutti, chiarendo che non intendeva offendere nessuno, ma che trovava bella la canzone, e così i Guns N' Roses vengono spinti dalla Geffen e dal loro manager a devolvere i crediti del brano ai parenti vittime della strage compiuta dalla setta guidata da Manson.

Intanto i musicisti sono al lavoro sui nuovi pezzi inediti, ne registrano diversi, ma per due anni restano bozze incompiute. In un'intervista di qualche anno fa Duff si lamenta del fatto che "per tre anni la band ha continuato a pagare l'affitto della sala senza incidere nemmeno una traccia definitiva". Tra il 1994 e il 1996 i musicisti collaborano sporadicamente, l'unica pubblicazione è la cover dei Rolling Stones Sympathy For The Devil, contenuta nella colonna sonora del film Intervista col Vampiro. Il brano resta l'epitaffio della formazione al completo, dopodiché ogni cosa resterà sospesa in un limbo fino ai nostri giorni. Axl Rose continua a scrivere e ad accumulare materiale, ma si isola, di fatto scaricando l'intero progetto sulle spalle dei compagni, intanto Slash ha già esordito nel 1995 con gli Slash's Snakepit, formazione comprendente Dizzy Reed, Matt Sorum e Gilby Clarke, con la quale rilascia l'ottimo It's Five O'Clock Somewhere, i cui pezzi avrebbero dovuto essere inseriti in un nuovo eventuale album dei Guns N' Roses, che Axl Rose aveva rifiutato di cantare perché insoddisfatto. Alla fine del 1996 il sogno di un ritorno in scena sembra infranto, Slash abbandona definitivamente il gruppo, stufo dei capricci del vocalist, e subito dopo faranno altrettanto tutti gli altri, ponendo fine alla più popolare hard rock band della sua era.

Con la scissione dei Guns N' Roses, che accidentalmente combacia con la fine commerciale del movimento grunge, si chiude definitivamente la grande stagione del rock classico. Senza i Guns N' Roses, i Nirvana, gli Alice In Chains o i Soundgarden, l'hard&heavy classico sprofonda commercialmente, non riuscendo più a sedurre generazioni di ascoltatori più giovani. Alla fine degli anni 90 i generi rock che vanno per la maggiore sono il brit-rock, il nu-metal e il nu-punk. "The Spaghetti Incident?", pur non essendo un album di materiale originale, resta dunque l'ultima testimonianza di questa monumentale band, e perciò conserva intatto un certo valore simbolico, che va di pari passo alla qualità espressa, perché la qualità c'è ed è alta. Un disco di cover, un disco che ricorda a tutti da dove trae spunto l'hard&heavy degli anni 80, recuperando le radici primordiali non solo dei Guns N' Roses, ma di tutte quelle band legate alla vita da strada.

1) Since I Don't Have You
2) New Rose
3) Down On The Farm
4) Human Being
5) Raw Power
6) Ain't It Fun
7) Buick Makane - Big Bumb Sex
8) Hair Of The Dog
9) Attitude
10) Black Leather
11) You Can't Put Your Arms Around A Memory
12) I Don't Care About You
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