GUNS N' ROSES

Lies

1988 - Geffen

A CURA DI
ANDREA CERASI
04/05/2021
TEMPO DI LETTURA:
8

Introduzione recensione

Le ultime apparizioni degli Hollywood Rose risalgono al 1984, di spalla agli Stryper. Sono apparizioni circoscritte all'area californiana, dove la band va fortissimo. Molti, a Los Angeles e dintorni, pensano che prima o poi quei ragazzini selvaggi, ubriaconi e tossici, sfonderanno definitivamente. La città è letteralmente assalita da decine di musicisti agguerriti, si conoscono tutti, fanno tutti parte della stessa scena musicale e frequentano gli stessi locali. Numerose sleaze metal band spuntano come funghi in cerca di successo, ma non tutte sono baciate dalla dea della fortuna, tantomeno da un talento innato. In mezzo a fiumi di alcool, lustrini, locali notturni e sogni di gloria, gli Hollywood Rose ci sguazzano felicemente, anche se non riescono a pubblicare nulla. A un certo punto, decidono di sciogliersi per mettere in piedi altri progetti. L'ultimo concerto, tenutosi al Music Machine di L.A., sembra una benedizione venuta dall'alto. Gli Stryper portano con sé due gruppi di supporto, gli Hollywood Rose e i Black Sheep, dove milita un chitarrista dal capello vaporoso che gli copre interamente il viso. Si chiama Slash, ha un tocco unico e riconoscibile tra mille, per questo il vocalist degli Hollywood Rose, un certo Axl Rose, si congratula con lui a fine serata. Tra i due nasce una sincera amicizia, tanto che per mesi provano insieme ai membri di un'altra band esordiente, gli L.A. Guns del chitarrista Tracii Guns, amico di vecchia data di Rose. La formazione è instabile, i musicisti si divincolano tra vari gruppi, tutti in ascesa nella calda Los Angeles, come ad esempio i London, dove suona Izzy Stradlin, o i Poison, dove Slash fa un provino, venendo scartato da Bret Michaels e da Matt Smith in favore del chitarrista Cecil DeVille. Dato il sodalizio Rose - Guns, qualcuno suggerisce di nominare la nuova band utilizzando i nomi dei due leader: nascono così i Guns n' Roses, pronti a debuttare al celebre Troubador Club di Hollywood, il 26 marzo 1985. Poco dopo però il clima si surriscalda, due leader così testardi sono troppi per una singola formazione, così Tracii Guns riforma i suoi L.A. Guns, portandosi dietro metà band, lasciando soli Axl Rose e Slash. Un mese dopo i due reclutano il bassista Duff McKagan, il batterista Steven Adler e il chitarrista Izzy Stradlin, che aveva già militato per un breve periodo nella prima incarnazione degli Hollywood Rose. I Guns n' Roses ora sono al completo e possono fare sul serio. I primi tempi sono difficili, vivono tutti insieme in una catapecchia e provano all'interno di un magazzino, nominato Hellhouse, mantenendosi facendo piccoli lavoretti e suonando quasi ogni sera nei locali della provincia di Los Angeles. In una di queste serate, il talent scout della Geffen Tom Zutaut si imbatte in una loro esibizione, restando folgorato dall'aria incendiaria sollevata dai cinque ragazzi. La loro è una musica diversa dal solito, si discosta dall'hard rock di metà anni 80, risultando molto più sporca e derivativa del punk. È tradizionale e allo stesso tempo moderna. Un critico, poco tempo dopo, parlerà di street metal, una costola dello sleaze, che a differenza del glam è molto più prepotente e sporco, con testi cinici e veritieri. Un sottogenere più serio e adulto, di cui i Guns n' Roses ne sono portabandiera. La Geffen resta talmente colpita dalla band che si affretta a chiudere il contratto (anche perché la prestigiosa Chrysalis aveva già palesato un forte interesse), destinando ben 75 mila dollari per la registrazione del primo lavoro. Per la fretta di immettere subito qualcosa sul mercato, suggerisce ai Guns n' Roses di optare per un EP, addirittura fondando una sotto-etichetta solo per loro, la UZI Suicide, che avrà vita dal 1986 fino al 1993, quando uscirà The Spaghetti Incident?, ovvero l'ultimo album dei Guns. L'EP Live ?!* @ Like A Suicide è il vero esordio dei Guns n' Roses, un mini album composto da quattro pezzi registrati ai Pasha Studios di Hollywood, sui quali vengono poi sovraincise le grida della folla per simulare un concerto. Secondo la biografia di Duff, gli effetti sonori della folla sono ripresi da un festival rock degli anni 70 chiamato Texxas Jam, poi applicati ai quattro brani presenti in scaletta. Un finto live stampato in edizione limitata di 10 mila esemplari che vanno a ruba nel giro di pochi giorni. I Guns n' Roses non perdono tempo, continuano a suonare per tutta la California e oltre, in una occasione restando anche a piedi dopo che il loro bus subisce un guasto al motore, costringendoli a fare l'autostop con tanto di strumenti in spalla. Ma le sfide cementano l'unione e la fame di successo, e così i ragazzi rientrano in studio per registrato il primo album. Appetite For Destruction viene pubblicato dalla Geffen nel 1987, ci impiega qualche mese per farsi apprezzare e per spiccare il volo, ma una volta lanciato non si ferma più, proprio come un treno in corsa che tutto travolge. Un vero miracolo hard rock, uno dei dischi più popolari, venduti e amati della storia del rock che trasforma i cinque musicisti in star planetarie, ricche da far schifo, dedite a ogni sorta di eccesso e schiave di ogni dipendenza. La vita da strada, da figli ribelli di una società in declino, non intacca la creatività di Rose e compagni, anzi, ne aumenta l'ispirazione. Ma i Guns n' Roses sono figli della strada, e per questo motivo celebrano le loro origini col secondo album, uscito nel novembre 1988, e realizzato nei ritagli di tempo durante il primo imponente tour. In realtà, Lies è una raccolta di due EP, per metà live e per metà studio. Al suo interno ritroviamo il mini Live ?!* @ Like A Suicide, nella prima parte, e un EP acustico, nella seconda, per un totale di otto canzoni stupefacenti.

Reckless Life

Scritta da Rose, Stradlin e Weber ai tempi degli Hollywood Rose, la dirompente Reckless Life (Vita Spericolata) è l'essenza del rock n' roll e della vita da strada. Axl Rose sembra parlare a se stesso, mettendo in lirica la sua natura turbolenta. "Sono spericolato e non provo alcun dolore, lo sai che perdo facilmente il controllo, vivo al confine, accanto al pericolo, stringendo visioni da milioni di dollari". Il riff principale è energico e dinamico, debitore tanto degli Aerosmith quanto del Punk Rock. La voce di Axl è tirata e graffiante. Uno strillo rauco e lancinante su un tappeto punkeggiante. Il testo fa riferimento alla ribellione giovanile e si inserisce perfettamente nel quadro della società americana degli anni 80. Insomma, puro Rock n Roll nella sua forma più primitiva, ma che gusto! "Sono in vacanza permanente, vivo di sigarette e di vino. Non sono mai solo perché sono con me stesso. Sì, esatto, imito me stesso tutto il tempo". Forse il vino è il celebre Nightrain, celebrato nell'omonima canzone estratta dal primo indimenticabile album, una bevanda mediocre e molto forte venduta per pochi spicci. I Guns si ubriacavano spesso così, almeno quando erano poveri e sconosciuti. La struttura del brano è semplice e basilare e non riserva sorprese, dopo il secondo ritornello arriva l'immancabile assolo di Slash che col suo stile fluido violenta le pentatoniche come lui e pochi altri sanno fare. Una bomba hard rock davvero travolgente, nonché uno dei primissimi brani composti dalla formazione californiana. In tre minuti tutto è già terminato, e già qui emergono le caratteristiche e gli ingredienti del futuro capolavoro Appetite For Destruction e di una band che vive costantemente in bilico.

Nice Boys

Cover dei mitici Rose Tattoo, hard rock band australiana che purtroppo non ha mai raggiunto la popolarità che meritava, Nice Boys (Bravi Ragazzi) prosegue il tema tracciato dall'apripista Reckless Life, con quel mix di hard e di punk messo alla base per un inno alla strada e alla vita spericolata. Anche in questo contesto si parla di un adolescente ribelle che fugge da casa, sedotto dalle luci della città, con tanti sogni da realizzare, ma che poi si ritrova in un mare di guai a condurre un'esistenza disastrata. La protagonista è una lei: "Lei colpisce come una rosa sbocciata, odora il dolce profumo, il colore svanito e i petali caduti. In città nessuno piange, e nelle strade giacciono i rifiuti, protetti da milioni di mosche e da scarafaggi così grandi che sembrano scheletri che vanno e vengono da una casa all'altra". Musicalmente il pezzo parte con la batteria in solitaria che martella le orecchie con un ritmo hardcore al quale si aggiungono basso e chitarre con accordi semplici e corposi. La voce di Axl resta per tutta la canzone sulle tonalità stridule e acide che abbiamo già sentito in Reckless Life. Sicuramente il giovane Rose doveva ancora imparare a sfruttare le diverse dinamiche che nel resto della sua carriera renderà il suo timbro ancor più caratteristico e unico. Il ragazzo fa comunque un ottimo lavoro riuscendo a mantenere tonalità altissime per tutto il pezzo. A livello strumentale il brano è semplice e ha tutto il suo appeal nella potenza e nella regolarità della sezione ritmica, mentre il testo è lineare e diretto come un pugno allo stomaco. "I bravi ragazzi non suonano rock n' roll, io non lo sono mai stato. Lei aveva sedici anni, era fresca e pulita, ma ha fatto male a voler far parte della scena. Ha incontrato un uomo, se ne è invaghita, ed ora ne paga il prezzo". La ragazza protagonista ormai non ha più nulla del suo candore originario, il suo dolce e pulito viso è stato corrotto dalla vita irregolare che conduce, tra prostituzione e tossicodipendenza. "Lei compiace i ragazzi e si fa trattare come un giocattolo, lei è una dura e ci sa fare, brucia la sua vita, vivendo su promesse mai mantenute. Giovane e fresca è arrivata in città, ma ora vive in una stanza lercia, uccidendo il dolore con un ago e un cucchiaino". Il triste destino della giovane è purtroppo segnato, l'eroina la sta divorando, bruciando la sua giovane vita.

Move To The City

Anche Move To The City (Muoviti Dalla Città) viene ripescata dal repertorio degli Hollywood Rose, composta in altri tempi e da un'altra formazione. Nonostante un ritmo diverso, più cadenzato e rock and roll, la canzone si inserisce comunque nel filone della prima metà del disco, ovvero quello stradaiolo e ribelle, proseguendo il leitmotiv del primo EP. "Fai la valigia e ti muovi per la città, qualcosa ti manca in casa. Ti sistemi i capelli e ti senti bene, è tempo di fuggire. Lotti sempre con i tuoi genitori, la tua famiglia è un grosso problema. Muoviti in città, dove tutto ha un nuovo inizio". La città, ancora una volta, attrae con le sue meraviglie e i suoi pericoli. Tutto in città è misterioso e seducente, ma bisogna sapersi adattare per sopravvivere, non è facile adeguarsi, non è semplice resistere ai richiami del peccato. Rispetto alle prime due tracce i ritmi calano e passano dal punk hardcore ad un boogie rock decisamente coinvolgente. I riffs di chitarra sono pensati come fossero una sezione di fiati di una big band, non per niente i Guns, anni dopo, quando sul palco ci sarà un piccolo esercito di turnisti ad accompagnarli, aggiungeranno trombe e sax a dare brio al pezzo. Dato il tipo di brano, la voce di Axl è meno tirata rispetto ai pezzi precedenti, anche più controllata. "Rubi l'auto di tua madre e la carta di credito di tuo padre, hai sedici anni e non hai un lavoro, non potrai andare troppo lontano così. Ti divincoli tra insegnanti e poliziotti, questa vita è pazzesca, ma tu muoviti in città, vedrai". La band suona coesa e compatta e tutti gli stacchi sono precisi, puntuali e con un grandissimo groove. Buono il lavoro delle due chitarre che suonano principalmente compatte aggiungendo numerose sfumature di colore grazie a piccole differenze di pennata e fraseggi dovuti ai due stili complementari di Slash ed Izzy. Il testo è un piccolo inno esortativo: il protagonista abbandona il piccolo e noioso paese di nascita per giocarsi tutto nella grande città dove si "creano uomini adulti". Puro rock and roll primordiale che esalta il magnetismo di una città come Los Angeles, ma che allo stesso tempo mette in guardia dai pericoli della metropoli. "Sei in giro, non è poi così bello, hai bisogno di qualcosa di nuovo, fai di tutto per racimolare soldi, prima di finire in ginocchio. Io sto sempre contrattando con locali e drogati, questa città è un grosso problema, ma è da qui che si ricomincia". In città si cresce, si matura, in qualche modo si rinasce.

Mama Kin

Mama Kin (Parenti Materni) è la cover degli Aerosmith, idoli indiscussi dei Guns n' Roses, composta nel 1973 per il primo omonimo album della band di Boston. Un brano talmente importante che, durante le registrazioni, Steven Tyler si tatua il titolo sul braccio, speranzoso che sarebbe stata una hit clamorosa, cosa che poi si avvererà. La canzone comprende un riff di chitarra di base, con un forte controtempo ritmico che si trova tra i testi nella strofa e in tutto il ponte. Ci sono anche sax intervallati durante la canzone. "Non è facile vivere come uno zingaro, ti direi come mi sento. Ho sognato, fluttuato nella corrente e perduto il sentore di ciò che è reale. Non sai mai dove sei, ama tutto ma mantieni un profilo basso". Vivere in città, allo sbaraglio, lontano dai parenti, è un po' come essere nomade, un gitano che sopravvive in strada giorno dopo giorno. La città va amata, ma anche temuta e rispettata, poiché qui vige la regola del più furbo e del più forte. "Ti senti svanire, sei fuori moda, entri in contatto con i parenti di tua madre. Sei sempre nervoso, la tua coda si dimena, spari fuoco dalla bocca come un drago, agisci come pazzo". Il vizio è dietro l'angolo, difficile mantenere il controllo, e ben presto se ne pagano le conseguenze. "Fai meglio a guardarti attorno, perché molto presto ti ritroverai a trascinare il carro sulla schiena. Non è semplice vivere come desideri, è difficile trovare la pace mentale, lo so, vedo che non sei soddisfatto, ma non dimenticare di lasciarmi una striscia". Anche qui c'è il riferimento alla cocaina, mentre la canzone è divertente e trascinante, semplice e diretta, costruita su un bel groove di chitarre e con una sezione ritmica ottima, così come la prova vocale. Un boogie grezzo e diretto che i Guns riproporranno dal vivo anche negli anni a seguire, nonostante il vasto repertorio di pezzi originali. "Pensi che ha diciotto anni sarai calvo come un uovo e che lavorerai con tuo padre, ma hai ancora tanti sogni da realizzare. Resta in contatto con la mamma, dille cosa vuoi fare e chi sei davvero".

Patience

La seconda metà del disco viene introdotta dalla pacata e rilassante Patience (Pazienza), ballatona strappalacrime che vede un Axl Rose pensieroso e malinconico. "Ho versato una lacrima perché mi manchi, ancora sorrido quando di penso, ogni giorno. C'è stato un tempo in cui non ero sicuro di niente tranne che di te, che guarivi la mia mente. Ora sei nel mio cuore". Il vocalist si sta riferendo, molto probabilmente, al suo tempestoso rapporto con la modella Erin Everly, figlia di Don Everly degli Everly Brothers, con cui ha una relazione burrascosa, tanto da sposarsi e divorziare nel giro di quarantotto ore. Alcuni invece, tra le note, leggono riferimenti al chitarrista Izzy Stradlin e alla sua compagna Angela Nicoletti McCoy. "E allora, ragazza, prendila serenamente, tutto si sistemerà, serve solo un po' di pazienza. Torneremo insieme, ci vuole solo pazienza" la rassicura Axl, contornato dalle tre chitarre acustiche, in una specie di brano folk che rilassa i sensi. Nel video, i ragazzi si trovano in un hotel all'interno del quale numerose persone svaniscono lentamente. Girato dal regista Nigel Dick, la clip viene registrata nel giorno di San Valentino del 1989, mentre si sovrappongono altre scene girate negli studi di registrazione Record Plant di L.A.. Nel video compare per l'ultima volta il batterista Steven Adler, anche se non suona nel brano, prima di essere licenziato per problemi legati al forte uso di eroina. "Sto seduto sulle scale, meglio che rimanga solo, se non ti posso avere subito allora aspetterò. A volte mi viene l'ansia, ma non si può far fretta al tempo". Una ballata entrata nella storia, che trascina le vendite di tutto l'album, essendo l'unico singolo estratto e lanciato mentre la band è ancora in giro per il mondo.

Used To Love Her

Used To Love Her (L'Amavo) è una divertente e macabra cantilena, ricca di ironia. A differenza di quanto si possa credere, la canzone non tratta del rapporto tra Rose e la sua ragazza, ma viene ispirata dall'ascolto di un programma radiofonico durante il quale un tizio in collegamento si lamenta del fatto di essere trattato male dalla sua fidanzata. Izzy, a quel punto, non poco infastidito dall'argomento, propone l'idea di scrivere un pezzo basato proprio sulla discussione ascoltata. E così le liriche nascono in pochi minuti, trascinando con sé le ovvie polemiche da parte degli ascoltatori occasionali, che accusano il gruppo di misoginia. "L'amavo ma ho dovuto ucciderla, ho dovuto metterla sotto due metri di terra e sento ancora che si lamenta. Sapevo che mi sarebbe mancata, così ho dovuto tenermela, è sepolta giù in cortile". In effetti, il testo è cinico, ma si capisce che è costruito con ironia: "L'amavo ma ho dovuto ucciderla, si lagnava sempre, mi faceva impazzire, e ora sono più sereno". Anche in questo caso è da sottolineare l'ottima prova di Slash che riesce a dimostrare una grandissima pulizia di esecuzione. Il testo è assolutamente dissacrante e volutamente provocatorio, un folk quasi danzereccio da ascoltare con una bella birra in mano, facendo baldoria.

You're Crazy

Ripresa dall'album di debutto, You're Crazy (Sei Pazza) si scrolla di dosso la corazza hard rock e punk per trasformarsi in una delicata nenia, mantenendo comunque un clima apocalittico e isterico di fondo. La traccia viene riarrangiata in veste acustica, perciò non è più il proiettile originario, ma un bellissimo pezzo amaro che tratta di un amore rifiutato. "Sto cercando una traccia nel cuore, sto cercando un amante in un mondo troppo cupo. Tu non vuoi il mio amore, vuoi solo soddisfazione. Tu stai cercando te stessa in un altro. Ti ho cercata ovunque, ma tu sei pazza, sei una fottuta pazza". Se l'originale è una tempesta punk rock con la voce tirata a mille, questa versione risulta un boogie blues corposo e sulfureo. L'interpretazione di Axl gioca inizialmente su toni medio bassi col suo timbro nasale e riconoscibile fra mille, per poi raggiungere tonalità alte e stridule e ritornare nuovamente su toni medio bassi. Insomma, un magistrale utilizzo delle dinamiche e delle potenzialità della sua ugola. La performance della band è controllata ed efficace con le parti di chitarra solista ancora una volta a spiccare sul resto. Il testo gioca ancora sull'ironia, come nella precedente perla: "Dimmi, da dove vieni, qual è il tuo punto di vista. Quando ero più giovane desideravo conoscere uno come te. Ma tu non vuoi il mio amore". Un amore troncato e un senso di fastidio che disgusta il protagonista delle liriche, lo stesso amareggiato disgusto che troviamo nella seguente conclusiva canzone.

One In A Million

Il brano più discusso dell'album, quello che ha creato più polemiche in assoluto per colpa di un Rose irrefrenabile e provocatorio, si intitola One In A Million (Uno su un Milione), gioiello acustico dalla grande melodia ma dal testo spinto che procura una marea di polemiche alla band, accusata di utilizzare toni misogini, anarchici e razzisti. "Avevo bisogno di isolarmi un po', avevo bisogno di quiete e l'ho trovata sulla sesta a Los Angeles, forse ci vorrebbe un Greyhound. Polizia e negri, levatevi di torno, non compro nessuna catenina d'oro, niente bracciali, lasciatemi stare". I toni sono sicuramente sprezzanti, tanto che il vocalist, qualche tempo dopo cercherà di giustificare le sue parole intendendo poliziotti, neri e omosessuali come figure metaforiche per indicare dolore e ipocrisia nella società occidentale moderna, fino a citare il brano di John Lennon Woman Is The Nigger Of The World. "Sei uno tra un milione, questo è ciò che sei, una meteora. Forse un giorno ti vedremo prima che tu faccia piangere, abbiamo provato a raggiungerti ma eri troppo in alto. Immigrati e finocchi non hanno senso per me, vengono qui e pensano di fare quello che vogliono, spargono malattie e parlano cento lingue". Il famigerato testo è uno sfogo contro tutto e tutti, persino contro i moralisti che prevedibilmente avrebbero criticato quanto cantato. Scattano immediatamente le prese di posizione da parte di comitati di categoria e la tempesta mediatica negativa che ne deriva è di proporzioni epiche, almeno negli Stati Uniti. Dal punto di vista musicale il brano è una folk song con la chitarra acustica in evidenza ed un'elettrica a sporcare il sound in sottofondo, e percussioni e bonghi al posto della batteria per dare un sentore tribale. Nel finale possiamo sentire anche un tappeto di pianoforte, ovviamente suonato da Axl, strumento che viene per la prima volta utilizzato nella produzione discografica dei Guns n' Roses. "Alcuni dicono che sono pigro, altri che sono come sono, altri ancora che sono pazzo, ma so di far parte di quelli che hanno un destino da portare avanti. Radicali e razzisti, non odiatemi, sono un bianco di provincia, cerco solo di capirci qualcosa. Non ho bisogno della vostra religione, nemmeno della tv, faccio solo la mia vita ed è già abbastanza".

Conclusioni

"Tutto ciò che conoscete è sbagliato". Prendo in prestito lo slogan inventato dagli U2 negli anni 90 per tracciare un ponte ideologico con l'album appena esaminato. Bugie, scandalose bugie, ciò che alimenta lo star-system, l'ingrediente che rende il tutto più magico, sicuramente più misterioso. La storia dei singoli musicisti, che davvero hanno vissuto la strada e hanno creduto nel proprio destino, appare quasi fiabesca, sembra una storia inventata, una bugia, appunto, come nel caso del finto live Live ?!* @ Like A Suicide, invece è tutto vero. Questa è la storia della realizzazione di un sogno. Suddiviso in due parti, Lies mostra la doppia identità dei Guns n' Roses, da una parte quella spericolata e trasgressiva che si può ammirare sul palco, dall'altra quella intima e riflessiva che fuoriesce nei momenti di solitudine. In entrambi i casi però, la band evidenzia una certa tensione costante, e se si prendono ad esempio i brani più quieti, quelli acustici, troviamo testi provocatori, pieni di cinismo. Il più emblematico? È semplice, la polemica One In A Million, dove Axl Rose si scaglia contro le minoranze e le forze dell'ordine, e per questo motivo viene accusato di misoginia, razzismo e anarchia, tutte accuse che lo stesso vocalist cercherà di smentire in diverse interviste. Ma il suo carattere nevrotico e schizofrenico è una caratteristica fondamentale della musica e dell'aspetto iconografico dei Guns n' Roses, una band che è il simbolo stesso del rock and roll, e che incarna tutto ciò che ruota attorno al mondo rock. Droghe, sesso e peccati compresi. La copertina dell'album, non a caso, riflette questa filosofia dello scandalo, laddove la band gioca con i quotidiani facendone una scabrosa parodia che negli Stati Uniti creerà scalpore e verrà censurata. Nel corso del tempo, infatti, la cover subisce modifiche, tra cui l'applicazione di adesivi nelle parti sensibili, oppure censure e tagli per i titoli più offensivi di questi finti articoli di giornale. La verità è che l'artwork omaggia il disco live del 1972 di John Lennon e la sua Plastic Ono Band, uno degli artisti preferiti di Rose, intitolato Some Time In New York City, oppure il leggendario Thick As A Brick dei Jethro Tull. Se l'estetica di Lies mette in evidenza alcune influenze della musica passata, lo stesso succede con i brani proposti, specialmente quelli del primo EP, all'interno del quale sono presenti le cover Mama Kin degli Aerosmith e Nice Boys dei Rose Tattoo, due delle band preferite dai singoli componenti. I Guns n' Roses apprendono bene la lezione dei loro idoli hard rock e la mettono in pratica, evidenziando una grande alchimia e una forza che appartiene solo ai grandi. Per essere un disco costruito in poche settimane, nel mezzo di un tour mondiale che porta la band a suonare di spalla a nomi importanti come Cult, Motley Crue e Alice Cooper, non senza qualche intoppo, come il polso slogato del batterista Steven Adler durante una rissa, i preparativi di matrimonio di Duff e le varie sbornie notturne e deliri tossici che rallentano i concerti, allungando il tour di svariati mesi, Lies è il classico lavoro tappabuchi voluto dall'etichetta e che serve a sfamare i fans nell'attesa di un nuovo vero studio-album. E nel momento in cui Lies esce dei negozi, giunge la repentina ascesa dei Guns n' Roses grazie ai brani di Appetite For Destruction che, un anno in ritardo, iniziano a scalare le classifiche di tutto mondo, diventando ben presto immortali, entrando nell'immaginario comune. Prima che il tour finisca, la band, di supporto in Nord America e in Giappone ad Aerosmith e Iron Maiden, diventa più popolare e seguita dei gruppi per cui apre. Le vendite del debutto trascinano anche quelle di questo secondo disco (che arriverà a superare le 7 milioni di copie), tanto che la Geffen decide di girare un videoclip del brano Patience, strepitosa ballata che incide profondamente gli anni 80, scolpendo per sempre il cuore di milioni di ascoltatori. Patience esce nella primavera del 1989, la canzone è suonata con tre chitarre acustiche in un'unica sessione, mentre il testo, accreditato all'intera band ma ideato da Axl Rose, parla di un problematico rapporto d'amore, forse tra lo stesso cantante e la modella Erin Everly, con la quale resta sposato per due giorni soltanto, o forse tra Izzy e la compagna Angela McCoy. Tra proiettili hard rock come Reckless Life, scritta ai tempi degli Hollywood Rose, o come Nice Boys e Move To The City, pezzi che parlano di vita di strada, tra divertimenti ed esagerazioni, e delle difficoltà nell'adattarsi alla società contemporanea, e raffinati pezzi riflessivi che trattano di dolori come Patience o Use To Love Her, c'è spazio per le nevrotiche You're Crazy, rifacimento acustico della traccia presente in Appetite For Destruction, e la già citata One In A Million, perla melodica capace di attirarsi le accuse della società americana dell'epoca a causa di un testo decisamente controverso. Lies è un disco che rappresenta l'essenza stessa dei Guns n' Roses, nel bene e nel male, e le molteplici sfaccettature di una formazione provocatrice che si impone tra i giganti della storia della musica, entrando di diritto nella leggenda del rock and roll.

1) Reckless Life
2) Nice Boys
3) Move To The City
4) Mama Kin
5) Patience
6) Used To Love Her
7) You're Crazy
8) One In A Million
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