GRAVE

As Rapture Comes

2006 - Century Media

A CURA DI
ANGELO LORENZO TENACE
18/11/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Quando si pensa al death metal svedese più legato alla vecchia scuola ed intransigente, i primi nomi a balzare in mente sono Entombed, Dismember, Unleashed e primi Hypocrisy. Ma molti dimenticano i pur validi Grave, attivi dal 1988, che gettarono le basi per ciò che è oggi il death svedese, (senza togliere nulla alle band appena citate, che anche hanno la stessa notevole importanza storica nel genere) con un paio di capolavori indiscussi come "Into The Grave" nel 1991 e "You'll Never See..." nel 1992, che sono impregnati di un mood oscuro e marcio fino al midollo, caratteristica che accompagnerà ogni nuova release, anche quelle meno riuscite come "Hating Life" nel 1996, seguita poi da un temporaneo scoglimento, e poi  "Back From The Grave" nel 2002, dovuti anche alla perdita di un membro storico nonchè fondatore insieme ad Ola Lindgren(leader e principale songwriter), Jörgen Sandström, dal growl molto maligno e gutturale (che farà grandi cose nei Project Hate MCMXCIX). I nostri infatti dopo quelle due uscite, e con Ola alle vocals, riuscirono a riprendersi dandoci prima una mazzata come "Fiendish Regression" nel 2004, che aggiungeva elementi nuovi ad un sound rinvigorito di ira, e poi con il lavoro preso qui in tesi "As Rapture Comes" uscito a due anni di distanza su Century Media, prodotto dai Grave e registrato fra i Soulless Studios e gli Abyss Studios di Peter Tägtgren, procedendo con un ulteriore estremizzazione di ciò che era stato fatto in precedenza, e quindi divenendo l'album più pesante partorito dal combo. L'album potrebbe essere interpretato come un concept sulla guerra finale fra gli Inferi ed il Regno celeste, visto che il tema principale è un odio disumano verso l'umanità e il cristianesimo, tutto sommato tema non estraneo alle liriche della band.



Il nostro viaggio inizia dalle viscere dell'inferno con una breve intro "Day Of Reckoning" la resa dei conti, che appunto evoca atmosfere infernali dense di versi demoniaci e urla disperate dei dannati. Ed ecco che la guerra comincia con "Burn" brano strutturato da parti serrate che poi sfociano in una furia sonora improvvisa, un vero e proprio macigno sonoro, in cui le armate infernali iniziano a ditruggere tutto ciò che è il cristianesimo, in cerca del figlio di Dio. Più movimentata "Trough Eternity", intervallata da brusche accellerazioni e blast-beat, fino al break centrale pesantissimo e devastante, che narra dell'offerta del demonio ad unirci alla sua causa. Lentamente parte "By Demons Bred" per poi snodarsi in una carneficina sonora che rade al suolo i nostri padiglioni auricolari, con un Ola Lindgren letteralmente indemoniato, che vomita odio a non finire contro la religione. "Living The Dead Behind" è tranquillamente il pezzo più complesso e lungo della tracklist, oltre che essere un inno alla misantropia. Infatti il brano è costituito da molti stop n'go, con parti rallentate schiacciasassi, e accellerazioni assassine. All'insegna della furia abbiamo "Unholy Terror" che è composta da parecchi blast-beat, senza tregua, come una bestia bloccata da delle catene che si contorce fino a spezzarle per divorare colui che l'ha legata, grande performance per Pelle Eckegren alla batteria. I demoni sono arrivati in Paradiso ed è qui che comincia "Battle Of Eden" l'unico vero e proprio mid-tempo della tracklist, ma non per questo un brano veramente coinvolgente, che nel suo avanzare riesce a ricreare l'atmosfera bellica fra i due regni ad un passo dal conflitto finale. La vittoria è delle armate infernali ed "Epic Obliteration" ne festeggia tale successo. Il brano più devastante del lotto, un vero e proprio massacro, infatti è tiratissima, condita da parecchi blast beat e da un break dissonante che mette tutto a ferro e a fuoco. Ed ora arriviamo alla sorpresa dell'album "Them Bones", gli amanti degli Alice In Chains storceranno un pò il naso, ma se si è appassionati sia di death metal, che di grunge, non si può non apprezzare tale cover. A chiudere il disco troviamo "As Rapture Comes" che parla dell'Inferno sulla terra, in seguito alla guerra. Il brano parte come un mid tempo che aumenta di velocità nel suo proseguimento fino al devastante finale intervallato da una campana e da voci e urla demoniache.



In chiusura posso soltanto dire che ogni brano è veramente di buona fattura, infatti nella tracklist non c'è una traccia che sovrasti l'altra, per un lavoro davvero omogeneo e compatto. La produzione è molto buona, con chitarre a "motosega" come da tradizione e con ogni strumento al posto giusto. Menzione speciale per le vocals di Ola Lindgren che in questo album riesce a non farci rimpiangere Jörgen Sandström, e ottimo lavoro per quello che purtroppo sarà l'ultimo lavoro con i nostri per Pelle Eckegren. Quest'album non sarà "Into The Grave" ma può essere considerato il capolavoro dei Grave post reunion, oppure se siete dei neofiti, un buon disco di death metal marcio e crudo, come il diavolo comanda!


1) Day Of Reckoning
2) Burn
3) Trough Eternity
4) By Demons Bred
5) Living The Dead Behind
6) Unholy Terror
7) Battle Of Eden
8) Epic Obliteration
9) Them Bones 
(Alice In Chains Cover)
10) As Rapture Comes

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