GOD DETHRONED

Passiondale

2009 - Metal Blade Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI
20/03/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Ultimamente ho sempre più notato una strana tendenza del death metal ad avvicinarsi alla storia per trarne contenuti più elevati soprattutto a livello lirico. Questa tendenza, che sembra essere iniziata con i Brutal Death metaller Nile (che con i loro testi ci portano a scoprire le bellezze e le leggende dell'antico Egitto), si sta sempre più affermando grazie ad altri gruppi come Ex-Deo e God Dethroned. Ed è proprio di questi ultimi che oggi voglio parlarvi presentandovi "Passiondale", concept album costruito attorno alla storia della battaglia di Passchendaele. Passchendaele era un paesino belga che costituiva la linea di divisione tra le trincee tedesche e quelle inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. Essendo un punto di eccezionale importanza strategica per garantirsi l'accesso al Belgio occupato dai tedeschi, fu teatro di una delle battaglie più cruente dell'intera "Grande Guerra", con più di 700000 morti tra entrambe le fazioni. La cruenza delle battaglie in trincea, le condizioni climatiche avverse (pioggia e gelo che trasformarono lo spazio tra le trincee in un pantano impraticabile), e il numero esorbitante di morti e feriti gli valse il soprannome di "Passiondale". Descritto lo scenario nel quale i nostri 3 olandesi ci vogliono trascinare, mettiamo il cd nel nostro lettore e subito veniamo accolti da lontani suoni di battaglia e dalla voce preoccupata di una donna che ci parla in una lingua (almeno a me) sconosciuta.Dopo questo piccolo intro, andiamo alla seconda traccia e..... Magicamente anche noi siamo nel mezzo della battaglia. "Under a Darkening Sky" è un pezzo assolutamente feroce ed epico, con la chitarra di Henri Sattler pronta a ridurci in poltiglia come farebbe una mitragliatrice da trincea e la sua voce che sembra non volerci lasciare tregua esattamente come in guerra. "Stuck on a bayonet, or shot at dawn Life expectancy, there is none". Arriviamo a "No Man's Land", con Henri Sattler che ci racconta crudamente di quegli inutili assalti frontali verso le trincee nemiche, dove centinaia e centinaia di giovani soldati rimanevano uccisi dal fuoco delle mitragliatrici e dalle baionette dei nemici e ben ci descrive la "vita" in trincea, dove la morte sembrava essere dietro ogni angolo. Arriviamo a "Poison Fog" e subito andiamo incontro ad un altro degli orrori di questa assurda guerra, i Gas Asfissianti. La ferocia di questo pezzo (sicuramente uno dei capolavori dell'album) unita alla sua epicità e ad una linea melodica azzeccatissima (bellissimo il testo della parte che il buon Sattler canta in Clean), colpiranno sicuramente nel profondo l'animo dell'ascoltatore portandolo esattamente nel bel mezzo di questa asfissiante nuvola di morte. Alla quinta traccia ci troviamo di fronte a "Drowning in Mud" pezzo dal riffaggio Thrash/Death molto violento dove risalta lo splendido lavoro della sezione ritmica costituita da Henk Zinger (Basso) e Roel Sanders (batteria) che non sbaglia un colpo e ben supporta lo splendido songwriting ad opera del Leader Henri Sattler. Arrivati al "giro di boa" ci troviamo di fronte alla Titletrack, la bellissima "Passiondale", che partendo con un intro dall'incedere epico si rivela sempre di più una cavalcata di puro Melodic Death Metal dove le parti più brutali si alternano alle parti più melodiche per darci veramente quel senso di oppressione e odio che ogni guerra da' a coloro che son coinvolti. L'outro melodico di "Passiondale" lascia le nostre orecchie che subito vengono dilaniate da "No Survivor", ferocissimo pezzo che comunque non dimentica la melodia e che rende ben fede al suo titolo. Nessuno vuole sopravvissuti in questa guerra, è veramente un gioco al massacro. È con "Behind Enemy Lines" che l'evocatività di quest'album aumenta a dismisura. L'atmosfera oppressiva e morbosa che questo pezzo riesce a trasmettere all'ascoltatore rende benissimo l'idea di trovarsi dietro le linee nemiche, dove ogni passo falso potrebbe portarci alla morte. La nona traccia, "Fallen Empires" ci fa notare come il songwriting che caratterizza l'album sia un unione perfetta tra parti melodiche dove è l'epicità a far da padrona e parti brutali dove la violenza di ogni guerra viene descritta divinamente. La chiusura di questo bellissimo viaggio attraverso le trincee e gli orrori della Grande Guerra è affidata a "Artifacts of the Great War", outro strumentale di meravigliosa epicità che ben conclude un album epico, violento ed emozionale che ci ha fatto vivere in prima persona il peggior orrore che l'uomo è in grado di creare, la Guerra.


1) The Cross of Sacrifice
2) Under a Darkening Sky
3) No Man's Land
4) Poison Fog
5) Drowning in Mud
6) Passiondale
7) No Survivors
8) Behind Enemy Lines
9) Fallen Empires
10) Artifacts of the Great War

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