GAMMA RAY

Somewhere Out In Space

1997 - Noise Records

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
10/07/2011
TEMPO DI LETTURA:
9,5

Recensione

Viaggiare nello spazio, esplorare galassie, scoprire forme di vita che popolano altri pianeti; dite la verità, chi non ha mai desiderato almeno una volta in vita sua una cosa del genere? Uno dei tantissimi ed enormi poteri che la musica ha sempre avuto è quello di catapultarci in un'altra realtà, facendoci così vivere in prima persona delle avventure fantastiche ed indimenticabili. Nel 1997 mi sono bastate 33.000 delle vecchie lire (quanta nostalgia,sigh) per poter diventare protagonista di una delle saghe fantascientifiche più avvincenti nella storia del metal e tutto questo lo devo agli inossidabili teutonici Gamma Ray ed al loro concept Somewhere Out In Space! Il quinto album in studio della magnifica creatura partorita nel 1989 dal generale Kai Hansen dopo il traumatico divorzio dagli Helloween è riconosciuto universalmente come uno dei masterpieces assoluti del power metal, un lavoro che ha entusiasmato sia quelli che sono cresciuti a pane e i due Keeper Of The Seven Keys, sia quelli che hanno scoperto il genere nella seconda metà degli anni novanta. Il disco è il secondo lavoro dove ritroviamo il chitarrista ad occuparsi anche di tutte le parti vocali, il felice ritorno al microfono col precedente Land Of The Free (a ben dieci anni di distanza da Walls Of Jericho delle zucche!) aveva ormai messo in chiaro che dopo lo split con Ralf Scheepers soltanto lui poteva fregiarsi del titolo di cantante del raggio gamma! La line up aveva subito dei cambiamenti decisamente importanti, il fedelissimo Dirk Schlächter (la sua prima collaborazione con la band risale al lontano 1990,anno di pubblicazione del debutto Heading For Tomorrow) passa dalla chitarra al basso prendendo così il posto di Jan Rubach, i ruoli di chitarrista e batterista vengono ricoperti rispettivamente da Henjo Richter e Dan Zimmermann, la scelta di questi due musicisti si rivela vincente considerato che da allora la formazione non ha più subìto nessun tipo di avvicendamento, questa stabilità costituirà un altro dei (tanti) punti di forza dei tedeschi. Fin da questo cd i nuovi arrivati a livello tecnico e compositivo hanno dato un contributo a dir poco fondamentale, le loro capacità vengono immediatamente messe in risalto in tutte le tracce che lo compongono. Siete pronti per far partire questa coraggiosa e straordinaria astronave? Se la risposta è affermativa lasciatevi trasportare dalla potenza sovrumana dell'opener Beyond The Black Hole! Non si può resistere ad un gruppo che ci travolge con una cavalcata velocissima ricca di sublimi melodie, con delle chitarre che si sfidano in un incredibile turbinio di assoli, riffs, armonizzazioni ed impreziosita da un ritornello che ci fa gridare: Kai, grazie per tutto questo! Sei minuti che ci fanno rivivere le stesse emozioni che proviamo ascoltando gli immortali album degli Helloween, soltanto i più grandi possono regalarci una partenza di tale caratura. Non c'è tempo di riflettere, si passa rapidamente a Men,Martians And Machines, un lampo accecante dove l'ombra dei mitici Judas Priest è sempre dietro l'angolo, la prestazione vocale di Hansen è degna di nota, come il buon vino invecchiando migliora sempre di più. No Stranger (Another Day In Life) è metallo allo stato puro nelle strofe e magia melodica nel refrain, due anime distinte che creano un'unione che si avvicina tantissimo al concetto di perfezione. La title track è una speed song estremamente grintosa ed ipertecnica, la doppia cassa impazzita di Zimmermann metterà a dura prova gli altoparlanti del vostro stereo ed i vetri delle vostre finestre ed i poderosi cori presenti vi sproneranno a dare il massimo in questa battaglia spaziale ma non deponete le armi perchè con Guardians Of Mankind continuerete a viaggiare per la conquista galattica, in questa traccia il dinamismo regna sovrano, la band passa con una facilità disarmante da momenti cadenzati ad altri più veloci. The Landing è un roccioso preludio a metà tra il cantato ed il narrato ad uno degli highlights del disco: Valley Of The Kings (scelto come singolo apripista) pezzo dal ritmo sostenuto ed energico, contornato da tastiere che donano un'atmosfera futuristica (poteva essere diversamente?) e da un ritornello che più epico non si può, è un dovere morale continuare a porgere i nostri complimenti ai Gamma Ray! E' giunto il momento di tirare un pò il fiato con Pray, una ballad sognante dove personalmente fin dalla prima volta che l'ho ascoltata ho trovato più di un richiamo ai grandissimi Queen, track leggermente sottotono rispetto al resto dell'album ma comunque sempre gradevole. Si riparte in quarta con The Winged Horse, brano dove il meraviglioso lavoro di chitarre e keyboards ci conduce in un universo sempre più immenso e misterioso, Kai con la sua voce si riconferma il grande comandante che tutti conosciamo. Cosmic Chaos è un assolo di batteria di poco meno di un minuto che prepara il terreno a Lost In The Future, un'altra bordata metallica senza compromessi; la velocità elevatissima, la versatile e coinvolgente interpretazione del leader ed il breve intermezzo prima dei solos dove viene ripreso il tema di "Oh Susanna Non Piangere Perchè..." ci fanno esaltare come dei bambini al colmo della felicità! Watcher In The Sky la potremmo definire come esempio di canzone condivisa in quanto è presente anche nell'album di debutto (pubblicato qualche mese prima) degli Iron Savior, il supergruppo che oltre a Kai vedeva  protagonisti il cantante/chitarrista Piet Sielck (amico di vecchia data e non dimentichiamolo... cofondatore di quelli che poi sarebbero diventati gli Helloween) ed il batterista dei Blind Guardian Thomen Stauch, la track è un classicissimo up tempo teutonico con un ritornello di facile presa e con un intervento vocale breve ma piuttosto efficace di Sielck. Arriviamo così all'accoppiata Rising Star/Shine On, sfido chiunque a non esaltarsi ascoltando un tripudio come questo fatto di soavi melodie, maestosi cori cinematografici, tecnica strabiliante ed un finale da autentica opera metal, ancora una volta dobbiamo ringraziare Kai ed il suo equipaggio per tutte le fortissime emozioni che ci regalano! Il viaggio sta per giungere alla sua conclusione, i Gamma Ray come ultima chicca ci deliziano con un'eccezionale versione di un mega classico come Return To Fantasy degli Uriah Heep, cover molto fedele all'originale a cui è stata aggiunta una cospicua dose di metallo che per noi è sempre oro colato! Ora siamo davvero arrivati alla fine di una favolosa esperienza con pochi precedenti, so per certo che nello spazio non ci andrò mai ma se voglio provare l'emozione di un'esplorazione intergalattica mi basta mettere per la millesima volta nel mio lettore Somewhere Out In Space, chiudere gli occhi e partire insime al gruppo... A volte ci vuole veramente poco per avvicinare i nostri sogni alla realtà!


1) Beyond The Black Hole
2) Men, Martians And Machines
3) No Stranger (Another Day In Life)
4) Somewhere Out In Space
5) The Guardians Of Mankind
6) The Landing
7) Valley Of The Kings
8) Pray
9) The Winged Horse
10) Cosmic Chaos
11) Lost In The Future
12) Watcher In The Sky
13) Rising Star
14) Shine On

Bonus Track:
15) Return To Fantasy