EXHORDER

Slaughter In The Vatican

1990 - Roadrunner Records

A CURA DI
FURYSANGED
28/07/2011
TEMPO DI LETTURA:
10

Recensione

Benvenuti a bordo della nave Exhorder, vi auguriamo un buon viaggio verso gli abissi oscuri dell'inferno, buona permanenza.

"Slaughter in the Vatican" è il primo disco della band di New Orleans Exhorder, pubblicato nel 1990 dalla Roadrunner Records.

Questo album, insieme ad "Arise" dei Sepultura, Artillery e poi con i Pantera ha ispirato il genere Groove Metal, i Pantera sono considerati i diretti eredi del loro stile, infatti ci sono state diatribe riscontrate proprio con le sonorità di quest album particolare.

Il produttore è Scott Burns che ha lavorato con band del calibro come Death, Cannibal Corpse, Sepultura, Obituary, Atheist, Malevolent Creation, Suffocation e Cynic.

Il cd si apre con "Death in vain". Traccia molto sporca in termini di distorsione e riff molto forti, suonati con la rabbia dovuta di un vero Thrasher. Si distinguono subito Vinnie Labella & Jay Ceravolo con le loro chitarre dominanti ed incazzate.

Il ritmo cadenzato, ma perspicace, accorto e molto tecnico della batteria di Chris Nail si contraddistingue subito dalle altre sonorità Thrash, diciamo quelle della bay area e compagnia bella, per giunta l'alternanza saltellante di battute di doppio pedale continue, alternate, cadenzati e lenti per le parti per dire "melodiche" della traccia dove si evince il basso di Franky Sparcello che è molto incisivo per tutto lo svilupparsi della traccia,la voce di Kyle Thomas risulta essere molto accattivante, aggressiva, pungente ed esplosiva.

Concludendo, gli assoli di chitarra sono brevi, ma ben curati, proprio per dire "vaffanculo" nel tempo minor possibile.

Passiamo a "Homicide". La traccia è di 3.15 minuti, praticamente un altro "vaffanculo" in tempi estremi. La traccia ci porta a cavalcare un cavallo instancabile anche dopo aver attraversato diverse contee. La possiamo dividere in 3 parti: la prima è quella veloce, molto proiettata verso la velocità ma con precisione, la seconda è la parte sostenuta per così dire, dai riff molto heavy; la terza invece è quella cadenzata, ossia quella che diciamo va a sovrapporsi alla velocità dell'assolo.

La traccia sicuramente sarà ricordata per gli assoli che alternano fasi velocissime, con armonici lunghi e squillanti, con alcune parte fuse alla melodicità. Traccia epica!

Passiamo ora alla pesantissima "Desecrator", è una canzone molto semplice, ma azzecca in pieno l'archetipo del thasher perfetto, infatti la canzone presenta molte sonorità old school Thrash metal alla Slayer azzarderei, molto inquientati le urla di sottofondo in alcune strofe, perfette la voce di Kyle e le chitarre di Ceravolo e Labella, la batteria detta il tutto per un piano di esecuzione anti-poser facendo piazza pulita a colpi di ritmi classici alternati a sonorità nuove e ricercate, sperimentate.

Si arriva ai riff finali dove l'headbanging puzza di sudore già da un quarto d'ora e il sangue comincia a scorrere lento su per i volti dei Thrasher in tutto il globo. Con questa "Desecrator" ci si spacca il collo, fidatevi!

E ora passiamo alla traccia omonima della band "Exhorder", molto precisa e molto potente come traccia Thrash, un vero toccasana per i puristi del genere, ci sono parti che ricordano i Kreator, parti che ricordano gli Slayer, parti che appunto fanno di loro una band che hanno scolpito un nome nel genere e che difficilmente saranno dimenticati, purtroppo molto sottovalutati, ma noi puristi e fan accaniti del genere non trascureremo il loro nome, la traccia è un elogio a loro stessi, alla loro grandiosa capacità di composizione e di esecuzione, creatività e fantasia, molto tecnici anche in questa, con assoli precisi e ululanti, batteria forte e tagliente, una voce devastante e un basso dominante e non messo in disparte.

Passiamo a "The tragic period" che si apre con un battito di cuore accompagnato da una melodia acustica arpeggiata affascinante per poi attendere qualche secondo e cadere nei vortici riverberosi di un assolo e riff che ti porta via il cervello dall'immediato headbanging. Avvertenze? Impossibile non fare headbanging, la vostra testa si scuoterà all'ascolto dei primi riff.

I primi riff si distinguono dai secondi, perchè sono le strofe più pesanti, più ritmche,l e seconde sfociano nel Thrash e nella completa traccia che fa di noi degli schiavi di questi ragazzi, è come una scaricata di cazzotti senza pietà. Le chitarre di Vinnie Labella & Jay Ceravolo, i loro riffi intendo, sono variegati,cambi di tonalità, terze diminuite poi aumentate, poi diminuite nuovamente, poi cadenzate, armonizzate poi passa alla sola chitarra ritmica, poi l'accompagna la seconda, stupendo. Se fosse un film avrebbe vinto l'oscar per il miglior montaggio.

"Legions of death" è sicuramente la traccia che prenseta più ritmi "cadenzati" per ritmica e composizione,rispetto alle parti serrate Thrash, questi elementi pesanti, spaccaossa e da puro pogo hanno contribuito alla nascita di una bestia che non è ancora morta a distanza di 20 anni e oltre. E' una traccia molto semplice, ma degna di nota, la meno "costrutta" del cd, ma sicuramente una delle migliori.

"Anal Lust" è la penultima traccia del cd, lunga 2 minuti e poco più. Qui coagula il mondo dell'arcano, del profano, del bastardo, dello spaccaossa, del figlio di puttana che vuol uccidere il poser (immaginate una fighetta che corre e il Thrasher col sangue agli occhi che gli corre dietro, non è dolcissimo? awwwww *_*). La traccia non presenta assoli, è una purosangue Thrash senza pietà che uccide con un martello pesantissimo, talmente pesante che manco triple H riesce ad alzarlo e ad ucciderci con quello.

"Slaughter in the Vatican",è la title track,posta come ultima traccia del cd.

La traccia parte con dei cori liturgici e/o gregoriani. I primi riff che aprono la traccia sono statici, lineari, molto pesanti ed incisivi, ma poi si passa nei primi slide e alternanza di tono/semitono e roba così che spacca alla grande, un lavoro maestrale da parte dei due dei della nuova era Thrash metal, parlo di Vinnie Labella & Jay Ceravolo, i loro assoli sono maestrali ed aulici, molto strutturati e ben composti, buona la fluidità ed ottimo lo shredding. Il basso è stato imponente quanto basta, si sente molto nelle parti veloci e di accompagnamento doppio pedale. La voce del buon Kyle Thomas spacca le ossa e incute terrore, graffiata, desolata, depressa, incazzata, quanto altro potrei dire a riguardo?

La batteria della macchina da guerra, ossia Mr. Chris Nail, fa da fonte ispiratrice per gli emergenti e molti che già da tanto hanno intrapreso la strada del Thrash metal.

La traccia si conclude con un arpeggio con un pianto di un neonato, come se fosse un bimbo lasciato chissà dove a morire e che chiama quella troia della mamma chissà dove sarà andata a scopare.

Questo cd resta a distanza di anni, il punto di riferimento per molti Thrasher e quindi anche per molti musicisti. Band sottovalutata da un punto di vista, ma rispettata dai veri fan del genere. L'album con "Arise" dei Sepultura e più tardi con "Far Beyond Driven" dei Pantera contribuirà alla nascita del Post-Thrash oppure comunemente chiamato Groove Metal. Per chi volesse imparare di più deve comprare i cd di questa meravigliosa band, inspirarsi e giocare con la chitarra e con i propri strumenti, rendedoli giocattoli, perchè la musica si vive, la si sente, non la si inventa.

Dedico questa mia recensione a Frankie Sparcello, bassista della band scomparso il 23 marzo di quest'anno. Ovunque tu sia, R.I.P. Frankie.


1) Death in Vain
2) Homicide
3) Desecrator
4) Exhorder
5) The Tragic Period
6) Legions of Death
7) Anal Lust
8) Slaughter in the Vatican

correlati