EX DEO

Romulus

2009 - Nuclear Blast Records

A CURA DI
FRANCESCO PASSANISI, FABIO MALAVOLTI
16/07/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Dopo le centinaia di tributi al popolo e alla cultura Vichinga, i Nile che rendono onore all'impero Egizio, i maya omaggiati dagli Xipe Totec ed i Kronos orgogliosi cantori delle tradizioni greche sembrava proprio che mancasse l'ultimo tassello nell'Excursus storico che il Death Metal ha iniziato, abbandonando le tipiche tematiche Splatter o sataniste per elevare il livello culturare dei loro testi e raccontare agli ascoltatori la grande storia umana. Il tassello mancante è rappresentato dal potentissimo Impero Romano, che in 5 secoli di dominio ha conquistato l'intero Mediterraneo spingendosi fino al Medioriente e dando un'enorme impronta alla cultura occidentale odierna.

A dare il giusto tributo a questa era fondamentale per la storia odierna ci pensa Maurizio Iacono, canadese di nascita ma Italiano "de Core" e di Origine, frontman dei Death Metallers Kataklysm. Reclutati gli stessi musicisti della band madre, con l'aggiunta di Francois Mongrain (Basso) e Jonathan Leduc (Tastiere), Maurizio si lancia in questo Side Project dove riversa tutto l'amore per la terra dalla quale proviene la sua famiglia. In attesa di "Caligula", annunciato per l'inizio del nuovo anno, andiamo ora a riscoprire la magia ed epicità di "Romulus" uscito nel 2009 per la label Nuclear Blast. Il titolo, che rievoca il primo Re di Roma, fa chiaramente intendere che si tratta della genesi della band (formata l'anno antecedente all'uscita del disco), così come Romolo contribuì alla nascita del più vasto impero che l'uomo abbia mai conosciuto.



"Romulus, from the wolf's mouth I feed eternity

Romulus, with my brother's blood I opened wide the gates of time

Standing at the hill cliff

A flock of birds crown me

I am fathered by the god of war, I am the king of Rome"




Il disco è colmo di passaggi epici, il primo dei quali corrisponde alla title track nonchè opener "Romulus", brano capolavoro dall'intro arcano e marziale che apre le porte alla sezione ritmica che inizia ad acquisire vigore sino a formare un solido scudo sul quale Iacono posa le sue strofe, dimostrando di essere una vera bestia con il suo devastante alternarsi tra Growl e Screaming mentre ci racconta la sanguinosa fondazione di Roma, base di quello che diverrà il più grande impero mai esistito, sulle note di un brano di ottimo impatto sonoro. La storia continua con "Storm the Gates of Alesia", epico racconto della Battaglia di Alesia, che permise a Giulio Cesare di sconfiggere Vercingetorige e conquistare l'intera Gallia. Il pezzo è devastante, con una batteria martellante e un riffaggio di ottima fattura, che supporta perfettamente il duetto tra Maurizio Iacono e Nergal (meraviglioso il finale con la storica frase "Veni, Vidi, Vici" ripetuta da entrambi con potentissimi growl), primo degli ospiti ad apparire sull'album. La successiva "Cry Havoc" è un pezzo dal vasto sapore battagliero che contribuisce alla creazione di un atmosfera epica attorno al poderoso muro sonoro generato dalla sezione ritmica, con il buon Maurizio che ci racconta della guerra civile che sconvolse Roma e che vide contrapposti lo storico generale Caio Giulio Cesare al senato Romano e che permise a Giulio Cesare di diventare il primo imperatore di Roma. L'album rallenta con "In Her Dark Embrace", epico e marziale racconto dell'amore tra Giulio Cesare e la bellissima Regina d'Egitto Cleopatra. Musicalmente ci troviamo di fronte alla solita genialità alla quale siamo già stati abituati dai Kataklysm, ovvero a riff devastanti ma senza perdere mai di vista la melodia e l'atmosfera, qui veramente epica e marziale. Anche il successivo "Invictus" è di grande impatto sonoro nonchè un tributo alla grandezza di Roma e del suo imperatore Caio Giulio Cesare, ed è forse la traccia che più di tutte ci fa entrare nell'atmosfera dell'Impero Romano, dandoci l'impressione di essere dei centurioni sul campo di battaglia che assistono al discorso del loro comandante Cesare e di cantare noi stessi la sua gloria. "The Final War (Battle of Actium)" è il secondo vero e proprio capolavoro dell'album, racconto della storica battaglia di Anzio che vide contrapposti impero Romano (guidato da Ottaviano Augusto, pronipote di Giulio Cesare e suo successore) all'impero Egizio (guidato dal "traditore" Marco Antonio e dalla regina Cleopatra), traccia dal bellissimo riffaggio di chitarra (curato oltre che dai due membri dei Kataklysm Stéphane Barbe e Jean-Francois Dagenais anche dal grande Karl Sanders dei Nile) e che ci permette di notare la cura riposta in fase di produzione da parte dello stesso Dagenais. Con "Legio XIII" interrompiamo la storyline del disco per scoprire la storia della Legio XIII Gemina, ovvero la prima che storicamente attraversò il Rubicone al comando di Giulio Cesare, nonostante il tassativo divieto di passare questo fiume in assetto da combattimento. Questo meraviglioso pezzo riesce a dare la sensazione di calpestare quelle terre con i nostri piedi, seguendo instancabili il nostro generale alla conquista di Roma, ed appare come un eccellente tributo alla prodigiosa legione. La durissima "Blood, Courage and the God's That Walk the Earth" ci racconta la ruvida cultura romana che, sebbene autrice di invenzioni e scritti di importantissimo livello culturale, rimane sempre votata alla guerra e al sangue. L'intro è qualcosa di meraviglioso: si passa da un'aria vagamente imperiale ad una sezione "battagliera" dettata da una lenta cavalcata Death Metal. Un epico intro di fiati (in puro stile imperiale) annuncia alle nostre orecchie "Cruor Nostri Abbas", pezzo dove Blast Beat e Riff puramente Death Metal si incrociano con ottime melodie di chitarra e tastiere, donando al pezzo un sapore devastante ma senza abbandonare mai l'atmosfera epica tipica dell'immaginario dietro l'impero Romano messa in primo piano già dalla parte introduttiva del brano. "Surrender the Sun" è un sentito racconto della vita di un Gladiatore, quegli schiavi pagati per lottare all'interno delle Arene per il divertimento del popolo. Iacono si dimostra un geniale songwriter riuscendo a scrivere un pezzo epico che avrebbe potuto essere perfettamente inserito nella colonna sonora dello storico film di Ridley Scott. Si rivela anche'esso un brano epico ed allo stesso tempo dotato di grande orecchibilità, elemento non comune a tutte le band Death Metal. A chiudere questo meraviglioso viaggio nel tempo troviamo il semistrumentale sinfonico "The Pantheon (Jupiter's Reign)", degno finale di un album epico e meraviglioso, in grado di darci l'impressione di poter vedere con i nostri occhi la grandezza dell'impero Romano e di esserne parte integrante per tutti i 61 minuti del disco.


1) Romulus
2) Storm the Gates of Alesia
3) Cry Havoc
4) In Her Dark Embrace
5) Invictus
6) The Final War (Battle of Actium)
7) Legio XIII
8) Blood, Courage and The God's That
Walk The Earth
9) Cruor Nostri Abbas
10) Surrender the Sun
11) The Pantheon (Jupiter's Reign)

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