EUROPE

Rock the Night

1985 - Epic Records

A CURA DI
WALE ROCK
30/06/2022
TEMPO DI LETTURA:
9,5

Recensione Singolo

Una canzone che riassume nel titolo una delle attitudini rock per eccellenza è Rock the night, della band svedese Europe. Questo singolo fa parte del loro terzo album in studio: The final countdown, pubblicato nel maggio del 1986, esattamente 36 anni fa.
Rock the night è stata una delle prime canzoni composte per quest'album, addirittura già presentata due anni prima, nel 1984, durante il tour dell'album Wings of Tomorrow.
Il gruppo svedese si è formato nel 1981, ma alcuni dei suoi componenti si erano incontrarti già tre anni prima, nel 1978. I ragazzi provenivano da un sobborgo di Stoccolma e inizialmente avevano formato una rock band chiamata the WC, dove suonavano pezzi cover di band come gli UFO, i Thin Lizzy e gli Status Quo, divenendo ben presto popolari grazie soprattutto al talento del chitarrista John Norum. Dopo non molto tempo però il gruppo si sciolse a causa della poca serietà nel comporre musica di alcuni componenti, che preferivano andare in giro per feste invece di dedicarsi alla musica. L'anno successivo, nel 1979, cercarono di rimettere in piedi i WC, dove Norum e il primo batterista Tony Niemisto chiamarono a cantare Joakim Larsson, amico di Norum e bassista dei Roxanne, band che non andava in verità molto d'accordo con i WC. Entrato nella band, Larsson propose di cambiare il nome del gruppo in Force, ispirato a una citazione dell'album degli UFO Force it. Larsson scrisse inizialmente le canzoni sulla sua chitarra acustica, fermo restando d'arrangiarle in fase successiva in elettrico e con il resto della band.
In quel periodo i nuovi Force divennero molto popolari a Stoccolma e nel 1980 decisero di inviare una prima demo ad alcune case discografiche, non ricevendo però esiti positivi.
Nel 1981 registrarono una seconda demo, cricevendo tuttavia ancora esiti negativi.
Un nuovo bassista entrò a questo punto nella band: John Leven, amico di Norum, e con lui parteciparono a un contest musicale dove si sfidavano band rock, ma ne rimasero gravemente delusi. Leven ricevette un'offerta da parte si Malmsteen di unirsi alla sua band, i Rising Force, offerta a cui Leven non seppe resistere e che accettò seduta stante, portando di fatto il vecchio bassista, Marcel Jacob della band di Malmsteen, a entrare nella band di Norum, come fosse uno scambio dì musicisti. Dopo pochi mesi Jacob e Leven si scambiarono di nuovo i ruoli, tornando alle loro band delle origini.

Nel 1982 fu lanciata una competizione: la Swedish Rock Championship, riservata alle band che non possedessero un contratto discografico, dove i gruppi potevano mandare una demo e il gruppo vincente avrebbe avuto un contratto con la Hot Records. ?I Force decisero di  non inviare la demo perché la ritenennero non sufficientemente idonea per la competizione, viste anche le precedenti delusioni. La fidanzata del cantante però inviò di nascosto la demo per la competizione musicale. I Force vennero scelti per partecipare a 80 gare, con altri 485 band e decisero inoltre di cambiare nome alla band, scegliendone uno a maggior impatto e che prese ispirazione dall'album live dei Deep Purple Made in Europe: decisero di chiamarsi Europe. La competizione procedeva nelle sue fasi e i nuovi Europe le avevano passate tutte arrivando alla finale.
Nel frattempo Larsson decise di cambiare nome e scelse il suo norme d'arte, col quale divenne poi famoso, cioè Joey Tempest e spiegò che questa scelta derivò dall'unione del diminutivo Joey che gli avevano dato quando aveva 12 durante un viaggio negli USA ( perché non riuscivano a pronunciare correttamente il suo nome e lo avevano chiamato così Joe) e il cognome "Tempest" deriva invece dal titolo di un libro di Shakespeare "The Tempest" che vide in una libreria.

Arrivò finalmente la fatidica finale del contest musicale che avvenne nel 1982 a Stoccolma e che venne trasmessa anche in televisione. Gli Europe non solo vinsero il primo premio, ma Norum e Tempest furono votati rispettivamente come miglior chitarrista e miglior cantante. Inizialmente uno dei giudici e presidente della Hot Records suggerì agli Europe di cambiare un po' il loro sound e trasformarsi in una band più dalle sonorità pop, ma questa proposta venne rifiutata categoricamente e la band continuò a proseguire sul filone hard rock.
La vittoria degli Europe non rappresentò soltanto la loro occasione d'oro per diventare famosi e avere successo anche internazionale, ma portò visibilità e fama anche ad altre band hard rock svedesi.
Nel dicembre del 1982 gli Europe registrarono nell'arco di poche settimane il loro album di debutto, che prese come titolo il nome stesso della band e che fu pubblicato il 24 febbraio del 1983. Lo stile che percorreva l'album era soprattutto hard rock melodico e la grandezza nella composizione musicale era data soprattutto da Norum e Tempest.
Grazie ad una giornalista giapponese, che scopri l'album degli Europe in un negozio di Londra e che lo fece sentire a una casa discografica giapponese, questo album vendette moltissime copie in Giappone e raggiunse la decima posizione nelle classifiche.
Dopo questo primo album di successo, la band si mise al lavoro per un altro album che si chiamerà Wings of Tomorrow, album registrato ai Polar Studios durante l'inverno del 1983-1984, uno studio di registrazione precedentemente utilizzato anche da band del calibro di Abba, Led Zeppelin e Scorpions. Il nuovo album venne pubblicato un anno esatto dopo Europe il 24 febbraio del 1984. Il tour iniziò un paio di mesi dopo la pubblicazione e interessò dapprima la Svezia e nell'estate una prima data fuori dal paese, per un festival in Finlandia. Pochi giorni dopo questo evento finlandese il loro manager licenziò il batterista perché capitava spesso che andasse via dalle prove prima che fossero concluse e trovarono un nuovo batterista in Ian Haugland, ex batterista dei trilogy.

Il tour di Wings of tomorrow si concluse alla fine del 1984 e ad inizio 1985, quando la band si recò in studio per registrare il singolo Rock the night.
Rock the night venne quindi pubblicata come singolo nel marzo del 1985 e in seguito venne anche inclusa nell'EP On the Loose come colonna sonora dell'omonimo cortometraggio durante quello stesso anno, insieme alle canzoni On the Loose e Broken Dreams. Successivamente Rock the night e On the Loose saranno ri-registrate per includerle nell'album The final countdown e i testi saranno leggermente differenti in questa sede.
Questo singolo ha come lato B, per entrambe le versioni, il brano Seven Doors Hotel, che è un brano del 1983 originariamente contenuto nell'album di debutto della band, ma qua presente in una versione leggermente più corta. Il brano inizia con una tastiera in arpeggio che sembrerebbe preannunciare un brano con le caratteristiche di una ballad, ma subito dopo questa intro "tranquilla", l'andamento della canzone cambia, infatti la chitarra fa la sua entrata con un riff particolarmente incisivo, sia con una ritmica aggressiva sia con una parte solista presente fin dall'inizio del brano e che emerge in modo particolare. Anche la parte cantata risulta avere maggior spessore e profondità per come viene interpretata da Tempest. La canzone in generale possiede una velatura un po' cupa, conferita anche dai cori e dalle parti delle chitarre; inoltre la struttura della canzone crea una certa tensione musicale, che rimanda alla sensazione della ricerca di qualcosa. Il testo di Seven Doors Hotel rimanda ad un fatto avvenuto 400 anni prima e che riguarda la morte di una giovane ragazzo che morì in un massacro avvenuto nel Seven Doors Hotel e le cui tracce vennero trovate nel 1981. Il testo poi trascende questo fatto portandolo su un altro piano, quello dell'immaginazione e del mistero, esprimendo la possibilità dell'esistenza di una porta per l'inferno, dando così alla canzone un connotato leggermente soprannaturale. Di sicuro un brano dalle caratteristiche diverse rispetto alla potenza di Rock the Night.

Rock the night aveva venduto come singolo 90000 copie in soli due mesi e fece di questo brano, la prima grande hit della band in Svezia. Il film On the Loose fu registrato nella piccola città di Katrinaholm nel 1985, dove apparirono anche gli Europe e Joey recitava una delle parti principali, cioè interpretava il ruolo di un precedente fidanzato della protagonista della storia, i due si incontrano di nuovo dopo anni, quando gli Europe arrivano nella città della protagonista Nina per un concerto che fa parte di una delle loro tappe del tour. Sia il singolo che il film ebbero molto successo e gli Europe decisero di intraprendere un nuovo tour, l'On the Loose Tour, e avrebbero suonato nei palazzetti dello sport. Ebbero un budget molto più ampio per questo tour, infatti riuscirono ad avere effetti speciali più costosi e strumenti di qualità più alta. Purtroppo il tour fu un disastro di botteghino, perché non raggruppò molto pubblico.
Al di là delle questioni prettamente storiche, il singolo "Rock the night "dal punto di vista musicale appare a primo impatto più "d'assalto" rispetto alla titolo-track dell'album di cui faceva parte - The final countdown - in quanto possiede un ritmo più incalzante e più diretto.
La canzone ha un attacco iniziale senza mezzi termini, dove sono presenti tutti gli strumenti, anche se poi proseguono nella prima parte più protagoniste la chitarra e la batteria. Una delle chitarre crea un tappeto potente di power chord, mentre l'altra chitarra  è di sfondo con la barra del tremolo. La canzone presenta anche una parte preponderante di tastiera, che si alterna o accompagna la parte di chitarra. 

La prima strofa, che inizia a ruota dell'intro, è pulsante e fa capire in quale direzione la canzone vuole procedere, esplodendo poi in tutta la sua potenza quando parte il ritornello, dove il cantato amplifica esponenzialmente la carica emotiva, fino a conferire l'atmosfera di un inno. Parte subito la seconda strofa, senza battute musicali nel mezzo, dove le parole si immedesimano nelle note musicali a tal punto da fondersi in un tutt'uno, fino ad approdare -in un crescendo- di nuovo al  ritornello, che si conclude con un "botta e risposta" della parte cantata e della controparte di chitarra che "gioca" con delle frasette musicali soliste, come fosse un dialogo, che culmina con la frase "Rock it" di Tempest,. Ora viene lasciato spazio alla fantasia solista della sei corde di Norum, per un assolo carico di tensione emotiva e che sembra una corsa di velocità fra i sentieri di stelle della galassia, facendo slalom in mezzo ai pianeti, arrivando fino a sfiorare il sole, con un finale velocissimo e vertiginoso, composto da note acute.
Nell'ultima parte dell'assolo si sovrappone il cantato, che torna con la ripetizione del ritornello in modo molto enfatizzato, che rappresenta una vera e propria dichiarazione musicale, dove Tempest amplifica il testo con la sua tenacia e duttilità vocale, che si espande metaforicamente attraverso il tempo e lo spazio, dando alla canzone l'eternità di un inno. Segue un'altra parte solista della chitarra, in questo caso breve e che spezza la ripetizione del ritonello nella parte finale della canzone, instaurando una tensione musicale che ci conclude con una scala velocissima fino all'ultima nota e una chiusura netta ad effetto, quasi improvvisa.
Il filo conduttore della canzone emana spontaneità a causa  dell'immediatezza sonora che giunge all'orecchio e per i cori trascinanti molto presenti nel brano.
Il testo lascia trasparire la rabbia e l'esuberanza tipica dell'età giovanile che i musicisti avevano al momento della composizione di questo brano. Viene infatti raccontato come il protagonista della canzone stia vivendo un periodo denso di cambiamenti, frustrazioni e situazioni personali, che lo hanno portato sull'orlo di impazzire, ma senza riuscirci, anzi la sua forza e determinazione gli hanno permesso di rimanere lucido e propositivo di fronte alla realtà. Queste emozioni contrastanti lo fanno lottare contro se stesso, fino a destabilizzarlo, soprattutto di fronte alla sensazione di non saper cosa si vuole davvero e dove si vuole andare. Sono sentimenti che possono buttarci in mezzo alla tempesta e dove possiamo sentirci in balia di emozioni, che non sempre si sanno gestire.
L'unico modo per affrontare questa tempesta è viverla, cercando di tenere noi le redini e di venire a capo della situazione agendo in prima linea, senza indugio e con la carica e la forza che viene descritta nel ritornello "Rock now, rock the night, 'til early in the morning light, Rock now, rock the night, you'd better believe it's right" , "scuoti la notte fino al mattino" è l'emblema di come gestire la tempesta che imperversa dentro di noi.

La campagna internazionale di promozione dell'album The final Countdown iniziò in Europa nel luglio del 1986: venne diffuso tra radio e trasmissioni di vario genere e iniziò a scalare la maggior parte delle classifiche europee.
Rock the night avrebbe dovuto essere il primo singolo dell'album The Final Countdown per il suo sound più heavy che avrebbe maggiormente rappresentato l'anima band, invece qualcuno aveva nominato la title-track come primo singolo, anche se intorno a questa scelta si percepì un certo scetticismo riguardo al suo successo come primo singolo. Qualche tempo dopo gli Europe iniziarono a ricevere telefonate che confermavano invece il successo di The final countdown come singolo, che stava infatti scalando le classifiche: arrivò al primo posto nelle classifiche di almeno 25 paesi.
Purtroppo all'apice del loro successo Norum prese la decisione di lasciare il gruppo, sia per divergenze musicali con gli altri componenti, sia per ostilità con il loro manager che fin dall'inizio aveva capito che costui avrebbe preferito puntare sul mero guadagno, piuttosto che privilegiare la musica che componevano. Norum assicura comunque di mantenere l'impegno di continuare a lavorare durante il tour in atto, finché non avessero trovato un sostituto pronto musicalmente ad eseguire i loro brani. Norum venne poi sostituto da Kee Marcello, chitarrista degli Easy Action con cui avevano già collaborato in precedenza.
Dopo qualche tempo, la band vuole ampliare la sua popolarità realizzando altri videoclip musicali, tra cui il video di Rock the night, girato all'hard rock cafe di Stoccolma e qui vediamo Marcello suonare le parti ritmiche e soliste registrate su disco dal suo predecessore. Anche in Italia arrivò il tour the Final Countdown con ben sette date e i videoclip della band vengono passati frequentemente su MTV. È innegabile che Rock the night abbia un peso particolare all'interno dell'album, merito della grandezza compositiva ed esecutiva dei musicisti, ma anche di una produzione che finalmente si trovava all'altezza della situazione e che aveva permesso la registrazione di sonorità levigate, che facevano brillare ogni canzone di luce propria, esaltandone il lato melodico e dando una freschezza che ancora oggi traspare. Il risultato finale fu quello di un inno entrato nella storia della musica e che ha permesso di definire un'epoca.

Spesso, ingiustamente, gli Europe sono stati ridotti a poche loro canzoni diventate mainstream, ma c'è molto di più tra i testi e gli arrangiamenti elaborati nel corso dei vari album. Infatti la vena compositiva non mancò mai e dopo il successo di  The final countdown gli Europe diedero la priorità massima per la Epic Records, per la quale erano secondi solo a Michael Jackson e registrarono un nuovo album a Londra: Out of this world. Ancora oggi gli Europe, nonostante le grandi influenze ottantiane presenti all'interno delle loro canzoni, sono una band entrata nell'immaginario collettivo, non solo per i brani diventati dei veri e propri inni, ma anche per la lealtà e onestà intellettuale e compositiva dimostrata, una di quelle band dall'animo autentico.

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