ESTAMPIDA

Crowd Control : The Jaws of War

2012 - Nadir Music

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
03/01/2013
TEMPO DI LETTURA:
6,5

Recensione

Sono argentini gli Estampida, più precisamente il gruppo nasce a Mar del Plata (Buenos Aires) nel 1995 per mano del batterista Gaston Reto, al quale si aggiungono successivamente alle corde Juan Cruz, alla voce Gerardo Valenzuela, il bassista e cantante Lucas Valenzuela (fratello di Gerardo) il quale apporta un rinforzo sulla linea vocale della band. Nel 2005 subentra in formazione Franco Sarlinga alla chitarra e la formazione odierna li vede tutti schierati tranne Gerardo. I thrasher argentini autoproducono i loro primi due album, "Sin Rencor" del 2008 e "Brainwashers" del 2010, non mancano le esibizioni on stage in vari festival, che permettono agli Estampida di farsi conoscere da un pubblico più vasto; verso la metà dello stesso anno Gerardo Valenzuela il vocalist, abbandona il gruppo ed il suo posto alla voce viene preso dal bassista Lucas. Continuano le performance live degli Estampida che condividono il palco con nomi come Suffocation, Dying Fetus, Theatre des Vampires e Lacrimas Profundere. Il 2012 il gruppo firma con l'etichetta genovese Nadir Music e pubblica l'album "Crowd Control : The Jaws of War" contenente undici canzoni più due bonus track. La prima traccia "Crowd Control" si presenta con ritmo sostenuto ma decisamente lineare, la canzone assume un rallentamento nella parte centrale mantenendo il suo ritmo cadenzato ed alternando le dinamiche di una batteria altalenante, vera e propria regia nell'opener di questo album. "The Business of the Gods" ha una partenza non troppo veloce con plettrate decise, i colpi alle pelli non sono da meno, esattamente a metà traccia il solo di chitarra si erge a protagonista smorzando l'atmosfera martellante ma non brillando per tecnica o originalità. Un breve show ad opera di chitarra e pelli sono l'origine del terzo brano "Is There Anybody Out There?" il quale scambio vicendevole di riff, dura troppo poco per poi ripiombare nella solita melodia già sentita prima. Gli assoli del chitarrista non bastano assolutamente ad inverdire i prati di note scontate e che sanno di riciclato. Nonostante si respiri l'influenza che gli Estampida hanno tratto da band quali Sepultura e Slayer, le tracce ascoltate fin'ora non decollano e trovo un  impasto di note trite e ritrite."Run" è un breve sipario di circa due minuti di durata, in cui la cassa della batteria esplode in un tripudio di violenza inaudita, dritta e lineare, con un riff accattivante, pochi fronzoli e decisione per un risultato più che positivo.Il quinto pezzo "Just Call Me Death" rivela da subito una buona dose di melodia, colpi scanditi alla batteria perfettamente sincronizzati dirigono la regia di questa song in maniera sicuramente ineccepibile. Il mood di fondo della chitarra ha un'impronta quasi magnetica che viene stemperata dalla ruvidità della voce di Lucas; verso il finale nel testo si scorgono parole pronunciate in spagnolo e l'interpretazione del vocalist si fa più intensa.  Il registro di questo terzo album degli argentini riprende a macinare note spigolose, il ritmo aumenta così come l'energia di tutti i musicisti che si adoperano in un crescendo di intensità esecutiva. L'esibizione alla chitarra in "Act of God" è una vera goduria, questa canzone dispiace che finisca troppo presto..! Tutto è cucito in modo scorrevole, ogni passaggio è un legarsi tra una nota e l'altra ed il coro che supporta Valenzuela ha uno stampo sonoro decisamente punk!!!  Verso metà album arriva alle mie orecchie la track "We'll Wait Together" la cui natura melodica non può non colpire il mio interesse; la voce di Valenzuela si ammorbidisce in un timbro pacato accompagnato da un'intensa interpretazione. Il tocco ritmato delle pelli funge da registro e punto di riferimento dell'intera canzone, la chitarra accompagna il vocalist tenendogli il tempo in modo tale da creare un perfetto vestito nel quale muoversi liberamente. Invitanti riff ed assoli ispirati sono un altro ingrediente che fa di questa canzone una delle migliori del cd. "Ironic" calca i sentieri che agli argentini sono più congeniali da percorrere, quello di macinare note pungenti ed in questo brano troviamo si una dose massiccia di energia, ma la parte morbida è sempre latente e pronta a stemperare i momenti più speed. Come in una corsa in macchina su strada in discesa, il ritmo degli Estampida aumenta con l'ottava traccia "Channel N# Bullshit" nella quale ritroviamo una batteria impazzita con cambi ed esecuzioni brillanti ed interessanti; il bassista e cantante Valenzuela esplode totalmente, ma l'esplosione non è solo sua peculiarità, arriva l'assolo di chitarra che travolge chi ascolta. Devo dire che il clima si accinge ad una certa diversità rispetto alle prime tracce, il che è solo un bene, per chi suona e per chi ascolta. Ancora in crescita il fervore compositivo degli Estampida, il cui blast beat impazzito della track "I.R.B.A." ne è la prova. Il ritmo si placa con un cambio tempo che rende più "orecchiabile" il pezzo, ma si sa i batteristi sono dei gran mattacchioni, e verso il finale Reto ci regala un altro momento in cui le sue pelli prendono letteralmente fuoco.  La traccia conclusiva il cui nome è la seconda parte del titolo dell'album "Jaws of War" conclude in bellezza il terzo lavoro degli Estampida, la track è potente e convincente sotto ogni punto di vista, primo su tutti la voce sporca e incazzata di Valenzuela che emette tutta la sua rabbia urlandola contro il mondo!!! Sezione ritmica come sempre ineccepibile, quando si intende il thrash spinto, con venature death e cavalcate speed ecco che esce fuori un pezzo come questo. Crowd Control : The Jaws of War non termina qua però, ad arricchirlo troviamo due bonus track, la prima è un singolo uscito l'anno scorso intitolato "Insane"; plettrate veloci e colpi alle pelli cadenzati, evoluzioni alle corde ed esecuzioni alla batteria da capogiro, sono il condimento di questo piatto, gustatelo per bene e sono convinta che rimarrete appagati. La seconda bonus track è la riedizione della titletrack del secondo album degli Estampida "Brainwashers" la cui versione precedente vedeva il doppio cantato quando c'era ancora in formazione Gerardo Valenzuela; la nuova versione in effetti non ha grandi differenze se non per la presenza del solo Lucas Valenzuela come interprete, l'arrangiamento è fedele all'originale, con Reto che picchia sul suo doppio pedale in perfetto stile macchina da guerra! I momenti alle corde poi sono perfettamente concepiti ed eseguiti brillantemente. Tirando le somme su questo ultimo lavoro degli argentini c'è da dire che dopo un inizio album un po' spoglio di emotività, c'è una ripresa da circa metà in poi in un crescendo di varietà e songwriting concepiti con maggiore attitudine; in definitiva gli Estampida sono un buon esempio tecnico e sonoro, una band che vale la pena di ascoltare, energia e sferzate poderose non mancano al fine di farsi travolgere da un immancabile head banging, e di contro le linee melodiche tracciate lungo molti brani di questo platter, definiscono un lavoro più completo e meno monocorde, rispetto ad altri gruppi schematici e poco differenti. Se consiglio di fare proprio questo cd? Direi di si, è una carta in più in un ventaglio di alternative nelle quali spesso ognuno di noi cerca riparo, quando c'è bisogno di sfogare della negatività mettere su Crowd Control : The Jaws of War certamente terrà la nostra testa occupata a scapocciare gridando assieme a Valenzuela e soci tutta la rabbia che si ha in corpo.


1) Crowd Control 
2) The Business of the Gods
3) Is There Anybody Out There?
4) Run 
5) Just Call Me Death 
6) Act of God
7) We'll Wait Together 
8) Ironic 
9) Channel N# Bullshit 
10) I.R.B.A. 
11) Jaws of War 

Bonus Tracks:
12) Insane
13) Brainwashers