EDGUY

Theater Of Salvation

1999 - AFM Records

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI E DONATELLO ALFANO
23/05/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

"Non è la poesia uno dei più grandi doni, per dimenticare il dolore della nostra vita di ogni giorno?" E' proprio così, aprendo il cuore e la mente possiamo respirare poesia ovunque,nei raggi del sole che illuminano il nostro volto, nella fresca brezza marina, nei colori di un campo fiorito, nello sguardo della persona amata, nell'evanescente bagliore lunare. La poesia si può guardare, respirare scrivere ed ascoltare; in questo gli Edguy sono sicuramente dei gran poeti, dai testi alle melodie, alla voce potente e corposa di Tobias, rimanere indifferenti a cotanta imponente emotività è del tutto impossibile. Il progetto Edguy è il risultato di due ragazzini adolescenti che decidono di formare una band per esprimere la passione comune per la musica, ed è così che due quattordicenni tedeschi, Tobias Sammet e Jens Ludwig nel 1992 si distribuiscono i compiti rispettivamente di cantante e tastierista e di chitarrista. La giovane formazione avendo bisogno di incorporare altri strumenti, vede l'ingresso di Dominik Storch alla batteria e di Dirk Sauer alla chitarra ritmica, Tobias decide di lasciare le tastiere e di passare al basso. La scelta del nome per la band è un aneddoto piuttosto curioso e simpatico, riguarda un omaggio fatto da Sammet al suo professore, insegnante di matematica, Edgar Zimmerer soprannominato Edguy. Ancora bambino Tobias manifesta le sue doti canore, prende inoltre lezioni di organo e si affaccia alla musica rock ascoltando Kiss ed AC/DC a scuola poi conosce Jens Ludwig e l'ascolto del suo primo album metal Keeper of the Seven Keys degli Helloween è il principio che porta alla nascita degli Edguy. La band appena formata si cimenta nelle cover di gruppi quali Kiss, Iron Maiden ed Alice Cooper, (ottimo inizio direi!!!) Ma la voglia di suonare porta i ragazzi al non accontentarsi delle sole cover, manifestando l'intenzione di comporre opere proprie; Evil Minded e Children of Steel sono le due demo incise nel 1994 che non riuscirono però a suscitare interesse per nessuna etichetta discografica, purtroppo la sorte non fu migliore con la produzione autonoma dei successivi album Savage Poetry e Kingdom of Madness, rispettivamente incisi nel 1995 e nel 1997, causa molto probabile la dilettantesca registrazione. Il destino però ci sorprende a volte, dando la giusta opportunità ai meritevoli talenti ed è così che due figure importanti si accorgono dei giovani Edguy; Timo Tolkki chitarrista degli Stratovarius ed Hansi Kürsch lead vocalist dei Blind Guardian, offrono la propria collaborazione a Tobias e compagni nella realizzazione del nuovo album, il 1998 diventa per loro l'anno della svolta. Grazie alla prestigiosa collaborazione di Tolkki e Kürsch, gli Edguy incidono l'album Vain Glory Opera che sarà un grandissimo successo ed ancora oggi uno dei migliori nella discografia del gruppo. La realizzazione del nuovo album porta all'interno della band delle modifiche alla line up; Dominik Storch viene sostituito alla batteria da Frank Lindenhall e subentra al basso Tobias Exxel, ma le novità non finiscono... infatti i due angeli custodi degli Edguy, Tolkki e Kürsch partecipano attivamente suonando e cantando entrambi nella traccia Out of Control, mentre Hansi si presta vocalmente anche nella track che da il titolo all'album Vain Glory Opera. Con collaborazioni ed ospitate di tale caratura, con in più anche la produzione a cura di Timo Tolkki, il trionfo per gli Edguy era quasi prevedibile al 100%; la band infatti di lì a poco diventa una delle più famose e conosciute, ancora oggi nel metal. Nel 1999 gli Edguy pubblicano Theater of Salvation, disco dalle componenti più sinfoniche rispetto al precedente lavoro e nel 2001 Mandrake ne consacra il successo portandoli, anche spinti dai fans a ripubblicare il debut album The Savage Poetry, stavolta però con una produzione di buona qualità. Il genere musicale degli Edguy, volendogli trovare una classificazione, lo si può catalogare nel power metal, anche se dopo Mandrake il suono del gruppo ha preso una direzione molto più puramente heavy metal ed in alcune tracce sono presenti anche delle venature piuttosto thrash; infatti nel 2005 con l'uscita del loro ep Superheroes, si ha un esempio lampante di questa virata musicale. I due full-lenght successivi Rocket Ride del 2006 e Tinnitus Sanctus del 2008 sono la conferma di uno stile che vede gli Edguy ritornare a quelle che erano le origini in cui si esibivano nelle cover di Kiss ed Iron Maiden; sebbene molti fans abbiano storto il naso davanti a tale novità, il successo di questi ragazzi tedeschi non ha perso colpi. Come sempre sostenuto le etichettature possono e devono essere una linea generale da seguire, ma la musica è in continua evoluzione, la maturità compositiva ed i gusti personali degli artisti spaziano ormai incanalando diverse sfaccettature... basta rimanere ancorati ad un genere e ad uno stile!!! Bisogna percepire la musica dalle vibrazioni in grado di emanare, che sia thrash, power, death o gothic, è sempre metal...è sempre musica, se fatta bene è l'apice dell'emozione ed i nostri Edguy ne regalano davvero molta, non credete?!! L'arte ed il talento di Tobias abbiamo la fortuna di poterli respirare anche in un altro progetto musicale chiamato Avantasia; il gruppo nasce dall'idea del cantante tedesco durante il tour di Theater of Salvation, il quale avendo composto moltissimo materiale decise di utilizzarlo per dare vita ad un'avventura che è una vera e propria opera metal sinfonica. Ci sarebbe da dire tanto sugli Avantasia, ma questo è un capitolo a sè, vi basti sapere che all'interno di questo gruppo hanno collaborato e sono presenti artisti del calibro di: Henjo Richter (Gamma Ray) Timo Tolkki (ex-Stratovarius) Eric Singer (KISS) André Matos (Shaman, ex-Angra) Kai Hansen (Gamma Ray) Jon Oliva (Savatage,Trans-Siberian Orchestra) e moltissimi altri... apoteosi e sublimazione della poesia!!! La vita è sempre colma di sorprese e di esperienze incredibili, l'imprevedibilità nel nostro cammino porta spesso delle belle avventure, come quella nella pagina di Rock & Metal in my Blood nella quale un gruppo di ragazzi con la passione per la musica, si sono conosciuti ed hanno potuto scambiarsi opinioni, sensazioni ed informazioni ampliando il bagaglio culturale l'uno degli altri; questa vicenda ha portato oltre tutto anche dei bei rapporti di amicizia, in questo caso quello tra Donatello e Roberta che hanno scoperto di avere moltissimi gusti in comune, non solo nella musica ma anche in una visione più ampia della vita, le chiacchiere tra i due hanno portato alla luce la passione per molte band tra le quali proprio gli Edguy e la rivelazione da parte di entrambi di averli scoperti ascoltando Theater of Salvation come primo album, li ha spinti a descrivere a quattro mani le emozioni suscitate in loro da Tobias e compagni. Per cui ora passo la parola al mio collega, che vi farà immergere nello splendido universo epico del Teatro della Salvezza..vai Donaaaaa!!! L'apertura dell'album è caratterizzata da toni imponenti e sognanti grazie all'intro The Healing Vision, una bellissima sinfonia di poco più di un minuto costituita da pianoforte, sezione d'archi ed un fantastico coro che rievoca un mondo incantato, questione di pochi attimi e subito dopo arriva la potentissima Babylon, una vera forza della natura, ricca di velocità e coinvolgimento, la voce di Tobias fin dalle prime battute si rivela trascinante e sicura di sè, le chitarre di Jens e Dirk sono semplicemente perfette nella splendida alternanza tra melodia e aggressività, la sezione ritmica viaggia perennemente a livelli vertiginosi (la doppia cassa sembra impazzita!) il tutto supportato da un grandissimo refrain che ribadisce a chiare lettere che ci sono dei nuovi eroi nel power metal e si chiamano Edguy! Una traccia del genere non poteva non diventare un cavallo di battaglia per la band, stessa sorte è toccata anche alla successiva The Headless Game, mid tempo dalla struttura rocciosa e accompagnato da delle tastiere che donano al pezzo un'atmosfera oscura, il granitico ritornello (Fly! Riding away... Rising today... No we don't play your headless game! We are alive, don't say goodbye) l'ha trasformata velocemente in uno degli anthem preferiti dalle nuove generazioni di power metallers, Tobias (all'epoca poco più che ventenne!) già conosceva perfettamente il segreto per comporre pezzi destinati a diventare dei classici da adorare per sempre. Tutta la vena poetica del singer emerge dalla meravigliosa Land Of The Miracle, una traccia intensa con le delicate note di pianoforte sempre in bella mostra ed un crescendo sempre più coinvolgente che arriva al culmine con il ridondante coro finale che sembra uscito direttamente dalla vena creativa dei migliori Queen (l'influenza della leggendaria band inglese è comunque presente per tutta la durata del pezzo). Verso la terra del miracolo dove il nostro amore può farci volare, nella terra del miracolo possiamo trovare una ragione come se potessimo volare, queste sono le bellissime parole ripetute nel refrain, compendio di un testo che ci farà dire ad alta voce: Sammet è un vero poeta! Si torna su sonorità veloci con Wake Up The King, altra traccia che farà la felicità di tutti quelli che sono cresciuti con gli Helloween dei due Keepers, anche il grandissimo Kai Hansen sarà stato estremamente orgoglioso di questi suoi eredi spirituali. La sostenuta Falling Down è un trionfo di efficaci cori che si susseguono in maniera incessante, memorizzarli immediatamente è un gioco da ragazzi. Si prosegue con Arrows Fly, altro episodio veloce dove a fare la parte del leone sono l'eccezionale e curatissimo lavoro dei due chitarristi ed il drumming forsennato di Bohnke (un'autentica macchina da guerra!), ennesima dimostrazione della grande importanza dei compagni d'avventura di Tobias. Holy Shadows è una piacevolissima parentesi in bilico tra hard rock e classic metal, ascoltandola si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un evidente tributo ai meravigliosi anni ottanta. Un'altra dose di romanticismo non guasta mai; Another Time è una ballata struggente e dolcissima dove la voce del leader (supportato ancora una volta dal pianoforte e da arrangiamenti sinfonici) trasmette emozioni a profusione, non si può restare indifferenti ad una meraviglia come questa. The Unbeliever ci riporta in territori più diretti ed aggressivi, questa è senz'ombra di dubbio una delle tracce più pesanti dell'intero cd con una parte centrale rallentata superlativa, qui il singer arriva a toccare tonalità sempre più alte. Per quanto ci hanno fatto ascoltare fino ad ora i tedeschi meriterebbero una lunga serie di complimenti e lodi, ma il meglio deve ancora arrivare perchè è giunto il momento di prepararsi all'esaltazione pura dell'intero universo degli Edguy e per conoscerlo bisogna ascoltare obbligatoriamente la title track, oltre dodici minuti di autentica magia composti da cori fenomenali (e qui tornano alla mente quelli leggendari degli autori di A Night At The Opera e A Day At The Races), momenti velocissimi, altri più rallentati, una tecnica notevole che serve da ornamento ad una traccia che ha fatto crescere ulteriormente la passione nei loro confronti, una piccola opera che riesce a trasmettere un'infinità di sensazioni positive, una cosa sempre più rara al giorno d'oggi. A questo punto il disco sembrerebbe definitivamente concluso, ma non è così perchè arriva l'ora della follia! Tobias sorprende tutti recitando un improvvisato e delirante dialogo tra un uomo ed una donna, il tutto accompagnato da un'allegra musichetta suonata da una economicissima tastiera di quarta mano. Poteva il frontman evitare di ricordarci anche la sua fama di eterno buontempone? Assolutamente no! Un'ultima curiosità, nella prima versione in digipak di quest'album sono presenti due tracce bonus, la prima è For A Trace Of Life, intenso lento acustico dalle atmosfere tristi e disperate, con queste note ci viene mostrata un'altra faccia dell'anima della band, la seconda è una versione dal vivo (registrata a Milano) di Walk On Fighting, pezzo originariamente incluso in Vain Glory Opera, sebbene la registrazione sia a livelli amatoriali, l'energia e la grinta dei nostri on stage vengono fuori in maniera più che evidente. Dopo questo cd tutte le promesse sono state mantenute, la carriera del gruppo, pur con i cambiamenti stilistici che hanno contraddistinto i lavori successivi è proseguita sempre su standard altissimi, la riprova è data dal fatto che i loro fans nel corso degli anni sono costantemente aumentati. Noi dal canto nostro continuiamo a ripetere che se c'è ancora qualcuno che non ha mai ascoltato il gruppo di Fulda per scoprirne lo spirito, l'attitudine e la creatività dovrebbe cominciare da un eccellente disco che (guarda caso) risponde proprio al nome di Theater of Salvation.



"Verso la terra del miracolo dove il nostro amore può farci volare,

Nella terra del miracolo possiamo trovare una ragione come se potessimo volare

Non è la poesia uno dei più grandi doni,

Per dimenticare il dolore della nostra vita di ogni giorno?"



La terra del miracolo è il nostro cuore, dove sogni e speranze possono librarsi in volo, dove la fantasia rende tutto possibile, anche se la vita sembra andare a rotoli la speranza è l'arma più potente di cui disponiamo, mai abbandonare l'ottimismo... un raggio di sole è l'arcobaleno per tanti, un raggio di luna è lo splendente bagliore per altri, la poesia è un grande dono in qualunque forma essa appaia ai nostri occhi, la poesia è la personale bellezza che scaturendo dal cuore, rende le nostre pene più dolci da sopportare.


1) The Healing Vision
2) Babylon
3) The Headless Game
4) Land of the Miracle
5) Wake up the King
6) Falling Down
7) Arrows Fly
8) Holy Shadows
9) Another Time
10) The Unbeliever
11) Theater of Salvation

Bonus Track:
12) For A Trace Of Life
13) Walk On Fighting (Live)

correlati