EDGUY

Age Of The Joker

2011 - Nuclear Blast Records

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
19/10/2011
TEMPO DI LETTURA:
8,5

Recensione

Un comeback molto atteso! Si può sintetizzare così Age Of The Joker dei tedeschi Edguy, tornati sulla scena con il decimo album in studio della loro carriera (considerando anche la nuova versione del 2000 del debut Savage Poetry) loro fin dagli esordi sono sempre stati uno di quei gruppi che ha diviso nettamente critica e pubblico, si possono amare od odiare ma una cosa è certa: non lasciano mai indifferenti! Devo ammetterlo, avevo più di un dubbio sulla qualità di questo cd, le ultime prove con Rocket Ride (2006) e Tinnitus Sanctus (2008) non mi avevano particolarmente entusiasmato, alcune tracce di eccellente fattura erano presenti ma le emozioni non erano minimamente paragonabili a quelle provate con capolavori come Vain Glory Opera, Theater Of Salvation e Hellfire Club, ben presto però mi sono dovuto ricredere...Gli impegni sempre più pressanti del leader Tobias Sammet col suo progetto Avantasia (tre dischi in due anni con relatvi tour di supporto) hanno rallentato parecchio l'attività dei teutonici, una pausa che si è interrotta da poco con questa nuova release dove, diciamolo subito, il passato power di matrice "helloweeniana" resta sempre un timido ricordo (d'altronde sarà difficilissimo rivederli in quella veste) ma l'hard rock velato di metal che ci propongono da tempo questa volta risulta molto più accattivante e versatile, grazie soprattutto a differenti stili introdotti nel sound, insomma la band ha riservato delle grosse sorprese! Tocca a Robin Hood aprire il cd; primo singolo estratto di cui nessuno può dimenticare l'esilarante video (apparso in rete una quindicina di giorni prima rispetto all'uscita dell'album) in questa versione estesa il pezzo acquista un valore superiore, negli oltre otto minuti di durata il gruppo si lancia in una girandola di cori immediatamente memorizzabili, momenti veloci alternati ad altri più rallentati, efficaci tastiere che riescono a creare delle atmosfere provenienti direttamente dalla foresta di Sherwood e dulcis in fundo una misteriosa parte centrale narrata pesantemente influenzata dai mitici Iron Maiden, Sammet guida i suoi compagni con piglio deciso ed ispirato, da sottilineare anche la scintillante produzione (ma questa non è una novità) dell'onnipresente Sascha Paeth,  un esordio da fuochi d'artificio! Un riff tiratissimo introduce Nobody's Hero, traccia diretta ma sempre con una particolare attenzione rivolta verso la melodia, il refrain è un altro di quelli che rimangono scolpiti nella mente fin dal primo ascolto. Prima ho parlato di sorprese e le prime infatti arrivano con Rock Of Cashel, un mid tempo completamente immerso in suggestioni irlandesi, sembra quasi che ultimamente nei tedeschi sia scoppiata una profonda devozione nei confronti dei leggendari Thin Lizzy e della loro arte immortale, il break strumentale è senz'ombra di dubbio una delle cose più coinvolgenti di tutto il cd, ad una prima parte lenta ed evocativa ne segue un'altra da tipica festa dublinese, è obbligatorio citare lo straordinario guitar work di Jens Ludwig e Dirk Sauer, riuscire a rievocare le gesta della mitica coppia Brian Robertson/Scott Gorham non è un'impresa da tutti. Si continua a sperimentare con la successiva Pandora's Box caratterizzata da un incedere particolarmente roccioso e da un ritornello da cantare ad alta voce, la sorpresa arriva a metà pezzo quando Tobias e soci si gettano a capofitto nel country (!!!) ottenendo risultati sbalorditivi, ascoltare poi il singer che fà il verso a Steven Tyler è spettacolo puro! Breathe è un brano dove riemergono in parte gli esordi della band, Tobias Exxel (bs) e Felix Bohnke (bt) si riconfermano come una delle migliori sezioni ritmiche apparse sulla scena negli ultimi dieci anni, un muro sonoro possente che viene arricchito da efficacissime tastiere e dai soliti cori indimenticabili. La serie di tracce a presa "super immediata" come King Of Fools o Superheroes continua con Two Out Of Seven, la struttura condotta dalle sempre più presenti keyboards è abbastanza semplice ma incredibilmente affascinante, il punto di forza non poteva che essere il refrain, un altro di quelli da aggiungere alla lista dei più riusciti del gruppo. Faces In The Darkness è una song in cui gli Edguy in poco più di cinque minuti mostrano le varie sfaccettature della loro musica, una perfetta alternanza tra cadenzati momenti heavy ad altri più melodici ed ariosi, i due chitarristi continuano a stupire con i loro assoli e riff schiacciasassi! Il frontman ed i suoi compagni si concedono un altro salto nel loro passato più lontano con The Arcane Guild, brano veloce ed iper melodico che sembra uscito direttamente dalle sessions di Theater Of Salvation ma suonato con la consapevolezza di trovarsi nel 2011, i fans di vecchia data rimarranno favorevolmente colpiti da questa song! Il primo minuto di Fire On The Downline è fuorviante, si potrebbe pensare ad un lento misterioso e malinconico, niente di più sbagliato, la traccia si trasforma velocemente in un contagioso mid tempo figlio diretto del miglior hard rock ottantiano, in un campo come questo Tobias ha sempre dimostrato di essere ad un livello superiore rispetto a tanti altri. Behind The Gates To Midnight World è l'episodio più dinamico contenuto in Age Of The Joker, una mini suite dove gli Edguy ci deliziano con una varietà di atmosfere oscure e pesanti, parti immediate ed orecchiabili e leggeri echi prog, il tutto realizzato con una facilità disarmante, chi ha ancora il coraggio di definirli finiti dopo aver ascoltato un gioiellino come questo? La chiusura è affidata alla ballad Every Night Without You; personalmente la ritengo l'unico punto debole di tutto il cd, canzone gradevole ma niente di più, Sammet in passato ha composto brani di ben altro spessore, nulla di grave in fondo considerato tutta la grande musica ascoltata nelle tracks precedenti. L'edizione in digipak dell'album contiene un secondo dischetto con le versioni edit di Robin Hood e Two Out Of Seven più quattro inediti: le divertenti e dirette God Fallen Silent e Aleister Crowley Memorial Boogie (solo loro potevano trovare un titolo del genere) la delicata Standing In The Rain (la struttura e le melodie ricordano molto la vecchia Another Time) e la scatenatissima cover di Cum On Feel The Noize degli Slade ripresa come tutti sappiamo anche dai grandi Quiet Riot, la versione dei tedeschi si ispira fedelmente proprio a quella di questi ultimi. Come ho già scritto prima riascoltare gli Edguy della seconda metà degli anni novanta oramai è pura utopia però l'accurato  lavoro di ricerca stilistica effettuato in questo disco ha dimostrato che la strada intrapresa dal combo può realmente continuare a riservarci delle grosse sorprese, Tobias con gli ultimi due degli Avantasia aveva ribadito che la sua geniale vena compositiva non si era affatto affievolita, finalmente anche nella band madre è riemersa definitivamente! Credo proprio che a Age Of The Joker spetterà un posto molto alto nella mia playlist di fine anno..


1) Robin Hood
2) Nobody's Hero
3) Rock Of Cashel
4) Pandora's Box
5) Breathe
6) Two Out Of Seven
7) Faces In The Darkness
8) The Arcane Guild
9) Fire On The Downline
10) Behind The Gates To Midnight World
11) Every Night Without You


Bonus disc:
12) God Fallen Silent
13) Aleister Crowley Memorial Boogie
14) Cum On Feel The Noize
15) Standing In The Rain
16) Robin Hood
\7) Two Out Of Seven

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