DUMPER

Rise Of The Mammoth

2011 - Buil2Kill Records

A CURA DI
PIETRO LA BARBERA
28/05/2013
TEMPO DI LETTURA:
7

Recensione

I modenesi Dumper nel loro debutto ci travolgono con un disco dalle molteplici influenze, uno sguardo puntato alla vecchia scuola ma senza per questo mancare di freschezza, anzi! I riferimenti principali risultano essere i Motorhead, i Black Sabbath e reminescenze Thrash rigorosamente old school, il tutto mescolando inflessioni stradaiole. La loro capacità compositiva riesce ad essere sempre di buon livello e la riproposizione di vecchi stilemi non risulta affatto una debolezza, molte band dovrebbero pensare prima a realizzare musica capace di scaldare il cuore piuttosto che ricercare soluzioni moderniste disperdendo le proprie radici e caratteristiche, i Dumper riescono a scaldare a dovere con un rifferama variegato e di buon gusto. L'album Rise Of The Mammoth è stato realizzato nel Marzo del 2011 da una line up composta da Eddie Cantoni (voce/basso), Simone Severi (chitarra), Lo Malaguti (batteria). L'album si presenta in una veste potente con una nota di merito alla prova davvero convincente del singer Eddie Cantoni che è anche il principale songwriter della band  dimostrando anche una buona fluidità nella scrittura dei testi, questi non risultano mai banali e danno una dimensione ancora maggiore al disco proponendosi come una realtà di assoluto valore nel panorama Hard'N'Heavy italiano. Nel disco è presente anche il rifacimento di Ticket To Ride dei Beatles che viene eseguito con personalità e sincerità genuine. L'artwork dell'album (realizzato da Stefano Landini) non passa certo inosservato, il Mammuth emerge con fierezza come un simbolo di rinascita di ciò che è rimasto sepolto per troppo tempo, non rimane certamente sepolta nemmeno l'energia scaturita dai nostri che ci riversano addosso un muro sonoro non indifferente ben guidato da un basso sempre in primo piano, adesso andiamo a conoscere le tracce del disco partendo da DUMPER, il nostro trio gira la chiave e parte con un piacevole assalto degno dei migliori Motorhead, i riff sono di buon impatto e rimangono facilmente impressi, belli gli assoli alcolici così come il cambio di tempo che fà da apripista per un'altra gradevole scarica di riff capaci di far sobbalzare i "Defenders" più nostalgici, il pezzo è concepito per la dimensione live grazie anche ai cori stradaioli del refrain, il testo è una dichiarazione d'intenti, i nostri alla guida del "mostro" hanno voglia di travolgere ogni cosa con scariche di potenza e adrenalina che rendono la partenza del disco davvero calda, il pezzo successivo è VOLTS, il basso apre le danze seguito da scariche elettriche e da una ritmica terremotante, bello il muro chitarristico che dona al brano una struttura possente ed energica, Eddie Cantoni a tratti sembra emulare il buon vecchio Lemmy sia dal punto di vista vocale che nel percuotere le corde del proprio basso, il testo è una metafora "realistica" di coloro i quali vivono immersi in un vuoto esistenziale senza nessuno che li avverta dei pericoli della vita, l'energia elettrica calpestata a piedi nudi è sicuramente un'esempio efficace! La traccia successiva è BLACK EYES, il pezzo parte con un riff di gran gusto proseguendo con un trionfo di strofe dal buon impatto melodico, il refrain ha un sapore ottantiano che sà di già sentito ma senza per questo essere banale, il brano funziona e possiede un'ottima presa grazie anche al lavoro chitarristico sempre dinamico sia nella ritmica che nel solismo, il testo è un'avvertimento ancora una volta metaforico: "Nella notte non fidarti di chi ti reclama, nella notte potrebbe essere la morte!", i Dumper però dimostrano di poterci fidare di loro! Il basso apre DRAG ME TO HELL trasportandoci in un pezzo in cui i Megadeth si materializzano prepotentemente per poi scomparire, la ritmica è ossessiva nel suo incedere perdendo a mio parere un pò di mordente nel refrain, bello il tappeto ritmico che supporta l'assolo, Eddie Cantoni questa volta emula Mustaine "slegando" l'interpretazione vocale nel ritornello, il brano ha come protagonista un'uomo dalla vita plastificata che si fà attrarre in un gioco malvagio da una donna, essa si rivela essere una strega trascinandolo all'inferno, THE MELTING EYE è la quinta traccia, uno strumentale con il basso protagonista assoluto nel suo incedere possente ben assecondato da batteria e chitarra, una marcia cupa e minacciosa che fà da apripista per la title-track, RISE OF THE MAMMOTH è un pezzo massiccio che esprime una forte influenza da parte dei Black Sabbath sia nelle ritmiche che nel rifferama, l'impasto sonoro risulta efficace nel suo incedere ossessivo, bello l'assolo nel finale sul tappeto ritmico basso/batteria che senza l'apporto di una seconda chitarra non perde mordente ma acquisisce un fascino arcaico, il brano è un viaggio verso la distruzione del nostro pianeta, la scienza nasconde verità di tutto ciò ed il Mammuth cancellato dalla faccia della terra milioni di anni fà si pone come monito per tutti noi, l'ascolto prosegue con ON AND ON, dopo un'apertura affidata all'accoppiata ritmica i nostri esprimono un muro sonoro massiccio che si adagia su ritmiche sostenute, il pezzo torna a far sentire la matrice Motorhead con un refrain ideale per la dimensione live, anche l'assolo è molto gradevole e ispirato e ci trascina verso un finale sempre più possente, il testo è "alcolico" nel vero senso della parola tra il ricordo di notti brave e riflessioni sulla giusta via da percorrere prima dell'autodistruzione, con LAMB TO THE SLAUGHTER i nostri ci regalano un'altro assalto old school che si apre in modo molto deciso e possente, il refrain ha una linea melodica ben marcata assolutamente apprezzabile che viene ben espressa anche nell'assolo, piacevole e variegato il lavoro di Lo Malaguti alla batteria che rende il brano strutturalmente dinamico, i nostri ci propongono un testo che eprime momenti di pathos nella sensazione di essere costantemente sotto la minaccia di un'assassino in un'interpretazione ferale, con TICKET TO RIDE i Dumper ci propongono una cover dei Beatles (evitandoci l'ennesima Eleanor Rigby.....) centrando in pieno grazie all'interpretazione molto personale che dimostra sicurezza nei propri mezzi, l'adattamento sonoro funziona in modo molto efficace così come l'interpretazione del singer Eddie Cantoni, molto bello l'assolo che ci trasporta in un cambio ritmico magistrale fino a sfumare, con THE REVENGE OF SCYLLA arriviamo alla conclusione dell'album, il riff iniziale del basso ci riporta in mente i Black Sabbath, il brano acquisisce aperture chitarristiche di gran gusto che a tratti ricordano gli Iron Maiden, questa traccia mostra strutture più intricate che in precedenza, si fanno apprezzare gli incroci ritmici così come gli assoli, Eddie Cantoni è bravo nell'interpretazione dimostrando una buona capacità espressiva, il testo è ispirato dalla mitologia,la protagonista  Scylla è amata da Glauco, figlio di Poseidone, la maga Circe per gelosia obbliga Scylla con un sortilegio a riparare in una cavità in fondo al mare, i Dumper hanno però deciso che per Scylla è arrivato il momento di uscire e vendicarsi! In conclusione un'album che esprime una buona personalità e risulta piacevolmente old school, i riferimenti stilistici sono evidenti ma i nostri hanno la capacità di canalizzare al meglio ogni influenza rendendo dinamico e caldo l'ascolto, bravi ragazzi!


1) Dumper
2) Volts
3) Black Eyes
4) Drag Me To Hell
5) The Melting Eye
6) Rise Of The Mammoth
7) On And On
8) Lamb To The Slaughter
9) Ticket To Ride (The Beatles Cover)
10) The Revenge Of Scylla