DRED

A Path To Extinction

2006 - Self

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
16/01/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Cari metalheads, con questa mia nuova recensione (la prima del nuovo anno) ho deciso di inoltrarmi con molta curiosità nel viaggio intrapreso di recente da ROCK & METAL IN MY BLOOD verso il panorama musicale metal del continente australiano. Come dimostrato anche dai miei colleghi recensori voglio porre i riflettori nelle realtà underground della Terra dei canguri per analizzare molto da vicino alcune band che purtroppo sia a livello europeo sia a livello americano hanno poca visibilità e trovano poco spazio nei cataloghi di vendita nei negozi di dischi in quanto il merchandising tendenzialmente si concentra troppo verso nomi noti a livello mediatico senza dimenticare inoltre la eccessiva pandemia di ristampe di vecchi cd da parte di gruppi altisonanti che quindi sono più in vista e quindi di più facile consumo e fruizione. Fatto questo preambolo introduttivo con cui era quasi d'obbligo partire, diamo ora le coordinate che ci interessano direttamente. Prendiamo dunque la cartina geografica e spostiamoci a Sydney, la città più famosa e popolosa dell'Australia assieme a Melbourne. Nei pressi di questo posto magico e incantevole circondato a metà tra l'Oceano Pacifico e il Mar di Tasmania nasceva alcuni anni fa un progetto musicale che nel corso del tempo si sarebbe evoluto in un ensemble consolidato e ben definito (gli OUROBOROS) che però tratterò nella prossima recensione. Ora parto dalle fondamenta e dalle origini degli OUROBOROS, parlandovi dei DRED, un side project di metal estremo nato nel 2001 da parte di 2 giovani studenti liceali, Denis Vlachiotis (chitarra ritmica) e Michael Conti (bassista). Inizialmente sia Vlachiotis sia Conti suonavano a tempo perso come duo nelle cantine delle rispettive abitazioni, influenzati da sonorità tipiche del thrash e del death metal degli anni 80 e 90 che fanno a riferimento a band del calibro di Annihilator, Meshuggah e Testament.  Dopo vari mesi di assidue e continue esercitazioni e dopo diversi tentativi di scrivere del materiale originale, i 2 amici decidono di andare alla ricerca di qualche altro musicista in erba con cui condividere la stessa identica passione per la musica. Tramite una segnalazione contenuta nelle inserzioni stampate sui volantini della redazione studentesca della loro scuola, trovano nel 2004 il secondo chitarrista Mikhail Okrugin, anch'egli molto giovane. A questo punto mancano solo un batterista e un cantante per completare la line up. All'inizio trovare un batterista tecnicamente preparato non fu facile, ma dopo varie ricerche avvistano David Morgan, vincitore di un concorso nazionale di kick drumming (specialità che interessa soprattutto i piedi dei batteristi!:) Impressionati dalla velocità e dalla violenza con cui Hogan picchia la grancassa e più in generale le pelli della batteria, gli offrono subito un'audizione privata per entrare nella band che alla fine si rivela molto soddisfacente. Selezionare invece il cantante ideale è stato più semplice del previsto. Vlachiotis infatti contatta nel 2005 un suo vecchio amico di infanzia, tale Evgeny Linnik, cantante dotato di una voce possente e versatile con alle spalle numerose esperienze nei circuiti delle cover band locali di Sydney. Linnik accetta subito di buon grado l'offerta proposta da Vlachiotis e si unisce così al nuovo gruppo. Immediatamente il cantante decide di spostarsi assieme ai suoi nuovi compagni d'avventura in una sala di registrazione professionale (usata in precedenza da lui stesso) per comporre e incidere le liriche e le musiche utili ad essere inserite per un primo demo tape.

Passate alcune settimane di prove incessanti, i 5 giovani australiani riescono a incidere a incidere delle track che compongono un mini EP che in seguito decidono di chiamare A PATH TO EXTINCTION. Andiamo quindi a esaminare nei dettagli questo loro lavoro. A PATH TO EXTINCTION esce nel 2006 e si compone di 4 terremotanti track dall'impatto immediato. L'apripista iniziale del mini EP è Absent From Entity, track che si apre con dei riff di chitarra molto violenti in coppia con i colpi martellanti della batteria di Horgan che pesta davvero in maniera incredibile. Dopo alcuni istanti si fa avanti Linnik che usa un cantato growl molto gutturale. Nell'intermezzo si susseguono riff e assoli che evidenziano l'elevato tasso tecnico del gruppo fino ad arrivare nel finale esplosivo capace di lacerare gli intestini dell'ascoltare più esigente. Animal Man Machine, 2^track, attacca con riff assassini di vecchia scuola thrash metal, per poi variare con un mid tempo batteristico di alto ritmo. Anche qui la voce di Linnik ringhia con dei versi quasi animaleschi come se fosse un aborigeno privo di bon ton!:) Degno di nota anche l'assolo chitarristico davvero notevole nel finale con chiusura lampo della batteria di Horgan. Sea To Summit, 3^track, è forse il pezzo più tecnico e variegato tra le 4 song che compongono il disco, con una struttura ritmica che si basa essenzialmente sul letale innesto chitarristico tra Okrugin e Vlachiotis. Da notare l'uso brutale della voce di Linnik che gira in linea con il basso sontuoso di Conti che in questo episodio riesce a dare forse il meglio di sè. L'ultima track si intitola Edifice Of Tiranny ed è il pezzo più lungo e articolato del mini EP. Qui le accordature delle chitarre si abbassano ulteriormente creando un substrato molto cupo e oscuro. La voce di Linnik è più nasale e profonda che mai, mentre sia il basso assai compresso di Conti sia l'accompagnamento batteristico oppressivo di Horgan fanno da cerniera perfetta per chiudere il pezzo in maniera echeggiante e fragorosa. (P.s. Se questo pezzo avesse avuto una durata minore tagliando alcune parti forse un pò troppo fulgide e rutilanti secondo il mio punto di vista sarebbe stato un piccolo capolavoro metallico da ricordare negli albi annuali.) Arrivati alla fine viene quasi spontaneo dare una valutazione positiva a questi DRED, che con questo mini album dimostrano di saperci fare alla grande avendo come risultato quello di ritagliarsi un posto che forse da troppi anni vacava in questo settore specifico del metal estremo, in special modo nel genere vicino al deathgrind o goregrind se così lo vogliamo etichettare. Ascoltandolo in blocco si possono sicuramente scorgere delle sonorità molto vicine al death e al thrash metal più tecnico possibile che però hanno la capacità esclusiva di fondersi in un ibrido virtuoso molto particolare. Per questo motivo credo che i DRED abbiano dato alle stampe un mix innovativo di sonorità estreme dal trick pesante e allo stesso tempo "aprioristico" e "sperimentale". Considerata anche la giovane età del gruppo non posso che promuovere il disco con un voto bello alto. (N.b. Non perdete la prossima puntata in cui parlerò dell'evoluzione naturale di questo gruppo australiano.)



 


1) Absent From Entity
2) Animal Man Machine
3) Sea To Summit
4) Edifice Of Tiranny

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