Drakkar

When Lightning Strikes

2012 - My Kingdom Music

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
05/07/2012
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Dieci anni di assenza dalle scene musicali è un periodo davvero lungo per una band, soprattutto considerando la validità e la qualità di cui è capace, e che è racchiusa in una breve ma intensa discografia, dove fa capolino un album che adoro letteralmente Gemini, il quale ha permesso ai Drakkar di entrare di diritto nel mio cuore e nella mia personale collezione metal. Fedeli fin dalle origini ad un concetto di power metal dalle forti tinte epiche, i Drakkar hanno solcato i mari della musica tra le intemperie che hanno pervaso cambi di formazione ed  altrettanti raggi solari che ne hanno illuminato la via, come la buona critica e le collaborazioni con mostri sacri del settore, citando l'apertura al concerto degli Scorpions tenutosi nel maggio del 1999 e l'ausilio di Roland Grapow ex chitarrista degli Helloween, che si presta per due assoli in una traccia del mio amato Gemini, The Voice Of The Wind.

La storia dei Drakkar ha subito non poche vicissitudini in merito alla formazione, tanti cambi hanno visto entrare ed uscire personaggi che hanno donanto un forte contributo artistico ai lavori di questa inossidabile band.

Così per questo quarto full length voluto e costruito con passione e dedizione, la line up è costituita dal determinato Dario Beretta alla chitarra, Dave Dell'Orto alla voce, Corrado Solarino alle tastiere e Simone Cappato al basso, per quanto riguarda la batteria il discorso è un po' più articolato. Quando le tracce per il nuovo disco sono state scritte, la band che era sprovvista di batterista si rivolge ad una persona in particolare, Dario chiama il suo amico Mattia Stancioiu ex batterista dei Labyrinth e gli chiede di collaborare alle sessioni di registrazione dei pezzi. Il buon Stancioiu che è anche proprietario dello studio di registrazione Elnor Studio ed ingegnere e produttore, ha accettato la proposta di Beretta ed ha prestato la sua collaborazione sia nell'uso dello studio sia come batterista, c'è da specificare inoltre che il posto di Stancioiu nei live dei Drakkar è occupato da Paolo Pirola. Tutto è pronto per cui "When Lightning Strikes" può vedere la luce; uscito nel gennaio 2012 e prodotto dalla My Kingdom Music l'album contiene quindici tracce per una durata di 54' e 50''. Il nuovo concept album ruota attorno ad una storia di fantascienza con elementi classici e storici, mentre musicalmente ci troviamo di fronte a maestosi suoni sottolineati da quelle melodie epiche a cui i Drakkar ci hanno abituati. Alle copertine sempre molto evocative negli album dei Drakkar, si aggiunge quest'ultima in cui un guerriero armato di spada ha il capo sovrastato dallo scrosciare di fulmini e dietro di sé una nave distrutta che affonda nelle acque.  Il termine Drakkar identifica delle vecchie imbarcazioni usate per fini militari ed usate principalmente dalle popolazioni vichinghe e sassoni. Le suddette navi sono state impiegate anche per viaggi esplorativi nelle zone scandinave, ed impiegate generalmente nell'utilizzo fino al quindicesimo secolo in Norvegia. Questa è la terza volta che si vede sugli artwork dei Drakkar, l'oggetto dal quale la band ha preso il nome, la prima volta risale al demo di debutto del 1996 Sailing Alive, la cui grafica fumettosa ricorda molto i cartoni animati di stampo giapponese e che raffigura in primo piano una donna guerriero ed un altro scheletrico ed in secondo piano fa da sfondo una Drakkar con sopra un altro combattente con un elmo vichingo ed una spada impugnata ed alzata al cielo. La seconda imbarcazione viene avvistata sulla copertina di Quest of Glory, la parte anteriore della nave raffigura la testa di un drago, la fiancata rivestita da scudi circolari e per finire una grande vela rossa spiegata conduce il veliero attraverso una furiosa tempesta marina. La prima copertina così semplice nella tecnica artistica è lontana anni luce dalla stupenda immagine di When Lightning Strikes, una metamorfosi avvenuta nel corso dei vari album ,tanto che il graduale cambiamento si nota già in Quest for Glory, e così come nella grafica anche la musica dei Drakkar ha subito dei cambiamenti, la qualità audio e di mastering si sono perfezionate ed un songwriting più maturo e raffinato hanno man mano preso piede; è giunta l'ora adesso di immergere le nostre orecchie in un mare di note evocative a bordo della maestosa Drakkar. La traccia sonora che apre "When Lightning Strikes" è un intro strumentale dal titolo "Hyperspace – The Arrival" che si staglia su una scia teatrale e futuristica con forti tinte riecheggianti terre lontane, la strumentale melodia cede il posto alla seconda traccia "Day of the Gods" che definirei un altro intro, un prologo all'album vero e proprio. La ritmica che accompagna il brano ha un andamento soft incentrato sull'acustica, così corde e voce sono il risaltante connubio che conduce alla prima sferzata power. Le rullate alle pelli in simbiotica assonanza con le corde della chitarra elettrica producono un momento accattivante, la voce di Dell'Orto diretta e sicura trionfa nel suo incedere fiera supportata da bellissimi chorus; parte l'assolo con le deliziose distorsioni del wah wah a dare un effetto cibernetico, per poi riprendere una dimensione più drammatica.. cosa non riesce a descrivere un ottimo chitarrista? Plurime sono le sensazioni che in una manciata di secondi il buon Beretta è in grado di emanare. Suoni apocalittici ad opera della brevissima liaison dal titolo "In the Belly of the Beast" ci rimandano alla seguente track "Revenge Is Done" in cui l'atmosfera battagliera e decadente non accenna a sparire e fa capolino tra le bacchette, le corde ed il microfono dei Drakkar. La song ha un refrain fortemente impattante, così come lo sono i soli di Beretta, articolati, tecnici, creativi e "descrittivi", i sentori epici sono raggi di sole che penetrano attraverso gli occhi e raggiungono il cuore in un tempo tanto breve da farsi immediatamente coinvolgere e trasportare in questo concept "art" album.

Un clima tempestoso e bellicoso introduce la title track "When Lightning Strikes" della quale mi colpisce immediatamente l'ecletticità del timbro di Dell'Orto, che riesce a "modulare" il colore del suo strumento ed intonarlo perfettamente alla situazione melodica in cui si immerge. La sezione ritmica tesse una trama compatta per supportare il vocalist, il quale fin'ora non ha compiuto chissà quali vocalizzi, ma nel suo mantenere un tono sempre moderato è riuscito a suscitare sensazioni che molti altri colleghi super dotati non suscitano. Corposo e robusto il mood sonoro di "Winter Soldiers" che risulta una grintosa classic heavy song inframezzata dagli immancabili chorus, fino a quando un'allegro cambio di ritmo ne smorza l'atmosfera e ci trasporta in un universo circense in cui Dario Beretta inanella capriole alle corde degne del miglior trapezista. "Salvation" mantiene lo standard qualitativo alto, con tutti gli strumenti legati in una simbiosi ritmica impressionante, nessuno esita, l'incertezza non appartiene a questi navigatori delle note e lo dimostrano nella seguente "At the Flaming Shores of Heaven", il songwriting risplende di accurata concezione compositiva; sezioni rocciose, ritmiche alternate, melodie morbide ed evocative, cosa chiedere di più ad un brano? Nulla direi!  Stancioiu è impressionante nella sua carica alle pelli, davvero un guerriero che impugna le bacchette come infuocate mazze chiodate e picchia indomito con furiosa energia, così anche nella seguente "We Ride" la sua batteria rovente accompagna gli altri compagni di lotta su tornanti ricchi di bivi e diramazioni tanto melodiche quanto estreme. "The Awakening" è un altro breve intermezzo concepito su una trama acustica e synth, in cui chitarra voce e sintetizzatore sono i protagonisti. Manteniamo i toni alti e diretti con "My Endless Flight" e tutta la classicità del metallo esplode in questa song potente da tutti i punti di vista,sonoro compositivo esecutivo e chi più ne ha più ne metta; in tracce come queste i Drakkar dimostrano quanto band del calibro di Judas Priest, Blind Guardian ed Helloween li abbiano influenzati. La dimensione drammatica e di continua all'erta si protrae nel seguente intermezzo, la cui concezione sonora rimanda ad epicheggianti capolavori cinematografici e riprende il tema portante della terza traccia "The Armageddon Machine", mentre i venticinque secondi di "Engage!" sono un assolo di chitarra eletrica il cui riff è poi quello portante della traccia conclusiva "New Frontier". Per chiudere in bellezza i Drakkar lo fanno con un brano riassuntivo di come loro concepiscono il metal, per cui abbiamo la parte power speed ed incalzante in cui le corde della chitarra sono portate allo spasmo, la parte heavy classica pulita e diretta, il martellamento della batteria che sfiora un blast beat death e tiratissimo e per finire una melodica parte soft ed evocativa. Cosa dire in definitiva di Beretta e soci? Che ci credono e gli si deve dare atto di questo, che sono tornati più forti e carichi di prima, per cui un lieto bentornati a loro e che aspettarli per dieci lunghi anni ne è sicuramente valsa la pena. Con questo "When Lightning Strikes" i navigatori del power metal hanno solcato nuovamente i mari della musica con lodevoli risultati, la Drakkar può ormeggiare e permettere loro di far riposare gli strumenti, ma ci aspettiamo che tornino a veleggiare al più presto con nuove canzoni; il mare è immenso questo è vero ma c'è sempre posto per una nave in più guidata da chi le onde sonore sa cavalcarle con destrezza come loro.


1) Hyperspace – The Arrival 
2) Day of the Gods 
3) The Armageddon Machine 
4) In the Belly of the Beast 
5) Revenge Is Done
6) When Lightning Strikes 
7) Winter Soldiers 
8) Salvation
9) At the Flaming Shores of Heaven 
10) We Ride 
11) The Awakening
12) My Endless Flight 
13) Aftermath – The Departure
14) Engage!
15) New Frontier