DRAGONFORCE

The Power Within

2012 - EGR/Goodfellas

A CURA DI
DONATELLO ALFANO
02/05/2012
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

Nel bene o nel male purchè se ne parli... Prendendo spunto dall'immortale arte di Oscar Wilde potrebbe essere questa una frase perfetta per descrivere la storia dei Dragonforce. Riflettendoci su nell'ultimo decennio sono pochissimi i nomi della scena metal che sono riusciti a dividire in maniera così netta pubblico e addetti ai lavori: da una parte c'è chi fin dall'esordio li ha considerati come il futuro del power, la nuova via da seguire per mantenere vivo il genere e dall'altra chi li ha sempre accusati di aver soltanto riciclato il meglio proposto dai big a cavallo tra gli anni ottanta e novanta "estremizzandolo" a dovere in modo da poter sembrare una novità, la cosa certa è che questo sarà un dibattito destinato a durare in eterno. Esaminando il percorso dell'act fino ad oggi si può sostenere che alla fine dei conti le direzioni stilistiche intraprese hanno dato ragione alla band, grazie ai quattro album pubblicati tra il 2003 ed il 2008 (Valley Of The Damned,Sonic Firestorm,Inhuman Rampage e Ultra Beatdown) ed una lunghissima serie di concerti tenuti in buona parte del mondo, la popolarità è aumentata in maniera esponenziale per la gioia di tutti i fans e per l'incredulità di tutti i detrattori. Dal canto loro i Dragonforce continuano imperterriti ad andare avanti per la loro strada dimostrando totale disinteresse nei confronti di qualsiasi tipo di critiche, anche di quelle più feroci e come sappiamo tutti nel music business odierno se non si possiede un atteggiamento del genere non si va da nessuna parte... Oltre a tutto questo i chitarristi e fondatori Herman Li e Sam Totman hanno sempre manifestato una volontà di ferro nel non volersi fermare per nessun motivo, la piena conferma si è avuta nel 2010 con il traumatico divorzio dallo storico singer ZP Theart, neanche una defezione così importante è riuscita a compromettere la fortissima determinazione dei due musicisti. Non perdendosi assolutamente d'animo e mostrando la solita grinta il gruppo l'anno scorso ha annunciato l'ingresso di Marc Hudson, la scelta di affidarsi ad un cantante giovane (il prossimo agosto compirà venticinque anni) si è rivelata la più indicata per poter ripartire per l'ennesima volta superando qualsiasi tipo di ostacolo. La definizione di "multinazionale del metal" è perfetta per delineare lo status dei Dragonforce, per comodità spesso si tende a definirli inglesi (considerando il fatto che la città da dove tutto è cominciato è Londra) ma in realtà gli unici membri nati in Inghilterra sono Totman e Hudson, il giro della band attorno al pianeta tocca anche Cina (Li) Ucraina (Vadim Pruzhanov,ts) Francia (Frédéric Leclercq,bs) e Scozia (Dave Mackintosh,bt) un team affiatato e variegato tornato sulle scene da pochi giorni col nuovissimo The Power Within. Occorre sottolineare che il quinto full-length del combo è la fedele prosecuzione di quanto è stato proposto finora, Li e soci hanno preferito puntare sul sicuro senza il minimo segnale di cambiamento nella formula sonora, c'è un'unica differenza rispetto al passato ed è costituita dalla presenza di un buon numero di tracce al di sotto dei cinque minuti di durata, spesso quei lunghissimi ed estenuanti tour de force contenuti nei lavori precedenti risultavano un po' ostici all'ascolto, con questa saggia decisione il platter ha guadagnato molto in termini di fluidità e freschezza. L'opener Holding On è un limpido esempio di questo percorso; anticipato da un affascinante intro chitarristico e da un acuto sovrumano di Marc, il pezzo al cinquantesimo secondo come da copione esplode nella sua corsa a mille all'ora, il nuovo singer fin dalle prime battute mette in mostra tutto l'entusiasmo e la grinta di chi è consapevole di giocarsi una grossa chance, il resto della band lo supporta in maniera egregia con la solita giostra di melodie immediate, virtuosismi strabordanti e ritmiche serratissime ma il top viene raggiunto nell'allegro ritornello dove l'influenza dei migliori Helloween è predominante, indubbiamente gli inglesi hanno scelto la via migliore per ripresentarsi al proprio pubblico. Fallen World prosegue sugli stessi sentieri della track precedente anche se si nota una maggiore dose di aggressività, la garanzia è costituita  dai numerosi cori presenti e destinati ad essere adorati da tutti i fans. Subito dopo è il turno di Cry Thunder, l'aver proposto questo brano come singolo apripista si rivela fin dal principio come una scelta piuttosto efficace, il gruppo preme leggermente sul freno proponendo un coinvolgente mid tempo ricco di reminiscenze irlandesi riscontrabili in particolar modo nell'eccezionale guitar work dove in più momenti si ha le sensazione di ascoltare un sentito tributo al grandissimo Gary Moore (R.I.P.) il singer riesce a dare un piccolo saggio della sua  versatilità vocale dimostrando di non temere nessun confronto col suo illustre predecessore. Give Me The Night riprende il viaggio furioso dei Dragonforce, il mitico power made in Germany riconquista un posto di dominio assoluto nel sound, gli spunti più interessanti vengono offerti dall'ottimo lavoro di Pruzhanov, ascoltandolo viene da domandarsi cosa potrebbe fare se solo riuscisse ad avere un po' più di spazio all'interno della band. I primi secondi di Wings Of Liberty sono fuorvianti, sembra quasi di sentire una ballad ispirata dai leggendari Queen, impressione errata... Poco dopo i britannici tornano a lanciarsi nella consueta marcia iper-melodica, i sette minuti abbondanti del pezzo scorrono via con una facilità sorprendente per via di un dinamismo sonoro accattivante e mai noioso in cui tutti i componenti si esprimono al massimo delle loro capacità dimostrandosi sempre determinati e orgogliosi. La successiva Seasons possiede enormi potenzialità commerciali per essere pubblicata come prossimo singolo infatti ci troviamo di fronte ad un ottimo up tempo immediatamente memorizzabile, provate ad immaginare una jam session tra Hammerfall e gli Edguy degli ultimi anni ed avrete un quadro perfetto di questo episodio. Heart Of The Storm mostra un'evidente flessione nel songwriting, cominciano ad affacciarsi palpabili segni di ripetitività tanto da farla sembrare una nuova versione dello storico hit Through The Fire And Flames, con Die By The Sword le cose vanno decisamente meglio, il pezzo si pone in evidenza soprattutto per l'eccellente gusto melodico di Herman e Sam (stupendo il break strumentale rallentato) e per un refrain pronto per essere cantato a squarciagola nei futuri concerti. In Last Man Stands torna alla ribalta quella girandola inarrestabile di cambi tempo creati appositamente per rendere una canzone sempre varia ed avvincente ma non è soltanto la tecnica a farla da padrona, c'è anche un'interessantissima serie di intrecci vocali in cui il frontman ribadisce ancora una volta il suo indiscutibile valore. Il cd si chiude con la versione acustica di Seasons; in chiave unplugged le affascinanti melodie della sesta traccia vengono messe ulteriormente in risalto donando così una maggiore dose di malinconia e solennità, dopo il ciclone dei pezzi precedenti è l'ideale congedarsi con un'atmosfera più intima e rilassata, anche per loro ogni tanto arriva il momento di tirare il fiato... Devo ammetterlo, in un primo momento ero scettico nei confronti di The Power Within, ero convinto che non sarebbe mai riuscito ad entusiasmarmi ed invece dopo ripetuti ascolti mi sono dovuto ricredere; è pur sempre un disco dei Dragonforce con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti (a dire il vero questi ultimi si possono contare sulle dita di una mano) ma l'aver indirizzato tutte le energie su composizioni incentrate più sulla sostanza che sulla forma ha prodotto dei risultati notevoli, a questo punto non mi meraviglierei se anche qualche detrattore incallito cominciasse ad apprezzarli, personalmente sono convinto che se la band continuerà a seguire questa strada in futuro potrebbe riservarci grosse sorprese, sono qui e attendo..


1) Holding On
2) Fallen World
3) Cry Thunder    
4) Give Me The Night
5) Wings Of Liberty
6) Seasons    
7) Heart Of The Storm
8) Die By The Sword    
9) Last Man Stands
10) Seasons
(Acoustic Version)