DISMEMBER

Death Metal

1997 - Nuclear Blast

A CURA DI
ANGELO LORENZO TENACE
18/11/2011
TEMPO DI LETTURA:
9

Recensione

Death Metal: un nome più che esemplificativo per descrivere il quarto full-lenght dei Dismember, uscito nel 1997, prodotto dai Dismember stessi e pubblicato dalla Nuclear Blast Records. Dopo l'ammorbidimento di "Massive Killing Capacity" anche questo album è ricco di melodie come il suo predecessore, ma predilige più i tempi veloci ed assassini a quelli lenti e opprimenti.



Le danze si aprono con rumori che portano alla mente la guerra ed è qui che inizia il nostro viaggio fra le linee nemiche. Si parte con il classico riffone di matrice svedese con melodie di ispirazione "Maideniana" che si susseguono e si ricorrono le une con le altre. "Of fire" è una dichiarazione di guerra, grazie anche ad un rallentamento spezzacollo che non fa prigionieri. Poi ci tocca tornare di nuovo in trincea per non ferirci con l'assalto finale. A seguirla c'è una velocissima e breve  "Trendkiller" ulteriore fucilata fra il collo e il cranio che non lascia via di scampo. Con un ritmo martellante invece, fa il suo ingresso "Misanthropic" che parla dell'odio che si insinua nella mente umana in determinate situazioni. La canzone migliore dell'album a mio parere, con frequenti cambi di tempo, sembra di trovarsi nel bel mezzo del fuoco nemico quando il brano aumenta di intensità, per poi raccogliere i nostri compagni feriti durante il tempo di ricarica dei fucili."I love the smell of Napalm in the moring..." così, attraverso un campionamento del tenente colonnello Killgore  dal celebre capolavoro di Coppola "Apocalypse Now" ci viene introdotta  "Let the Napalm rain" che con il suo incedere lento e minaccioso ci brucia come solo il Napalm stesso può fare. La canzone trasuda disperazione e rabbia contro le religioni organizzate che generano soltanto guerra e morte. Ad attenderci c'è "Live For The Fear (Of Pain)" per farci ricordare tutti i nostri compagni caduti e gli orrori nella mente del soldato dinanzi ad un tale spettacolo,  con delle melodie molto avvolgenti ed un ritmo tiratissimo. Attraverso un giro di basso inizia "Stillborn Ways" mid tempo roccioso e opprimente, come il suo testo, che lascia senza speranza di una vita dopo la morte, denunciando le falsi speranze di una redenzione o di una vita migliore divulgati dai credo religiosi. Dopo aver realizzato ciò che è la guerra e la religione non ci resta che diventare dei freddi e spietati assassini e "Killing Compassion" uccide alla grande, canzone sparatissima e devastante. Cadaveri su cadaveri ci accorgiamo di essere fatti per la guerra e "Bred For War" ne rappresenta la certezza, mid-tempo con una accellerazione centrale, veramente ben fatta e coinvolgente. Si riparte in quinta con l'apocalittica "When Hatred Killed The Light" pezzo crudo e privo di melodie, che ci ricorda che la guerra non è ancora finita. Dopo si ritorna su ritmi abbastanza sostenuti con "Ceremonial Comedy" ulteriore brano privo di melodia che a livello di liriche si avvicina a "Stillborn Ways" condannando i funerali religiosi fatti in ricordo soldati caduti. "Silent Are The Watchers" potrebbe essere interpretata come un personale tributo della band agli Iron Maiden, con una parte strumentale centrale che ricorda molto lo stile degli inglesi. In chiusura troviamo "Mistweaver" che parte con dei violini molto malinconici, che ricreano in modo perfetto ciò che rimane dopo una guerra: nulla, soltanto morte e distruzione. La track è un mid-tempo molto decadente con frequenti cambi di umore.



Non mi resta che dire, album veramente grandioso che riesce a competere, anche se in modi diversi con il capolavoro (a detta dei fan, e non solo) "Like An Ever Flowing Stream". Buona prova per tutti i componenti, in particolare il lavoro svolto da David Blomqvist alle chitarre è sublime e la prova di Matti Karki alle vocals è più che egregia. Se volessimo trovare dei difetti sarebbero solo a livello di produzione, che mette le chitarre in primo piano a discapito delle vocals. Tuttavia nonostante ciò, l'album non viene scalfito nella sua maestosità e grandezza. Se siete fan del death metal made in sweden dovete farlo assolutamente vostro!


1) Of Fire
2) Trendkiller
3) Misanthropic
4) Let The Napalm Rain
5) Live For The Fear(Of Pain)
6) Stillborn Ways
7) Killing Compassion
8) Bred For War
9) When Hatred Killed The Light
10) Ceremonial Comedy
11) Silent Are The Watchers
12) Mistweaver