DISMAL FAITH

Morph

2013 - Nadir Music

A CURA DI
ROBERTA D'ORSI
15/05/2013
TEMPO DI LETTURA:
6,5

Recensione

La cura e l'attenzione che lo staff di Rock and Metal in My Blood mette nel ricercare le bands dell'underground, vengono spesso premiate portandoci a conoscenza di realtà più che valide dal punto di vista musicale; è il caso dei Dismal Faith gruppo toscano nato nel 2004 che non ha perso tempo, concentrandosi sulle esibizioni on stage nei locali del proprio territorio. I Dismal Faith in seguito si fermano per un periodo durato anni, per poi ritornare attivi nel 2011 con una rinnovata line up che consiste in Leon alla voce, Sikk alle pelli, Tommy e Gatto alle chitarre e Kochis al basso; ognuno di loro milita in altre bands, come Sikk il cantante che è il batterista di ben cinque gruppi, insomma di sicuro sono ragazzi che si son dati da fare. Vanno menzionati due ex membri ai quali gli attuali Dismal Faith saranno grati per il loro apporto, Lemma che ha contribuito curando l'arrangiamento per il basso e Cocco chitarrista e membro fondatore, quest'ultimo ha partecipato attivamente al concepimento del materiale e delle fasi di lavorazione del cd, in seguito ha poi abbandonato il gruppo.I Dismal Faith entrano in studio di registrazione nel dicembre del 2012 per la Nadir Studio di Genova e sono stati coadiuvati niente meno che da Tommy Talamanca dei Sadist, un bel colpo per i toscani! Le notizie più importanti sono state date, arriviamo al genere suonato dai Dismal Faith, un variegato mix di groove, thrash, death ed hardcore esibito ed in alcuni frangenti ostentato nelle nove tracce che compongono "Morph" debut album della durata di 35' e 24'', uscito il tredici maggio per Nadir Music; entriamo nel mondo di questa "triste fede" e scopriamo cosa hanno avuto da dirci. La prima canzone "Rip Out" ha chiari riferimenti ai tormenti interiori, una guerra con l'insoddisfazione recondita nel profondo dalla quale bisogna lottare per sfuggire, per non lasciarsi sopraffare. Tecnicamente si marcia sulla linearità spezzata solo da una coda terzinata sul primo riff, il cantato si alterna tra scream e growl e sullo scream è decisamente meglio, il riempimento ottenuto con il crash a sostegno del bridge rende piuttosto bene. Secondo brano "Not for Me" è una dedica alla propria forza di volontà, al volerci provare, al volercela fare per vivere la vita al massimo delle possibilità e soprattutto per sentirsi vivi; si parte con un riff stoppato e batteria rumorosa sui piatti, un po' di "respiro" su chitarre aperte e la parte si evolve in mid tempo. La canzone è comunque lineare nelle ritmiche tranne che per un finale giocato con i tempi sulla cassa. Da sottolineare la voce pulita sul primo ritornello che prende accenti in levare piuttosto gradevoli, in sostanza decisamente meglio del brano di apertura. Proseguendo con "Madness Glory Sex and Flesh" follia e malessere della società moderna sembrano essere il motivo scatenante di un dolore che porta alla distruzione di se stessi e di chi ci circonda, una sorta di circolo vizioso in cui danzano ansia e disincanto, una danza che ipnotizza la mente e la scaraventa in un posto in bilico tra la realtà e l'incubo di una mente ormai lacerata. Perseguendo una linearità di fondo i Dismal Faith qui adoperano una certa furbizia ritmica con un bel cambio di tempo in accelerazione dopo il mid tempo che segue il blast beat. Lo stacco centrale sposta la canzone in altri territori ma il risultato pare slegato. La voce sul growl puro non convince, interessante invece la batteria che continua a spostarsi ritmicamente sulla cassa, da l'impressione di essere programmata.. Il quarto brano "Schizotypal" descrive la situazione mentale di una donna fatta di caos e infestazioni di ogni tipo. Ci troviamo stilisticamente di fronte ad un concetto ben delineato ed inquadrato in un mid tempo vincente, con batteria più lineare sulle casse ed accentata sulle campane, la semi melodia sul refrain crea un bel contrasto con la voce scream, così come riesce bene il rallentamento a metà se pur non originale, da sottolineare il rullante che doppia le plettrate. La canzone "Just a bitch" rivela delle parole molto crude e forti, rivolte ad una donna accusata di essere in grado solo di fare sesso, per questo il cantante la ritiene il male e giura di ucciderla. Sicuramente una metafora per descrivere una relazione del passato in cui la parte femminile è stata colpevole di sbagli e causa di sofferenze.. e sperando che il significato sia questo e non quello di ritenere le prostitute esseri tanto spregevoli da meritarsi la morte! Detto questo passiamo alla parte musicale che non è malvagia, con la chitarra semi melodica e la batteria che gioca tra accenti su campane e riempimenti di piatti. Il blast beat dopo l'intro non dice molto e a livello di chitarre siamo sempre su mid tempo macigni ma che non esaltano. "Tears" si adagia su strutture più logiche a livello ritmico, piuttosto semplice con due, tre riff per strofa e bridge e ritornello e il solito rallentamento a metà che ormai pare essere obbligatorio; non che ci sia granché a livello di accenti ma l'uscita dal bridge con la ritmica richiamata non è per niente male, anche la voce malata e sofferente è interessante ed adeguata al contesto. Per quanto riguarda le ultime tre canzoni "After the Eartquake", "Serenity" e "Fallen" le idee dei Dismal Faith sembrano finite e ritroviamo nelle ritmiche la stessa struttura utilizzata nelle precedenti tracce. In Serenity percepiamo nel testo quasi un senso di rassegnazione, di una pace che è data dal volersi arrendere ad una vita ingiusta che apparentemente regala quello di cui si ha bisogno, si cambia per proteggersi si indossa la maschera della "serenità" per andare avanti e sopravvivere; il riff sulla strofa risulta compatto, per il resto è già stato usato tutto in precedenza. In Fallen lo scream si alterna al gutturale ed il mid tempo si adagia su un tappeto armonico composto da note dal sapore tragico. Si conclude così il debut album dei toscani Dismal Faith, le basi ci sono, il potenziale anche ed è chiaro che questi ragazzi possono ancora crescere e sviluppare nuove idee sulle quali lavorare. Lo stile eterogeneo nel quale si cimentano è convincente e le varie sfaccettature riescono a legarsi senza troppe stonature, in definitiva i Dismal Faith sono un'altra realtà italiana pronta ad esplodere, del resto la Nadir Music non avrebbe messo le mani su una band nella quale non ci avesse visto del buono.. ai posteri la sentenza.


1) Rip Out
2) Not for Me
3) Madness Glory Sex and
Flesh
4) Schizotypal
5) Just a Bitch
6) Tears
7) After the Heartquacke
8) Serenity
9) Fallen