DIMMU BORGIR

Spiritual Black Dimensions

1999 - Nuclear Blast

A CURA DI
FABRIZIO IORIO
29/04/2015
TEMPO DI LETTURA:
8

Introduzione Recensione

Dopo due anni dalla pubblicazione di "Enthroned Darkness Triumphant", album che consacrò definitivamente i Dimmu Borgir come una delle band più importanti del panorama metal mondiale, i demoni norvegesi si ripresentano sul mercato con il nuovo "Spiritual Black Dimensions". In questo album troviamo alcune sostanziali novità sia a livello di line-up che a livello prettamente musicale. Iniziamo col dire che Shagrath abbandona definitivamente la chitarra per assumere totalmente il ruolo di vocalist e leader della band, Silenoz rimane alla sei corde ritmica e Tjodalv stabile dietro le pelli (dove tra l'altro ad ogni album risulta sempre migliorarsi a livello tecnico); Nagash confermato al basso, mentre le novità riguardano la conferma di Astennu alla chitarra ritmica (ruolo che precedentemente gli era stato affidato solamente per le date live) e l'ingresso del giovanissimo polistrumentista Mustis (al secolo Oyvind Johan Mustaparta) ad occuparsi delle tastiere e sintetizzatori. Vorrei approfondire la figura di Mustis perché è un artista incredibile e prima di entrare a far parte dei Dimmu Borgir ha militato in una band chiamata "Seven Sins" che altro non sono che i futuri Susperia fondati tra l'altro da Tjodalv, che vanta membri provenienti appunto di Dimmu Borgir, Old Man's Child e Satyricon. Oltre a suonare pianoforte e tastiere, è anche un ottimo flautista e cultore musicale a tutto tondo. Tornando al disco, che troviamo pubblicato ancora una volta dalla Nuclear Blast e registrato nuovamente presso gli Abyss studios, gode di un'ottima produzione anche se vengono sacrificate un po' troppo le tonalità basse per esaltare invece quelle alte, a discapito purtroppo di quella pesantezza avvolgente che invece beneficiava il lavoro precedente. Parliamo comunque di un ottimo lavoro, ben suonato e molto omogeneo che però paga un po' lo scotto di essere a tutti i costi paragonato al predecessore, ed anche se le premesse sono a dir poco ottime e mantiene quell'attitudine tipicamente black metal, risulta leggermente inferiore, ma allo stesso tempo godibile ed apprezzabile. Un'altra novità è rappresentata dall'uso massiccio di backing vocals che in questo caso non sono più affidate a Silenoz o a Nagash, ma viene invitato a fare da special guest nientemeno che Ics Vortex (Simen Hestnaes) proveniente dalla band Lamented Souls per la quale occupava il ruolo di chitarrista e bassista, ma ancora più importante è la sua band di punta, ovvero i Borknagar dove ricopre il ruolo di cantante e bassista, mentre negli Arcturus ricopre unicamente la veste di singer. Detto ciò andiamo ad analizzare quello che per molti è un altro album incredibile partorito dalla band norvegese, mentre per altri rappresenta una discesa qualitativa che si fatica a digerire.

Reptile

"Reptile?" è chiamata ad aprire le ostilità e lo fa in maniera decisamente egregia. Un suono costante di tastiere dà il via ad un urlo e a tutta la sezione ritmica che non attarda a pestare duro con blast-beat iper veloci e un'attitudine devastante, dove una prima strofa fila liscia senza troppi preamboli. La velocità diminuisce e udiamo le prime voci pulite che risultano essere particolarmente efficaci, donando una sperduta sensazione di abbandono. Terminata questa parte decisamente particolare, un ottimo solo di piano ci viene proposto dal nuovo entrato Mustis, il quale non si fa pregare per essere apprezzato, compiendo un lavoro a dir poco incredibile. Una strofa inizialmente tranquilla viene spronata dalla doppia cassa di Tjodalv che ne accentua la cattiveria per poi fermarsi nuovamente a favore di un nuovo solo di piano che dà il via ad una bella parte, a dir poco malvagia, che aumenta velocissima con tanto di tappeto atmosferico da capogiro. Il ritornello è ancora cantato da Vortex e, anche se questa volta risulta accorciato, ha dalla sua una espressività non indifferente che si immobilizza di fronte ad una sfuriata vera e propria, dove gli strumenti sono portati allo stremo e Shagrath ne approfitta dimostrando un'attitudine da vero leader. Altre backing vocals, questa volta recitate sopra una strumentazione più potente, e riparte una strofa breve ma concisa che richiama la musicalità di inizio brano e si conclude con una cavalcata senza fine la quale porta alla conclusione un ottimo brano di apertura, degno dei Dimmu Borgir di oggi. "Occhi ardenti fissano gli occhi sono il manifesto della presenza del male, con entità spazzate dalla malattia e dal degrado, una caduta dal paradiso al di là della redenzione" enormi occhi luminosi si stanno avvicinando impregnati di sangue, è il male che si palesa innanzi a noi. Le entità che dimorano in paradiso vengono spazzate via dal degrado della redenzione tanto promessa, ma è quello il vero male del nostro animo. "Chi parla di tesori notturni, chi avvolge il serpente intorno al collo, chi versa il veleno nel mio calice di vino" "E quindi si rifugiano in assenza di luce" questa entità cerca in tutti i modi di eliminarci, ma, non riuscendoci, torna nelle viscere degli abissi pronti per un nuovo assalto. E' una creatura misteriosa, quasi affascinante che incute terrore e paura, una stirpe maledetta che striscia tra gli esseri umani, pronta ad assaggiarne la carne e spedirci nell'oblio. Un racconto di creature mistiche che rispecchia la paura umana, ma che al tempo stesso intriga l'ascoltatore e lo porta a voler scoprire la natura della stessa. Non sa che probabilmente è l'incarnazione del demonio che vaga sotto forma viscida in attesa di prede di cui potersi sfamare.

Behind the Curtains of Night - Phantasmagoria

"Behind the Curtains of Night - Phantasmagoria" inizia con un giro assurdo di batteria molto effettata che parte alla grande con una ritmica esasperata, la quale immediatamente si smorza, leggermente, intrappolando una prima strofa molto convincente anche se di breve durata. Il lavoro strumentale è efficacissimo, e dopo una seconda parte sulla falsa riga della prima, una leggerissima introduzione di tastiere dà il via ad una nuova mazzata sonora con tanto di voce cupa e recitata, con uno scream assassino che ne introduce un assolo a dir poco schizofrenico. Shagrath nuovamente spara a zero con la sua voce maligna, dove troviamo un rallentamento generale ed un intermezzo dettato da Mustis a dir poco magistrale che accompagna le urla del singer. Si riprende con una cavalcata piuttosto controllata che va a sfociare quasi nell'immediato in una lezione di velocità e potenza, e che si assesta su binari leggermente meno ossessivi per poi lasciare spazio ancora alle tastiere incredibili coadiuvate dai compagni e alla voce che troviamo sovrapposta ad un cantato growl molto soffocato, mentre la chiusura viene lasciata in mano a Mustis, il quale, con grande mestiere, termina una traccia veramente di ottima caratura tecnica. Canzone breve ma intensa che non fa altro che confermare lo stato di grazia di cui gode la band nonostante importanti cambiamenti a livello di organico. "Un vortice mentale interiore come una possessione attraverso l'occhio del lupo, immaginare l'eclissi, e non essere più accecato dal tramonto, in questa benedizione finale di fronte al miraggio di mortalità imminente, è il tempo di porre fine alle sofferenze" la mente si sta annebbiando, gli occhi sono deboli e le forze vengono meno, mentre il solo guardare il tramonto provoca dolore e bruciore agli occhi. Ormai siamo al capolinea e il dolore si fa insopportabile. E' giunto il momento di porre fine alle nostre sofferenze e sentiamo che la morte si sta avvicinando a piccoli passi sapendo benissimo che non siamo in grado di sfuggirgli.

Dreamside Dominions

"Dreamside Dominions", si apre con un'introduzione strumentale con un'evidenza particolare alle note di pianoforte, una prima strofa viene propagata in maniera molto curata che non eccelle per violenza o brutalità, ma comunque si integra bene con la base che non risulta mai troppo elaborata. Una bellissima parte di piano e una chitarra che macina un riff molto opprimente, danno spazio ad uno scream sempre molto controllato e mai troppo pesante, che lascia nuovamente terreno agli strumenti che non accennano ad aumentare di intensità. Una seconda parte ricalca praticamente la prima, ma non risulta ripetitiva fino in fondo dato che, con un suono profondo e tastiere questa volta elaborate, viene data una variazione sensibile alla traccia, mentre il cantato si alterna con parti recitate e molto oscure. Una sospensione temporanea, con tanto di riff molto profondo, fa partire finalmente un'accelerazione improvvisa che era sempre lì ad attendere il momento per uscire, per poi tornare sui canoni di inizio canzone. Si fanno apprezzare sempre i tasti di Mustis che anche se ripetuti forse troppe volte incantano comunque complice una pulizia del suono che ne risalta le qualità. Shagrath questa volta duetta con Vortex e il risultato è a tratti forse un po' confuso, ma non va ad intaccare un brano estremamente "melodico" che si conclude con un assolo da parte di Astennu non particolarmente di grande impatto, ma che non stona affatto con la traccia proposta e va a sfumare fino alla conclusione. Diciamo che tra le prime tre tracce, questa è quella meno riuscita, pur dimostrando di avere affinato una padronanza strumentale ancora più incisiva, non emerge a tal punto da farsi ricordare come tra i migliori episodi del lotto. "Quando la morte orribile si risveglia dal sonno, i corvi funebri volanti stanno a guardare, come presagi del male mormorano nell'ombra, mi accolgono di nuovo" una volta morti, l'anima si risveglia dal sonno profondo ed è li che qualcuno che ci sorveglia da tempo, è pronto ad accoglierla. Nascosta nell'ombra un'entità suprema ci fa rimanere inizialmente spaesati e mentre siamo intenti a deciderne il percorso, ecco che arriva di soppiatto per avvolgerci tra le sue spire, rassicurandoci sul fatto che con essa saremo al sicuro. "Agonizzante e lusingato sono diventato parte dello scenario di orrore, blindata e piena di doloroso piacere" ancora agonizzante e intento a lasciare la vita terrena, capiamo di far parte di un disegno ben definito, dove tutto è stato deciso per noi una volta deceduti. Vediamo la nostra bara chiusa ed intrisa di dolore, ma è un dolore piacevole quasi euforico, perché il nostro viaggio inizia ora e quando le porte saranno definitivamente chiuse, non vedremo più la luce ma solo oscurità e tenebre. "Intrappolato all'interno, soffro in silenzio, la mia mente e i miei sensi sono lacerati, battezzato in questa notte piena di fascino con riti di splendida essenza" ormai siamo dentro, la nostra mente è completamente compromessa e i nostri sensi sono totalmente controllati. Con riti occulti veniamo battezzati in nome di Satana e ormai siamo schiavi del suo volere ed incantati dal suo fascino.

United in Unhallowed Grace

"United in Unhallowed Grace" parte subito con una strofa immediata che non lascia respirare per poi lasciare libero spazio alla sezione ritmica che come al solito svolge un lavoro non indifferente: anche in questo frangente sono le tastiere a risultare particolarmente accattivanti, con un'impostazione gotica di grande rilevanza. Si riprende come all'inizio, ma chitarra e batteria si fanno subito serrati e violenti per poi lasciare la scena a piccoli rintocchi di pianoforte che sono veramente di ottima fattura ed incantano per raffinatezza. Il tutto viene accompagnato da una chitarra compatta che accoglie Shagrath il quale, con cattiveria controllata, ci rifila un'altra parte ben espressa, fino ad un rallentamento piuttosto marcato che enfatizza la sensazione di pesantezza musicale come un macigno per poi ripartire alla grande con grandissime partiture atmosferiche e penetranti. Dopo una buona strofa di intermezzo, udiamo un riffing di stampo quasi thrash che dà linfa nuova al brano dandogli una ventata di freschezza, spezzata letteralmente con un blast-beat disumano, il quale, con un ultimo ruggito del singer, chiude un brano a tratti particolare e dotato di buon fascino che rialza il livello dell'intero lavoro. "Abbracciamo la follia raccolta come una morte passionale...lei viene da me, un destino ci attende nella notte e nelle rovine della creazione ci riuniremo" consci di morte imminente ci abbandoniamo tra le braccia di essa quasi in estasi e vogliosi di provarla. Arriva con suadenti movenze, pronta a compiere il nostro destino e, dopo aver intrapreso il nostro viaggio, ci ritroveremo ai piedi di quello che ne rimane della creazione come vogliono farcela conoscere. "Io sono colpito da frutto ll proibito posseduto da momenti di splendore scuro per percorrere le terre del' incubo per sempre" Il famigerato frutto proibito è così allettante che sentiamo il bisogno di infrangere le regole. In realtà, come da tradizione umana, cerchiamo e vogliamo sempre quello che ci dicono di non fare o di toccare, e a volte rimaniamo piacevolmente sorpresi di scoprire che quella determinata cosa o situazione può portare nel bene o nel male a farci compiere un percorso che possiamo trovare affascinante, sublime e fuori da qualsiasi regola o schema. E' sempre pericoloso però, perché a volte la delusione e le brutte sorprese sono li dietro l'angolo, ma non ci curiamo troppo di questo perché l'uomo è indirizzato verso il proprio destino e non c'è maniera di poterlo cambiare.

The Promised Future Aeons

"The Promised Future Aeons" inizia con delle note leggerissime di tastiera che si fanno cupe e molto evocative, le quali si protraggono per oltre un minuto e crescono gradualmente di intensità, oscurando la mente da qualsiasi tipo di sensazione. Al minuto 1:40 parte la sezione ritmica con un sottofondo di tastiere semplice ma efficace. Il ritmo rallenta e Shagrath fa il suo esordio con un cantato viscerale che non lascia scampo ad interpretazione. Mustis continua imperterrito a far uscire dai sui tasti delle note stupende con Silenoz che propone come accompagnatore ideale riff maledettamente efficaci. Un aumento di velocità cambia in parte faccia alla song con doppia cassa velocissima e voce spettrale e spianano la strada ad un assolo di chitarra molto affascinante in cui sentiamo una voce narrante per un brevissimo lasso di tempo, mentre le tempistiche rallentano nuovamente su di una base non troppo elaborata, ma che, complice uno straordinario Mustis, riesce a risultare accattivante sotto ogni punto di vista senza spingere necessariamente sull'acceleratore. Un secondo solo piuttosto semplice si arresta bruscamente con la voce fuori campo che dà il via ad una lenta marcia strumentale e quasi opprimente che accelera in modo violento accentuato ancor di più da un cantato graffiante e malvagio. Le solite tastiere compiono un lavoro egregio e sopraffino, mentre i compagni supportano alla grande fino alla conclusione di un brano soffocante, lento nel termine lato e affascinante. "Erotico e onirico nel suo travestimento mortale, un rituale appassionato nel giardino del teatro in rovina" la morte, così affascinante e lussuriosa, compie il proprio rituale per accogliere le anime che lentamente compiono il loro percorso verso gli inferi. Il teatro in rovina è la desolazione di un luogo, che una volta era splendente e rigoglioso, ma con il passaggio di colui che vuole dominare il mondo, diventa spettrale ed angosciante. E' qui che risiedono le vere speranze, fatte di tristezza e malinconia, e non meravigliose strutture architettoniche che vogliono far vedere solo la parte splendida agli occhi dei malcapitati, nascondendo invece, una volta varcate le soglie, quello che realmente sono. Una volta scoperto il segreto di quello che si cela dietro tale bellezza, rimarremmo delusi, frustrati e consci di essere stati presi in giro per tutta la nostra esistenza, mentre il male vuole farci vedere e capire nell'immediato a cosa andiamo incontro, senza mezzi termini e senza buttarci fumo negli occhi.

The Blazing Monoliths of Defiance

"The Blazing Monoliths of Defiance" parte con un riff serrato e la batteria che si propone nell'immediato come un macigno inarrestabile. Cambia il tempo, e una doppia cassa velocissima fa da supporto a Shagrath, che con astuta malignità ci riversa una prima strofa violenta e pesante. Al miunuto 1:12 la song cambia volto, con ritmiche un po' più veloci che si arrestano dopo qualche secondo per permettere al singer di aggredire l'ascoltatore in maniera provocatoria e micidiale. Dopo un urlo demoniaco, fanno la comparsa i blast-beat da parte di Tjodalv, per poi riprendere con le tempistiche di inizio brano. Un'altra strofa, supportata alla grande dai tasti di Mustis, prelude un altro cambio di tempo, il quale picchia con doppia cassa a martello e piatti che impetuosamente diventano protagonisti, per poi arrestarsi bruscamente fino a sentire delle notte secche di tastiera. Si riprende in maniera veloce ma molto controllata, le chitarre diventano quasi stonate e donano una sensazione di abbandono totale. Le vocals a tratti sono leggermente filtrate, mentre la sezione ritmica con il suo incedere, non fa perdere l'attenzione e, proprio nelle ultime battute, sentiamo un brevissimo solo di chitarra che chiude una traccia magari non propriamente eccezionale a livello musicale, ma che punta molto sul fattore atmosferico, riuscendo a coinvolgere l'ascoltatore con mestiere e maestria. "Ecco il volto di Satana" "Riuniti tra simboli e segni un bagliore di nuova luce nasce nella notte" Satana si rivela, è pronto per guidare le nostre anime verso una crociata religiosa che avrà fine solamente con la sua vittoria. Con l'inganno e le più becere tentazioni, ci conduce al suo cospetto, pronto a illustrarci il proprio piano per conquistare i cieli e la terra. Lui gioisce nel vedere lo scorrere del sangue di cristiani che ancora credono nella salvezza eterna, gode nel vedere brandelli di carne che si spargono nel campo di battaglia, assaporandone il gusto e la disperazione. Il male sarà la nostra guida eterna, scatenerà la bestia, e sarà alimentato dalle paure e dalle ansie di quei poveri illusi che ancora credono di poter sconfiggerlo con la preghiera. Illusione, false speranze, lui è qui per aprire gli occhi e per far si che il ripudio verso colui che si proclama il salvatore, sia costante ed eterno.

The Insight And the Catharsis

"The Insight And the Catharsis" inizia con un giro di note di pianoforte molto repentino ed un urlo agghiacciante che introduce una prima strofa. I tempi si velocizzano all'inverosimile, mentre le tastiere addolciscono alla loro maniera questa sezione violenta. Una brevissima pausa e si riparte fortissimo, con un altro urlo disumano e blast-beat che impazzano alla grande, per poi assestarsi in maniera più pacata, ma al tempo stesso sempre molto violenta. Un rallentamento generale introduce la voce di Vortex, che con una semplicità disarmante, spezza un po' il ritmo della song, dando sostanzialmente epicità alla proposta. Una bella parte strumentale, con protagonisti tastiere e chitarre, introduce un assolo lento ma affascinante, il quale si sposa molto bene con il cambio di tempo che la band adotta in questo frangente. Shagrath dalla sua, canta in maniera molto accurata e mai troppo forzata, fino a che non troviamo una stupenda parte melodica dettata dal solito incredibile Mustis, edopo aver accompagnato un cantato quasi parlato, troviamo un altro bell'assolo da parte di Silenoz. I riff diventano taglienti come lame e riprende a fuoriuscire dall'ugola di Shagrath, una cattiveria non certo indifferente. Mentre gli strumenti continuano imperterriti a compiere il loro cammino, possiamo notare un lavoro sopraffino di tastiere, quasi esasperate, che si muovono intricate in un tappeto sonoro complesso ed esaltante. Una pausa con solo Mustis ad esprimersi, e appare nuovamente Vortex, che con la sua voce pulita e particolarmente ispirata, avvia alla conclusione un brano molto bello ed atmosferico, ma al tempo stesso carico di energia e velocità brutale. "Io so i segreti e le bugie dietro tutte le verità, la conoscenza è il potere, e il potere è tutto mio" non possiamo nascondere nulla a colui che ci vuole tra le sue braccia. Non possiamo nascondere che in effetti, molte delle cose che ci vogliono far credere e spacciare come vere, in realtà nascondano delle scomode verità e vengano offuscate volontariamente per non far perdere di credibilità quello che in migliaia di anni, hanno voluto che noi imparassimo. "Lasciate che i bambini vengano a me" per restituire credibilità ad un movimento religioso, bisognerebbe mettere in chiaro sin da subito le cose, quindi già da tenera età si vorrebbe istruirli per far fronte alla cruda verità. Bisogna unire le forze per combattere queste falsità, e il regno di Satana vuole proprio questo: alleati giovani e piene di forze che possano contribuire alla sua causa in maniera decisa, mentre lui si rafforza ogni giorno con le anime dei credenti, i quali sperano ancora di avere una via di uscita. Il tempo sta per scadere, la battaglia ha inizio, chi vorrà seguire la verità si schiererà con lui, mentre chi sceglierà le false speranze e la fede, troverà solo la morte e la disperazione eterna.

Grotesquery Conceiled (within measureless magic)

"Grotesquery Conceiled (within measureless magic)" si presenta con una voce narrante che dà il via alla song con un urlo disumano e una sezione ritmica molto attenta a non strafare. La prima strofa è molto oscura, ma quello che colpisce maggiormente è la musica vera e propria che risulta esse molto ispirata e coinvolgente. Un'improvvisa accelerazione alza i toni della song, con un assolo spettacolare che emerge quasi dal nulla e sovrasta per bellezza l'intera band. Ancora una volta udiamo una voce che in alternanza a Shagrath, dà un contributo significativo per far si che l'atmosfera generale risulti alquanto soffocante e stordente. Le ritmiche si affievoliscono molto e la disperazione sonora si fa avanti prepotente, mentre un altro assolo molto particolare e molto affascinante si presenta con particolare attenzione ad arricchire una bellissima parte della traccia. Un solo di tastiera ci presenta la voce del singer in maniera molto filtrata, per poi uscire allo scoperto con uno scream devastante e una ritmica iper veloce. Un'ultima parte particolarmente accattivante, e si conclude alla perfezione una traccia spettacolare, intensa e carica di groove. Cattiva nel suo incedere quando la band decide di spingere sull'acceleratore, delicata e soffice quando invece i Dimmu Borgir decidono di puntare sulla melodia e l'atmosfera. Veramente un pezzo spettacolare. "Il mio nome sarà rivelato, il sangue di Cristo non può guarire le ferite" "Io sono la fantasia nascosta nel segreto della mia conoscenza non c'è Dio oltre a me" ormai siamo alle battute finali, il male si è rivelato e non ci sarà, come spera qualcuno, un Cristo che guarirà le nostre ferite e che ci accoglierà nella valle dell'eden. Non esiste un Dio oltre a Lui; il maligno è l'unico incontrastato sovrano che regnerà nei cieli, oscurandoli e non dando più false speranze. La sua conoscenza non ha fine, colui che un tempo è stato ripudiato da Dio stesso, adesso compirà la propria vendetta. Eppure si dice che il Signore perdona tutto e tutti, ma non è sempre così e quindi è giusto che paghi per la sua sete di grandezza per mano di qualcosa che ha creato lui stesso, non pensando che un giorno, probabilmente avrebbe reclamato il proprio posto sul trono dell'eternità.

Arcane Lifeforce Mysteria

"Arcane Lifeforce Mysteria" è l'ultimo brano di questo "Spiritual Black Dimensions". L'inizio è lentissimo, con un arpeggio misterioso e un sottofondo che ci porta direttamente in una dimensione onirica, quasi parallela. Quando parte la sezione ritmica, il ritmo non accenna a velocizzarsi e un parlato oscuro, che fa da intro, introduce ritmiche velocissime e uno scream forsennato che non lascia superstiti. I crash di Tjodalv volano come se niente fosse, mentre le tastiere di Mustis incutono terrore da ogni singola nota, dando un'atmosfera lugubre ad una prima parte molto atmosferica e surreale. Una seconda parte particolarmente aggressiva, ci attende con urla disperate e un'attitudine alla depressione musicale che non passa certo inosservato. Shagrath continua imperterrito con la sua voce velenosa che a tratti si può percepire tanto è palpabile all'udito. Le ritmiche non osano più di tanto, ma è incredibile il lavoro svolto a livello strumentale che riesce a catturare l'ascoltatore in maniera dirompente e mai banale. Si odono anche in questo caso le voci pulite di Vortex che riprendono per un breve periodo le parti musicali di inizio brano, salvo tutto ad un tratto accelerare improvvisamente e rallentare nuovamente, con un assolo schizofrenico di chitarra che chiude un capitolo della discografia dei nostri norvegesi di ottima fattura, sia tecnica che compositiva. "Con onore porto il marchi di Satana" "Cavalcando la bestia attraverso il paradiso" come un guerriero, pronto a morire per la propria causa, irrompe nel paradiso per spargere e distruggere le anime di Dio. Con onore va a spargere la parola di Satana, il quale detta legge, e dato che alcune anime hanno avuto il coraggio di scegliere di stare dalla parte di un falso Dio, saranno sacrificate senza pietà e senza possibilità alcuna di poter ritrattare la propria scelta. Ha versato la propria pelle una volta, e spoglio di qualsiasi peccato terreno, lascia spazio per nuovi terrificanti orrori, pronti questa volta a non essere additati come azioni malvagie, ma come azioni quasi eroiche di cui vantarsi ed esserne fiero. L'insegnamento del demone è andato a buon fine e la guerra ha inizio. Quanti più seguaci riuscirà a fare, tanta sarà la forza che di cui si nutrirà, diventando invincibile e senza pietà.

Conclusioni

Dopo un'attenta analisi, possiamo concludere dicendo che "Spiritual Black Dimensions" è la continuazione di un processo evolutivo sonoro che era già iniziato con il secondo lavoro "Stormblast", nel quale, pur mantenendo la componente sinfonica come tratto principale della loro proposta, già si intravedeva una maturazione maggiore rispetto al debut. In questo caso non era certo facile uscire con un disco di qualità dopo il capolavoro precedente, ma il livello comunque generale si assesta su ottime song, ben strutturate e molto ben suonate. La produzione, pur essendo curata in maniera maniacale, predilige un po' troppo i toni alti a discapito soprattutto del basso, il quale svolge ottimamente il proprio lavoro, ma non viene valorizzato come forse avrebbe meritato. Il cantato è particolarmente efficace e l'aggiunta delle backing vocals da parte di Vortex non fa altro che arricchire e dare una ventata di freschezza alla loro proposta. Parlando di Tjodalv, devo dire che ad ogni album migliora sempre di più, sia a livello di tecnica, sia a livello creativo, mentre spenderei parole di elogio, verso un musicista giovane e a dir poco talentuoso; ovvero Mustis. Se precedentemente Stian Aarstad aveva marchiato il sound dei Dimmu Borgir conferendogli l'anima pulsante sulla quale ruotava tutta la proposta dei nostri, il suo sostituto si rivela eccezionale, ed estremamente a proprio agio, a dare il suo tocco personale ed a dimostrare di essere un vero virtuoso con i suoi tasti d'avorio. Un acquisto assolutamente vincente. A livello di songwriting non ci sono grosse sorprese; infatti continua la loro personale crociata contro il cristianesimo e l'adorazione verso il male più oscuro, che con rinnovata ferocia a livello strettamente esecutivo, viene esasperata dalla prestazione scoppiettante di Shagrath: ad ogni lavoro  si dimostra sempre più malvagio e disperato, grazie anche al lavoro preciso ed attento che i compagni riescono a fare, per conferirne ancora di più la cattiveria che si vuole trasmettere. Anche la cover rispecchia molto bene l'intento della band a far capire, anche solo visivamente, il contenuto del disco. Infatti troviamo un angelo di fattezze femminili bendato, con una croce alle spalle, ed intento a bruciare per mano delle fiamme dell'inferno. Un lavoro fresco dunque, che sicuramente non raggiunge il livello qualitativo del predecessore, ma che si lascia ascoltare senza problemi e riesce comunque a coinvolgere negativamente l'ascoltatore, e questo per un disco black metal può essere solo un pregio.

1) Reptile
2) Behind the Curtains of Night - Phantasmagoria
3) Dreamside Dominions
4) United in Unhallowed Grace
5) The Promised Future Aeons
6) The Blazing Monoliths of Defiance
7) The Insight And the Catharsis
8) Grotesquery Conceiled (within measureless magic)
9) Arcane Lifeforce Mysteria
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