DEMONS & WIZARDS

Touched By The Crimson King

2005 - Steamhammer

A CURA DI
FABRIZIO GIOSUÈ
03/06/2019
TEMPO DI LETTURA:
7

Introduzione Recensione

Il primo disco dei Demons & Wizards alla fine è stato preso per quello che è: un progetto di due musicisti ammirati e talentuosi che non sono riusciti a dare alla luce quello che tutti si aspettavano, ovvero la perfetta unione tra il sound dei Blind Guardian e quello degli Iced Earth. L'album Demons & Wizards è "semplicemente" un discreto esempio di heavy/power metal palesemente americano, che nulla ha a che spartire con le sonorità europee e tedesche in particolare. Difficilmente una persona deciderà di ascoltare il debutto di questo progetto quando si può ricorrere ai capolavori delle due band madri: troppa la differenza di bellezza e intensità tra i vari Nightfall In Middle-Earth e Something Wicked This Way Comes - giusto per citarne un paio - rispetto al cd contenente Poor Man's Crusade e My Last Sunrise. Va anche ricordato che dopo la pubblicazione del full-length seguirono alcune (poche, fortunatamente) date in grandi festival europei, concerti che certificarono l'inadeguatezza del gruppo per contesti tanto importanti: colpa soprattutto del pessimo stato di Hansi Kürsh, incapace di reggere il palco per appena un'ora di spettacolo. Si parla di concerti talmente scadenti (l'italiano Gods Of Metal su tutti) che rischiarono realmente di gettare al vento quanto di buono fatto con la prima prova in studio. Lo stesso Kürsh lo ammette senza mezze misure: "quello era il primo show di una serie, e non avevamo mai potuto provare in sala tutti insieme. Quindi il giorno antecedente la prima data abbiamo fatto le prove, e mi sono ritrovato esausto durante tutto il concerto. Poi mi sono ammalato e tutto è andato malissimo. Era la prima volta che usavo i cori campionati dal vivo, io non ricordavo bene i testi di tutte le canzoni, quindi immagina l'effetto: io che cantavo parole a caso, insieme ai cori che scandivano il testo esatto. Un vero disastro! Considero il Gods Of Metal del 2000 una delle mie cinque peggiori prestazioni di sempre!". Onore alla sua sincerità. Fatto sta che dopo il disco d'esordio e il seguente tour nei festival open air, dei Demons & Wizards non si è più sentito parlare, soprattutto a causa degli impegni dei due gruppi principali che, seppur nel momento forse meno ispirato della loro carriera, hanno comunque prodotto dei lavori superiori o, nel caso degli Iced Earth con The Glorious Burden, almeno di pari livello del primo dei Demons & Wizards. Si arriva così al 2004, anno che vede Schaffer in studio per registrare il secondo lavoro del suo side project, anche se alcune tracce erano state composte un paio di anni prima e successivamente messe nel cassetto in attesa del momento propizio. Anche Kürsh non se ne sta con le mani in mano e una volta ascoltati i demo delle nuove canzoni inizia a scrivere i testi. In quel periodo il cantante tedesco stava leggendo l'ultima parte de La Torre Nera di Stephen King e ne rimase talmente affascinato - lo definirà il suo libro preferito, a pari merito con Il Signore Degli Anelli di J.R.R. Tolkien - da decidere di incentrare alcuni testi sul lavoro dello scrittore americano. Non solo, il titolo del disco prende nome proprio dalla saga letteraria e non va quindi visto come un tributo ai maestri britannici del prog rock: "non c'è nessun omaggio ai King Crimson, che rimangono una band fondamentale, sia chiaro! Touched By The Crimson King è in realtà ispirato alla letteratura di Stephen King, e io divoro letteralmente i suoi libri". Il 27 giugno 2005 il secondo disco dei Demons & Wizards vede finalmente la luce.

Crimson King

Crimson King (Re Cremisi) è uno dei migliori brani del disco, ponte ideale tra il debutto di sei anni prima e la piccola ma significativa evoluzione musicale che con questo lavoro i Demons & Wizards hanno intrapreso. I cori iniziali ricordano da vicino la magnifica Angels Holocaust degli Iced Earth - cori che non erano presenti nella versione demo, aggiunti successivamente da Schaffer per dare maggiore enfasi ed epicità al brano - ma con il trascorrere dei minuti ci si rende conto di come la canzone abbia una sua ottima personalità che comunque non rinnega le influenze e l'importanza delle band madri, soprattutto nel fresco ritornello (che si ripeterà solamente due volte) in pieno stile Blind Guardian: "Touched by the Crimson King - Touched by the Saviour - The tower falls on Judgement Day - Touched by the Crimson King - Touched by the Saviour - Like it's been written many years ago" (tr. "Toccato dal Re Cremisi - Toccato dal Salvatore - La torre cade nel giorno del giudizio - Toccato dal Re Cremisi - Toccato dal Salvatore - Come è stato scritto molti anni fa"). A metà composizione c'è il "classico" stacco acustico che spesso viene abusato nell'utilizzo, ma in questa occasione è delizioso e porta una ventata di Iron Maiden di inizio millennio in un contesto nuovo. Il testo è incentrato su Radall Flag, personaggio che appare la prima volta nel libro L'Ombra Dello Scorpione, fondamentale poi nella saga La Torre Nerra: qui Flag è il servitore del Re Cremisi, ovvero della personificazione del male, nonché antagonista di Roland Il Pistolero.

Beneath These Waves

La seconda traccia di Touched By The Crimson King è invece una delle più classiche e lineari che i Demons & Wizards abbiamo mai composto. Beneath These Waves (Sotto queste onde) ha il tipico andare degli Iced Earth meno bellicosi, ma è con il testo che la narrazione fuoriesce drasticamente dai soliti temi: si parla difatti di Moby Dick, grande romanzo scritto dall'americano Herman Melville e pubblicato nel 1851. L'oceano e i sentimenti che solo gli abissi più profondi riescono a far provare vengono raccontati nelle parole di Kürsh, tra rabbia e disperazione, desiderio di vendetta e paura: "The ocean's beauty - No longer moves my heart - It's black and empty (tr. La bellezza dell'oceano - Non muove più il mio cuore - È nero e vuoto", e ancora "And the longing for the sweetness of revenge - Somewhere deep within - Let revenge be mine" (tr. E il desiderio della dolcezza della vendetta - Da qualche parte nel profondo - Che la vendetta sia mia). Il protagonista è ovviamente il leggendario Capitano Ahab - da non confondere con l'omonimo personaggio della Marvel - nella versione italiana diventato Capitano Achab, a capo della baleniera Pequod, armata per dare la caccia al famoso capodoglio bianco che viene visto come il biblico Lieviatano. La balena, che al Capitano è costata la perdita della gamba e, a ben vedere, della lucidità necessaria per compiere tale impresa, diventa l'unica ragione di vita: "Somewhere deep within - I am forever Ahab" (tr. Da qualche parte nel profondo - Sono per sempre Ahab). La canzone si chiude con una lunga parte acustica e atmosferica con tanto di violoncello suonato dall'ospite Krystyna Kolaczynski, un vero tocco di classe.

Terror Train

Dal riffing furioso, veloce e senza tregua, Terror Train (Treno del terrore) è al 100% un brano degli Iced Earth cantato dal frontman dei Blind Guardian. Se provate a immaginare la voce del grande Matt Barlow su queste note proverete uno strano senso di nostalgia: senza nulla togliere al carisma di Hansi Kürsh, si sta però parlando di due cantanti molto diversi per tecnica ed espressività. Velocità e devastazione sono gli ingredienti della canzone e quindi il testo non poteva che essere riferito a Blaine il Mono, "personaggio" presente in un paio di libri della saga La Torre Nera. Si tratta di un folle treno post-nucleare vecchio di qualche migliaio di anni, dalla potente intelligenza artificiale, con la caratteristica di fare indovinelli assurdi ai passeggeri. "I am nothing - But at train and - I assume that don't like me - I'm insane but - Not yet crazy", ovvero "Io sono nulla - ma nel treno e - presumo che non ti piaccio - Sono folle ma - Non ancora pazzo" sono frasi che dicono molto della personalità di Blaine il Mono (mono sta per monorotaia), e in un certo senso la musica sembra seguire questo personaggio: rapida, diretta e cruda per tre minuti filati, improvvisamente cambia ritmo e si fa più "melodica" e ariosa pur in un contesto tipicamente heavy metal. Con il testo sottomano questa traccia ha un suo perché, altrimenti si perde nell'ascolto senza lasciare il segno. Curiosità sul testo: inizialmente si era pensato di scrivere qualcosa di relativo al mondo de Il Signore Degli Anelli, idea poi accantonata in quanto i libri di Tolkien erano stati già "saccheggiati" più volte dai Blind Guardian.

Seize The Day

"Non credo di aver sentito una canzone del genere da parte di nessuna metal band, è un brano molto aperto e open mind". Kürsh non la tocca piano, questo è certo. Si tratta, molto semplicemente, di una classica ballad di una metal band, senza però il testo smielato o intimo che di solito viene abbinato a questo tipo di musica. Anche qui si parla della saga si Stephen King, questa volta anche con brevi estratti originali ("The tower knows who you are", tr. La torre sa chi sei), il viaggio verso la Torre Nera. La canzone, intitolata Seize The Day (Afferra il giorno), acustica e scevra da abbellimenti ridondanti o trame complicate, riesce nell'intento di raccontare il lungo cammino e la caparbietà nel farlo grazie all'esperienza dei musicisti, in grado di confezionare una ballad come si deve, accattivante e immediatamente canticchiabile. "On and on this is my way - I've made up my mind - But will I find what I search for - Soon I will reach the western shore" (tr. Senza sosta questa è la mia strada - Ho preso la mia decisione - Ma troverò quello che cerco - Presto raggiungerò la sponda occidentale) canta il singer tedesco, e chiudendo gli occhi e la città fuori dalla finestra sembra di camminare al fianco al protagonista su interminabili strade polverose, percorrendo chilometri con la fede e la speranza di arrivare infine a destinazione. L'assolo di Jim Morris è di una eleganza e semplicità da far lacrimare gli occhi, accostato dalla band forse con un filo di sfrontatezza ai Pink Floyd per feeling e incisività.

The Gunslinder

Per i Demons & Wizards The Gunslinger (Il pistolero) è la migliore canzone del disco e anche la meno rappresentativa del proprio sound. Definita non a torto dai musicisti stessi "una canzone speciale in stile Iced Guardian", la quale presenta esattamente i pregi e le caratteristiche peculiari delle band madri, anche se non sempre l'utilizzo è dei migliori. Il riffing è di marca Iced Earth (così come l'intro arpeggiato), mentre dei Blind Guardian si riconosce subito il tocco nel bridge e in parte nel ritornello. Il testo è basato sul personaggio principale della storia, Roland di Gilead, quindi parliamo di liriche piuttosto simboliche, nelle quali il personaggio è definito da Kürsh come "arturiano", ultimo membro dell'ordine dei cavalieri pistoleri, il cui obiettivo e unico scopo della vita è raggiungere la Torre Nera. The Gunslinger è l'ultimo testo che il bardo tedesco ha scritto per il disco, subito dopo aver finito di leggere l'ultimo libro della saga di King e su suggerimento di Shaffer, il quale consiglia all'amico Hansi di concentrarsi su un personaggio tanto importante che ancora non aveva trovato spazio in Touched By The Crimson King. Quella di The Gunslunger è senza ombra di dubbio la migliore performance del cantante, aggressiva e convincente dal primo all'ultimo secondo, un'interpretazione da brividi per quanta passione è stata riversata in questi cinque minuti abbondanti. La domanda che ci si pone, a questo punto, è: perché bisogna aspettare un disco e mezzo per ascoltare un Hansi Kürsh così esageratamente e dannatamente ispirato?

Love's Tragedy Asunder

Love's Tragedy Asunder (L'Amore è una tragedia a pezzi) parla della tragedia di Susan Delgado, morta per amore. La ragazza compare nel quarto libro de La Torre Nera, inizialmente destinata a una vita da concubina, si innamora di Roland "il Pistolero" e la coppia progetta una fuga d'amore per poter vivere i propri sentimenti in serenità. Intrighi, invidia e cattiveria avranno la meglio sul genuino amore dei ragazzi e i due non riusciranno a portare a termine il piano. Non solo, verranno accusati di un omicidio in realtà non commesso e se Roland riesce a fuggire con l'aiuto di Susan, la bella ragazza sarà messa al rogo e uccisa nella piazza; viene giustiziata pur essendo incinta di Roland. La prima parte è un delicato arpeggio di chitarra che ben si abbina al testo privo di speranza: "Here in the shadows - There's no wishing well - May the blessed one forgive me - Like so many times before - There's no saviour at the door - But it won't matter anymore" (tr. Qui nell'ombra - Non c'è desiderio di bene - Possa il benedetto perdonarmi - Come tante volte prima - Non c'è nessun salvatore alla porta - Ma non importa più). Subito dopo la canzone si trasforma in un roccioso mid-tempo non molto originale, ma che porta a termine in maniera dignitosa l'obiettivo di raccontare una storia triste e di sofferenza, amore e vita che è diventato odio e morte nel più classico dei risvolti letterari. Da segnalare la presenza di un breve assolo di chitarra suonato da Jim Morris, axeman che predilige il feeling e l'espressività alla mera cascata di note ultraveloci.

Wicked Witch

Questo è un brano diverso da tutti gli altri. Completamente acustico, tanto per iniziare, privo di qualsiasi parte elettrica/distorta, composizione che sembra voler dare respiro all'ascoltatore dopo bordate di metallo fuso. Durante i tre minuti e mezzo di durata della canzone non può che tornare alla mente la celebre The Bard's Song - In The Forest, inno del Guardiano Cieco dal lontano 1992. Il risultato, in questo caso, è meno clamoroso e Wicked Witch (Strega malvagia) non è passata alla storia dell'heavy metal, ma rimane comunque un bel pezzo acustico durante il quale Schaffer e Kürsh tirano fuori la parte più poetica e delicata del proprio repertorio, confezionando in questo modo una seconda ballad di grande spessore. Il pezzo nasce in studio, quando i due artisti si sono incontrati per incidere il disco: Schaffer ha composto ed eseguito in solitaria la parte musicale, con il socio che ha adattato la voce alle note delicate del brano, cantando in maniera soft per andare incontro all'enfasi melodica di Wicked Witch. Rhea Del Cöos (presente nel quarto libro della saga) è la strega malvagia del titolo, la classica strega delle favole: brutta e anziana, in grado di volare su di una scopa e con un gatto mutaforma per amico. Fa strano che con un personaggio del genere sia stata tirata fuori una ballad per raccontarla. A proposito dei lenti i due musicisti hanno dichiarato: "le ballad sono estremamente orecchiabili e facili da assimilare, come era successo con quelle del Black Album dei Metallica. Siamo davvero felici del risultato e siamo certi che riusciremo a colpire i nostri ascoltatori". Avete ragione, bersaglio centrato.

Dorian

Hansi Kürsh è innamorato dell'opera più famosa dell'irlandese Oscar Wilde, Il Ritratto Di Dorian Gray. A proposito del libro, il musicista ha dichiarato in un'intervista che "volevo fare qualcosa già per A Night At The Opera, ma alla fine ho cambiato idea proprio all'ultimo momento. Ho letto il libro più volte e ne sono completamente innamorato. Ogni singola parola in quel libro è magica, esattamente come ne "Il Signore Degli Anelli". Ovviamente non puoi comparare i due lavori, ma il tipo di magia è lo stesso, ogni parola è fonte di ispirazione". Musicalmente, con questa Dorian sembra di ascoltare un outtake di Horror Show, lavoro degli Iced Earth del 2001 incentrato sui mostri e serial killer più famosi e spaventosi. La parte tipicamente metal è piuttosto prevedibile e vicina ai Judas Priest più classici, mentre a sorprendere è la lunga parte dilatata durante la quale si racconta del deperimento di Dorian Gray: "Dorian - Time is jealous - Time is pain" (tr. Dorian - il tempo è geloso - Il tempo è dolore), un chiaro riferimento alla bellezza che ritarda ad arrivare nel personaggio di Wilde. Si rincara poi la dose: "The gods will give - The gods will take - Youth will wane - As age will gain - We'll turn into ashes - Like ashes will turn into dust - Will turn into dust - Will fade will fade will fade", ovvero "Gli dei daranno - Gli dei prenderanno - I giovani diminuiranno - Man mano che l'età aumenterà - Ci trasformeremo in cenere - Come le ceneri si trasformeranno in polvere - Si trasformerà in polvere - Sbiadirà svanirà svanirà". Questo brano è visto dai Demons & Wizards come ponte ideale tra passato e presente: un'indicazione su quello che sarà il terzo lavoro attualmente in lavorazione?

Down Where I Am

Con ultima traccia originale dell'album arriva - finalmente! - un briciolo di speranza. La nascita di un bambino è sempre un'esplosione di sentimenti, a volta anche contrastanti: "Isn't it great to see how life begins - Things may change, let the joy begin - Can you hear this new life crying  - Breed it out, it will be worth it  - Show me your newborn smile" (tr. "Non è bello vedere come inizia la vita - Le cose possono cambiare, lascia che la gioia abbia inizio - Riesci a sentire questa nuova vita piangere - Allevarlo, ne varrà la pena - Fammi vedere il tuo sorriso appena nato"). La gioia diventa presto paura: "(Please tell me why) - I don't wanna hold you - (Please tell me why) - I don't wanna see you - 'Cause even your smile hurts - Oh it hurts like hell" (tr. "(Per favore, dimmi perché) - Non voglio tenerti - (Per favore, dimmi perché) - Non voglio vederti - Perché anche il tuo sorriso fa male - Oh fa male come l'inferno"). Down Where I Am (Già dove sono) è una buona conclusione per Touched By The Crimson King, che chiude con un finale quasi completamente acustico e dal tono malinconico che ben si addice al percorso musicale del cd e ai temi trattati nei testi. Ascoltando le ultime note che svaniscono delicatamente in una dolce dissolvenza si viene investiti da un senso di desolazione, ci si sente smarriti in una piazza mai vista dove non c'è possibilità di comunicare e intorno fa freddo, un freddo che penetra le ossa e ghiaccia l'anima. Down Where I Am è forse un rimpianto, perché i Demons & Wizards sono in grado di far viaggiare ed emozionare l'ascoltatore, ma i tempi stretti e il non completo dedicarsi dei musicisti ha fatto in modo che poche canzoni riuscissero a trasmettere qualcosa di importante come in questo caso.

Immigrant Song

Una cover è sempre una cover, ovvero un attestato pubblico di stima e riconoscenza. Raramente si coverizzano brani e artisti per altri scopi (sorprendere, divertire ecc.), quindi anche la versione dei Demons & Wizards di Immigrant Song (Il canto dell'immigrato) va presa per quello che è, e non per quello che potrebbe essere stata se solo i due musicisti qui impegnati si fossero sforzati di realizzare qualcosa di più del solito e noioso compitino. Perché la versione dei D&W altro non è che un freddo e inutile esercizio fatto tanto per riempire il tempo in studio, come racconta Kürsh: "mentre procedevano le fasi di missaggio e produzione, Jon era soliuto accennarla alla chitarra e io mi divertivo a cantarci sopra. Poi un giorno ci siamo decisi e l'abbiamo registrata, così, più per sfizio che per altro. Ci siamo comunque convinti che il risultato fosse apprezzabile e dopo averne parlato un po', abbiamo deciso di inserirla nell'album". Ma se il frontman ama i Led Zeppelin, d'altro avviso è il chitarrista, che la considera come un tributo a John Paul Jones e John Bonham, parole sue "la sezione ritmica più geniale di tutti i tempi", ma non alla band, che invece detesta. La versione Demons & Wizards di questo classico degli anni '70 è privo della ferocia che dovrebbe avere un pezzo che parla della furia dei vichinghi che sbarcano in Inghilterra nel 793 d.C., data che segna l'inizio "dell'era vichinga", primo di molti sbarchi spietati dei predoni del mare ai danni delle ingenue popolazioni costiere. Se si deve ascoltare un omaggio agli Zeppelin di questa canzone, allora è il caso di cambiare genere e dirigersi in Norvegia, terra degli Enslaved, per ascoltare la loro versione nello split con gli Shining o nel ruvido concerto Roadborn Live.

Conclusioni

Se le aspettative del primo disco erano alle stelle, lo stesso non si può dire di Touched By The Crimson King: la scottatura con il debutto, pur risalente a sei anni prima, ancora bruciava e nonostante il tempo passato la parola "capolavoro" non veniva più - giustamente - accostata al disco in uscita solo grazie ai nomi coinvolti. E invece, un po' a sorpresa, i Demons & Wizards sono riusciti a confezionare un disco di piacevole heavy/power metal, in linea con quanto fatto anni prima ma con delle interessanti novità stilistiche: meno quadrato e più "orecchiabile", Touched By The Crimson King è un onesto lavoro con alti e bassi, ma realizzato da persone del mestiere che riescono sempre, anche nei momenti più piatti, a tirar fuori qualcosa di buono. Se il primo disco era tosto e quadrato, forse a tratti monotono, questo è invece molto più vario e dinamico, meno intenso ma più melodico, pieno di energia ma "lavorata" in maniera diversa e non sempre a favore dell'aggressività. La cover finale stona un po' con quanto ascoltato nei quarantacinque minuti precedenti: quando si inserisce nella scaletta ufficiale una reinterpretazione bisogna sempre stare attenti a chi si scomoda e in quale maniera - e con quale spirito - si suona il brano scelto. Nelle interviste post pubblicazione si è parlato di un ventaglio di possibilità che comprendeva Twister Sister, Alice Cooper e W.A.S.P., ma con la scelta che è poi ricaduta sui Led Zeppelin. Nulla di grave, per carità, ma giocandosi male la carta cover i Demons & Wizards hanno perso un bonus che avrebbe fatto bene al disco. A completare un album valido ci sono due elementi che con il tempo sono diventati sempre più importanti nella riuscita di un cd, ovvero la produzione e, in parte minore, la grafica. Touched By The Crimson King è stato registrato, mixato e masterizzato in Florida nei Morrisound Studios, tempio americano dell'heavy metal. Jim Morris, oltre a tutti gli assoli delle canzoni, ha svolto un ottimo lavoro su suoni e settaggi (fantastico il rullante secco e preciso del batterista Bobby Jarzombeck), conferendo al disco il "classico" sound Demons & Wizards. Dell'artwork se ne sono occupati Travis Smith e Dennis Kostroman: il primo non ha bisogno di presentazioni dato il pazzesco numero di copertine realizzate per alcuni dei gruppi più influenti del metal (Death, Overkill, Amorphis, Nevermore, Moonsorrow e Opeth giusto per citarne alcuni), mentre il secondo ha collaborato più volte con i Blind Guardian. La copertina è il risultato dei loro sforzi combinati e sinceramente non è un bel vedere: il disegno è opera di Kostroman, mentre la colorazione è di Smith. Se non altro la front cover è piena di dettagli che meritano di essere svelati: l'occhio è quello del Re Cremisi e la rosa rappresenta la personificazione della Torre nel nostro mondo. Aprendo il digipack escono dei pannelli laterali con rappresentata l'ambientazione della storia con il treno, la torre e la zona desertica; non mancano infine il Demone e lo Stregone, riferimento al nome della band. Jon Schaffer in una intervista uscita anni dopo la pubblicazione di questo disco ha definito Touched By The Crimson King "frettoloso", e conoscendo il poco tempo passato insieme dai due leader del progetto non si può che essere d'accordo: una sola settimana per lavorare ai pezzi e risolvere quelle piccole imperfezioni al fine di rendere l'ascolto più fluido possibile. Conteggiando anche le quattro settimane che il chitarrista ha impiegato per scrivere l'intero disco non si può che essere concordi con la definizione prima data: un mese o poco più per l'intero processo creativo (e ricordiamo, una sola settimana di lavoro di squadra) è davvero poco per poter tirare fuori un lavoro impeccabile e questo Touched By The Crimson King è tutto tranne che impeccabile. Carino, verrebbe da dire, ma da due assi come Schaffer e Kürsh non è legittimo aspettarsi sempre il massimo?

1) Crimson King
2) Beneath These Waves
3) Terror Train
4) Seize The Day
5) The Gunslinder
6) Love's Tragedy Asunder
7) Wicked Witch
8) Dorian
9) Down Where I Am
10) Immigrant Song
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