DEFTONES

Romantic Dreams

2013 - Reprise Records

A CURA DI
GIANCARLO PACELLI
14/04/2019
TEMPO DI LETTURA:
8

Introduzione recensione

L'aurea purpurea volteggia in una notte calda d'estate, in cui i sentimenti e le emozioni viaggiano con frequenze sempre più tonificanti e amorevoli. Sogni romantici, la brezza del mare che colpisce gli scogli con non poca irruenza, e le leggiadre goccioline, sobbalzano da un angolo ad un altro in un ritmo ben scandito e ricolmo di emotività: chissà se Chino Moreno, prima di mettere su carta "Romantic Dreams", abbia passato qualche nottata in una amorevole spiaggia ad osservare il mare, o si sia rifugiato  in un luogo intimo e appartato. Costruire trame liriche sempre innovative e mai intaccate da un qualunquismo di fondo è sempre stata un'azione fondamentale per l'istrionico frontman, un vero e proprio esploratore dei sentimenti che circondano la natura umana, fragilissima ma al contempo ricca di sfumature differenti e per questo brillanti. L'attitudine compositiva di Moreno, dopo tre singoli di ottima fattura come "Leathers", "Tempest" e "Swerve City", non barcolla in un sicuro porto ma cerca di progredire, di andare avanti. "Romantic Dreams" si riallaccia in un certo senso al clima impostato in chiave surreale in "Tempest": un chiarore generale fortissimo, concordato da tutto l'ensemble, permeato da una ulteriore vena lirica, e, sebbene l'ultima parola spetta come sempre al frontman Moreno, tutto il collettivo si sente partecipe in ogni scoglio da superare. L'impronta del singer, che ha subito una nuova predisposizione dopo le varie esperienze extra Deftones come i Palms o Team Sleep per esempio, si rinnova sempre, non è mai ghiacciata in due o tre clichè, ma cerca di trovare sempre una sua dimensione compositiva. La band si in via eccezionale pubblica il suo quarto singolo, la già accennata "Romantic Dreams", con molta grinta e sicurezza dato il successo che i primi singoli hanno riscontrato soprattutto in via mediatica: quando tornano i Deftones in carreggiata è sempre un gran momento per chiunque apprezzi la buona musica, suonata con mente e cervello. Ma cari lettori cosa mai potremo aspettarci da un quarto singolo, una cosa di se per se eccezionale? Non si può che lodare la scelta dei nostri di rimpolpare ancora di più il serbatoio dei singoli, dato che la qualità è di casa e un ulteriore assaggio in più non guasta, anzi riesce ancora di più a creare quella giustissima dose di suspence in vista della pubblicazione di quel" Koi No Yokan" che piano piano, pezzettino dopo pezzettino si sta formando.  Quel disco che ha il non semplicissimo obiettivo di non far rimpiangere troppo gli episodi magnifici addentati in "Diamond Eyes", anzi il combo di Sacramento era addirittura intenzionato a superare il risultato ottenuto nel 2010. Era passati solo due anni, ma in questo lasso di tempo le idee erano state più che ordinate e incanalate al fine di raggiungere un nuovo risultato importante, sia a livello di immagine che a livello di sound: per i suoni infatti la band di Moreno e Carpenter cercherà di raffinare ancora di più le composizioni, arricchendole di un pathos sempre più sincero e sanguigno, cercando di allontanare invece gli episodi più "violenti" affrontati nel platter precedente, in cui le corde di Carpenter hanno fatto il loro deciso dovere. "Romantic Dreams, come gli altri singoli pubblicati dalla band, vede il combo impegnato in un video ufficiale, in questo caso il video ufficiale è diretto da Brett Novlak: il protagonista principe è uno skater (figura cara ai Deftones) che salta da un marciapiede ad un altro in una Sacramento versione notturna. Detto questo procediamo all'analisi di questo singolo, il quarto che la band americana ha preparato per noi.

Romantic Dreams

Esploratori particolari dei più nascosti angoli della coscienza umana i Deftones lo sono sempre stati, la maturazione poi ha portato ad una crescita decisiva dal punto di vista della personalità, che si è vista nelle liriche sfoggiate dalla band, veramente importanti, incentrate apparentemente su piani semantici leggeri. Romantic Dreams (Sogni romantici), quarto singolo ufficiale, riesce a materializzarsi in un modo unico, si incanala in un circuito che ammicca alla sfera passionale che in alcuni frangenti della carriera dei nostri ha preso ampiamente parte. Il sogno, quella parte che è alla base della nostra vitalità, è il motore essenziale di ognuno essere umano: l'azione del sognare, però, nell'ottica dei quattro californiani, si inquadra nel desiderare una donna, la creatura o meglio la musa ispiratrice per eccellenza per ogni uomo. Sogni d'amore reali per quanto intensi, sognare di condividere con un'angelica creatura tutto quanto possiamo, la vita tutta. Gioie, malanni, felicità e tristezza, nulla fa paura se si ha uno scoglio a cui abbracciarsi, che in un modo più o meno sicuro rimane costantemente a supportarti. Desideriamo una compagnia, una voce più che amica, la quale sappia che corde colpire, suonando la nostra anima in un modo unico e prezioso. Il pezzo si materializza subito con un riff distorto ben impastato assieme alla batteria di Cunnigham, che riesce ad incidere nonostante la massiccia presenza delle tastiere di Frank Delgado. La voce, che da quasi l'illusione di essere filtrata, pone a noi ascoltatori l'inizio del sogno, il brano è colorato bene dalle corde vocali del frontman, profonde e quasi "discorsive", in cui vengono accennati in alcuni punti piccoli tentativi di scream. Come abbiamo già accennato prima le tastiere posseggono un ruolo importante, anzi direi fondamentale, poiché si prendono peso di tutto il sound del brano, trascinandolo letteralmente. Le corde di Carpenter vibrano e eccedono in piccoli virtuosismi negli accenni canori di Chino, di prolungare e di estendere il suo timbro, azione che di certo non gli ha mai causato problemi. Le chitarre incominciano a implementare la loro base ritmica in un coagulo di atmosfere che strizzano l'occhio all'heavy metal e al post metal più classico. Il pezzo però non è monocorde, anzi procede in una maniera assai fluida con un numero buono di cambi di tempo, in particolare al terzo minuto, in cui i piatti di Cunnigham accennano un'improvvisa sfuriata del nostro drummer, che concede di nuovo l'entrata di Chino e delle corde di chitarra i quali regalano ancora qualche momento luminoso. Terminata questa sezione, gli strumenti riescono a dominare il tutto, dandoci la mano per gli ultimi spunti finali, in cui vengono mostrate ottime qualità tecniche della band. "Romantic Dreams" nei suoi quattro minuti abbondanti, non risulta impastato nei soliti canoni mielosi e squisitamente melodici di un brano che parla di sentimenti, ma nasconde un carattere heavy davvero messo in luce dalla qualità tecnica della band. Un quarto singolo che non si può definire molto buono.

Conclusioni

Quattro minuti e quaranta secondo abbondanti, pieni di fragore musicale e di una fresca capacità di sorprendere sempre nonostante il meccanismo sia sempre lo stesso. Non è la sede qui per decifrare questa "Romantic Dreams" come migliore o peggiore" degli altri tre singoli, ma siamo dinanzi ad una indiscutibile prova di qualità che aveva in un certo senso bisogno di questa poeticità. La voce a tratti irruenta e a tratti sofficissima di Chino, il quale si pone come timone interpretativo proprio perchè avente sempre quella particolare caratura di leadership, non traballa mai cercando di rimanere liscia e fragorosa. Ma non solo lui, tutto il combo è in uno stato invidiabile, vedesi la freschezza chitarristica che negli ultimi secondi ha innescato un ulteriore mondo sonoro. Nulla è composto a caso, nulla è messo li senza una ragione sensata: l'intelligenza dei Deftones ha ormai raggiunto livelli enormi e particolari soprattutto tenendo presente che la band americana è "collocata" in un campo assai saturo come l'alternative metal, ma come ben sappiamo ai nostri le etichette stanno assai strette data la propensione istrionica del quartetto a disordinare le carte in tavola e a trovare sempre un nuovo marchingegno musicale. Il post rock, tra i tanti, sembra essere sempre più in fase di assorbimento, e, se agli inizi le difficoltà di unire differenti effusioni musicali erano ovvie, ora tutto l'ensemble ha l'intrinseca capacità di miscelare tutto a proprio piacimento, seguendo le loro geometrie: questo singolo è infatti l'applicazione pratica d ciò che la band voleva proporre. Pubblicare brani del genere è sintomo di una rinnovata ispirazione, mirata semplicemente a far evolvere il concetto di "bello", che nell'arte tutta ha sempre un suo ruolo fondamentale. Le composizioni, nonostante siano strutturate secondo canoni ben precisi, devono appunto puntare essenzialmente alla formulazione del "bello". In tutto questo però non devono mancare però momenti più duri e sontuosi, con cui i nostri rispolverano la loro vena più pesante e avvincente, dotata di una corazza difficilmente scalfibile. Da questo punto di vista "Romantic Dreams", è la perfetta simbiosi tra l'animo dolce e sensibile dei nostri misto ad una puntina importante di violenza sonora che non può non essere propedeutica alla proposta, data la taratura importante della strumentazione, sempre perfetta a scatenare ritmi di un certo spessore. Il quarto singolo della band di Sacramento è quindi un tassello in più, che ci dà una mano dal punto di vista interpretativo del disco numero sette in studio, "Koi No Yokan". Album che sin da questi singoli raschiati a fondo, si sta mostrando quella grande gemma di musicalità e di melodia, quello che pressappoco noi ci potremo aspettare da una corazzata vincente come il quartetto americano.

1) Romantic Dreams
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