DEEP PURPLE

Purpendicular

1996 - RCA/BMG Records

A CURA DI
PAOLO FACCHINELLO
20/02/2014
TEMPO DI LETTURA:
8

Recensione

Alla fine del 1993, l'estroso nonchè lunatico chitarrista Ritchie Blackmore lascia i Deep Purple, dopo aver aver attraversato un lungo tour a supporto dell'album "The Battle Rages On...". I soliti problemi di carattere artistico e personale di Blackmore con il cantante Ian Gillan incidono sulle decisioni forzate quanto ineludibili sulla sua dipartita dalla band. Il punto di non ritorno avviene precisamente dopo un concerto a Helsinki in Finlandia nel novembre 1993. In un primo momento viene chiamato Steve Lukather dei Toto a rimpiazzarlo ma egli rifiuta. Successivamente si fa un secondo tentativo (andato in porto) per sondare un altro celebre chitarrista. A sostituirlo temporaneamente per le rimanenti date del tour asiatico ed europeo il resto del gruppo chiama nel suo interno un nome di spicco della chitarra elettrica oltre che un maestro dello strumento: Joe Satriani. Satriani si immedisima più che degnamente nei panni del "supplente" di Blackmore e completa tutti gli show della celebre band inglese fino all'estate 1994. I giochi sembrano fatti. A quel punto Satriani pare avere conquistato le simpatie dei componenti del gruppo fintantoché gli viene intimato di unirsi in maniera definitiva a Ian Gillan e soci ma tuttavia gli impegni contrattuali assunti dal chitarrista con l'etichetta Epic Records gli impedivano di congiungersi per realizzare un disco con i Purple. All'inizio del 1995 dopo varie audizioni di prova i Deep Purple scelgono il nuovo chitarrista che sostituisce Blackmore (e Satriani): si tratta di Steven J. Morse meglio conosciuto come Steve Morse, classe 1954, fondatore negli anni 70 e 80 di band quali Dixie Dregs e Kansas. Morse si integra perfettamente nella band tanto che il suo approccio innovativo nei Deep Purple si fa sentire in breve tempo decidendo in comune accordo di incidere assieme un nuovo album che prende il nome di Purpendicular. Il titolo di questo album viene coniato grazie ad un gioco di parole che comprende il nome della band (Purple) mischiata con un termine pescato dal campo matematico-geometrico (Perpendicolar), ovvero l'incontro tra due linee che formano un angolo retto formando una perpendicolare. Ora andiamo a scoprirlo più da vicino. Purpendicular esce nel mercato discografico nella primavera 1996 e si compone di 12 track più l'aggiunta di una canzone bonus nella versione giapponese. Si comincia con "Vavoom: Ted The Mechanic" dove Morse mette in mostra un magnifico showcase del suo repertorio con un intro chitarristico denso di pinch harmonics e di power chord di matrice heavy blues tanto granitici quanto efficaci. Il resto del brano ruota attorno al supporto ritmico serrato del basso di Glover e la batteria solida di Paice che segna colpi decisi di grancassa. Un carico e poderoso Ian Gillan (con un registro vocale dei bei vecchi tempi) descrive nel testo una storia accaduta veramente riferendosi al racconto di uomo incontrato nel 1987 durante la pausa nelle sessioni di prova dell'album "The House of Blue Light". L'uomo in questione (Ted) racconta ad Ian Gillan alcune tappe della sua tormentata vita tra eccessi, vizi e dispiaceri personali ("Playing pool and drinking beer ... Nothin more'n the occasional tear ... But this man's life goes on and he gets greased all over from time to time... At the strip joint, where we met.... He said 'Hi, my name is Ted... See that one over there...That ball of thunder... Every time she goes Vavoom, I wiggle in my chair ... Can I buy you a beer? What a guy..." | "Giocare a biliardo e bere birra... Niente di più della lacrima occasionale... Ma la vita di questo uomo va avanti e lui si ingrassa giorno dopo giorno... Allo strip club dove ci siamo incontrati... Ha detto 'Ciao, il mio nome è Ted... Vedere quella lì... Quella sfera di tuono... Ogni volta che lei va in agitazione...Vavoom... Ha smosso la mia sedia... Posso offrirti una birra? Che ragazzo..."). Si prosegue con "Loosen My Strings", altro pezzo meraviglioso che inizia con dei sognanti arpeggi di chitarra di un ispirato Morse che fa decollare il brano in territori hard con l'affiancamento vocale di Gillan sempre pronto a mettersi in mostra con dei passaggi pieni di un lirismo maestoso e solenne. Gli assoli fulgidi di Morse e la tastiera estatica di Lord caratterizzano il pezzo con Gillan che declama versi ariosi e pieni di brio che riflettono la giornata tipo del cantante raccontata nel quotidiano e vissuta con forza di volontà per andare avanti nonostante le difficoltà che si incontrano ("...Who can say, maybe or whatever... It's up to you... You know you can trust me... I'll make it up to you...You move with the action ...You loosen my strings ...Your fingers can smooth out my jangles... and all those things..." | "Chi può dirlo, forse o qualsiasi altra cosa.... Sta a te... Sai che puoi fidarti di me...Ce la farò per voi... Ti muovi con l'azione... Tu allenti le mie corde... Le tue dita possono appianare i miei litigi... e tutte quelle cose..."). La 3° track, "Soon Forgotten", si apre con la tastiera di Lord che sonoramente grazie all'organo Hammond sembra quasi un "lampeggiante di accompagnamento" quasi fosse un vigile del suono. Da vero artista circense della sei corde, Morse gli corre appresso con l'innesto di power chord e assoli che virano in zone prettamente heavy metal. Il pezzo scorre con delle bizzarie ritmiche alquanto insolite per i Purple che sfociano clamorosamente nel refrain dove Gillan si trasforma in mattatore incedendo in un vocio quasi sinistro e minaccioso per narrare le proprie disavventure ("All my dreams are forgotten ... When you leave me ... On the shelf ... I can think of nothing better ... Than to sit here by myself ... Least remembered... Soon forgotten ... Didn't matter anyway ... How can i ever miss you ... If you never go away..." | "Tutti i miei sogni sono dimenticati... Quando mi lasci... Sullo scaffale... Non posso che pensare a niente di meglio... Piuttosto che stare qui da me... un minimo ricordato... presto dimenticato.. Non importa comunque... Come posso io mancarti... Se non vai mai distante..."). Ora arriviamo a quella che secondo me è la più bella canzone del disco e aggiungo dell'intera carriera dei Deep Purple: "Sometimes I Feel Like Screaming", 4° track di Purpendicular. Questa canzone è strutturata in diverse tranche ritmiche con la chitarra, frutto del genio di Morse, che inizia con degli splendidi arpeggi armonici pregni di.eufonia. Il pezzo prosegue in un crescendo musicale che si trasforma in un autentico capolavoro toccando un livello di pathos vertiginoso con Morse che mostra il suo lato più tecnico con assoli corposi e orecchiabili e uso sopraffino del tapping, Lord che accompagna il tutto con delle partiture di piano ben orchestrate e Gillan che sussurra dei versi elegiaci quanto nostalgici che trovano una certa rabbia e amarezza a pieno sbocco nel ritornello centrale ("... (The) back street dolls and the side door johnnies ... The wide eyed boys with their bags full of money ... Back in the alley going bang to the wall ... Tied to the tail of a midnight crawl ... Heaven wouldn't be so high I know if the times gone by hadn't been so low... The best laid plans come apart at the seams and shatter all my dreams ... Sometimes I feel like... Screaming... " | "(I) bambolotti di strada e quella della porta laterale... I furbetti dagli occhi con le loro borse piene di soldi... Torna nel vicolo andando di botto al muro.. Legato alla coda di una scansione di mezzanotte... Il paradiso non sarebbe così in alto lo so ... se i tempi passati.. Non era stato così basso ... I migliori progetti vanno a pezzi e mandano in frantumi tutti i miei sogni ... A volte mi viene voglia di urlare..."). Pezzo meraviglioso che entra negli annali musicali e tutt'ora rimane un brano fisso nella scaletta live dei concerti dei Deep Purple. Un brano che da solo vale metà disco. La 5° track, "Cascades: I'm Not your Lover", parte con l'organo Hammond di Lord che innesca delle trame classicheggianti con Morse che gli va dietro con dei trilli di chitarra che aprono la strada per un brano esaltante con riff energici fiancheggiati dalla batteria di Paice e dalla voce calda e ariosa di Gillan che interpreta il pezzo con il suo solito stile con forza ed eleganza immedesimandosi nel ruolo do un uomo soggiogato da dinamiche sentimentali ("What can i do... About the rain that falls on you... I'm not your lover now ... I'm not your lover now " | "Cosa posso fare... Circa la pioggia che cade su di te... Io non sono il tuo amante ora... Io non sono il tuo amante ora..."). "The Aviator", 6° track, è una ballad semiacustica che si apre con dei passaggi chitarristici melodici di Morse dal gusto folk che fanno affiorare i momenti migliori del rock anni 70, tanto che per alcuni secondi sembra di ascoltare un pezzo dei Supertramp di Roger Hodgson (vedi "Give A little bit"). Il testo pare essere un monito di Gillan ad essere stanco di vivere in un mondo sovraccarico di negatività che non lo rappresenta e auspica un cambiamento attraverso l'immaginazione di un aviatore (" I flew along the lighted street ... I flew above the town ... I flew in ever rising circles ... Ever further from the ground ... As i begin to lose my breath ... Printed faxes turn a spin ... A distant corner of the room ... Will open up and let me in ... I'm tired of the news ... I'm tired of the weather ... I'm tired of the same thing every day ... I'm the aviator ... A dream's a dream whatever they say ..." | "Ho volato lungo la strada illuminata ... Ho volato sopra la città ...Ho volato sempre in cerchi crescenti... Sempre più lontano dalla terra ... e ho cominciato a perdere il fiato... Fax stampati da far girare... Un angolo lontano della stanza... si aprirà e mi lascerà dentro ... Sono stanco delle notizie ... Sono stanco del tempo ... Sono stanco della stessa cosa ogni giorno... Sono l'aviatore ... Un sogno è un sogno nonostante quello che dicono..."). La successiva "Rosa's Cantina", 7° track, parte con un giro di basso avvolgente e superbo di Glover che da il via a una mini jam session grazie a degli accenni di virtuosismo chitarristico di Morse e con un assolo dell'organo Hammond di Lord. Gillan prende parte al brano con qualche momento riservato all'armonica a bocca recitando con enfasi la propria funzione di enterteiner in un testo ricco di filantropismo danzereccio ("Going to Rosa's Cantina ... Going to Rosa's Cantina ... Hoping that she's still there ... Going to Rosa's Cantina ... Might have been ... the dust in my eyes ... the dust in my eyes ... Could have been the neon cactus ... Lighting up the desert sky ... Must have been ... the dust in my eyes.. "| "Andando alla Cantina di Rosa ... Andando alla Cantina di Rosa ... Sperando che lei è ancora lì ... Andando a Cantina di Rosa ... Sarebbe stata... la polvere negli occhi ... la polvere negli occhi ... Avrebbe potuto essere il neon cactus... Illuminando il cielo del deserto... Deve essere stata... la polvere negli occhi..."). "A Castle Full Of Rascals", 8° track, ci fa ritornare su binari hard rock di pura marca Deep Purple con attacchi graffianti di Morse alla chitarra che esibisce il lato più furente del suo repertorio con power chord fulminanti e con uso frequente di pinch harmonics qua e la nel brano. Ottimo l'aggancio ritmico con il basso trascinante di Glover che incalza incessantemente assieme alla voce poliedrica di Gillan che declama dei versi rabbiosi orientati alla protesta politica. L'indice è puntato verso lo squallore di approfittatori, faccendieri e politicanti che confabulano in gran segreto con complotti nascosti ("A glistening of questioners ... Prepared the inquisition ... While jackals in the shadows ... manoeuvre for position ... A fundament of righteous men ... A barrow ideals ... The carriage of misjustice ... Crushes all beneath it's wheels ... Conspiracies of silence ... Within the temple walls ... Graveyards full of promises ... Tha no one can recall ... A castle full of rascals ... A fortress full of thieves ... A parliament of silver tongues ... That latter to deceive..." | "Un scintillio di interroganti ... Preparata l'inquisizione... Mentre sciacalli nelle ombre... manovrano per la posizione... un fondamento di uomini giusti... con un mucchio di ideali ... Il trasporto dell'ingiustizia... Schiaccia tutto sotto di esso per ruote... Conspirazioni di silenzio ... All'interno delle mura del tempio ... Cimiteri pieni di promesse... Che nessuno può ricordare... Un castello pieno di mascalzoni... Una fortezza piena di ladri... Un parlamento di lingue d'argento... Queste ultime per ingannare..."). Arriviamo alla track n° 9, "A Touch Away", che si apre con dei bellissimi arpeggi di chitarra dal sapore barocco. Ian Gillan descrive nel testo l'idea romantica di amore a distanza con la controparte femminile che lui immagina nel migliore dei modi ("Mother nature's been good to me ... That's why i'm sittin in this cherry tree ... But it's alright, it's alright ... It's not so bad ... I'm just a touch away ... The shady lady ... From shady lane ... Is lying in my bed again ... And it's alright ... It feels good ... It's not so bad ... When she's just a touch away... Mother nature's been good to me ... That's why I'm sittin in this cherry tree ... But it's alright, it's alright... It's not so bad ... I'm just a touch away ... The shady lady ... From shady lane ... Is lying in my bed again ... And it's alright ... It feels good ... It's not so bad ... When she's just a touch away..." | "Madre natura è stato buona con me ... Ecco perché mi sono seduto in questo albero di ciliegio ... Ma va tutto bene, va tutto bene ... Non è poi così male ... Sono solo un tocco di distanza ... La signora ombrosa ... Dal vicolo ombroso ... È sdraiata nel mio letto di nuovo... Ed è bene... Ci si sente bene ... Non è poi così male ... Quando lei è solo un tocco di distanza..."). "Hey Cisco", 10° track, vede protagonista la batteria di Paice che con dei colpi gagliardi di rullo e grancassa imbastisce delle scie ritmiche davvero arrembanti per lasciare campo a un Morse che infarcisce riff e assoli al fulmicotone e Lord che tenta delle scorribande di organo impreviste. Gillan interpreta il brano con la solita maestria e dedica le strofe ad un amico a cui tiene molto confermando la sua fraterna vicinanza ("... What they doing to my friend ... What they doing to my man ... Don't matter when ... I'll stay to the end ... Hey cisco ... Let's go out in style ... We're going down together.. " | "Quello che fa il mio amico ... Quello che fa al mio uomo... Non importa quando ... Io rimarrò fino alla fine ... Hey cisco... Andiamo con stile... Stiamo andando verso il fondo insieme..). "Somebody Stole My Guitar", 11° track, ci fa ripiombare nei meandri del rock duro abitudinario dei Deep Purple. Notevole il riff che introduce il pezzo con Morse impegnato a destreggiarsi con la sua chitarra con incursioni solistiche improvvise e mai scontate. Un brano pregno di ironia e dileggio che vede come oggetto il furto (verosimile) di una chitarra, presumibilmente di Steve Morse ("Somebody stole my guitar ... They took it from ... The back seat of my car ... I was sleeping in memphis... In my hotel room ... And somebody stole my guitar..." | "Qualcuno ha rubato la mia chitarra... L'hanno presa dal sedile posteriore della mia auto... Stavo dormendo a Memphis... Nella mia stanza d'albergo... E qualcuno ha rubato la mia chitarra..."). A concludere il disco ci pensa "The purpendicular waltz", una canzone segnata dai giri di chitarra repentini di Morse, dall'armonica a bocca di Gillan e dalla batteria di un sicuro Paice che detta la linea ritmica con molta sicurezza e personalità. Il testo tratta delle considerazioni personali di vita della band con Gillan che canta con molta caparbietà ("Put your money down ... Take your choice ... That's the way it is ... Every time with these boys .. And you sense no shame ... And you feel no disgrace ... Somebody wins ... Somebody loses ... It's a dirty dirty race ... Oh my life ... It's a dog's life..." | "Mettete i vostri soldi giù... Prendete la vostra scelta ... Questo è il modo in cui è ... Ogni volta con questi ragazzi... E non avvertite vergogna... E ti senti senza vergogna... qualcuno vince qualcuno perde... E' una gara sporca sporca... Oh mia vita... E' la vita di un cane..."). In aggiunta va menzionata la bonus track contenuta nella versione giapponese "Don't Hold Your Breath", canzone rocciosa in cui la band dimostra di saperci fare con tutto l'enorme bagaglio di esperienza che ha accumulato negli anni di servizio alla musica. Termina così il disco e vanno fatte delle piccole considerazioni. Purpendicular viene registrato in un periodo assai fortunato per il gruppo che pare quasi tornato ai fasti degli anni 70. Il tocco sperimentale di Morse e la competenza di Ian Gillan & company rappresentano una solida e sicura garanzia per aver saputo creare un lavoro che va al di sopra delle più rosee aspettative. Il materiale registrato dalla band è molto variegato ed è contornato da canzoni dirette e potenti quanto da ballad fastose e magniloquenti. Il disco mostra una band in stato di grazia che sa coniugare lo stile diretto e potente di "Fireball" e di "Machine Head" con le influenze jazz fusion apportate da Morse. Sarà lo stesso chitarrista il vero perno centrale sia nel disco sia nei successivi album e garantirà quel guizzo di classe in più che non farà rimpiangere sicuramente il buon vecchio Blackmore. Purpendicular resta un lavoro fondamentale che inaugura con il periodo Morse una nuova primavera musicale in grado di rigenerare degli illustri professionisti che hanno scritto a pieno titolo la storia della musica rock. Chi non possiede il disco corra immediatamente a procurarselo senza indugi. L'acquisto di certi dischi è d'obbligo per ogni buon collezionista che si rispetti.  


 1) Vavoom: Ted the Mechanic
 2) Loosen My Strings
 3) Soon Forgotten 
 4) Sometimes I Feel Like Screaming
 5) Cascades: I'm Not Your Lover 
 6) The Aviator
 7) Rosa's Cantina
 8) A Castle Full Of Rascals
 9) A Touch Away
10) Hey Cisco
11) Somebody Stole My Guitar
12) The Purpendicular Waltz
13) Don't Hold Your Breath 

correlati