DEEP PURPLE

Fireball

1971 - Harvest Records/Warner Bros.

A CURA DI
ESSEQU
09/09/2011
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Recensione

I sessanta furono caratterizzati da episodi socioculturali che contribuirono a far crescere quel senso di ribellione tra i giovani di allora.  Su tutti la guerra in Vietnam, e da li la ribellione studentesca culminata nell'episodio all'Università dell'Ohio, dove la polizia sparò sul corteo studentesco facendo 4 morti. Neil Young informò il mondo componendo "OHIO" ed il ritornello è ancora scolpito in testa. La via intrapresa dagli U.S.A. in Vietnam pose le basi per i movimenti pacifisti. Ne scaturì una cultura giovanile, forse faziosa in alcuni casi ingenua orientata dal quel disappunto esistenziale tra genitori e figli, insomma c'era abbastanza carne sul fuoco e così che nel giro di pochi, irripetibili anni il mondo musicale, per i motivi di cui sopra, benefici" di questi episodi per conquistarsi quel senso di libertà compositive ed espressive. In breve tempo si passò dal Rock and Roll dei '50 al beat dei '60, tuffandosi nel movimento Mods della seconda metà dei '60, per sfociare nei primi anni dei '70 nel nuovo importantissimo movimento sonoro. Il 1970 fu caratterizzato da album che segneranno la storia del panorama musicale, vedi "BENEFIT" dei JETHRO TULL, oppure "QUESTIONS OF BALANCE"  dei MOODY BLUES, "LED ZEPPELIN III", CAT STEVENS con il singolo "FATHER & SON" raggiunse il primo posto in classifica UK senza dimenticare l'esordio dei BLACK SABBATH.

DEEP PURPLE, LED ZEPPELIN e BLACK SABBATH furono gli antesignani e fautori di questo nuovo movimento, vale a dire quello dell'HARD ROCK. I DEEP PURPLE si formano nel 1968 attorno all'organista Jon Lord che chiamò a se l'amico musicista Simpler, e fu proprio quest'ultimo a suggerire Ritchie Blackmore per la chitarra.

Le audizioni continuano ed arrivarono Ian Paice  ed il vocalist Rod Evans. Di estrazione classica, sono affascinati dal neonato pop sinfonico di Moody Blues e Vanilla Fudge, ma ancor più forte è l'attrazione per il Rhythm & Blues americano, attrazione condivisa da tutti gli elementi del gruppo. Esordiscono nel '68 con SHADES, al quale seguiranno altri 4 album prima di arrivare a FIREBALL  nel 1971 che raggiungerà il #1 in UK, preceduto dal singolo "Black Night"  che si piazzerà al secondo posto UK. Poco prima di Fireball, nel '70 con l'album "IN ROCK", entrano nel gruppo un certo Ian Gillan alla voce ed il bassista Roger Glover. I riff chitarristici di Blackmore e la voce isterisca di Gillan gettano le basi per la costruzione di "Fireball". Un album considerato tra i più sperimentali dei DEEP in cui si mischiano sonorità hard, blues e  country. Il brano che da il titolo all'album e fa anche da apripista è caratterizzato dall'intro incredibile della Ludwig accompagnato poi dal suono distorto del basso di Glover e dall'utilizzo alla batteria della seconda cassa da parte di IAN, il primo a sperimentare tale impostazione (vedi "Live In Danmark 1972") e dallo stupefacente ed incredibile uso delle tastiere. Il suono maledetto della Ludwig introduce una delle più belle canzoni di sempre e rimane inconfondibile anche dopo 40 anni. 3' 25" di adrenalina pura capace come uno tsunami di stenderti sul divano e lasciarti a bocca aperta, senza fiato e senza prima aver scelto di pigiare il tasto REPEAT e non toglierlo più (siamo nel 1970 ndr). Niente male per essere una canzone d'amore. Il viaggio per "NO NO NO", secondo brano dell'album dura 6 minuti e 58" prego prendere il biglietto. Gillan urla: "Must we wait 4 ever? No no no". Ritchie collabora con i suoi virtuosismi alla chitarra. I DEEP furono i primi a introdurre il feddback wah wah. Verso la fine del viaggio arrivano le tastiere di Lord fondendosi con il resto della band. Un bel blues rock per "DEMON'EYE", dove Ritchie ti ricorda di obliterare il biglietto per poter ascoltare i suoi fraseggi. "ANYON'S DAUGHTER" strizza l'occhio al TX ÐUSA. Il prato sul quale ci si siede è quello delle tastiere di Lord con il sottofondo chitarristico, quasi sussurrato, forse con paura, ad offrire cosi il dovuto spazio a Gillan che a tratti si produce con toni "in parlato". Gradevole "THE MULE" ti fa capire il lato progressive rock della band, mai dimenticato. Viene messo nel mixer con suoni psichedelici. 5 minuti e rotti di trip. Il giro di basso apre a "THE FOOLS". Il suono della viola (inteso come strumento) non è altro che il risultato della sperimentazione di Ritchie. Il brano prende forma negli ultimi 2 minuti anche per merito di Lord (da non confondere con il Lord biblico anche se...). Arriviamo all'ultimo brano, Glover bussa incessantemente alla porta e gli apre la voce di Gillan, portandosi al seguito tutta la famiglia. Parte "NO ONE CAME". Durante il brano possiamo godere del wah wah di Ritchie e my Lord sbatte le dita sui tasti guardando di nascosto l'amico Manzarek .

Si chiude cosi un album a mio personale giudizio, discreto dei DEEP. Di li a poco comunque avremmo goduto tutti quanti con intensi orgasmi, fumando sull'acqua (e che fumo cazzo). FLASH N°1: lo scolaretto Gillan aveva come compagni di banco i ragazzi ROGER, JOHN e PETE che spiattellati cosi non dicono un cazzo, se a questi 3 nomi gli aggiungi i cognomi appropriati (non è difficile) ti trovi di fronte ai componenti degli WHO. Si proprio loro, stessa scuola... Ehhh  già!! FLASH N°2: quel bambino 13enne scaraventato dallo Tsunami di cui accennavo sopra, sono io. Andavo di nascosto nella camera dello zio situata al piano di sotto, all'inizio a sua insaputa poi però non avendo alternative, non potendo sopportare le crisi di astinenza di fireball glielo dissi e da li iniziò il mio cammino nella terra del rock. La prima di tutte le volte presi il mangiacassette dal comodino ed introdussi un nastro a caso tra le decine che aveva, mi ricordo che non aveva indicazioni di nessun tipo. La inserii nel lettore e schiacciai Play. Cascai sul divano e mi dicevo: "Mio dio ma chi cazzo sono!" Solo una settimana più tardi seppi il titolo e nome della band. Ma lo ricordo come fosse oggi . Mi si aprirono gli orizzonti. In quella settimana aspettavo le 3 del pomeriggio per spararmi la Ludwig le tastiere e la voce isterica di Gillan, nel mio cervello continuava ad andare solo e sempre FIREBALL ed era difficile rimanere concentrati sui banchi di scuola. Poi vennero tutti gli altri, e non aspettavo più le 3 del pomeriggio.

FLASH N°3: (The Master): E' effettivamente vero che questo album è il primo album nella storia musicale nel quale è stata introdotta la tecnica di doppia cassa nella batteria. Aldilà delle conoscenze extra musicali dei membri delle band dei Deep e degli Who, non tutti sanno che le due band per un periodo hanno registrato in due sale prove vicine tra loro. Fu il batterista degli Who per primo a sperimentare tale tecnica, che però venne registrata per primo da Paice, divenendone così, a torto o ragione, il "padre".

Keep on rocking!



 


1) No No No
2) Demon's Eve
3) Anyon's Daughter
4) The Mule
5) Fools
6) No One Came